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A San Secondo prende il via “Il Tupin culturale”

Comunicato stampa Prende il via a San Secondo di Pinerolo “Il Tupin culturale 2026-2027 – Frammenti di luce. La  cultura che cura”, prima edizione di un nuovo festival che mette al centro la cultura come  occasione di incontro, riflessione e benessere. Un percorso che, attraverso linguaggi ed esperienze  differenti, affronterà temi quali la fragilità, la malattia, l’identità, la solitudine, la memoria, la  sofferenza, la cura e il dono di sé.  Il primo appuntamento è in programma venerdì 16 ottobre, alle 21, al Tempio Valdese, con “La  fragilità che diventa forza: curare l’arte, generare benessere”. Ospiti della serata saranno Giorgia  Corso, Francesca Ferro e Alessandra Curti dei Musei Reali di Torino. Sarà l’avvio di un calendario   che accompagnerà San Secondo fino alla primavera del 2027, alternando incontri, laboratori per  bambini e adulti, teatro, musica, cinema e momenti di confronto con scrittori, professionisti della  sanità, studiosi e testimoni.  Il nome scelto per il Festival richiama direttamente la storia di San Secondo. Il “tupin”, il  tradizionale recipiente di terracotta utilizzato nella cucina piemontese per le cotture lente, rimanda infatti alla lunga tradizione artigianale del paese, un tempo importante centro di produzione di  stoviglie.  Spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di San Secondo, Elisanna Toya: «Il Festival, novità  assoluta per il nostro paese, nasce dalla volontà di superare il preconcetto che la cultura sia fruibile e accessibile soltanto nei grandi centri. Vogliamo offrire occasioni di riflessione, dibattito, crescita e confronto attraverso l’incontro con voci diverse del mondo culturale. Il tupin diventa così il simbolo di un contenitore nel quale i pensieri possono maturare lentamente, per essere poi condivisi in un  continuo scambio. Il Festival si rivolge a tutte le età e vuole arricchire la programmazione comunale con nuove opportunità di incontro e divulgazione culturale».  Sulla scelta del tema interviene la coordinatrice Erica Gavazzi: «“Frammenti di luce” nasce dall’idea che la cultura possa diventare uno strumento di cura. Anche quando ci si trova in una stanza senza  finestre, la luce continua a esistere al di fuori di essa. Il Festival vuole essere un contenitore di  esperienze che, una volta aperto, lasci emergere frammenti luminosi di vita, anche là dove il dolore sembra averli nascosti. Cultura, arte, testimonianza e confronto possono aiutare a riconoscere  quella luce e a restituire alla speranza uno spazio concreto nella vita delle persone».  Il Festival vede capofila del progetto il Comune di San Secondo di Pinerolo, insieme a Vita  Diocesana Pinerolese e Casa Peyretti, e gode del patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio  Regionale del Piemonte, della Città metropolitana di Torino, di Turismo Torino e Provincia, Turismo  Pinerolese e dell’Unione Montana del Pinerolese. Una rete ampia, costruita attorno all’idea di  portare sul territorio occasioni di incontro, riflessione e crescita attraverso la cultura.  Sulla locandina allegata tutti gli appuntamenti in programma. 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La vendetta di Anika di Marcella Ricci: il nuovo romanzo sci-fi di Land Editore

