Glossario delle Nuove Tribù – Piccolo Dizionario delle Giovani Creature
Una volta si diceva “vantarsi”. O, nelle occasioni più eleganti, “ostentare”. Oggi basta una parola: flexare.
Il verbo nasce dall’inglese to flex, che letteralmente significa “flettere i muscoli”. Sui social, però, i muscoli sono diventati metaforici. Si flexa un nuovo smartphone, una vacanza da sogno, un voto brillante all’università, un outfit particolarmente riuscito o persino una colazione che sembra uscita da una rivista di design.
“Flexare” significa quindi mostrare qualcosa di cui si va fieri, spesso con l’intenzione – più o meno dichiarata – di suscitare ammirazione, invidia o almeno qualche like.
La differenza rispetto al semplice vantarsi? Il flex moderno è più sottile. Non si dice: «Guardate quanto sono fortunato». Si pubblica una foto dal finestrino di un aereo in business class e si scrive: «Che sonno oggi».
Naturalmente esistono diversi livelli di flex. C’è il flex innocente, quello scherzoso e autoironico, e poi c’è il flex professionistico, praticato da chi riesce a trasformare qualsiasi momento della giornata in una dimostrazione pubblica di successo.
In ogni caso, se sentite qualcuno dire che sta “flexando”, non preoccupatevi: probabilmente non sta facendo ginnastica. Sta semplicemente esibendo qualcosa che considera degno di essere notato.

