Elisabetta

NARRATIVA IN GIOCO – Libro game: sei tu a decidere la storia

Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO “Se vuoi entrare nella grotta, vai a pagina 47. Se preferisci tornare al villaggio, vai a pagina 23.” Ricordi questa sensazione? Il potere di scegliere, di essere parte della storia, di vedere cosa succede se… 🎲 Il libro game – una volta I libri game (o libri a bivi) sono stati tra i primi esperimenti di narrativa interattiva. Non leggi una storia: la vivi. Ogni scelta ti porta su un percorso diverso, ogni decisione ha conseguenze. Negli anni ’80 e ’90 erano ovunque: Lupo Solitario Alla ricerca della pietra di fuoco Escape from the Kingdom of Frome Pagine e pagine di avventure che si ramificavano in decine di finali possibili. Alcuni trionfali, altri… “la tua avventura finisce qui”. Il bello era proprio questo: potevi morire. Potevi sbagliare. Potevi tornare indietro e riprovare con una scelta diversa, oppure accettare il tuo destino e ricominciare da capo. 🎲 Il libro game – oggi Oggi il formato è tornato di moda con libri più sofisticati, più adulti. La magia, però, rimane la stessa: quella sensazione di controllo sulla narrazione, di essere co-autore della storia che stai leggendo. Non sei un lettore passivo. Sei un protagonista che decide. E ogni volta che riapri il libro, puoi vivere una storia completamente diversa. 📚 Varietà di libri game Può servirti carta e penna per ridisegnare la mappa dei luoghi man mano che avanzi nella storia, oppure alcuni dadi e la scheda del personaggio. Potresti anche affrontare storie da giocare con altri amici, ognuno col proprio personaggio e i propri dadi. Ogni libro è una storia a sé, ogni libro ha le sue meccaniche. Ma una cosa resta comune a ogni libro game, del passato o del presente: la narrativa può essere giocata, può essere un dialogo e non un monologo. Il lettore può avere voce in capitolo. Letteralmente.

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Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”?

Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? Hai comprato una mela, ma è marcia. Ti dicono: “L’importante è che sia una mela“. 🍎 No. Non è importante che sia una mela se non ha la qualità per cui l’hai pagata.Se i soldi sono buoni, perché il prodotto che compri non dovrebbe esserlo? Nessuno metterebbe in dubbio questa osservazione, giusto? 💔 Eppure, un libro “marcio” ti deve andare bene. Hai capito bene: per molte persone, questo stesso concetto non vale per i libri. Quante volte ho letto post che dicevano: 💬 La grammatica non è importante, quello che conta è la storia.💬 Vanno pubblicati i libri che hanno qualcosa da dire, indipendentemente da come sono scritti.💬 L’unica cosa importante è che emozioni, anche se ha buchi di trama. E dulcis in fundo:💬 Editor e correttori di bozze sono solo truffatori. 📖 Il lettore paga per acquistare un libro, allo stesso modo in cui paga per una mela. Il libro è un prodotto commerciale. Può piacere o non piacere (come può piacere una mela ma non una pera), ma ciò non toglie che debba essere un prodotto di qualità: curato e corretto. Il lettore lo paga in termini di soldi e di tempo.E cosa è più importante del tempo che abbiamo? ✨ Un prodotto curato è una forma di rispetto nei confronti del lettore. E la magia che scaturisce dalle pagine è più potente quanto più il libro è curato. Perché sì, il libro deve regalare sogni, storie, emozioni. Gli errori rovinano l’esperienza di lettura. Rompono la magia. Ragioniamo insieme su altri prodotti: L’intonaco di un palazzo: ci va bene che abbia crepe o bolle? Un pigiama: ci va bene che, dopo averlo indossato una volta, si scucia addosso? Una sedia: ci va bene che abbia una gamba più corta delle altre? E se vogliamo parlare di arte: Un quadro: ci va bene che la tempera si sciolga e coli sulla parete del soggiorno? Un concerto: ci va bene che venga suonato con gli strumenti scordati? Allora perché tutto questo non vale per i libri? 😤 Sì, questa cosa mi fa imbestialire. C’è troppa cattiveria in un settore in cui si parla tanto di sensibilità, emozioni, rispetto. In cui si scrive di valori, coraggio, rinascite, speranze. Personalmente, quando compro un libro e lo trovo palesemente mai editato, mai corretto… mi sento truffata. So di aver sprecato i miei soldi e il mio tempo (almeno finché non mollo la lettura, perché certi libri non li finisco più!). Hai mai comprato un libro pieno di errori? Come ti ha fatto sentire?

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LIBRI RIBELLI – La trama è un puzzle da ricostruire

Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Riordina questo libro: quando la trama è un puzzle da ricostruire Apri il libro ma… ehi! La storia che hai tra le mani è in disordine! E tocca proprio a te, lettore, ricostruire la sequenza degli eventi. Sì, alcuni romanzi fanno esattamente questo: ti lanciano nel caos narrativo e ti chiedono di trovare il filo. La mascella di Caino e Il gioco di Andromeda sono esempi perfetti di questa particolare forma di narrativa, che incontra storia e gioco. Come funziona un libro da riordinare I capitoli non seguono un ordine cronologico. Le scene si alternano senza una logica apparente. I personaggi compaiono e scompaiono. All’inizio è frustrante: dove siamo? Quando siamo? Chi sta parlando? Poi inizi a ricomporre il puzzle. Ogni capitolo è un pezzo che si incastra con gli altri rivelando un disegno più grande. Diventi detective, prendi appunti, torni indietro a rileggere con occhi nuovi. La difficoltà della narrativa frammentata Non è per tutti. Ci sono lettori che hanno impiegato mesi per completare questi libri, altri che hanno dovuto creare mappe e schemi per non perdersi. Alcuni hanno semplicemente mollato. Questa struttura frammentata spesso riflette il tema del romanzo: una mente che collassa, un trauma che riemerge a pezzi, una realtà che va ricostruita. Si tratta di una lettura attiva: non ti adagi passivamente, ma partecipi alla creazione del senso della storia. Il libro ti chiede di essere complice, non solo spettatore. Di sicuro non è la lettura adatta per conciliare il sonno. Accetterai la sfida di questa forma narrativa?

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NARRATIVA IN GIOCO – Romeo e Giulietta: il gioco di San Valentino

Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Romeo e Giulietta: il gioco cooperativo perfetto per San Valentino Cosa faresti per amore? Attraverseresti Verona di nascosto? Sfideresti la tua famiglia? Comunicheresti solo con lettere criptiche? Romeo e Giulietta di GateOnGames è un gioco cooperativo per due giocatori che riscrive la tragedia shakespeariana. Questa volta, l’amore può vincere. Ma solo se collaborate davvero. Come si gioca a Romeo e Giulietta Uno di voi è Romeo, l’altro Giulietta. Dovete incontrarvi per far crescere il vostro amore, ma ogni vostro spostamento è accompagnato dai membri delle vostre famiglie. Giocate carte dalla vostra mano per muovervi tra i luoghi iconici di Verona: il balcone, la piazza, la chiesa. E se Montecchi e Capuleti si incontrano? Allora l’odio dilaga, e tutto diventa più difficile. La vera sfida? Non potete parlare normalmente: dovete comunicare solo attraverso lettere criptiche, pianificare i vostri movimenti, intuire cosa sta pensando l’altro. Il tabellone è la scatola stessa del gioco: quando la apri, diventa Verona. Un dettaglio che rende tutto più poetico. Perché Romeo e Giulietta è perfetto per San Valentino Perché è un gioco che ti costringe a capire l’altra persona senza parole, a fidarti. È letteralmente un test di affiatamento travestito da gioco da tavolo. E poi c’è quella piccola magia: riscrivere una tragedia e far vincere l’amore. Dimostrare che due persone che si capiscono davvero possono superare qualsiasi ostacolo. Anche Montecchi e Capuleti.

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NARRATIVA IN GIOCO – This War of Mine: storie di sopravvivenza

Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO This War of Mine: il gioco che racconta storie di sopravvivenza La guerra vista dagli occhi dei civili e non da quelli di eroi o soldati. Persone normali che cercano di sopravvivere. In questa Giornata della Memoria, vogliamo ricordare che la guerra non è solo battaglia: è fame, freddo, dolore e paura. Colpisce gente normale che si ritrova a prendere decisioni difficili, a volte impossibili. Strategia e decisioni in gioco This War of Mine, il board game ispirato all’omonimo videogioco, ha una componente fortemente narrativa. Non è un gioco di strategia pura: racconta storie difficili, spesso tragiche, ma incredibilmente umane. Ogni partita è diversa. Ogni gruppo di sopravvissuti ha proprie dinamiche, conflitti interni, necessità e scelte morali. Devi decidere: rubare cibo a un gruppo di bambini per sfamare la tua famiglia? Aiutare un ferito anche se significa usare medicine della tua scorta esigua? Mandare a cercare rifornimenti il più giovane o il più esperto? La difficoltà di sopravvivere Le partite sono lunghe, molto lunghe: possono durare anche 6 ore. E sono difficili. Spesso si perde. Si perdono personaggi, si perde speranza, si perde la partita. Ma quello che rimane dopo la partita è una storia. La storia di quel gruppo di persone, di quelle scelte, di quei momenti dolorosi. Ti ricordi quando avete sacrificato il cane perché non avevate da mangiare, o quando avete costruito il depuratore dell’acqua piovana e almeno la sete non era più un problema. Ti ricordi il crollo psicologico dei personaggi e con che facilità poi è crollato tutto. Narrativa emotiva attraverso il gioco This War of Mine usa le meccaniche di gioco per creare narrativa emotiva. Le carte che peschi sono eventi che ti costringono a confrontarti con dilemmi reali. La guerra non è spettacolo, ma esperienza vissuta. È un gioco che, non solo ti intrattiene, ma ti fa riflettere. Che non ti fa vincere facilmente: ti fa capire quanto sia difficile sopravvivere. Ricordare significa anche capire. E questo gioco ti fa capire.

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