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I consigli beauty di Cleopatra

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Consigli di bellezza di Cleopatra: dal kajal alla cura dell’emicrania Negli articoli precedenti dedicati ai segreti beauty delle regine abbiamo visto consigli di ogni tipo. Dal lavaggio dei capelli con uova e cognac per renderli folti e lucidi agli impacchi corpo con la carne di vitello cruda; dalla ginnastica al carbonato di piombo per nascondere le cicatrici sul viso. Quest’oggi parleremo di piccoli consigli di bellezza che ci vengono proprio da Cleopatra. La sovrana era infatti una vera esperta in unguenti, olii ed erbe medicinali, e conosceva ogni piccolo dettaglio di medicina estetica. Il kajal, ad esempio, proteggeva gli occhi e preveniva la congiuntivite; l’incenso era utile per lenire la secchezza della pelle e l’invecchiamento cutaneo, mentre il sangue di tartaruga o aceto poteva proteggere la bellezza dei denti e prevenire l’alito cattivo. Il kajal come protezione L’occhio truccato di Cleopatra non era un caso. Il kajal si diffonde come rimedio di protezione delle infezioni agli occhi. Scurire le palpebre impediva inoltre di restare abbagliati dal sole. La corteccia di salice come cura dell’emicrania Cleopatra utilizzava inoltre coriandolo o la corteccia di salice per curare l’emicrania. Vediamo insieme una ricetta facile a base di coriandolo da spalmare sul pane. Ingredienti: 1 mazzetto di coriandolo fresco 1 spicchio di aglio 2 cucchiai di succo di limone 4 cucchiai di olio extravergine di oliva 1 cucchiaio di aceto di vino bianco (facoltativo) ½ peperoncino fresco o un pizzico di peperoncino secco Sale e pepe q.b. Preparazione: Lava bene il coriandolo e asciugalo. Metti nel mixer: coriandolo, aglio, succo di lime, olio, aceto, peperoncino, sale e pepe. Frulla fino ad ottenere una salsa liscia Assaggia e aggiusta di sale/lime se necessario.

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Cleopatra, una sovrana diffamata

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Cleopatra, una sovrana diffamata Il primo amore Il primo amore di Cleopatra non fu Marco Antonio, ma Giulio Cesare. Lui restò ammaliato dal suo fascino sin dal primo istante. Da questa relazione, che si fondava su scopi politici, nacque Cesarione. Cleopatra e Marco Antonio Da Shakespeare al film di Joseph Mankiewicz con Elizabeth Taylor e Richard Burton, la storia tra Antonio e Cleopatra ha fatto sognare milioni di lettori e telespettatori. Il primo incontro L’incontro fra i due avvenne in maniera programmata a Tarso, in Turchia, su una nave dove Cleopatra gli apparve vestita come la dea dell’amore e della bellezza. Tra i due scoppiò un improvviso colpo di fulmine. Cleopatra, col suo fascino, riusciva ad ammaliare anche le personalità più forti. Ma i due erano legati non solo dalla passione ma anche da un comune progetto politico. Donna poliglotta e intelligentissima (parlava ben otto lingue), la sua figura viene tutt’oggi associata a quella di una femme fatale, una mangiatrice di uomini, e tutto a causa di Ottaviano Augusto, il quale si prodigò per screditarla dopo la sua morte. Cleopatra venne accusata di essere responsabile della guerra, la tentazione che aveva ammaliato Marco Antonio e sedotto Cesare. E tu, lo sapevi? Segui Land Magazine per non perderti altri articoli simili

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I segreti beauty delle regine: i capelli di Sissi

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Abbiamo visto come la regina Elisabetta usasse strati e strati di carbonato di piombo per levigare, schiarire la pelle e nascondere le cicatrici del vaiolo. Quest’oggi scopriremo un altro segreto di bellezza, questa volta legato all’imperatrice Sissi. L’eterna giovane L’imperatrice aveva una vera e propria ossessione per l’aspetto fisico. Questa mania la portò a soffrire di anoressia nervosa. Sappiamo che pesava a malapena 50 kg per un metro e settanta di altezza. Ma erano i capelli il suo cruccio. Lunghissimi, folti e fluenti, l’imperatrice se ne prendeva cura maniacalmente. Scopriamo come Lo shampoo era un miscuglio a base di uova impregnate nel cognac. Il lavaggio avveniva ogni tre settimane e le portava via gran parte della giornata. Dopo il lavaggio, i capelli venivano pettinati e intrecciati finemente, e questo passaggio durava altre tre ore. I capelli venivano intrecciati dalla sua parrucchiera personale e, per sostenerne il peso, (le causavano frequenti mal di testa) Sissi li raccoglieva nei nastri. Pare che passasse ore e ore seduta nella medesima posizione, specie al mattino. Non solo la cura dei capelli, anche i vestiti le portavano via gran parte del tempo. In totale, parliamo di quasi tre ore per pettinare i capelli dopo il lavaggio e altre tre ore per indossare gli abiti. Adesso che sappiamo cosa si nasconde dietro l’iconica immagine che tutti noi conosciamo, proviamo a rifare lo shampoo di Sissi insieme: Ingredienti Due uova 2 cucchiai di cognac 1 cucchiao d’olio d’oliva o cocco Preparazione Sbatti le uova in una ciotola fino a ottenere un composto liscio; Aggiungi il cognac e l’olio d’oliva o di cocco e mescola bene. Se desideri altri articoli come questo seguici su Land Magazine, mentre se vuoi scoprire di più sulle regine più amate del mondo non perderti le uscite di First Letter Editrice

