Gennaio 2024

Scegliere il liceo giusto per i propri figli: consigli utili

La scelta del liceo per i figli è una decisione importante che può influenzare il loro futuro accademico e professionale, una decisione personale e unica per ogni studente. Prenditi il tempo necessario per esaminare attentamente le opzioni disponibili e prendere una decisione ponderata che tenga conto delle esigenze e delle aspirazioni dei tuoi figli. Ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a fare una scelta informata:     Interessi e passioni: considera gli interessi e le passioni dei tuoi figli. Scegliere un liceo che offre programmi o indirizzi che corrispondono alle loro passioni può aumentare la motivazione e l’entusiasmo per l’apprendimento. Reputazione della scuola: informarti sulla reputazione della scuola può essere utile. Parla con genitori di studenti attuali o ex alunni, leggi recensioni online e partecipa a eventi scolastici per ottenere una visione più completa della scuola. Distante o vicino casa? Considera la posizione della scuola. Un liceo vicino a casa può essere più pratico, ma se c’è un liceo che offre un programma eccellente a una certa distanza, potrebbe valere la pena valutare anche questa opzione. Ascoltare i desideri dei figli: coinvolgi i tuoi figli nella decisione. Ascolta le loro opinioni e considera le loro preferenze, tenendo conto delle tue conoscenze e della loro maturità nel prendere decisioni importanti. VAI AL LIBRO Coinvolgimento dei genitori: verifica se la scuola incoraggia il coinvolgimento dei genitori. Una buona collaborazione tra genitori e insegnanti può essere fondamentale per il successo accademico degli studenti. Flessibilità del curriculum: verifica se la scuola offre opzioni flessibili per permettere ai tuoi figli di personalizzare il loro percorso di apprendimento. Un curriculum più flessibile può adattarsi meglio alle esigenze individuali.   Speriamo che questi consigli ti siano stati utili! Se ne hai altri, o se hai osservazioni sul nostro articolo, lascia un commento

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Esplorando il quartiere Temple Bar di Dublino

Dublino, la vivace capitale dell’Irlanda, è nota per la sua storia ricca, la gente calorosa e l’atmosfera accogliente. Al centro di questa città pulsante si trova il celebre quartiere di Temple Bar, un luogo intriso di cultura, arte e intrattenimento che cattura l’essenza della vita dublinese. Storia e atmosfera unica Il Temple Bar è situato nel centro di Dublino, sulla riva sud del fiume Liffey. Le sue strade lastricate e le facciate colorate creano un’atmosfera unica, accogliendo visitatori provenienti da tutto il mondo. Maestosi edifici georgiani si fondono con murales vivaci, creando un quadro affascinante che riflette la storia e la modernità di Dublino. Il cuore della vita notturna Il Temple Bar è universalmente riconosciuto come il cuore pulsante della vita notturna di Dublino. I suoi pub tradizionali offrono una varietà di birre locali e intrattenimento dal vivo, con la musica folk che risuona attraverso le strade acciottolate. Il celebre Temple Bar Pub, con la sua facciata rossa distintiva, è un must per coloro che cercano un’esperienza autentica irlandese. Arte e cultura in ogni angolo Il quartiere non è solo sinonimo di divertimento notturno, ma anche di arte e cultura. Gallerie d’arte indipendenti e studi creativi si trovano disseminati per il quartiere, offrendo un’ampia gamma di espressioni artistiche, dalle opere contemporanee alle tradizioni più radicate. Dedicato a te che ami l’Irlanda VAI AL LIBRO Mercati e tesori nascosti I visitatori possono immergersi nella cultura locale esplorando il mercato di Temple Bar, dove bancarelle colorate offrono prodotti locali, artigianato e souvenir unici. Librerie indipendenti, negozi di musica e boutique vintage aggiungono ulteriore fascino a questo quartiere ricco di scoperte. Eventi e festival Il Temple Bar è anche famoso per ospitare numerosi eventi culturali e festival che animano le strade con attività, dalla danza al teatro, creando un ambiente dinamico e coinvolgente per residenti e turisti. Insomma, il Temple Bar di Dublino è molto più di un quartiere di divertimenti notturni; è un ritratto vivente della ricca storia e della vivacità culturale di Dublino. Con le sue strade che raccontano storie antiche e moderne, si tratta di una tappa imprescindibile per chiunque desideri immergersi nell’anima di questa affascinante città irlandese!