La vendetta di Anika di Marcella Ricci: il nuovo romanzo sci-fi di Land Editore Fantascienza, space opera, avventura e romance si incontrano nel nuovo romanzo di Marcella Ricci, ambientato nell’anno 3023 Land Editore annuncia l’uscita di “La vendetta di Anika” di Marcella Ricci, un nuovo romanzo di fantascienza e space opera che trasporta i lettori nell’anno 3023, in un futuro dominato dalla Milizia Unita e dai suoi temibili alleati alieni, i Whallin. Una storia di vendetta, ribellione, avventura nello spazio e sentimenti, con al centro una protagonista pronta a perdere tutto pur di ottenere giustizia. La vendetta di Anika: una nuova avventura nello spazio È l’anno 3023. L’umanità è soffocata dal dominio della Milizia Unita e dei suoi alleati, i feroci alieni Whallin. Le rivolte delle colonie terrestri sparse nel quadrante galattico vengono represse nel sangue, intere popolazioni vivono nella paura e chi osa ribellarsi ha una sola certezza: verrà braccato fino ai confini dello spazio. Anika Cockren lo sa bene. Per anni è stata un ufficiale della Milizia e ha servito quella flotta. Ma quando la sua famiglia viene massacrata, qualcosa dentro di lei si spezza. Da quel momento ha un solo obiettivo: vendicarsi. Per riuscirci è disposta a disertare, diventare una ricercata e tentare l’impossibile: salire a bordo della Leviathan, la nave ribelle più temuta del quadrante galattico. Anika Cockren e Adrian Brook: un incontro destinato a cambiare tutto A comandare la Leviathan è Adrian Brook, un capitano tanto affascinante quanto pericoloso, un uomo che non si fida facilmente e che sembra avere ottime ragioni per tenere le donne lontane dal proprio equipaggio. Anika, però, non è arrivata fin lì per arrendersi. Tra diffidenza, scontri, attrazione e alleanze impreviste, il rapporto tra Anika e Adrian si sviluppa mentre intorno a loro il conflitto si fa sempre più pericoloso. E quando vendetta e sentimenti cominciano a percorrere la stessa rotta, persino le convinzioni più profonde possono vacillare. Una space opera tra fantascienza, romance e vendetta Con “La vendetta di Anika”, Marcella Ricci costruisce un universo narrativo in cui gli elementi della space opera incontrano quelli del romance e del romanzo d’avventura. Battaglie spaziali, colonie lontane, alieni, ribelli e inseguimenti fanno da scenario a una vicenda che mantiene al centro i personaggi, le loro scelte e le conseguenze che queste comportano. Anika è una protagonista determinata e imperfetta, una donna che ha perso quasi tutto e che sceglie di ribellarsi proprio al sistema di cui un tempo faceva parte. Il suo viaggio attraverso il quadrante galattico diventa così anche un percorso personale segnato dal dolore, dalla rabbia, dal desiderio di giustizia e dalla possibilità di scoprire che persino quando tutto sembra perduto può esistere una nuova strada. Il nuovo romanzo di Marcella Ricci pubblicato da Land Editore “La vendetta di Anika” di Marcella Ricci entra nel catalogo di Land Editore con una storia rivolta agli appassionati di fantascienza romantica, space opera e sci-fi romance, ma anche a chi cerca un romanzo d’avventura dal ritmo serrato. Una lettura per chi ama protagoniste femminili forti, equipaggi ribelli, viaggi interstellari, alieni, battaglie nello spazio e storie d’amore che nascono quando innamorarsi sembra l’ultima cosa possibile. Anika ha attraversato il quadrante con una sola certezza: ottenere vendetta. Salire sulla Leviathan, però, potrebbe cambiare molto più del suo destino. Scheda del libro Titolo: La vendetta di AnikaAutrice: Marcella RicciEditore: Land EditoreGenere: Fantascienza, space opera, romance, sci-fi romanceAmbientazione: Anno 3023 Vai al libro Scopri Land Magazine admin Settembre 24, 2026 La vendetta di Anika di Marcella Ricci: il nuovo romanzo sci-fi di Land Editore Read More Cristina Ferri Settembre 23, 2026 Il matrimonio e la nascita dei figli Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Il matrimonioIl matrimonio reale si svolse il 29 luglio 1981 nella cattedrale di San Paolo a Londra. 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La famiglia Twinings: da Thomas a Elizabeth, la dinastia che trasformò il tè in un simbolo inglese

