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Eurovision: l’ennesimo flop di cui eravamo già a conoscenza

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Perché il motto “United by music” non vale più.  Da qualche anno a questa parte, la storia è sempre la stessa.  Un’eterna lotta tra il voler guardare l’Eurovision perché è il festival del trash e il non volerlo guardare per quegli odiosi e odiati meccanismi che escludono nazioni ma lasciano partecipare altre e poi si nascondono dietro il motto “United by music”. Okay, tanto vale ammetterlo, anche questa volta noi della redazione ci siamo lasciate prendere dalla curiosità e pure dalla voglia di vedere un po’ di immagini proiettate di Vienna, città che merita sempre di essere nominata. Abbiamo seguito – chi più chi meno – tutte e tre le serate ed è per questo che, nonostante nessuna di noi sia una critica né esperta musicale, ci permettiamo di spendere due parole sull’evento.  Non era tra i più attesi, questo va detto. Con cinque nazioni in meno e un’atmosfera generale per nulla allegra, le premesse non erano delle migliori. E il sentore che, anche questa volta, dietro a tutto ci sia più un gioco politico che una valorizzazione alla musica, si percepiva dal minuto uno. Già dalla prima serata, infatti, si è notato un calo nelle performance, i presentatori hanno fanno di tutto per tenere alti gli standard e gli animi,  il pubblico presente sembrava tutto sommato apprezzare, ma in sottofondo c’era quella costante sensazione che  ci fosse qualcosa che non funzionava. E sapete cos’era? La divisione netta tra chi sta da una parte e chi dall’altra. E per quanto si possa tentare di far passare il messaggio di “United by music”, non ci si riesce. Perché non è più così. È tutto studiato, tutto piatto, tutto fondamentalmente sbagliato. E si capisce. Siamo tutti divisi e non c’è musica o canzone che tenga. In un momento così delicato e difficile come quello che stiamo vivendo a livello globale, il punto fondamentale dell’Eurovision, che dovrebbe essere la musica, viene meno. Ed è inutile che ci si appigli ai gusti personali, perché quelli valgono fino a un certo punto. Il livello era basso, qualcuno ha osato ma non è stato premiato, altri che si avrebbero meritato molto di più, si ritrovano con un pugno di mosche in mano. Speriamo almeno che si rifacciano fuori da questo contest ormai senza controllo. Ma, parlando di canzoni, che sono poi la parte principale e fondamentale in tutto questo, va detto che alcune performance sono state notevoli. Quella della cantante australiana, per esempio. Possiamo discutere sulla canzone, che può piacere oppure no, ma la voce e la tecnica della cantante erano impressionanti e, se davvero ci si fosse basati su questo, avrebbe dovuto vincere lei.  Chapeau.  L’Italia si piazza al quinto posto e noi non sappiamo nemmeno se essere fiere o no di quella posizione dato che già la canzone non è che fosse la nostra preferita, ma per amore della patria diciamo che va bene così. Esibizione che dal voler essere forse patriottica, è risultata trash e stereotipata al massimo e lui, comprensibilmente commosso ed emozionato (perché arrivare all’Eurovision è comunque tanta roba), non è stato abbastanza incisivo. Peccato. Non che credevamo potesse vincere (okay, forse un po’ sì), però in fondo Sal ci sta pure un po’ simpatico, per cui teniamo alto il nome dell’Italia accussì.  Dopo Sam Rider lo United Kingdom finalmente manda non solo una canzone decente, ma pure un performer di tutto rispetto (abbastanza folle da piacerci un sacco) e riesce comunque ad arrivare all’ultimo posto. E dico che non è giusto. E so che – una di noi – è un po’ di parte perché l’Inghilterra è la sua seconda casa, però  non se lo meritava proprio.  