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Come descrivere momenti di quotidianità nei romanzi: consigli di scrittura creativa

Nei momenti di quotidianità di un romanzo, l’autore cattura la vita ordinaria dei personaggi, dipingendo dettagli che rivelano le loro abitudini, relazioni e sfide quotidiane. Attraverso la descrizione di routine come la preparazione di una colazione, una passeggiata mattutina o una conversazione informale, si crea un quadro autentico della vita dei protagonisti. Questi momenti offrono un’opportunità per esplorare la psicologia dei personaggi e sviluppare la trama attraverso piccoli dettagli che contribuiscono a rendere la storia più ricca e realistica.   Compresi i motivi per cui è importante parlare di quotidianità nei libri, ecco allora 8 consigli per scrivere di routine quotidiana Osserva i dettagli: Focalizzati su piccoli dettagli sensoriali e emotivi che caratterizzano la scena. Che odori ci sono? Come si sente il personaggio? Sviluppa i personaggi: Utilizza questi momenti per approfondire la comprensione dei personaggi. Cosa rivela il loro comportamento quotidiano sulla loro personalità? Sottolinea il cambiamento: I momenti quotidiani possono essere il terreno fertile per il cambiamento. Anche una piccola variazione nella routine può avere impatti significativi sulla trama. Crea tensione: Anche nelle situazioni quotidiane, cerca modi per inserire tensione o conflitto, mantenendo l’interesse del lettore. Gioca con lo stile: Sperimenta con lo stile narrativo. Ad esempio, usa il flusso di coscienza o la narrazione in prima persona per immergere il lettore nella mente del personaggio. Vai al libro 6. Equilibrio con gli eventi principali: Assicurati che i momenti di vita quotidiana contribuiscano alla trama generale senza diventare eccessivamente descrittivi o noiosi. 7. Connetti con il tema centrale: Collega i momenti quotidiani al tema principale del romanzo per dare loro un significato più ampio. 8. Coinvolgi i sensi: Descrivi non solo ciò che i personaggi vedono, ma anche ciò che sentono, odono, gustano e toccano. Questo crea un’esperienza più ricca per il lettore.

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Vintage Girl. Chi fermerà la musica? Terza puntata