La famiglia Twinings: da Thomas a Elizabeth, la dinastia che trasformò il tè in un simbolo inglese Oggi basta leggere la parola Twinings su una scatola di tè per evocare immediatamente qualcosa di profondamente britannico: Londra, le tazze di porcellana, il rito del tè, i salotti, forse persino quella rassicurante eleganza inglese che sembra esistere da sempre. Eppure, dietro uno dei marchi più riconoscibili della storia del tè, non troviamo soltanto un’impresa commerciale; troviamo una famiglia che attraversò il Settecento e l’Ottocento britannico partecipando, generazione dopo generazione, ai cambiamenti economici, politici, scientifici e sociali del Paese. La storia comincia con Thomas Twining, nato nel 1675, e può idealmente condurci fino a Elizabeth Twining, nata nel 1805: artista botanica, autrice e filantropa che trasformò il privilegio economico ereditato dalla propria famiglia in uno strumento per occuparsi di educazione e riforma sociale. In mezzo ci sono commercianti, una vedova che prese in mano gli affari in pieno Settecento, un uomo che contribuì alla battaglia contro l’altissima tassazione del tè e una famiglia che riuscì a legare il proprio nome a una bevanda fino quasi a renderli inseparabili. Thomas Twining: tutto comincia con un bambino arrivato a Londra   La storia della famiglia Twinings, almeno quella che conosciamo attraverso il tè, comincia molto prima dell’apertura del celebre negozio dello Strand. I Twining provenivano dal Gloucestershire e appartenevano a una famiglia legata tradizionalmente alla lavorazione tessile. Nel 1684, in un periodo di difficoltà economiche, la famiglia si trasferì a Londra; Thomas aveva appena nove anni. Inizialmente sembrava destinato a seguire la strada paterna e iniziò infatti un apprendistato come tessitore, ma la capitale gli offrì possibilità completamente diverse. Nel 1701, a circa ventisei anni, Thomas divenne Freeman della City of London. Nel frattempo aveva abbandonato il settore tessile e si era avvicinato al commercio delle merci provenienti da lontano, lavorando per un ricco mercante e acquisendo familiarità anche con le prime importazioni di tè. Bisogna ricordare che all’inizio del Settecento il tè non era ancora la bevanda quotidiana che associamo all’Inghilterra contemporanea. Era costoso, esotico e fortemente tassato; il suo consumo, tuttavia, stava crescendo rapidamente tra le classi più ricche. Thomas intuì ciò che stava accadendo. Nel 1706 acquistò Tom’s Coffee House, sullo Strand di Londra. La posizione era particolarmente favorevole: dopo il Grande incendio del 1666 molte famiglie facoltose si erano progressivamente spostate verso la zona occidentale della città e l’area era frequentata da una clientela benestante. Londra possedeva già migliaia di coffee house, perciò Thomas aveva bisogno di qualcosa che lo distinguesse dalla concorrenza. Scelse il tè. Il problema delle donne nelle coffee house La scelta di Thomas fu intelligente anche per un’altra ragione, strettamente collegata alle convenzioni sociali dell’epoca. Le coffee house erano essenzialmente spazi maschili. Per una donna rispettabile frequentarle non era socialmente accettabile; le donne dell’aristocrazia e delle famiglie benestanti, però, desideravano acquistare il tè da servire nelle proprie case. Secondo la ricostruzione storica della stessa Twinings, alcune clienti aspettavano quindi nelle carrozze mentre un servitore entrava nella coffee house per comprare il prodotto. Thomas comprese il paradosso: esisteva una clientela femminile economicamente importante che desiderava il suo tè, ma le convenzioni le impedivano di entrare nel luogo in cui veniva venduto. Nel 1717 ampliò quindi l’attività e aprì uno spazio specificamente destinato alla vendita di tè e caffè secchi. Entrare in un negozio, per una donna, era perfettamente accettabile. Nacque così il Golden Lyon, contraddistinto da un leone dorato. Quel luogo esiste ancora: è il celebre negozio Twinings al 216 dello Strand, di fronte alle Royal Courts of Justice. Tre secoli di storia aziendale partono, in sostanza, dalla capacità di Thomas Twining di osservare la società che aveva davanti e comprenderne