Povero Sam Battle (sì, un altro Sam) in arte Look Mum No Computer. Solo il nome scelto è tutto un programma! Ma diciamo che la classifica è stata tutta un po’ strana, oseremmo dire che i voti siano arrivati a casaccio, ovviamente non possiamo saperlo con certezza, però la sensazione resta. In tutto questo la Grecia si presenta con un brano accattivante cantato da un personaggio che è un mix tra Dargen D’amico e Käärijä ed è subito Carnevale di Rio a Vienna, l’austriaco osa con un brano dance che è uguale a Satisfaction di Benny Benassi, ma non importa. Il pubblico si esalta lo stesso. La Moldavia e la Lituania presentano brani europei, su quello che davvero significa unione tra popoli e, niente, non è abbastanza. Israele, tra i fischi, si piazza al secondo posto dopo il voto popolare.  La canzone era certamente meglio di altre, ma sarà bastato quello a farla volare tanto in alto?  Il dubbio, purtroppo, resta.  E abbiamo tutti un po’ il dente avvelenato. Alla fine la Bulgaria riesce a scamparla, giuria e popolo sono più o meno concordi e vince con una canzone che, secondo noi, è già un tormentone estivo da ascoltare e ballare nei peggiori bar della riviera romagnola.  In sostanza questo Eurovision è stato poco europeo, poco United, poco trash, poco seguito e molto molto criticato. Cosa salviamo? Il medley di canzoni degli Eurovision passati. “Nel blu dipinto di blu” è risultata la canzone più conosciuta e cantata di tutte le edizioni. E sentire il pubblico intonare in coro “Volare oh oh…” è stato emozionante, forse l’unico momento in cui davvero ci si è sentiti uniti tramite la musica.  Peccato che, almeno per ora, non basta una canzone a placare gli animi. Speriamo, comunque, in una competizione futura migliore. Scopri Land Magazine Oriana Turus Maggio 17, 2026 Eurovision: l’ennesimo flop di cui eravamo già a conoscenza A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Maggio 13,

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David Bowie, “Heroes” e la caduta del muro di Berlino

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Fai clic qui Tutti conoscono “Heroes”, la famosa canzone di David Bowie, ma forse non tutti sanno la storia che c’è dietro a essa e quello che ha significato per la Berlino degli anni precedenti alla caduta del muro. Bowie, scrive il pezzo nel 1977. Si trasferisce in Germania dopo un periodo di eccessi e semi insuccessi a Los Angeles, trova in Berlino un buon posto dove poter ricominciare.  L’idea per la canzone gli viene osservando due amanti che si scambiano effusioni a ridosso del muro che allora separava la Berlino Est dalla Berlino Ovest, si immagina così due innamorati costretti a nascondersi, separati da quello stesso muro, minacciati dai militari pronti a separarli, parla dell’importanza di sentirsi degli eroi anche solo per un giorno. Il brano assume un significato ben preciso negli anni: l’amore che supera le difficoltà e vince su tutto. Poi succede che nel 1987, dieci anni dopo aver scritto la canzone, David Bowie fa un concerto proprio a Berlino, nella parte Ovest, attaccato a quel muro che ancora separa la città.  Quando si accorge che ci sono sì migliaia di persone sotto al palco, ma che ce ne sono altrettante al di là del muro, gira gli amplificatori affinché la musica si possa sentire anche dall’altra parte. Tutti cantano. “Heroes” è una specie di inno. E, terminata la canzone, inizia un coro di “Buttatelo giù, buttatelo giù, buttatelo giù” che si espande da Est a Ovest, segno che quel muro non sta bene a nessuno di loro. Esattamente due anni dopo, crolla il muro di Berlino. Quando nel 2016 Bowie muore, la Germania lo ringrazia pubblicamente per aver avviato il processo che ha portato alla caduta di quel muro. E ci piace pensare che anche una sola canzone possa cambiare il corso della storia.  Scopri Land Magazine Elisabetta Febbraio 20, 2026 LIBRI RIBELLI – La trama è un puzzle da ricostruire Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Riordina questo libro: quando la trama è un puzzle da ricostruire Apri il libro ma… ehi! La storia che hai Read More Oriana Turus Febbraio 19, 2026 Caos silenzioso, over turismo e cielo grigio… eppure Londra vale sempre la pena A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Febbraio 18, 2026 Dalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana Rosada COMUNICATO STAMPADalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana RosadaC’è un territorio che parla attraverso le storie, e una voce nuova che nasce da lì. Un amore Read More Alessia Cannizzaro Febbraio 18, 2026 LOVE ME LOVE ME Love Me Love Me è il film che non volevamo (ma che abbiamo visto lo stesso). Il problema è che non è brutto ma divertente o brutto ma con un Read More Cristina Ferri Febbraio 18, 2026 Segnalazione d’uscita The March Sisters – Giunti Editore Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Segnalazione d’uscita per Giunti Editore The March SistersArriva nelle librerie un classico senza tempo.Piccole donne viene presentato in Read More admin Febbraio 17, 2026 Piemonte, 1.000 appartamenti a 150 euro al mese: il piano della Regione per giovani coppie e natalità Piemonte rilancia sulla casa e sulla natalità con un piano che fa discutere: 1.000 appartamenti a 150 euro al mese destinati ai giovani. Un progetto ambizioso che intreccia politiche abitative, Read More admin Febbraio 17, 2026 Hoepli: Crisi e futuro incerto per un simbolo dell’editoria italiana La crisi di Hoepli è un segnale culturale. È il simbolo di un cambiamento profondo che attraversa l’editoria italiana e il mondo delle librerie indipendenti.Fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli, Read More admin Febbraio 17, 2026 Leggere solo classici o solo contemporanei? L’equilibrio è la vera scuola di scrittura C’è una frase che circola spesso tra chi scrive:“Bisogna leggere i classici.”Ed è vero. Ma non è tutta la verità.Così come non è sufficiente leggere solo narrativa contemporanea per sentirsi Read More Silvia Dal Cin Febbraio 17, 2026 MONOPOLI – 90 ANNI DI STORIA Il gioco da tavolo “Monopoli” compie 90 anni! È incredibile quanto questo gioco da tavolo abbia influenzato le generazioni di giocatori (e non solo) di tutto il mondo, entrando a Read More admin Febbraio 16, 2026 Tè alla Viola e i segreti in soffitta diventa audiolibro: il romanzo di Alice Buzzella ora su Storytel narrato da Cinzia Corallini Febbraio 2026 – Il romanzo “Tè alla Viola e i segreti in soffitta” di Alice Buzzella arriva in una nuova, emozionante veste: da oggi l’audiolibro è disponibile su Storytel, narrato Read More

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Buon compleanno Elvis!

Oggi, 8 gennaio 2026, sarebbe il 91° compleanno di Elvis Presley, il leggendario “Re del Rock and Roll”! Nato a Tupelo, Mississippi, nel 1935, Elvis è stato un cantante e attore statunitense che ha lasciato un’impronta indelebile sulla musica e sulla cultura popolare del XX secolo. Elvis è noto per le sue performance energiche e sessualmente provocatorie, che hanno mescolato influenze musicali diverse e hanno contribuito a rompere le barriere razziali negli Stati Uniti negli anni ’50. Ha iniziato la sua carriera musicale nel 1954 con la Sun Records e ha raggiunto il successo mondiale con canzoni come “Heartbreak Hotel”, “Hound Dog” e “Jailhouse Rock”. Elvis purtroppo non può festeggiare questo compleanno, perché è morto il 16 agosto 1977, all’età di 42 anni. La sua musica e la sua eredità continuano a essere celebrate da fan di tutto il mondo. Ecco alcune curiosità su Elvis Presley: – *Il nome*: Il nome “Elvis” ha origine norvegese e deriva da Alvíss, un mitico nano della mitologia nordica. – *La prima chitarra*: Elvis ricevette la sua prima chitarra a 11 anni, anche se voleva una bicicletta. – *La carriera*: Iniziò la sua carriera musicale nel 1954, registrando alla Sun Records con il produttore Sam Phillips. – *Il look*: I suoi capelli neri erano tinti, il suo colore naturale era biondo scuro. – *Le mosse celebri*: Le sue tre mosse più famose erano la “pelvis”, le “rubber legs” e il “windmill”. – *La balbuzie*: Elvis era leggermente balbuziente e la musica gli fu consigliata come terapia. – *Il servizio militare*: Nel 1958, Elvis fu chiamato a svolgere il servizio militare negli Stati Uniti. – *L’incontro con Nixon*: Nel 1970, Elvis incontrò il presidente Richard Nixon alla Casa Bianca. – *La passione per il karate*: Elvis era cintura nera di karate e lo praticò per tutta la vita. – *Il cibo preferito*: Amava i sandwich stravaganti, come il “Fool’s Gold Loaf” con burro di arachidi, marmellata e bacon.

