Glossario delle Nuove Tribù – Piccolo Dizionario delle Giovani Creature
C’è stato un tempo in cui si diceva semplicemente “che imbarazzo”. Poi è arrivato internet e l’imbarazzo ha trovato una nuova casa: cringe.
Per la Generazione Z, qualcosa è cringe quando provoca quel particolare disagio che ti fa arricciare le dita dei piedi, distogliere lo sguardo e desiderare di essere teletrasportato altrove. È l’equivalente emotivo di una forchetta che gratta un piatto.
Un video motivazionale recitato con troppa enfasi? Cringe. Un adulto che cerca disperatamente di sembrare adolescente usando dieci slang in una frase? Molto cringe. Un messaggio inviato alla persona che ti piace e rimasto senza risposta per tre giorni? Cringe di livello avanzato.
La parola deriva dall’inglese “to cringe”, che significa letteralmente “ritrarsi” o “indietreggiare per l’imbarazzo”. E in effetti è proprio quello che succede: il corpo resta fermo, ma l’anima cerca una via di fuga.
Attenzione però: definire qualcosa come cringe è diventato a sua volta quasi uno sport nazionale online. A volte ciò che una persona considera imbarazzante, per un’altra è semplicemente genuino e spontaneo.
In fondo, il vero superpotere del 2026 potrebbe essere questo: fare ciò che ci piace senza preoccuparci troppo di sembrare cringe.