le trasformazioni prima di molti altri. Daniel Twining: il tè attraversa l’Atlantico Thomas morì nel 1741 e l’attività passò al figlio Daniel Twining, che aveva lavorato come apprendista del padre e conosceva quindi direttamente il mestiere. Con Daniel la reputazione dell’azienda continuò a crescere e il commercio iniziò ad assumere una dimensione internazionale. I registri della famiglia mostrano che già nel 1749 il tè Twinings veniva esportato nelle colonie americane; tra i clienti figurava persino il governatore di Boston. È un dettaglio particolarmente suggestivo se pensiamo a ciò che sarebbe accaduto pochi decenni più tardi. Nel 1773 Boston sarebbe infatti diventata il teatro del celebre Boston Tea Party, durante il quale casse di tè furono gettate in mare in segno di protesta contro la politica fiscale britannica. La stessa Twinings ricorda una tradizione secondo la quale il tè gettato nel porto non sarebbe stato il loro. Daniel, tuttavia, non fu l’unica figura importante di questa seconda fase della storia familiare. Alla sua morte entrò in scena una donna. Mary Twining: una donna alla guida dell’azienda nel Settecento Nel 1762 Mary Twining, vedova di Daniel, assunse la direzione dell’attività familiare. Il particolare merita attenzione perché siamo nel XVIII secolo e vedere una donna alla guida di un’impresa commerciale di questo livello era tutt’altro che ordinario. Mary avrebbe continuato a occuparsi dell’azienda per circa ventuno anni. E non furono anni semplici. Il tè era gravato da una tassazione enorme, che favoriva inevitabilmente il contrabbando. Il prodotto introdotto illegalmente nel Paese poteva inoltre essere adulterato con foglie, rametti, cortecce e altre sostanze allo scopo di aumentarne artificialmente il volume. La reputazione di una casa commerciale dipendeva quindi anche dalla capacità di garantire l’autenticità e la qualità del prodotto. La storia aziendale di Twinings attribuisce a Mary una posizione molto netta: rifiutare il tè di contrabbando e continuare a commercializzare tè di qualità nonostante le condizioni difficili del mercato. È uno dei passaggi più interessanti dell’intera storia della famiglia, perché il nome Twinings non fu costruito esclusivamente dagli uomini che lo portarono. Richard Twining e la battaglia contro la tassa sul tè Nel 1783 la guida passò a Richard Twining, figlio di Daniel e Mary. Con lui la storia familiare si intrecciò direttamente con la politica economica britannica. Il problema principale era sempre lo stesso: le tasse sul tè erano

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3 delitti irrisolti di Torino: i cold case che ancora oggi non hanno un colpevole

Torino conserva i propri misteri con una discrezione quasi perfetta. Dietro i portoni dei palazzi, lungo le strade della collina, negli appartamenti dei quartieri residenziali e persino nelle zone che oggi attraversiamo senza prestarvi attenzione si sono consumati delitti per i quali, a distanza di decenni, manca ancora una risposta definitiva. Sono i cold case di Torino, omicidi sui quali investigatori e magistrati hanno lavorato per anni, seguendo piste, interrogando conoscenti, arrestando sospettati e, in alcuni casi, tornando sui reperti molto tempo dopo grazie alle nuove tecniche scientifiche. Eppure qualcosa continua a mancare: un nome, una prova decisiva, il particolare capace di trasformare un sospetto in una verità giudiziaria. Abbiamo raccolto 3 casi particolarmente inquietanti; alcuni risalgono agli anni Cinquanta, altri sono molto più recenti, ma tutti condividono una domanda rimasta sospesa nel tempo: chi ha ucciso? 