società

Il pandoro di Chiara Ferragni è l’ennesima occasione sprecata

In tutto questo gran parlare di Chiara Ferragni e del pandoro gate, in molti hanno speso parole per riflettere sul potere degli influencer di condizionare la vita delle persone, creando delle immagini di sé che raramente corrispondono alla realtà.   Per quanto sia vero che il mondo degli influencer rappresenti un modello vacuo e unicamente teso ad apparire, questo tipo di riflessione fa tanto boomer e noi di Land Magazine non ci soffermeremo ad analizzarla più di tanto, preferendo concentrarci su un’altra questione, di importanza meno filosofica ma decisamente più pratica.   Soffermiamoci quindi sull’enorme squilibrio che si crea tra i guadagni di quanti lavorano con e grazie al settore beneficenza e i fondi che finiscono nelle tasche dei più bisognosi, che riassumeremo con quest’equazione: Guadagno di Chiara Ferragni = Un milione di euro > Guadagno dell’Ospedale Regina Margherita = Cinquanta mila euro  A tal proposito, nessuno osa spendere qualche parola di troppo,  perché la verità è che il problema non è Chiara Ferragni e la pratica commerciale scorretta di cui si è resa colpevole, ma il fatto che strapagare attori, influencer e piccole e grandi celebrities è ormai una prassi consolidata da decenni, all’interno di quello che è diventato un vero e proprio business per alcuni e un’operazione di rebranding per molte aziende. Il risultato è che per ingaggiare uno sponsor celebre affinché sostenga iniziative benefiche, viene di norma destinato un budget molto più ampio rispetto a ciò che effettivamente entra nelle tasche dei destinatari di tale beneficenza. E quindi una domanda la facciamo a voi, amici lettori:   avevate davvero bisogno che Chiara Ferragni ci mettesse la faccia – guadagnandoci un milione di euro – per convincervi a sostenere l’Ospedale Regina Margherita? Davvero per fare beneficenza è così necessaria la spinta di personaggi più o meno famosi, il convincimento di influencer e attori,  e per quale ragione non viene spontaneo donare per il semplice fatto che è giusto farlo?   Ci serve davvero avere dei modelli di bontà così effimeri – come si è dimostrata Ferragni – per spingerci ad agire bene, quasi non fossimo capaci di farlo di nostra iniziativa, agendo con la nostra testa, in un gesto consapevole di rinuncia?     Parlano di noi Partner Negozio di Natale Scopri Scopri Scopri Scopri Novità assoluta Anteprima ecommerce e Amazon Scopri NOVITÀ Novità gadget Vai al negozio Le nostre box All Senza categoria agende autori land borse box corsi eventi gadget libri Narrativa offerte premade cover ebook preorder Salebox Box in halloween ☆☆☆☆☆€30.00 €20.00Add to Cart box Box in child ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in pink ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in noir ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart All Senza categoria agende autori land borse box corsi eventi gadget libri Narrativa offerte premade cover ebook preorder Salebox Box in halloween ☆☆☆☆☆€30.00 €20.00Add to Cart box Box in child ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in history ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart box Box in noir ☆☆☆☆☆€30.00Add to Cart 1000 copie vendute Nuova edizione presto disponibile Acquista SPICY YA ROMANCE NARRATIVA STORICI CLASSICI IN ARRIVO Guarda Guarda Guarda Nasce First Letter Editrice Scopri Guarda Guarda Guarda FANTASYDISTOPIEHORROR THRILLER Menzione Speciale premio La Girandola delle Parole Premio Letterario La campana di Burgio Finalista premio Nadia Toffa Facebook Youtube Instagram Goodreads-g Sai che siamo un sacco social? Dicono di noi Alice Titone parla di Land Editore nel programma televisivo Ali di libri – Narrativa senza spoiler

Il pandoro di Chiara Ferragni è l’ennesima occasione sprecata Leggi tutto »

