La famiglia Twinings: da Thomas a Elizabeth, la dinastia che trasformò il tè in un simbolo inglese
La famiglia Twinings: da Thomas a Elizabeth, la dinastia che trasformò il tè in un simbolo inglese Oggi basta leggere la parola Twinings su una scatola di tè per evocare immediatamente qualcosa di profondamente britannico: Londra, le tazze di porcellana, il rito del tè, i salotti, forse persino quella rassicurante eleganza inglese che sembra esistere da sempre. Eppure, dietro uno dei marchi più riconoscibili della storia del tè, non troviamo soltanto un’impresa commerciale; troviamo una famiglia che attraversò il Settecento e l’Ottocento britannico partecipando, generazione dopo generazione, ai cambiamenti economici, politici, scientifici e sociali del Paese. La storia comincia con Thomas Twining, nato nel 1675, e può idealmente condurci fino a Elizabeth Twining, nata nel 1805: artista botanica, autrice e filantropa che trasformò il privilegio economico ereditato dalla propria famiglia in uno strumento per occuparsi di educazione e riforma sociale. In mezzo ci sono commercianti, una vedova che prese in mano gli affari in pieno Settecento, un uomo che contribuì alla battaglia contro l’altissima tassazione del tè e una famiglia che riuscì a legare il proprio nome a una bevanda fino quasi a renderli inseparabili. Thomas Twining: tutto comincia con un bambino arrivato a Londra La storia della famiglia Twinings, almeno quella che conosciamo attraverso il tè, comincia molto prima dell’apertura del celebre negozio dello Strand. I Twining provenivano dal Gloucestershire e appartenevano a una famiglia legata tradizionalmente alla lavorazione tessile. Nel 1684, in un periodo di difficoltà economiche, la famiglia si trasferì a Londra; Thomas aveva appena nove anni. Inizialmente sembrava destinato a seguire la strada paterna e iniziò infatti un apprendistato come tessitore, ma la capitale gli offrì possibilità completamente diverse. Nel 1701, a circa ventisei anni, Thomas divenne Freeman della City of London. Nel frattempo aveva abbandonato il settore tessile e si era avvicinato al commercio delle merci provenienti da lontano, lavorando per un ricco mercante e acquisendo familiarità anche con le prime importazioni di tè. Bisogna ricordare che all’inizio del Settecento il tè non era ancora la bevanda quotidiana che associamo all’Inghilterra contemporanea. Era costoso, esotico e fortemente tassato; il suo consumo, tuttavia, stava crescendo rapidamente tra le classi più ricche. Thomas intuì ciò che stava accadendo. Nel 1706 acquistò Tom’s Coffee House, sullo Strand di Londra. La posizione era particolarmente favorevole: dopo il Grande incendio del 1666 molte famiglie facoltose si erano progressivamente spostate verso la zona occidentale della città e l’area era frequentata da una clientela benestante. Londra possedeva già migliaia di coffee house, perciò Thomas aveva bisogno di qualcosa che lo distinguesse dalla concorrenza. Scelse il tè. Il problema delle donne nelle coffee house La scelta di Thomas fu intelligente anche per un’altra ragione, strettamente collegata alle convenzioni sociali dell’epoca. Le coffee house erano essenzialmente spazi maschili. Per una donna rispettabile frequentarle non era socialmente accettabile; le donne dell’aristocrazia e delle famiglie benestanti, però, desideravano acquistare il tè da servire nelle proprie case. Secondo la ricostruzione storica della stessa Twinings, alcune clienti aspettavano quindi nelle carrozze mentre un servitore entrava nella coffee house per comprare il prodotto. Thomas comprese il paradosso: esisteva una clientela femminile economicamente importante che desiderava il suo tè, ma le convenzioni le impedivano di entrare nel luogo in cui veniva venduto. Nel 1717 ampliò quindi l’attività e aprì uno spazio specificamente destinato alla vendita di tè e caffè secchi. Entrare in un negozio, per una donna, era perfettamente accettabile. Nacque così il Golden Lyon, contraddistinto da un leone dorato. Quel luogo esiste ancora: è il celebre negozio Twinings al 216 dello Strand, di fronte alle Royal Courts of Justice. Tre secoli di storia aziendale partono, in sostanza, dalla capacità di Thomas Twining di osservare la società che aveva davanti e comprenderne le trasformazioni prima di molti altri. Daniel Twining: il tè attraversa l’Atlantico Thomas morì nel 1741 e l’attività passò al figlio Daniel Twining, che aveva lavorato come apprendista del padre e conosceva quindi direttamente il mestiere. Con Daniel la reputazione dell’azienda continuò a crescere e il commercio iniziò ad assumere una dimensione internazionale. I registri della famiglia mostrano che già nel 1749 il tè Twinings veniva esportato nelle colonie americane; tra i clienti figurava persino il governatore di Boston. È un dettaglio particolarmente suggestivo se pensiamo a ciò che sarebbe accaduto pochi decenni più tardi. Nel 1773 Boston sarebbe infatti diventata il teatro del celebre Boston Tea Party, durante il quale casse di tè furono gettate in mare in segno di protesta contro la politica fiscale britannica. La stessa Twinings ricorda una tradizione secondo la quale il tè gettato nel porto non sarebbe stato il loro. Daniel, tuttavia, non fu l’unica figura importante di questa seconda fase della storia familiare. Alla sua morte entrò in scena una donna. Mary Twining: una donna alla guida dell’azienda nel Settecento Nel 1762 Mary Twining, vedova di Daniel, assunse la direzione dell’attività familiare. Il particolare merita attenzione perché siamo nel XVIII secolo e vedere una donna alla guida di un’impresa commerciale di questo livello era tutt’altro che ordinario. Mary avrebbe continuato a occuparsi dell’azienda per circa ventuno anni. E non furono anni semplici. Il tè era gravato da una tassazione enorme, che favoriva inevitabilmente il contrabbando. Il prodotto introdotto illegalmente nel Paese poteva inoltre essere adulterato con foglie, rametti, cortecce e altre sostanze allo scopo di aumentarne artificialmente il volume. La reputazione di una casa commerciale dipendeva quindi anche dalla capacità di garantire l’autenticità e la qualità del prodotto. La storia aziendale di Twinings attribuisce a Mary una posizione molto netta: rifiutare il tè di contrabbando e continuare a commercializzare tè di qualità nonostante le condizioni difficili del mercato. È uno dei passaggi più interessanti dell’intera storia della famiglia, perché il nome Twinings non fu costruito esclusivamente dagli uomini che lo portarono. Richard Twining e la battaglia contro la tassa sul tè Nel 1783 la guida passò a Richard Twining, figlio di Daniel e Mary. Con lui la storia familiare si intrecciò direttamente con la politica economica britannica. Il problema principale era sempre lo stesso: le tasse sul tè erano