1. Mario Giliberti e Diabolich: l’assassino che annunciò il proprio delitto Torino, febbraio 1958. Mario Giliberti ha ventisette anni, arriva da Lucera, lavora alla Fiat e vive in una sistemazione piuttosto precaria ricavata nel retrobottega di un ex laboratorio da calzolaio, al numero 20 di via Fontanesi. Il 25 febbraio viene trovato morto. È stato colpito ripetutamente con un coltello; le ricostruzioni dell’epoca parlano di diciotto coltellate. Già questo basterebbe a trasformare la vicenda in uno dei grandi casi di cronaca nera della Torino del dopoguerra. Quello che accade intorno al cadavere, però, sembra uscito da un romanzo giallo. L’assassino vuole essere ascoltato. Qualcuno telefona alla redazione de La Stampa sostenendo di avere commesso un delitto; arrivano inoltre comunicazioni alla stampa e alla polizia nelle quali l’autore rivendica l’omicidio. Una delle lettere contiene addirittura un enigma: osservando la costruzione del testo è possibile ricavare l’indirizzo via Fontanesi 20. Sul luogo del delitto viene inoltre lasciato un biglietto con una provocazione rivolta agli investigatori: riusciranno a trovare l’assassino? L’uomo si firma con uno pseudonimo destinato a diventare leggendario: Diabolich. Gli investigatori concentrano i sospetti su Aldo Cugini, amico ed ex commilitone di Giliberti. Viene arrestato nel marzo 1958 e rimane in carcere per quasi cinque mesi, ma gli elementi raccolti non consentono di attribuirgli l’omicidio. Il caso rimane irrisolto. A rendere tutto ancora più curioso c’è una coincidenza entrata nella storia della cultura popolare italiana: pochi anni dopo, nel 1962, nascerà Diabolik, il criminale creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani; il precedente torinese di “Diabolich” viene indicato dalle ricostruzioni sul caso come una delle fonti legate alla scelta del nome. L’uomo che volle raccontare il proprio omicidio ai giornali, invece, non ha mai avuto un volto. 2. Giorgia Padoan: due tazzine di caffè e un assassino che lei probabilmente conosceva Il 9 febbraio 1988 Giorgia Padoan ha ventun anni, studia Lingue all’università e vive con la madre in via San Gottardo, a Torino. Quel giorno qualcuno entra nel suo appartamento. Non sembra esserci stata un’irruzione violenta: tutto porta a pensare che Giorgia abbia aperto volontariamente la porta al proprio visitatore. Nell’appartamento vengono infatti trovate due tazzine da caffè, lavate; secondo la ricostruzione investigativa, è molto probabile che la ragazza conoscesse la persona che aveva fatto entrare. Quando la madre torna dal lavoro poco prima delle quattordici trova Giorgia morta. La ragazza è stata strangolata con una catenella che non verrà mai recuperata. Le indagini si concentrano inevitabilmente sulle persone che frequentavano la giovane. Giorgia non sembrava avere nemici e proprio questa normalità rende il caso ancora più difficile: se aveva aperto la porta all’assassino e gli aveva persino preparato il caffè, chi poteva essere? Nel corso degli anni compare un elemento impressionante. Pochi giorni dopo l’omicidio, il padre di Giorgia riceve la telefonata di un giovane che chiede perdono e sostiene di essere responsabile della morte della ragazza. Il padre riesce a registrare parte della conversazione. Molti anni dopo, quando l’inchiesta viene riaperta, una perizia fonica individua una compatibilità tra quella voce e quella di un uomo che aveva frequentato lo stesso corso universitario di Giorgia. L’uomo viene indagato, ma gli elementi raccolti non risultano sufficienti per sostenere un’accusa. Ancora oggi non esiste una verità giudiziaria sull’identità dell’assassino. Rimangono quelle due tazzine. Una ragazza che evidentemente non si sentiva in pericolo. E qualcuno che, dopo avere bevuto un caffè con lei, è uscito dall’appartamento lasciandola senza vita. 3. Erio Codecà: chi voleva morto un dirigente della Fiat? https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2026/09/s.