Anche i giganti possono attraversare momenti di crisi, ma per il caso dell’agenda Smemoranda sembra non esserci più niente da fare: è di oggi la notizia che l’asta per rilevare lo storico marchio di cartoleria è andato completamente deserto.
Covid, chiusura delle cartolerie e obbligo di agende fornite dalle scuole nel mirino
Sembrerebbero essere queste le cause del fallimento di Smemoranda, che sin dal 1979 riempie le cartelle e gli zaini degli italiani con agende creative e spesso create in collaborazione con artisti famosi del calibro di Jovanotti, Piero Pelù e molti altri.
Smemoranda, la storia dell'iconica agenda
Il boom avviene nella vivace Italia negli anni ’90 (anche se è nata molti anni prima, nel 1979), quando la Smemoranda è diventata una delle icone della cultura giovanile, conquistando gli scaffali e i cuori di studenti e giovani di ogni angolo della penisola. Questo marchio, noto per le sue agende colorate e creative, è diventato un fenomeno culturale, un compagno di vita per chiunque voglia organizzare il proprio mondo in modo spensierato e gioioso.
Smemoranda, origine del nome
Il termine “Smemoranda” stesso è un gioco di parole, un mix tra “smemorato” e “agenda”, suggerendo un approccio giocoso e spensierato alla vita quotidiana. Il nome rappresenta perfettamente lo spirito della Smemoranda: un’agenda che non prende troppo sul serio se stessa, ma che abbraccia la creatività, l’umorismo e la spontaneità.

