La Festa dei Nonni è celebrata in molte parti del mondo, sebbene in date diverse a seconda delle tradizioni locali. In Italia, dal 2005, si festeggia il 2 ottobre, giorno che coincide con la ricorrenza religiosa degli Angeli Custodi. Un accostamento non casuale: i nonni, infatti, sono per i loro nipoti proprio questo — presenze discrete e amorevoli, custodi di segreti, approdo sicuro nei momenti difficili e, perché no, anche “viziatori seriali”, capaci di regalare coccole e piccoli strappi alle regole quotidiane.
Ma cosa accade quando un nonno si ammala?
In quei momenti i ruoli si ribaltano: sono figli e nipoti a diventare custodi, chiamati a prendersi cura di chi, per anni, si è preso cura di loro. La fragilità che accompagna l’età avanzata porta con sé sfide importanti. Le patologie più diffuse sono quelle cardiovascolari, spesso collegate al diabete e a problemi muscolo-scheletrici che limitano la mobilità e l’autonomia. Molto comuni sono anche le demenze, come la malattia di Alzheimer, insieme ad altre malattie neurologiche che incidono non solo sul corpo ma anche sulla memoria, sull’umore e sull’identità della persona.
In questi casi, come possiamo davvero aiutare i nostri nonni?
Prendersene cura significa molto più che occuparsi delle terapie o dell’assistenza quotidiana: vuol dire offrire presenza, ascolto e pazienza. Significa accettare i cambiamenti, anche quando fanno paura, e trasformarli in nuove forme di vicinanza. Vuol dire imparare a comunicare con altri linguaggi — uno sguardo, una carezza, un ricordo condiviso — e capire che ciò che resta intatto, anche nella malattia, è il bisogno di sentirsi amati.
Un prezioso aiuto in questo percorso arriva dal delicato albo illustrato “Ogni giorno sarà come la prima volta”, edito da First Letter, con le illustrazioni poetiche di Rosella Pagnini e i testi intensi di Silvia Dal Cin. Tra le sue pagine prende forma un vero e proprio vademecum per l’anima, che non solo racconta con dolcezza la quotidianità di chi affronta la demenza, ma offre anche spunti pratici e profondi per chi accompagna un nonno in questa esperienza. È un invito a guardare oltre la malattia, a riconoscere e custodire ciò che resta, trasformando ogni incontro in un’occasione di affetto e scoperta.
Così la Festa dei Nonni diventa non solo un giorno di celebrazione, ma anche un’occasione per riflettere sul valore delle relazioni intergenerazionali, sull’importanza della cura reciproca e sulla forza dell’amore che, in ogni stagione della vita, continua a legare nonni, figli e nipoti in un filo invisibile e indistruttibile.