-Fabrizio-Oliviero-con-logo.mp4 La sera del 16 aprile 1952, Erio Codecà esce dalla propria abitazione di via Villa della Regina per portare a spasso il cane. Codecà ha cinquant’anni ed è un importante dirigente del mondo Fiat; ha lavorato anche all’estero e, al momento della morte, occupa un ruolo di primo piano nella struttura industriale torinese. Intorno alle nove di sera qualcuno lo aspetta. Viene ucciso nei pressi della propria abitazione con un colpo d’arma da fuoco. Nessun testimone riesce a fornire agli investigatori la risposta fondamentale: chi ha sparato? Comincia una delle indagini più controverse della Torino del dopoguerra. Perché uccidere Codecà? Nel corso degli anni vengono formulate numerose ipotesi e il contesto rende il caso particolarmente suggestivo: siamo nei primi anni della Guerra fredda e Codecà è un dirigente di una delle aziende industriali strategicamente più importanti d’Italia. Le indagini esplorano piste differenti, comprese quelle politiche e quelle collegate alle attività industriali. Un uomo viene anche portato a processo: Giuseppe Faletto, ex partigiano. Nel 1958 viene però assolto per insufficienza di prove. Dopo oltre settant’anni, non sappiamo ancora chi abbia premuto il grilletto e soprattutto non sappiamo con certezza perché Codecà dovesse morire. È questo secondo interrogativo a rendere il caso particolarmente affascinante: dietro quell’unico colpo potrebbe esserci una storia molto più grande della scena del crimine sulla quale venne trovato il corpo. Oppure potrebbe esserci una spiegazione completamente diversa. Nessuna delle piste percorse è riuscita a diventare una verità definitiva. Scopri Land Magazine admin Settembre 22, 2026 3 delitti irrisolti di Torino: i cold case che ancora oggi non hanno un colpevole Read More admin Settembre 21, 2026 ROMANCE BOOK PARTY APPRODA AL CAMPANIA LIBRI FESTIVAL 2026 ROMANCE BOOK PARTY APPRODA AL CAMPANIA LIBRI

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ROMANCE BOOK PARTY APPRODA AL CAMPANIA LIBRI FESTIVAL 2026

ROMANCE BOOK PARTY APPRODA AL CAMPANIA LIBRI FESTIVAL 2026 A PALAZZO REALE NASCE IL ROMANCE CORNER: EDITORIA, BOOKTOK E SELF-PUBLISHING PER LA PRIMA VOLTA INSIEME Napoli, 21 settembre 2026 – Il Romance Book Party arriva per la prima volta al Campania Libri Festival con il Romance Corner, uno spazio dedicato al mondo della narrativa romance, all’editoria e alle nuove forme di partecipazione e promozione legate alle community di lettori. Dal 1° al 4 ottobre 2026, il progetto sarà ospitato nel Cortile del Belvedere di Palazzo Reale di Napoli, nell’ambito del Festival. La collaborazione rappresenta una novità per la manifestazione e porta in uno dei principali appuntamenti editoriali campani un progetto che negli ultimi anni ha riunito a Napoli autrici nazionali e internazionali, lettori, editori, professionisti del settore e creator.Il Romance Book Party, ideato da Sara Menichetti e Valentina Trombetta, fondatrici di SEV Management, è un Festival dedicato alla narrativa romance in tutte le sue declinazioni, che ha costruito attorno al genere una community sempre più ampia nel Sud Italia andando oltre il tradizionale firmacopie, con panel, workshop, presentazioni e occasioni di confronto.La seconda edizione, svoltasi il 6 giugno 2026 alla Mostra d’Oltremare di Napoli, ha confermato questa vocazione, mettendo in dialogo grandi nomi della narrativa romance, nuove voci e autori provenienti anche dal mondo delle piattaforme digitali. Nel corso delle diverse edizioni sono state ospiti, tra gli altri, Julia Quinn, Mercedes Ron, Catharina Maura, Laura Steven, Kelly Oram e Casey McQuiston, all’interno di programmi dedicati anche al rapporto tra editoria tradizionale, BookTok, Wattpad, scrittura ed educazione sentimentale. DALLE GRANDI CASE EDITRICI ALLE NUOVE VOCI DEL ROMANCEIl Romance Corner porterà al Campania Libri Festival una rappresentanza articolata del panorama romance contemporaneo.Tra le autrici presenti figurano Carrie Leighton per Salani, Anna Zarlenga, Elisa Iani, Francesca Pascal e Cheryl per Newton Compton Editori, Estelle Hunt, Alice DC, Bess Young e Floriana