La parola del giorno: Aura
No, non stiamo parlando di energie cosmiche o campi magnetici colorati. Per la Generazione Z, l’aura è molto più semplice: è il livello di carisma che una persona trasmette… senza bisogno di dire una parola.
C’è chi entra in una stanza e tutti si voltano. Chi riesce a sembrare elegante anche con una felpa stropicciata. E chi, invece, inciampa sulle scale davanti a tutta la scuola. Nel primo caso l’aura sale. Nel secondo, diciamo che perde qualche punto.
Sui social è ormai normale leggere frasi come: «+1000 aura» oppure «Ha perso tutta la sua aura». È un modo ironico per assegnare un punteggio invisibile al fascino, alla sicurezza e allo stile con cui qualcuno affronta una situazione.
«Ha aiutato uno sconosciuto senza cercare attenzione. +1000 aura.»
«Ha salutato il professore chiamandolo papà. -5000 aura.»
Naturalmente nessuno sa davvero come si misuri l’aura. Ed è proprio questo il bello: le regole cambiano continuamente e dipendono dal contesto, dall’ironia e, soprattutto, dai meme del momento.
Forse il successo di questa parola racconta qualcosa di curioso. Oggi non basta essere popolari: bisogna avere presenza, personalità e quel piccolo “qualcosa” che gli inglesi chiamerebbero vibe. La Generazione Z, invece, lo riassume con una sola parola.
Aura.