Elena Cecchettin persona dell’anno secondo l’Espresso

Sono passate ormai settimane dal terribile omicidio di Giulia Cecchettin, un femminicidio che ha scosso le coscienze di tutti gli italiani e dato ai media l’occasione di tornare a parlare di femminismo, mascolinità tossica e dei diritti delle donne. È invece di questi giorni la notizia che sua sorella, Elena Cecchettin, è stata scelta dall’Espresso come Persona dell’anno per le parole con le quali ha affrontato a muso duro, determinata e agguerrita, il clamore mediatico derivante dalla tragedia legata alla sorella Giulia.   Le parole di L’Espresso per spiegare questa scelta lasciano molto su cui riflettere:   La sorella di Giulia è la figura che caratterizza il 2023 per il nostro settimanale. Perché ha trasformato il dolore privato in assunzione di responsabilità collettiva, costringendoci a dare un nome al male di cui soffriamo: il patriarcato. Ma dopo la diagnosi serve la cura.              

Elena Cecchettin persona dell’anno secondo l’Espresso Leggi tutto »

Generazione Z verso Millenial: quali sono le differenze?

Le generazioni cambiano nel tempo, plasmando le loro visioni, i valori e le risposte alle sfide del proprio tempo. Negli ultimi decenni, due delle generazioni più discusse sono state messe a confronto, con esiti interessanti: ovviamente stiamo parlando dei millennial e della Generazione Z. Mentre entrambe le generazioni sono cresciute in epoche di profondi cambiamenti, differiscono in modi significativi nelle loro prospettive, nelle preoccupazioni e negli ideali. In questo articolo esploreremo come queste due generazioni affrontano l’ottimismo, l’idealismo, le sfide economiche e le preoccupazioni sociali e ambientali.   Se i millenial sembrano pieni di ottimismo, la gen z è più ancorata alla realtà   I millennial, nati tra la metà degli anni ’80 e il 1996, sono spesso associati a un senso di ottimismo e idealismo. Cresciuti in un’epoca in cui la tecnologia e Internet stavano diventando sempre più presenti nella vita quotidiana, molti millennial hanno sperimentato una fase di crescita in cui sembrava che il mondo si stesse aprendo a nuove opportunità. La loro è l’epoca della nascita e dell’espansione di immensi centri commerciali, del consumismo adottato come fede religiosa, dell’american dream. Ai millennial fino a poco tempo fa veniva detto sino allo sfinimento che tutto sarebbe stato conquistabile grazie a studio e fatica, non importa da quale ceto sociale si provenga o da che tipo di disponibilità economica si abbia. Certo, questo senso di ottimismo è stato messo in crisi dalla recessione economica globale del 2008, ma non del tutto. Sebbene questo evento abbia inflitto ferite profonde nelle prospettive finanziarie dei millennial, in loro sembra restare un filo di idealismo difficile da estirpare.   La Generazione Z, al contrario, è cresciuta in un’epoca segnata da crisi economiche, disuguaglianze e questioni sociali e ambientali urgenti. Nati dalla metà degli anni ’90 in poi, i membri della Gen Z hanno assistito alle conseguenze della crisi economica e alle crescenti preoccupazioni per il cambiamento climatico, l’ingiustizia sociale e l’instabilità politica. Questo contesto ha influenzato la loro prospettiva, rendendoli sì più cinici e ancorati alla realtà, ma spingendo anche molti di loro verso un ideale di cambiamento e un attivismo più pronunciato.   Sfide economiche   I millennial hanno affrontato le sfide economiche della recessione del 2008, che ha comportato un aumento del debito dei privati, una crescente competitività nel mondo del lavoro e una percezione di grave insicurezza finanziaria. Molti di loro si sono trovati a dover fare i conti con lavori precari e salari inferiori alle aspettative, stage infiniti e condizioni di lavoro discutibili. Tuttavia, queste condizioni venivano e vengono viste dai millenial con un senso di accettazione particolarmente pronunciato, quasi che le paghe basse e gli stage ripetuti nel tempo fossero parte del gioco. “Se vuoi diventare qualcuno nella vita, devi soffrire” sono le parole che i millenial si sono sentiti ripetere più volte, fino ad arrivare a crederci. La Gen Z, d’altra parte, è cresciuta con la consapevolezza di queste sfide economiche e ha cercato di adottare un approccio diverso, smettendo di accettare compromessi che i millenial avevano considerato quasi la normalità. Sono più combattivi e cinici, poco disposti a lasciare che le generazioni precedenti mettano loro i piedi in testa.  La Gen z ha dimostrato un maggiore interesse per il lavoro freelance, cercando forme alternative di carriera che consentano loro di adattarsi a un mercato del lavoro in continua evoluzione.   Preoccupazioni sociali e ambientali   Mentre i millennial hanno iniziato a prestare solo di recente attenzione alle questioni sociali e ambientali, la Gen Z è spesso vista come una generazione molto più impegnata in queste tematiche. La Gen Z è stata protagonista di movimenti sociali come il Fridays for Future e il Black Lives Matter, dimostrando una forte volontà di affrontare le disuguaglianze, il cambiamento climatico e le ingiustizie.   Per concludere, millennial e Generazione Z hanno affrontato prospettive e sfide uniche che li distinguono profondamente l’una dall’altra. Sebbene i millennial siano spesso associati all’ottimismo e all’idealismo, le esperienze della Generazione Z li hs resi più attenti all’attivismo sociale e alle questioni ambientali. Quel che è certo è che entrambe le generazioni giocano un ruolo importante nel plasmare il futuro, ognuna a modo suo, affrontando le sfide globali con il proprio set di valori e obiettivi.  

Generazione Z verso Millenial: quali sono le differenze? Leggi tutto »

La rivista “Cioè”: storia di una leggenda

La rivista “Cioè” è stata per molti anni una presenza iconica nei chioschi italiani. Fondata nel 1983, questa pubblicazione ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare italiana.  La nascita La storia di “Cioè” inizia nel 1983, quando la rivista è stata fondata da un gruppo di giovani giornalisti. Inizialmente, la pubblicazione si concentrava principalmente sulla cultura giovanile, la musica e l’intrattenimento. Nel corso degli anni, “Cioè” ha ampliato il suo ambito, coprendo una vasta gamma di argomenti, tra cui moda, bellezza, gossip e storie di vita quotidiana. Una delle caratteristiche distintive di “Cioè” era la sua capacità di rimanere in sintonia con i gusti e gli interessi mutevoli del pubblico giovane nel corso degli anni. La rivista ha contribuito a definire i trend e a influenzare la cultura popolare italiana. Per la prima volta, un pubblico davvero giovane è il protagonista “Cioè” ha sempre mirato a un pubblico giovane e dinamico. La rivista era popolare tra adolescenti e giovani adulti, offrendo contenuti che rispecchiavano le loro passioni e i loro stili di vita. Coprendo argomenti come moda, musica e storie di vita quotidiana, “Cioè” ha creato un forte legame con il suo pubblico, diventando una lettura essenziale per molti giovani italiani. Madonna, Vasco Rossi e Leonardo di Caprio sono alcune delle icone adolescenziali alle quali la rivista è arrivata negli anni, pubblicando diverse interviste e approfondimenti sulla loro vita.  Cioè ha avuto un impatto significativo sulla società italiana, e ha contribuito a plasmare la cultura giovanile, influenzando le scelte di moda, le preferenze musicali e persino il modo in cui i giovani italiani vedono se stessi e il mondo che li circonda. La rivista ha anche svolto un ruolo importante nel lanciare o sostenere la carriera di molte celebrità italiane. Anche se il mondo dei media sta costantemente cambiando, il suo impatto sulla cultura popolare italiana rimane innegabile. La storia di “Cioè” è una testimonianza della forza dell’intrattenimento e della cultura giovanile nel plasmare la società.

La rivista “Cioè”: storia di una leggenda Leggi tutto »

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner