magazine instagram (43)

Intervista a Elisabetta Venturi: “Peter… cresci!”, il ritorno all’Isola che non c’è in Una nuova ombra

La Call for Ideas di Land Academy dedicata ai retelling ha dato il via a un progetto che unisce immaginario classico e sensibilità contemporanea. Ad aprire le uscite nate dall’iniziativa è Una nuova ombra, romanzo di Elisabetta Venturi che riporta il lettore sull’Isola che non c’è attraverso una rilettura intensa e malinconica del mito di Peter Pan.

L’idea del libro, racconta l’autrice, è arrivata quasi come una “folgorazione” nel momento stesso in cui ha scoperto la call: un legame forse inconscio con il personaggio creato da J. M. Barrie, già presente in altre sue opere e perfino nei corsi di correzione bozze che tiene da anni. Da lì nasce una storia ambientata dieci anni dopo il ritorno dei fratelli Darling dall’Isola che non c’è, in un’atmosfera che richiama gli anni ’80 e restituisce alla magia di Peter Pan una dimensione più vicina al lettore di oggi.

Tra ombre che prendono vita, paure da affrontare e il difficile equilibrio tra il restare bambini e il diventare adulti, Una nuova ombra conserva il fascino fiabesco dell’originale aggiungendo però nuove sfumature emotive e riflessioni sul tempo, sulla crescita e sui legami che non smettono mai davvero di seguirci.

 

Intervista a Elisabetta Venturi

Cosa ti ha spinto a reinterpretare proprio il mito di Peter Pan?

Forse, inconsciamente, Peter Pan è sempre stato nella mia testa visto che appare anche nel mio romanzo Il vestito blu e come prova per la saggistica nei miei corsi di correzione bozze. Lo interpreto come un cerchio che doveva chiudersi. 

In che modo Una nuova ombra si distacca dalla storia originale di J. M. Barrie?

Sono passati dieci anni da quando i fratelli Darling hanno fatto ritorno dall’Isola che non c’è, ma la mia storia ha un’ambientazione più moderna, che ricorda gli anni ’80 così da essere più vicina al lettore.
Wendy è cresciuta, ma può ancora vedere Peter. 

Quale personaggio hai sentito più vicino durante la scrittura e perché?

 

screenshot 22 5 2026 21425 www.instagram.com

Durante la stesura ho empatizzato molto con Wendy, con il suo desiderio di andare avanti senza lasciare del tutto il passato. A posteriori però, non posso non pensare a Gianni, suo fratello: si atteggia da adulto – quando ancora è adolescente – ma è schiacciato da “quello che la società si aspetta da ognuno di noi”. Forse mi ricorda un po’ me, tanti anni fa.

 

Il tema dell’ombra è centrale già dal titolo: cosa rappresenta simbolicamente nel romanzo?

L’ombra è qualcosa che ci segue fedelmente, che ci rispecchia. Quella di Peter invece ha una personalità e una vita propria: rappresenta le sue paure, è ribelle e vuole proteggerlo. Rappresenta la magia che ha sempre fatto parte di Peter, ma a cui lui dovrà rinunciare se decidesse di crescere per stare con Wendy. 

 

Quanto è stato importante mantenere l’atmosfera fiabesca dell’Isola che non c’è e quanto, invece, hai voluto renderla più moderna o oscura?

Ho voluto mantenere molti elementi dell’Isola che non c’è, perché da sempre hanno un’influenza forte su Peter. Basti pensare all’attaccamento di Trilli per lui. Tutto fa parte di un mondo che Peter ama e che non vorrebbe mai abbandonare. La scelta che dovrà fare non è cosa da poco… ma l’Isola in qualche modo è già cambiata: cosa succede in quel luogo incantato senza Capitan Uncino?

 

Nei retelling spesso si dà voce a personaggi secondari o “inermi”: è successo anche nel tuo libro?

Credo che, in Peter Pan, i personaggi secondari abbiano sempre avuto molta voce in capitolo, soprattutto se penso a Trilli e all’Ombra. Sicuramente ho dato molta più voce a Gianni. Diciamo che sia Peter che Wendy hanno qualcuno che rema contro un loro nuovo e forte avvicinamento.
E poi c’è una ghianda, un’oggetto importante che muove tanto all’interno della storia: è inerme, ma è come se prendesse vita. 

 

Quali emozioni speri provi il lettore arrivato all’ultima pagina?

Un misto di amore, divertimento e malinconia. 

 

Ci sono stati libri, film o adattamenti di Peter Pan che hanno influenzato maggiormente la tua versione?

Sicuramente la versione originale della Disney è quella che mi ha influenzato di più, nonostante amassi anche una versione alternativa con Wendy bionda e Peter che, a un certo punto, le scaglia contro una freccia. Ho preferito rimanere agganciata alla storia più iconica che è rimasta nel cuore alla maggior parte delle persone della mia generazione, e non solo. 

 

Qual è stata la parte più difficile da scrivere senza tradire l’immaginario originale?

La scelta dell’ambientazione: all’inizio mi ero incartata nel tentativo di restare negli anni ’30 con la necessità di rendere la storia moderna. Quando ho scelto la versione moderna, ho voluto evitare che l’eccesso di tecnologia attuale spegnesse la magia degli incontri casuali, dell’attesa, del non sapere. Così ho fatto un passo rispetto a oggi.   

E Peter: rappresentare il suo comportamento è stato difficilissimo, ma non posso dire di più per non spoilerare…

 

Se potessi dire una sola frase al Peter Pan creato da Barrie dopo aver scritto Una nuova ombra, quale sarebbe.

Peter… cresci!

130 pag amazon first letter amazon (5)

Dal 29 Giugno disponibile

ALTRI TESTI DELLA COLLANA

screenshot 20 5 2026 212754 www.canva.com

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *