«Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino? Non ancora. Prima vi porto a fare un giro nella mia Londra.»
Se Peter Pan potesse accompagnarci in una passeggiata sopra i tetti della capitale inglese, probabilmente direbbe qualcosa del genere. Perché prima dell’Isola che non c’è c’è una città vera, fatta di mattoni rossi, camini fumanti e finestre illuminate. È la Londra edoardiana, quella dei primi anni del Novecento, dove Wendy Darling e i suoi fratelli vivevano quando una notte un ragazzo che sapeva volare entrò dalla loro finestra.
Allora allacciate le cinture. O meglio, spargete un po’ di polvere di fata. Si parte.
Guardate in basso: ecco le case dei Darling
«Vedete quella fila di eleganti case a schiera?», ci dice Peter mentre sorvoliamo una strada tranquilla. «Lì abitano Wendy, John e Michael.»
Dall’alto la Londra edoardiana appare ordinata. Le case borghesi si susseguono una accanto all’altra, con le loro facciate in mattoni e le finestre alte e luminose. Nei quartieri benestanti vivono famiglie come i Darling, che possono permettersi una casa spaziosa, una cameretta per i bambini e perfino una tata. Anche se, nel loro caso, la tata è un cane di nome Nana.
Da quassù la città sembra quasi perfetta. Ma Peter conosce un segreto.
«Non fatevi ingannare. Londra è molto più grande di quanto sembri.»
Oltre i giardini eleganti c’è un’altra città
Voliamo più lontano. I grandi parchi lasciano spazio a quartieri più affollati. Le strade diventano strette, il fumo dei camini più fitto.
«Qui non vivono bambini come Wendy» racconta Peter. «Molti lavorano già. Alcuni vendono giornali, altri aiutano nei mercati. Non tutti possono passare il tempo a raccontare storie o a inseguire ombre ribelli.»
La Londra del primo Novecento era la città più grande del mondo e racchiudeva realtà molto diverse. Da una parte il lusso dell’Impero Britannico, dall’altra la povertà di interi quartieri popolari.
Peter vola sopra entrambe senza appartenere davvero a nessuna. Forse è anche per questo che rappresenta la libertà assoluta: non ha una casa, non ha un lavoro, non deve rispettare le regole che governano il mondo degli adulti.
Ecco perché amo volare sopra Londra
Ormai è sera. I lampioni si accendono uno dopo l’altro e la città assume un colore dorato. I tetti sembrano galleggiare nella nebbia.
«Adesso capite?» sorride Peter. «Da quassù tutto sembra possibile.»
È facile immaginare come un bambino dei primi del Novecento potesse guardare fuori dalla finestra e sognare avventure straordinarie. Londra era già una metropoli moderna, ma conservava ancora qualcosa di misterioso. Dietro ogni strada poteva nascondersi una storia. Dietro ogni finestra, un sogno.
Forse è proprio questo il motivo per cui Peter Pan continua a incantare i lettori. L’Isola che non c’è è meravigliosa, certo. Ma il viaggio inizia qui, sopra i tetti di una Londra reale, dove la fantasia e la vita quotidiana si incontrano.
«Adesso possiamo andare» dice Peter tendendoci la mano. «La seconda stella è da quella parte.»
E per un istante, guardando la città che si allontana sotto di noi, quasi ci crediamo davvero.

