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L’Hard Rock Cafe sbarca nel Sud Italia: anche Palermo ha il suo tempio del rock

Musica, memorabilia, cucina internazionale e anima siciliana. In via Maqueda apre il quinto Hard Rock Cafe d’Italia e il primo dell’intero Mezzogiorno. L’inaugurazione trasformata in una festa itinerante tra le vie del centro storico con un concerto live su un bus scoperto C’è una nuova chitarra che suona nel cuore di Palermo. Non è soltanto quella monumentale, lunga ben 32 metri, che attraversa la sala del nuovo Hard Rock Cafe come una gigantesca opera d’arte sospesa. È il suono di una città che continua a crescere, ad attrarre grandi marchi internazionali e a conquistare un ruolo sempre più centrale nel panorama turistico e culturale italiano. L’Hard Rock Cafe sceglie il Sud Italia e lo fa aprendo proprio a Palermo la quinta sede italiana dell’iconico brand americano, unica in tutta il Sud Italia, dopo Roma, Milano, Firenze e Venezia. Una scelta che non è casuale, ma rappresenta il riconoscimento di una città che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi, diventando una delle mete più amate del Mediterraneo. La nuova casa del rock sorge in via Maqueda 252/254, nel cuore pulsante del centro storico, a pochi passi dai Quattro Canti. Un luogo attraversato ogni giorno da migliaia di turisti e palermitani, dove storia, arte e vita quotidiana si incontrano. Ed è proprio qui che da oggi musica, spettacolo e gastronomia parlano lo stesso linguaggio. Un’inaugurazione in perfetto stile Hard Rock Non poteva essere un semplice taglio del nastro. L’apertura è stata preceduta da un evento che ha trasformato il centro storico in un grande palco a cielo aperto. Un pullman scoperto ha attraversato le vie di Palermo, accompagnato da una band impegnata in un concerto live esclusivo, regalando ai giornalisti un’anticipazione dello spirito che caratterizza il marchio in tutto il mondo: musica dal vivo, energia e spettacolo. Un percorso che ha coinvolto idealmente cittadini e turisti fino all’arrivo davanti al nuovo locale, dove gli ospiti hanno potuto scoprire in anteprima gli spazi del primo Hard Rock Cafe del Mezzogiorno. Un viaggio nella storia della musica Entrare nel nuovo Hard Rock Cafe Palermo significa immergersi immediatamente in una dimensione che va oltre la ristorazione. Ad accogliere i visitatori c’è il Rock Shop, con il merchandising ufficiale del marchio e la celebre t-shirt Hard Rock Cafe Palermo, destinata a diventare uno degli oggetti più ricercati da collezionisti e turisti. Una gigantesca chitarra lunga 32 metri domina l’ambiente e accompagna lo sguardo verso le pareti, dove prende vita una vera galleria della storia della musica mondiale. L’Hard Rock custodisce la più grande collezione di memorabilia musicali esistente al mondo, con oltre 88 mila cimeli originali. Una parte di questo straordinario patrimonio arriva adesso anche a Palermo. Tra gli oggetti esposti figurano pezzi appartenuti a Michael Jackson, Kurt Cobain, Madonna, Pink Floyd, Shakira, Miley Cyrus e Zucchero, autentici frammenti di storia della musica internazionale che trasformano il locale in una sorta di museo contemporaneo da vivere mentre si cena o si assiste a uno spettacolo. Il gusto americano incontra la Sicilia L’identità internazionale del brand si fonde con quella del territorio anche nel menu. Accanto ai grandi classici che hanno reso celebre l’Hard Rock Cafe nel mondo, la cucina propone piatti creati appositamente per Palermo dallo chef Claudio Terranova. Nascono così la Legendary Maqueda Platter e il Maialino Nero Sandwich, due proposte che raccontano la Sicilia attraverso ingredienti e materie prime selezionate prevalentemente tra produttori locali. Carne, pane, vini e dolci arrivano infatti dal territorio, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze siciliane senza rinunciare agli elevati standard qualitativi del marchio. Un nuovo punto di riferimento per la città Il locale si sviluppa su oltre 430 metri quadrati tra sala e cucine, dispone di un ampio dehor esterno e di un palco destinato a concerti, showcase ed eventi dal vivo. Una scelta che conferma la volontà di fare del nuovo Hard Rock Cafe non soltanto un ristorante, ma un luogo di incontro capace di vivere ogni giorno grazie alla musica e all’intrattenimento. «L’apertura di Hard Rock Cafe Palermo rappresenta una tappa entusiasmante per la nostra divisione mentre continuiamo ad espanderci in destinazioni ricche di cultura e influenti a livello globale – afferma Eric Martino, presidente della Divisione Cafe & Retail di Hard Rock International –. L’energia di Palermo, la sua storia e il suo vivace spirito creativo la rendono perfettamente in sintonia con il marchio Hard Rock. Siamo orgogliosi di portare nel Sud Italia la nostra combinazione unica di musica, ristorazione e retail, creando uno spazio dove residenti e viaggiatori possano incontrarsi e condividere esperienze autentiche». L’arrivo dell’Hard Rock Cafe rappresenta molto più dell’apertura di un nuovo locale. È un ulteriore segnale della crescente attrattività internazionale di Palermo, una città che continua a richiamare investimenti, grandi eventi e marchi globali senza perdere la propria identità. Da oggi, tra i vicoli del centro storico, c’è un nuovo luogo in cui il rock incontra la Sicilia. Un posto dove si va per mangiare, ascoltare musica, ammirare autentici pezzi di storia e vivere un’esperienza che, fino a ieri, era possibile soltanto nelle grandi capitali del turismo internazionale. Adesso, anche il Sud Italia ha il suo Hard Rock Cafe!

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PAPERNELOPE, una nuova uscita Disney – Giunti editore

Disney Papernelope ­Un titolo che rende omaggio al poema epico per eccellenza: l’Odissea.Un ospite d’eccezione: Aldo Cazzullo, che diventa coprotagonista della storia.L’intera tiratura è arricchita da un overlay illustrato di Papernelope, tratto da una tavola del volume. Giunti EditoreCollana Letteratura a fumettiPagine 128 di cui 35 di racconto illustrato ineditoIn libreria 1° luglio 2026Prezzo € 16.90 Un omaggio sentito e doveroso a un’icona intramontabile che Giunti manda in libreria il 1° luglio e che segue il precedente volume dedicato a PaperPuccini, uscito nel 2024, che vedeva tra i protagonisti, insieme a Topolino, anche Andrea Vocelli, versione in chiave Disney di Andrea Bocelli. Prosegue perciò con Papernelope la tradizione della collana Disney che fa vivere i grandi personaggi. Un viaggio nell’Odissea, raccontato attraverso l’inconfondibile stile disneyano, con un inedito racconto splendidamente scritto, illustrato e colorato.Questa volta, però, il protagonista delle vicende narrate da Omero non è Ulisse, ma Penelope, qui interpretata da Paperina.Si tratta di un progetto creativo che porta in primo piano una forte prospettiva femminile e arricchisce il dialogo tra la mitologia classica e l’universo narrativo Disney.  IL RACCONTO ILLUSTRATODopo giorni passati a “fare e disfare la sua tela”, Papernelope sente il bisogno di lasciare casa per raggiungere l’avventura e il suo amato Paperulisse (Paperino), non del tutto convinta che possa farcela da solo. Durante il viaggio, Paperulisse affronta molte difficoltà, ma nel corso del racconto si scopre quanto l’aiuto silenzioso e discreto di Papernelope, sempre nell’ombra, sia stato decisivo per il successo delle sue imprese.Completa il volume la storia a fumetti TopodisseaLe gesta di Papernelope sono narrate da Omeraldo, la declinazione nel mondo Disney di Aldo Cazzullo, il giornalista e scrittore che accompagna nella narrazione.Il volume presenta la storia a fumetti Topodissea, scritta da Roberto Gagnor e disegnata da Donald Soffritti. È una brillante rilettura a fumetti dell’Odissea che fonde ironia, avventura e profondità narrativa con protagonisti i personaggi di Paperopoli e Topolinia. A proposito del marchio Disney Libri:La Disney licensed products division è l’unità di Giunti Editore che distribuisce in licenza dal 2014 i titoli a marchio Disney, Disney/Pixar, Marvel e Lucas. Quasi 200 novità all’anno pubblicate, per oltre 800 referenze attive a catalogo. Una produzione che sviluppa, adattandola al mercato locale, sia contenuti di Disney Publishing Worldwide sia, in particolare, una fiorente produzione made in Italy, come il bestseller PaperDante. Questa divisione contribuisce a consolidare il posizionamento del gruppo Giunti editore come marchio leader e di riferimento nell’area bambini e ragazzi in Italia, con un lettorato molto ampio, che va dai primi mesi della nascita del bambino, agli adulti e ai fan del mondo Disney. AUGUSTO MACCHETTONato a Lagos nel 1967, dopo la Laurea al D.A.M.S. di Bologna, inizia a lavorare nel settore dell’editoria per ragazzi. Dal 1996, dopo aver frequentato l’Accademia Disney, lavora come sceneggiatore scrivendo storie a fumetti con i personaggi Disney e contribuendo alla saga di W.I.T.C.H.. Collabora con Giunti come autore e traduttore. Tra i titoli più recenti “Paperpuccini”,“Papermanzoni”, “Topoprincipe” e “Paperdante”. Ha pubblicato numerosi libri illustrati, romanzi e opere a fascicoli per DeAgostini, il gruppo Mondadori, Atlantyca. GIADA PERISSINOTTONata a Roma nel 1973, Giada lavora a diverse produzioni Disney in Italia e negli Stati Uniti sin dal 2001. Ha disegnato numerose copertine, illustrazioni e storie a fumetti per la serie W.I.T.C.H. e realizzato libri illustrati e graphic novel per Frozen, Oceania e Finding Dory. Recentemente come character designer ha realizzato le storie di alcune serie internazionali come Minnie e Daisy Spypower e Star Force Rebel Academy. Negli ultimi anni spiccano lavori come la realizzazione di numerose copertine Disney, anche in collaborazione con Marvel, e in contemporanea per Giunti le illustrazioni dei volumi di PaperDante, TopoPrincipe e PaperManzoni. ANDREA CAGOLNato a Bolzano nel 1966, si diploma in graphic design e avvia la propria carriera come grafico pubblicitario. Nel 1996 frequenta l’Accademia Disney e inizia la collaborazione come illustratore, specializzandosi nella colorazione digitale lavorando a numerose testate, tra cui Topolino e W.I.T.C.H.. Nel corso della sua carriera collabora con diversi editori italiani e internazionali, consolidando la propria presenza nel settore dell’illustrazione e della narrativa illustrata per ragazzi. Per Giunti segue la colorazione di tutti i titoli della collana Letteratura a fumetti, contribuendo a definire l’identità visiva della serie. ­

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Eurovision: l’ennesimo flop di cui eravamo già a conoscenza

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Perché il motto “United by music” non vale più.  Da qualche anno a questa parte, la storia è sempre la stessa.  Un’eterna lotta tra il voler guardare l’Eurovision perché è il festival del trash e il non volerlo guardare per quegli odiosi e odiati meccanismi che escludono nazioni ma lasciano partecipare altre e poi si nascondono dietro il motto “United by music”. Okay, tanto vale ammetterlo, anche questa volta noi della redazione ci siamo lasciate prendere dalla curiosità e pure dalla voglia di vedere un po’ di immagini proiettate di Vienna, città che merita sempre di essere nominata. Abbiamo seguito – chi più chi meno – tutte e tre le serate ed è per questo che, nonostante nessuna di noi sia una critica né esperta musicale, ci permettiamo di spendere due parole sull’evento.  Non era tra i più attesi, questo va detto. Con cinque nazioni in meno e un’atmosfera generale per nulla allegra, le premesse non erano delle migliori. E il sentore che, anche questa volta, dietro a tutto ci sia più un gioco politico che una valorizzazione alla musica, si percepiva dal minuto uno. Già dalla prima serata, infatti, si è notato un calo nelle performance, i presentatori hanno fanno di tutto per tenere alti gli standard e gli animi,  il pubblico presente sembrava tutto sommato apprezzare, ma in sottofondo c’era quella costante sensazione che  ci fosse qualcosa che non funzionava. E sapete cos’era? La divisione netta tra chi sta da una parte e chi dall’altra. E per quanto si possa tentare di far passare il messaggio di “United by music”, non ci si riesce. Perché non è più così. È tutto studiato, tutto piatto, tutto fondamentalmente sbagliato. E si capisce. Siamo tutti divisi e non c’è musica o canzone che tenga. In un momento così delicato e difficile come quello che stiamo vivendo a livello globale, il punto fondamentale dell’Eurovision, che dovrebbe essere la musica, viene meno. Ed è inutile che ci si appigli ai gusti personali, perché quelli valgono fino a un certo punto. Il livello era basso, qualcuno ha osato ma non è stato premiato, altri che si avrebbero meritato molto di più, si ritrovano con un pugno di mosche in mano. Speriamo almeno che si rifacciano fuori da questo contest ormai senza controllo. Ma, parlando di canzoni, che sono poi la parte principale e fondamentale in tutto questo, va detto che alcune performance sono state notevoli. Quella della cantante australiana, per esempio. Possiamo discutere sulla canzone, che può piacere oppure no, ma la voce e la tecnica della cantante erano impressionanti e, se davvero ci si fosse basati su questo, avrebbe dovuto vincere lei.  Chapeau.  L’Italia si piazza al quinto posto e noi non sappiamo nemmeno se essere fiere o no di quella posizione dato che già la canzone non è che fosse la nostra preferita, ma per amore della patria diciamo che va bene così. Esibizione che dal voler essere forse patriottica, è risultata trash e stereotipata al massimo e lui, comprensibilmente commosso ed emozionato (perché arrivare all’Eurovision è comunque tanta roba), non è stato abbastanza incisivo. Peccato. Non che credevamo potesse vincere (okay, forse un po’ sì), però in fondo Sal ci sta pure un po’ simpatico, per cui teniamo alto il nome dell’Italia accussì.  Dopo Sam Rider lo United Kingdom finalmente manda non solo una canzone decente, ma pure un performer di tutto rispetto (abbastanza folle da piacerci un sacco) e riesce comunque ad arrivare all’ultimo posto. E dico che non è giusto. E so che – una di noi – è un po’ di parte perché l’Inghilterra è la sua seconda casa, però  non se lo meritava proprio.  