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“Fairytale of New York”, cosa c’è realmente dietro la canzone che fa da colonna sonora al nostro Natale

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Diciamolo: di favola, questo testo, ha solo il titolo. Tra le preferite canzoni inserite in praticamente tutte le playlist natalizie, “Fairy tales of New York” è probabilmente il tipico esempio di moderno hate-to-love o enemies-to-lovers.   Scritta da Jem Finer e Shane MacGowan, cantante dei Pogues, racconta la storia di due innamorati emigrati irlandesi che devono fare i conti con le difficoltà della vita nella grande mela. Disillusi, problematici e dipendenti da alcol e droga, si ritrovano a litigare e a riempirsi di insulti la vigilia di Natale. Non esattamente il modo migliore per festeggiare la notte più magica dell’anno.  Azzarderei a dire che è la canzone anti-Natale per eccellenza, eppure resiste ed è comunque considerata tra le migliori mai scritte. Fu inizialmente censurata per i termini utilizzati, ma il ban (per dirlo in termini moderni) durò davvero poco. Del resto, tutti sappiamo che non funzionerebbe allo stesso modo se avessero usato parole più delicate. Il contrasto tra l’atmosfera del Natale e la sofferenza dei protagonisti è data proprio da quel linguaggio forte, che sa di disperazione.  Immaginatevi la scena: lui completamente ubriaco e chiuso in una cella che sogna a occhi aperti la ragazza. Tra loro il dialogo è intenso, sincero e senza filtri. Grida disperate nel buio della notte. Com’erano, come sono diventati tra sogni infranti e l’infelicità che non si aspettavano. P.S. Esiste anche la versione italiana della stessa canzone, interpretata da Angelo Branduardi – opinione personale: è troppo delicata e non rende bene come l’originale. A voi comunque dedichiamo entrambe e vi lasciamo i link.   https://www.youtube.com/watch?v=NJQ1DxbnL5E&list=RDNJQ1DxbnL5E&start_radio=1 Libri di Oriana Turus Fai clic qui INSERISCI TESTO QUI Scopri Land Magazine Silvia Dal Cin Novembre 23, 2025 30 ANNI DI “VERSO L’INFINITO E OLTRE!” Uscito nelle sale americane il 22 novembre 1995, Toy Story è un classico senza tempo. Ha sfornato citazioni importanti, che ancora oggi si usano come “Verso l’infinito e oltre!” e Read More Cristina Ferri Novembre 21, 2025 La cuffietta: da Jane Austen a Elizabeth Gaskell Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Passeggiare senza l’ombrellino, uscire senza la cuffietta o senza chaperon, o entrambe le cose, essere cacciate da una casa senza Read More Oriana Turus Novembre 21, 2025 Tutto ciò che forse non sapevi sui corvi A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Novembre 20, 2025 Storia di Viola: il nuovo romanzo di Antonella B. sulla maternità negata e le fragilità relazionali Il 20 novembre arriva in libreria Storia di Viola, il nuovo romanzo di Antonella B., scrittrice dorgalese alla sua terza fatica letteraria. Un’opera intensa, che affronta una delle questioni più Read More Cristina Ferri Novembre 20, 2025 Errori da non commettere nelle relazioni (seguendo Jane Austen) Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Vi frequentate da poco, lui non ci pensa minimamente a mettere la fede al dito, e tu non Read More Silvia Dal Cin Novembre 20, 2025 AI GRANDI BISOGNA SEMPRE SPIEGARE TUTTO! Un classico senza tempo, in versione fumetto! Quando ho aperto il pacchetto ricevuto da Tunué mi si sono illuminati gli occhi: eccoli lì, l’aviatore e il piccolo principe! È stato Read More Lorenzo Foschi Novembre 20, 2025 Giappone360: approcciare il cibo A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Lathar Lathar – Zero Viaggiare in Giappone significa entrare in un universo gastronomico dove il cibo non è soltanto nutrimento, ma un’estensione Read More admin Novembre 19, 2025 Come nascono i personaggi di Agatha Christie: da Miss Marple a Hercule Poirot Se pensi che Miss Marple e Hercule Poirot siano usciti da un laboratorio segreto per detective perfetti, ti sbagli di poco. In realtà, sono nati da un’altra formula chimica: quella Read More Silvia Dal Cin Novembre 17, 2025 Scrivere per diverse età Non è un caso che molto spesso chi scrive per ragazzi non scriva per adulti, oppure che chi scrive per bambini a volte scriva anche per ragazzi. Perché? Essenzialmente perché Read More Silvia Dal Cin Novembre 16, 2025 Un baule pieno di vit(e) “Il baule del capitano” è una storia d’amore.  Il capitano Spellhorst non va più per mare. Passa le sue giornate in due modi: se sono buone, passeggia; in caso contrario Read More

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Halloween con Land Magazine: la nostra playlist

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Ebbene sì, ogni ricorrenza che si rispetti, ha una propria colonna sonora e noi di Land Magazine che siamo ovviamente “sempre sul pezzo” non potevamo sottrarci dalla creazione di una nostra personale playlist che riguarda Halloween. C’è chi la ritiene una ricorrenza non necessaria, ma noi redattrici invece semplicemente la ADORIAMO. Ecco perché abbiamo preparato tutta una serie di articoli e consigli a tema. A me l’onere e l’onore – anche se è stata più un’iniziativa azzardata – di proporre una lista musicale piuttosto varia, che passa attraverso più generi ma che contiene elementi che riportano all’occulto, all’horror, al thriller. A volte è una parola, a volte un titolo, altre semplicemente un video correlato.  Ecco l’elenco completo – con i commenti a fianco sul perché è stata scelta tale canzone-, sotto c’è il link per accedere a tutti i video in questione. Ghostbuster – Ray Parker Jr – sigla del famoso film, decisamente a tema. Thriller – Micheal Jackson – titolo a parte, il video è pieno zeppo di zombie, morti che si risvegliano, urla e risate diaboliche. This is Halloween – Danny Elfman – presente nel famoso “Nightmare before Christmas” parla di Halloween, what else? Pet Sematary – Ramones – oltre ad avere lo stesso titolo di un famoso libro del Re dell’horror, qui si parla dei Ramones. Non c’è altro da aggiungere. The Addams Family Theme song – pronti a schioccare le dita? Stranger Things Main Theme – cose strane nel sottosopra. Attenti al Demogorgone. Più spaventoso di questo? Buffy the vampire Slayer Theme song – vampiri, mostri e creature di ogni tipo emergono nella notte, se ad Halloween ancora peggio! Bewitched theme song – questa è per i più “vecchietti” e nostalgici. Chi si ricorda di “Strega per amore”? Poco horror e molto romantico, ma si parla pur sempre di una fattucchiera. How soon is now? – The Smiths – non potevano mancare il trio di streghe più amate di sempre: Prue, Piper e Phoebe (Paige  solo successivamente) protagoniste indiscusse del telefilm “Streghe” e la mitica sigla. Time warp – The Rocky horror picture Show – uno dei musical più discussi e controcorrenti di sempre, geniale nella sua trama, con protagonisti sopra le righe. Ma qui si balla a ritmo della canzone. “Let’s do the time warp, again!” I’d do anything for love (but I won’t do that) – Meat Loaf – non è esattamente un canzone che terrorizza, tutt’altro. È proprio una canzone d’amore ma lui nel video ha le sembianze di una strana creatura, chiuso in una stanza circondato da candele, una sorta di “Bestia”. E noi ci accontentiamo di questo particolare e del fatto che la canzone è molto bella. Poison – Alice Cooper – d’accordo, non è esattamente un veleno killer quello citato nella canzone, ma si cita ugualmente la crudeltà, il sangue e lo sguardo che uccide. Noi la prendiamo per buona. The dead dance – Lady Gaga – fa parte della colonna sonora di “Mercoledì 2” e questo penso basti. Bring me to life – Evanescence – chi canta chiede di essere salvata dall’oscurità in cui si trova. Zombie – The Cranberries – il titolo ha attinenza con la festa di Halloween ma sappiamo bene a cosa e chi si riferisse Dolores O’Riordan quando scrisse questa canzone che, purtroppo, pare fin troppo adatta data la situazione drammatica e di guerre che stiamo attraversando. Sweet dreams (are made of this) – Marilyn Manson – abbiamo scelto questa versione perché chi la canta è spaventoso di suo ed è certamente più adeguata per il periodo. Psycho Killer – Talking Heads – titolo azzeccato, tutto qui. Creep – Radiohead – questa è poesia, quella vera. Qui i mostri sono quelli interiori, quelli che ci fanno pensare di non avere senso. Sono i mostri peggiori di sempre. The Devil in I – Slipknot – okay, questa picchia duro. Parla di un diavolo interiore. Profonda a modo suo. Heaven’s on fire – the Kiss – qui si brucia all’inferno, ma per amore. Speriamo apprezziate.  Buon ascolto e buona visione.Ah e ovviamente Buon Halloween! https://youtube.com/playlist?list=PLFPJByApwEwkI99YvFr5-MOQFdKe0sM7r&si=hizyLY1o-KmGKDvU https://youtube.com/playlist?list=PLFPJByApwEwkI99YvFr5-MOQFdKe0sM7r&si=hizyLY1o-KmGKDvU Scopri Land Magazine admin Ottobre 6, 2025 Giovani europei, pronti a volare dal nido? Dipende dal Paese (e dal coraggio) C’è chi a 18 anni fa le valigie, chi a 30 ancora litiga con la madre per il telecomando del salotto.Benvenuti in Europa, il continente dove l’“età in cui si Read More Oriana Turus Ottobre 6, 2025 Halloween con Land Magazine: la nostra playlist A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Ottobre 6, 2025 Nora Barnacle, la musa e compagna eterna di James Joyce Dietro ogni grande scrittore si cela spesso una figura silenziosa, una presenza costante che alimenta l’ispirazione e sostiene il cammino creativo. Per James Joyce, quel ruolo fu incarnato da Nora Read More admin Ottobre 3, 2025 Le Regine d’Italia: corone, drammi e pettegolezzi da palazzo Quando pensiamo all’Italia regale, viene in mente il Re Vittorio Emanuele II, il “padre della patria”. Ma ehi, dietro ogni re c’è sempre una regina. E quelle d’Italia non hanno Read More Lorenzo Foschi Settembre 30, 2025 Giovani autori – episodio 8 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2025/09/8.mp4 Read More admin Settembre 30, 2025 Pink Christmas 2025 a Piano di Sorrento: protagoniste le autrici Miriana Vitulli, Fion Elgee e Isabella Vinci Piano di Sorrento (Na), 6 dicembre 2025 – La penisola sorrentina si prepara ad accogliere la magia del Natale con Pink Christmas 2025, l’evento ideato da Pink Lab che unisce Read More admin Settembre 29, 2025 Lucia Joyce: vita spezzata e rapporto complesso con la

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