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Il make-up di Elisabetta I

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Curiosità in pillole: Il make-up di Elisabetta I d’Inghilterra In un mondo di like in cui l’apparenza sembra prendere il sopravvento, non possiamo non chiederci: quando è iniziato tutto? Sappiamo che nel Cinquecento la regina Elisabetta I tendeva a truccarsi molto, fino a rendere i tratti del volto irriconoscibili. Ma come faceva? Ovviamente niente filtri Instagram o correttori costosi, ma parliamo di una vera e propria pratica tossica per la pelle e i capelli. Elisabetta copriva il suo volto con strati e strati di piombo, creava eccessivi mascheroni per nascondere le cicatrici lasciate dal vaiolo, e tutto per apparire perfetta. Ebbene sì, la regina era molto vanitosa, e il suo aspetto doveva essere impeccabile. Come non menzionare il continuo paragone con sua cugina Maria Stuarda. Lei era più alta, più bassa, danzava meglio? Ma in cosa consisteva questo mascherone? Alla base del make-up della sovrana troviamo il carbonato di piombo. Ma vediamo insieme cos’era e come si utilizzava Il carbonato di piombo era un ingrediente velenoso in grado di schiarire la pelle. Altamente tossico, si pensa che abbia solo peggiorato il viso deturpato dal vaiolo della sovrana. Questo mascherone veniva visto come sinonimo di bellezza. Ma a quanto pare il piombo non solo era ritenuto tossico, ma causava anche la perdita dei capelli. Il trucco della regina era molto spesso e, dato che non si usavano detergenti struccanti come adesso, restava su per giorni e giorni. Ancora più tossico era il rossetto a base di mercurio, tratto distintivo del rosso scarlatto delle labbra della sovrana. Tra gli effetti indesiderati di tale rossetto troviamo l’irritabilità e la depressione. E tu, lo sapevi? Se vuoi scoprire di più scopri First Letter Editrice

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Le due regine

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Cos’hanno in comune Elisabetta I d’Inghilterra e Maria Stuarda? Due donne, due cugine rivali, in lotta per lo stesso trono. Da una parte Maria, incoronata a soli pochi giorni di vita, dall’altra Elisabetta, una donna sola che ha dovuto lottare per conquistare il trono di Inghilterra. Sappiamo che Elisabetta non si sposò e non ebbe figli, anche se a corte i pettegolezzi sulla sua presunta relazione con Leicester correvano veloci. I due erano amanti? E quali erano le intenzioni della sovrana? Quando la moglie di Leicester venne trovata morta, i pettegolezzi divennero più pressanti. Eppure, Elisabetta sembrava non lo volesse sposare; tutt’altro. Quando consigliò proprio il suo favorito come marito per sua cugina Maria Stuarda, la decisione lasciò di stucco in molti. Perché mai avrebbe dovuto privarsi del suo amante? Ma ovviamente per motivi politici. Elisabetta si fidava ciecamente di lui. Maria Stuarda era una continua minaccia per la sua corona, e lei doveva controllarla. A ogni costo. Fortunatamente per lei, Maria non accettò. Ma quando anni dopo Leicester sposò Lettice Knollys, il cuore della sovrana si ruppe in mille pezzi. Ma se Elisabetta si abbandonò all’amore in maniera controllata, rigida e razionale, non possiamo dire lo stesso per Maria Stuarda. Il suo primo marito, il delfino di Francia, morì giovanissimo, a causa di un’infezione all’orecchio. Il secondo marito, Lord Darnley era un uomo violento e ubriacone, e lei sembrava essere totalmente sottomessa a lui. Ma il terzo marito, Bothwell, fu quello che la portò alla rovina. L’errore più grande di Maria? Affidarsi completamente a lui. Gli studiosi ci parlano di Maria Stuarda come una donna in preda a una “dipendenza psichica” da lui. Quando Bothwell venne accusato di omicidio per la morte di Darnley, Maria non poté fare altro che scappare. Scopri di più su First Letter Editrice

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