Povero Sam Battle (sì, un altro Sam) in arte Look Mum No Computer. Solo il nome scelto è tutto un programma! Ma diciamo che la classifica è stata tutta un po’ strana, oseremmo dire che i voti siano arrivati a casaccio, ovviamente non possiamo saperlo con certezza, però la sensazione resta. In tutto questo la Grecia si presenta con un brano accattivante cantato da un personaggio che è un mix tra Dargen D’amico e Käärijä ed è subito Carnevale di Rio a Vienna, l’austriaco osa con un brano dance che è uguale a Satisfaction di Benny Benassi, ma non importa. Il pubblico si esalta lo stesso. La Moldavia e la Lituania presentano brani europei, su quello che davvero significa unione tra popoli e, niente, non è abbastanza. Israele, tra i fischi, si piazza al secondo posto dopo il voto popolare.  La canzone era certamente meglio di altre, ma sarà bastato quello a farla volare tanto in alto?  Il dubbio, purtroppo, resta.  E abbiamo tutti un po’ il dente avvelenato. Alla fine la Bulgaria riesce a scamparla, giuria e popolo sono più o meno concordi e vince con una canzone che, secondo noi, è già un tormentone estivo da ascoltare e ballare nei peggiori bar della riviera romagnola.  In sostanza questo Eurovision è stato poco europeo, poco United, poco trash, poco seguito e molto molto criticato. Cosa salviamo? Il medley di canzoni degli Eurovision passati. “Nel blu dipinto di blu” è risultata la canzone più conosciuta e cantata di tutte le edizioni. E sentire il pubblico intonare in coro “Volare oh oh…” è stato emozionante, forse l’unico momento in cui davvero ci si è sentiti uniti tramite la musica.  Peccato che, almeno per ora, non basta una canzone a placare gli animi. Speriamo, comunque, in una competizione futura migliore. Scopri Land Magazine Oriana Turus Maggio 17, 2026 Eurovision: l’ennesimo flop di cui eravamo già a conoscenza A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Maggio 13,

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Rodari alle Olimpiadi

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026 si è appena svolta e uno dei momenti più intensi e toccanti della serata è passato in secondo piano. O meglio, è in primo piano ma per le polemiche legate alle scelte televisive (e politiche?) legate alla figura di Ghali, interprete della poesia di Rodari. Scegliendo di non parlare dell’avvenimento in sé, di cui si è ampiamente discusso nelle varie testate, voglio concentrarmi solo sulla bellezza e forza semplice della poesia di Rodari. Promemoria di Gianni Rodari Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare preparare la tavola, a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra: per esempio, LA GUERRA. In 12 versi semplici, una verità disarmante: l’insensatezza della guerra. Promemoria è una delle poesie in cui Gianni Rodari condensa la sua idea di educazione: ricordare le regole essenziali della convivenza, quelle che non richiedono tante spiegazioni, ma solo attenzione. Nei suoi versi ci sono le basi dell’essere umano: parla a bambini e ragazzi di gesti quotidiani – imparare, giocare, prendersi cura di sé e degli altri – e di limiti che non dovrebbero mai essere oltrepassati. Tra questi, la guerra rappresenta l’errore più grande, l’unica vera cosa da non fare mai. Pubblicata postuma nel 1985 ne “Il secondo libro delle filastrocche”, la poesia di Rodari ha attraversato generazioni senza perdere forza né attualità. Da 40 anni non dice cosa pensare, ma suggerisce come abitare il mondo: con misura, responsabilità e rispetto. Ed è proprio in questa semplicità che risiede la sua potenza, e il motivo per cui continua a parlare con la stessa intensità ai lettori di ogni età. Molto bella l’idea della performance che ha coinvolto tutti giovanissimi, come a dire che la gioventù oggi vuole la Pace.

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Premio Letterario Città di Salsomaggiore: per la prima volta vince una donna. Si tratta di una scrittrice Land Editore, Eufemia Griffo

Siamo orgogliosi di annunciare che, per la prima volta nella storia del Premio Letterario Città di Salsomaggiore Terme, a vincere il Primo Premio ex aequo nella Sezione Narrativa Libri Editi è una donna: la scrittrice Land Editore Eufemia Griffo con il romanzo “Dell’amore e della rivoluzione”. Un risultato  che segna un passo fondamentale per la valorizzazione del talento femminile in campo letterario. La giuria ha premiato la forza evocativa della scrittura, la profondità dei personaggi e la capacità dell’autrice di intrecciare sentimenti e ideali in una narrazione potente e attuale.   Scopri il romanzo L’opera “Dell’amore e della rivoluzione” si conferma dunque come una delle più apprezzate dalla critica. Land Editore desidera esprimere la propria gratitudine alla giuria del Premio Letterario Città di Salsomaggiore per l’attenzione, la sensibilità e la cura con cui ha valutato le opere in concorso. Ulteriori dettagli e approfondimenti saranno disponibili questa sera sulla pagina ufficiale Facebook di Land Editore e sul nostro magazine online. Ufficio Stampa – Land Editorelandweditore@gmail.com Scopri Land Magazine admin Settembre 13, 2025 Premio Letterario Città di Salsomaggiore: per la prima volta vince una donna. Si tratta di una scrittrice Land Editore, Eufemia Griffo Siamo orgogliosi di annunciare che, per la prima volta nella storia del Premio Letterario Città di Salsomaggiore Terme, a vincere il Primo Premio ex aequo nella Sezione Narrativa Libri Editi Read More Silvia Dal cin Settembre 13, 2025 AUGURI SUPER MARIO PER I TUOI PRIMI 40 ANNI Super Mario, noto anche come Mario Bros. o semplicemente Mario, non è solo un videogioco ma è il simbolo di un’epoca.Mario Bros. è un videogioco prodotto da Nintendo e inizialmente Read More admin Settembre 11, 2025 Calendario dell’Avvento Libroso 2024: il regalo perfetto per book lovers firmato Land Editore Dicembre si avvicina, la neve (probabilmente) no, ma la voglia spasmodica di libri – quella sì che arriva puntuale. Ed è qui che entra in scena il Land Advent Calendar Read More admin Settembre 11, 2025 Culture in movimento: Land Editore “diventa un Pirata” Torino, 11 settembre 2025 – In un’epoca in cui la cultura fatica a emergere tra logiche commerciali e schemi rigidi, Land Editore sceglie di salpare verso un orizzonte più libero Read More admin Settembre 11, 2025 La vita di Lucia Joyce, tra follia e danza, nel nuovo romanzo di Ingrid Sciuto Esce l’11 settembre il nuovo romanzo di Ingrid Sciuto, dedicato alla figura fragile e luminosa di Lucia Joyce, figlia del grande James.In una Europa segnata da guerre, rivoluzioni e sogni Read More Oriana Turus Settembre 10, 2025 Vacansia: scopri se ne soffri anche tu A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Settembre 9, 2025 10 motivi per leggere i gialli storici (e smettere di fare finta di capire i noir scandinavi) Ammettiamolo: non tutti hanno la pazienza di decifrare i drammi esistenziali del detective svedese in giacca a vento. A volte serve un buon vecchio giallo storico, con monaci ficcanaso, dame Read More admin Settembre 9, 2025 Stefano Benni è morto: addio al maestro della satira e della fantasia italiana Il 9 settembre 2025 si è spento a Bologna Stefano Benni, uno degli scrittori più amati e originali della letteratura italiana contemporanea. Aveva 78 anni e da tempo lottava contro Read More admin Settembre 9, 2025 Cartigliano celebra la cultura con la rassegna “Autori veneti in villa” La storica Villa Morosini Cappello di Cartigliano diventa per tre serate il cuore pulsante della letteratura veneta grazie alla rassegna “Autori veneti in villa”, ideata e curata da Elisabetta Sanavia. Read More Silvia Dal cin Settembre 8, 2025 8 settembre, giornata internazionale dell’alfabetizzazione 8 SETTEMBRE – GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’ALFABETIZZAZIONEChe cos’è e perchè è stata istituita?La giornata internazionale dell’alfabetizzazione (Literacy Day) è una ricorrenza istituita nel 1965 dall’UNESCO per ricordare l’importanza dell’alfabetizzazione, processo centrale Read More

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