#episodio tre Correva l’anno 2023. Sembrano passati 82 anni ma, in verità, era meno di un anno fa!Inconsapevolmente, due ignare autrici si imbarcavano in un giochino serale destinato a non esaurirsi con la fine dei giochi. Le Vintage Girls sono nate proprio in occasione di Sanremo! Abbiamo iniziato a folleggiare (è proprio la parola più giusta) parlando delle nostre canzoni preferite, le storie racchiuse nei testi, i trope proprio come nei romance, i singoli dimenticati, abbiamo partecipato al FantaSanremo e sfoggiato i nostri outfit ideali per le varie serate.Ma non poteva finire tutto lì, e quindi eccoci qua, dopo un anno, con Sanremo di nuovo in arrivo, dal 6 al 10 febbraio! Quindi, l’articolo di questo mese sarà tutto dedicato alla manifestazione canora più famosa d’Italia, con dieci canzoni vintage ripescate dalla nostra memoria. Quindi, tutte canzoni italiane, partendo da Arianna e poi finendo con Nelli B.! Alex Baroni – Cambiare Nel 1997 Sanremo conosceva questo promettente giovane cantante, che vincerà con “Cambiare” nella categoria dedicata alle nuove proposte musicali, entrando immediatamente tra le voci più amate di sempre. Questa è una canzone che non si può cantare senza urlare, tanta è la passione che trapela tra le strofe. Ricordo ancora il giorno in cui Alex Baroni ebbe l’incidente che poi gli costò la vita: ero all’università e una mia compagna mi raccontò di averlo appena sentito al telegiornale. Una perdita immensa: penso sempre a quanti e quali pezzi avrebbe potuto regalarci.     https://www.youtube.com/watch?v=6nlF9BHoUKE    2. Michele Zarrillo – L’elefante e la farfalla Chi non si è mai sentito inadeguato? Nel 1996, Michele Zarrillo ha regalato a tutti noi la canzone che descrive perfettamente i nostri pensieri. Una poesia, nient’altro da dire: un testo che ci insegna tutta la sofferenza che sta dietro al pregiudizio, alle apparenze, alla vergogna. Una metafora bellissima che è entrata nei cuori di tutti, pur arrivando solo undicesima al festival (quell’anno vinsero Ron e Tosca con Vorrei incontrarti tra cent’anni).   https://www.youtube.com/watch?v=RqSvPL5XaBY  3. Ivana Spagna – Gente come noi  Ho sempre amato Ivana Spagna. I miei genitori mi raccontano che, da piccolissima, per farmi addormentare mi facevano ascoltare Easy Lady e Call me e, inspiegabilmente, riuscivo a calmarmi. Quando nel 1995 è tornata in auge, non potevo non amarla, nonostante avessi ormai 13 anni. E quindi mi sono fatta regalare i suoi cd e conoscevo a memoria tutte le sue canzoni. E ancora la amo, nonostante tutto.   https://www.youtube.com/watch?v=5sP_SRqhuY8  4. Domenico Modugno – Nel blu dipinto di blu  Ben altra epoca, altra poesia. Volare, oh, oh: chi non la conosce? In tutto il mondo, è la canzone italiana per eccellenza. Venne presentata nel 1958 a Sanremo e da lì, è stata riproposta infinite volte, in tutte le salse, ma quella originale resta sempre nei nostri cuori come simbolo di felicità e spensieratezza. Lo sapete che esiste anche un film, un “musicarello”, interpretato da Domenico Modugno stesso?    https://www.youtube.com/watch?v=t4IjJav7xbg  5. Raf – Cosa resterà degli anni Ottanta Come si fa a non amare Raf, scusate? Forse non tutti sanno che la prima mossa musicale di Raf fu fondare, a Londra, insieme a Ghigo Renzulli (poi celebre chitarrista dei Litfiba) un gruppo rock punk e lanciare come primo singolo una cover di Tintarella di Luna di Mina. Fino a poco fa non lo sapevo neppure io, sono ancora scioccata. Nel 1989 presentò invece, a Sanremo, questa canzone che divenne l’inno di un’epoca. Nel bel mezzo di tutta una serie di successi, sia in italiano che in inglese (lo sapete che Self Control è sua, non è vero?).   https://www.youtube.com/watch?v=i1jPzdY1yg0    La playlist completa delle Vintage Girls è anche su Spotify! Vai al libro È proprio in occasione di Sanremo che si è consolidata la nostra partnership, ormai lo sapete! Capirete pertanto perché siamo così legate a questa manifestazione e perché nel prossimo mese, seguendoci anche sui social, verrete inondate/i da canzoni di ogni genere che si sono susseguite sul palco del Festival. 6. Anna Oxa –  Senza pietà 1999, Anna Oxa porta a casa la vittoria del Festival con questa meravigliosa canzone. Il brano, scritto da Alberto Salerno e Claudio Guidetti, è ispirato al libro di Dino Buzzati dal titolo Il deserto dei Tartari. Con questo brano, quindi, la Oxa porta a casa la prima vittoria al Festival come solista, avendo già in precedenza vinto nel 1989 con Fausto Leali e l’indimenticabile Ti lascerò. Senza dubbio, entrambe, sono tra i successi più grandi di quest’artista che negli anni ha mutato continuamente la propria natura rimanendo però sempre fedele a sé stessa.    https://www.youtube.com/watch?v=J_ZqPn3W0X4 7. Francesco Renga – Raccontami… 2001, Francesco Renga partecipa con questo brano al Festival nella categoria “Nuove proposte”: ottiene il riconoscimento della critica, tanto da partecipare l’anno successivo di nuovo a Sanremo, questa volta nella categoria “Campioni”. Sono questi gli anni in cui si consolida il successo di Renga, attraverso canzoni a tratti struggenti ma piene di sentimento. Raccontami…, in particolare, fa riferimento alla presa di consapevolezza della fine di un amore. Quanto è difficile lasciar andare chi si ama, pur sapendo che non è più quello il percorso e la persona giusta per noi? Tanto, e Francesco ce lo spiega alla perfezione.   https://www.youtube.com/watch?v=OoZo72EFJ00 8. Little Tony – 24 mila baci 1961, questo brano partecipa alla gara e viene cantato da Little Tony e Adriano Celentano (che partecipa anche alla scrittura dello stesso), arrivando secondo in classifica. Otterrà un enorme successo in radio nei mesi successivi, chiudendo come il diciassettesimo brano più ascoltato dell’anno. Io sarei nata esattamente trentuno anni dopo, ma mia nonna era una fan accanita di quello che all’anagrafe era registrato come Antonio Ciacci e non c’era pomeriggio in cui io e mio fratello non ascoltassimo questa canzone e Cuore matto. Con il senno di poi, sono tra i ricordi più belli che possiedo.   https://www.youtube.com/watch?v=tH23Y7mMYMI 9. Alex Britti, Oggi sono io 1999, di nuovo. Britti partecipa con questo brano al Festival e vince nella sezione “Giovani”. Anche in questo caso, il brano sancisce l’inizio della carriera di

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Hikikomori: esplorando il fenomeno dell’isolamento sociale estremo

Gli hikikomori sono un fenomeno sociale giapponese che ha attirato l’attenzione del mondo negli ultimi decenni. Il termine “hikikomori” si riferisce a individui che scelgono di ritirarsi dalla società, isolandosi completamente per lunghi periodi di tempo. Questo comportamento va oltre la semplice introversione e rappresenta un’estrema forma di isolamento sociale che può avere implicazioni significative sulla salute mentale e sul benessere della persona coinvolta.  Essi rappresentano un fenomeno complesso e sconcertante che richiede un’attenzione globale. L’analisi di questo isolamento sociale estremo può fornire spunti importanti per affrontare le sfide legate alla pressione sociale, al benessere mentale e al sostegno comunitario. In un’epoca in cui la connettività virtuale può coesistere con l’isolamento fisico, è fondamentale sviluppare approcci compassionevoli e soluzioni innovative per aiutare coloro che scelgono di ritirarsi dalla società. Origini del termine:  Il termine “hikikomori” deriva dalla combinazione di due parole giapponesi: “hiki” che significa “ritirarsi” o “ritiro”, e “komoru” che significa “stare chiuso” o “nascondersi”. Il fenomeno è stato identificato per la prima volta negli anni ’90, ma si ritiene che abbia radici più profonde nella società giapponese, caratterizzata da pressioni sociali intense, aspettative elevate e un forte senso di conformità. Gli hikikomori sono spesso individui giovani, in particolare ragazzi, che si ritirano dalla vita sociale, scolastica o lavorativa. Queste persone possono trascorrere mesi o addirittura anni confinate nelle loro case, evitando ogni forma di interazione sociale. Molte volte, la comunicazione avviene principalmente attraverso internet o altri mezzi digitali. Cause e fattori contribuenti: Le cause degli hikikomori sono complesse e multifattoriali. Le pressioni sociali, le aspettative eccessive, la paura del giudizio degli altri, la competitività e le difficoltà di adattamento possono essere tra i fattori che portano a questo isolamento. Problemi familiari, fallimenti personali e la mancanza di supporto emotivo possono anch’essi contribuire al fenomeno. Gli hikikomori spesso soffrono di problemi di salute mentale come depressione, ansia e altri disturbi psicologici. L’isolamento prolungato può aggravare questi problemi e rendere più difficile il processo di recupero. La mancanza di sostegno sociale può avere conseguenze devastanti sulla salute emotiva e psicologica degli individui coinvolti. Consigli e approcci: Il trattamento degli hikikomori richiede un approccio delicato e comprensivo. Gli interventi possono includere la terapia individuale, la terapia familiare, la riabilitazione sociale e il supporto della comunità. È essenziale coinvolgere la famiglia e il contesto sociale dell’individuo per favorire una reintegrazione graduale nella società.

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