D’Amico per Giunti, oltre a Beppe Roncari per Rizzoli, Ella Swann per Edizioni Piemme, Trisha Wear, Marica Mantice e Lara Cialdini per Sperling & Kupfer, Flaminia Galeoni per SEM, Fion Elgee per Land Editore.Penne che rappresentano la varietà del romance contemporaneo, dalla rom-com al romantasy, alle contaminazioni con young adult e dark. Il rapporto tra libro e BookTok sarà uno degli elementi centrali del progetto, in un ecosistema digitale in cui TikTok, Instagram e le community di lettori contribuiscono alla scoperta e alla diffusione di nuovi titoli. EDITORIA INDIPENDENTE E SELF-PUBLISHINGAccanto ai grandi gruppi editoriali, il Romance Corner darà uno spazio significativo anche a editoria indipendente e self-publishing, portando all’interno del Festival una componente del settore sempre più rilevante e in forte crescita.In questo percorso avranno un ruolo centrale Land Editore di Elisa Serra con Francesca Sepe e Muziki Music Studio con Daniela E., realtà che contribuiranno a rappresentare la dimensione indipendente dell’editoria e creare un ponte tra autori, lettori e nuove forme di produzione e diffusione del libro. Il Romance Corner accoglierà infatti anche autrici self-published, offrendo loro per la prima volta uno spazio all’interno di Campania Libri Festival. La scelta nasce dalla volontà di valorizzare le autrici self-published, sempre più protagoniste del panorama romance, dove editoria tradizionale, autopubblicazione e community digitali si incontrano e si alimentano a vicenda. Una struttura che il Romance Book Party ha sostenuto fin da subito. TRA LIBRO, COMMUNITY E TERRITORIOLa presenza al Campania Libri Festival segna una nuova tappa nel percorso di Romance Book Party, portando nel cuore del Festival le diverse anime di un ecosistema editoriale in continua evoluzione. Tra gli appuntamenti del Romance Corner ci sarà anche il Gran Ballo Regency, coordinato da Romance Book Party nell’ambito di Campania Libri Festival, in programma giovedì 1° ottobre alle ore 16.00 al Teatro di Corte di Palazzo Reale. Un appuntamento dedicato alle atmosfere dell’epoca di Jane Austen e all’immaginario Regency tornato al centro della cultura popolare anche grazie al successo di Bridgerton. APPUNTAMENTO AL 2027Il progetto proseguirà oltre il Campania Libri Festival con la terza edizione del Romance Book Party, in programma il 12 giugno 2027 alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Un percorso che continua a intrecciare romance, editoria e territorio, in una Napoli che nel 2027 accoglierà anche l’America’s Cup: proprio alla città e a questo grande appuntamento è dedicato un omaggio nella locandina del Romance Book Party 2027 a cura dell’artista Oreste Kaizek, partner e illustratore ufficiale dell’evento. Romance Book PartyA cura di SEV Management S.r.l.Napoliwww.romancebookparty.it Scopri Land Magazine admin Settembre 21, 2026 ROMANCE BOOK PARTY APPRODA AL CAMPANIA LIBRI FESTIVAL 2026 Read More Silvia Dal Cin Settembre 21, 2026 NUOVA USCITA GIUNTI ED. Dettagli Editore:Giunti Editore Collana:LE ZEBRE Copertina:Cartonato con sovraccoperta Pagine:96 Dimensioni:13.0 x 18.0 cm Data di pubblicazione:23 settembre 2026 ISBN:9791223275351 Fascia di età:Età: a partire dai 7 anni Carmen Pellegrino LA Read More admin Settembre 20, 2026 Il Kansas prima del Mago di Oz: perché uno Stato è diventato il simbolo dell’America di provincia Quando pensiamo al Kansas, probabilmente vediamo già una casa di legno in mezzo a una distesa piatta, il vento che attraversa l’erba, una strada che sembra proseguire all’infinito, un fienile, Read More admin Settembre 20, 2026 Amelia Butterworth su Reddit: abbiamo portato nel 2026 la prima detective seriale della letteratura. E hanno cominciato a riderle in faccia Amelia Butterworth su Reddit: abbiamo portato nel 2026 la prima detective seriale della letteratura. 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