Silvia Dal Cin

INNAMORARSI DEI COLLEGHI

Ci passi molto tempo insieme, magari ti piace da sempre o magari non lo avevi mai guardat* bene, fino a quella festa aziendale o quella riunione o quel viaggio di lavoro. Poi ti sei accort* che non è così male… e alla fine te ne sei innamorat*. Ma si può? Eh, dipende! Ci sono policy aziendali molto specifiche, che non puoi non valutare se stai per intraprendere una relazione tra colleghi. In Italia non esiste una legge che vieti le relazioni sentimentali tra colleghi, ma le aziende possono adottare regolamenti interni e codici etici per gestire i conflitti di interesse. Cosa prevedono solitamente le policy aziendali? Proporzionalità ed equilibrio: Le regole interne devono tutelare l’organizzazione del lavoro senza violare la privacy o la libertà personale dei dipendenti. Rapporti gerarchici: Le limitazioni o l’obbligo di comunicazione riguardano soprattutto le relazioni tra superiore e subordinato, per prevenire favoritismi o abusi di potere. Mansioni operative: Un legame tra colleghi con lo stesso livello o in reparti distanti non viene solitamente ostacolato, poiché non genera conflitti d’interesse. L’invito è quello a verificare se esistono Codici Etici o regolamenti interni all’azienda, oltre al fatto se sia o meno in altre relazioni! PS. Se ti piacciono gli office romance, magari con un pizzico di magia, questo retelling de “La Spada nella roccia” è perfetto per te!

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CRESCERE A RITMI DIVERSI

Essere gemelli non significa essere la stessa persona. Né crescere alla stessa velocità. Lo sanno bene Tommaso e Chiara, i protagonisti di “Il posto nel gruppo”, ultima uscita della Collana S.E.P.T. di First Letter. Sono gemelli, ma essendo femmina e maschio sono eterozigoti, quindi hanno casualmente condiviso la gestazione ma sono essenzialmente fratelli che condividono solo parte del patrimonio genetico. Lo sviluppo sarà quindi diverso, ancor di più perché maschio e femmina. Le femmine e i maschi hanno, si sa, curve di crescita differenti. A causa delle differenze biologiche, i momenti dello sviluppo non saranno sempre coincidenti. Ogni tappa dello sviluppo sarà quindi tendenzialmente indipendente, molto probabilmente con un cambiamento più precoce nella femmina che nel maschio. Anche Chiara, protagonista della storia, nota su di sé i cambiamenti fisici. La comparsa del seno e il cambiamento del corpo la mettono in allarme. Tommaso, che invece affronta altre sfide del crescere, non prova lo stesso disagio della sorella ma riesce comunque a starle vicino. E voi? Siete gemelli? O avete figli, parenti, gemelli? Vi ritrovate in quanto sopra detto?

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LA FIGLIA DEL CAPO? LAVORA IL DOPPIO!

Entrare nell’azienda di famiglia o inserirsi in una realtà lavorativa dove sono presenti i tuoi genitori… vantaggio o svantaggio? Dipende. Ma sei femmina, dovrai dimostrare ancora di più di saperti destreggiare tra pregiudizi e privilegi. Le sfide principali? Anche Ana sente questa pressione, lavorando per suo padre Merlino, nel retelling de “La spada nella roccia”. Ana è un’analista finanziaria, mentre Merlino, il padre adottivo, è il mago del trading. Complice anche il “sentirsi in debito”, legato alla sfera adottiva, Ana è un coacervo di stress e paure. Ma quando in ufficio arriva Arthur King… Scopri la loro storia nella nuova uscita:

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Il corpo che cambia e la DISMORFIA

Lo sappiamo: la pubertà trasforma rapidamente il corpo dei preadolescenti, generando spesso insicurezze e, nei casi più complessi, il rischio di una percezione distorta di sé o dismorfia. Spesso l’inizio di tutto è lo scatto di crescita, cioè l’aumento rapido e improvviso di statura e peso. I primi a crescere nella classe sono solitamente quelli che poi camminano curvi per mesi o anni, finché anche gli amici li raggiungono. L’aumento di peso poi può essere vissuto male da molti, ma l’arrotondamento delle forme è necessario è fondamentale. La comparsa dei caratteri sessuali secondari (crescita del seno, dei peli, muta della voce) è forse la parte più evidente del cambiamento e della crescita. Il menarca e lo spermarca ne sono poi la conseguenza, con l’avvenuta maturazione sessuale. La crescita però può portare a disarmonie temporanee. Le diverse parti del corpo crescono a ritmi differenti, causando goffaggine o un senso di estraneità verso la propria immagine. È in questo momento che nasce il rischio dismorfia. Il dismorfismo corporeo (o dismorfofobia) è l’ossessione per un difetto fisico minimo o inesistente agli occhi degli altri. Il confronto costante con i coetanei, i cambiamenti ormonali e l’influenza dei social media amplificano l’insoddisfazione corporea. Quali sono i segnali d’allarme?Controllo continuo allo specchio, la svalutazione estrema del proprio aspetto o l’isolamento sociale. È proprio ciò che succede a Chiara in “Il posto nel gruppo”. Quando nello spogliatoio della piscina una compagna fa una battuta senza malizia sul suo seno che sta crescendo, tutto cambia…

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RETELLING, COSA CAMBIA E COSA NO

Negli ultimi anni i retelling sono diventati di gran moda. Perché? Perché uniscono il comfort di una storia già nota con la curiosità di vedere o leggere come l’autore ha inserito elementi nuovi, ha cambiato lo sfondo, luoghi, epoche, ecc per farne un’opera nuova. Cosa DEVE avere un retelling? Deve possedere tutti (o gran parte) degli elementi identificativi della storia originale. La storia di partenza deve essere quindi riconoscibile. Se scriviamo un retelling, ad esempio, di “La Spada nella roccia”, dovranno esserci Arthur/Artù/Semola e Merlino, ma anche altri elementi che ci rimandino al ciclo arthuriano, come ad esempio Ginevra o alcuni Cavalieri. E la Spada? Certo, la Spada ci dovrebbe essere ma potrebbe assumere una nuova forma, o un nuovo significato. E la magia? Certo, anche quella… Il “gioco” del retelling è proprio questo: se cambio il punto di vista della storia, se cambio l’ambientazione o l’epoca, alcuni elementi potrebbero sparire. A volte l’elemento di rottura con la storia originale potrebbe essere l’inserimento di un personaggio nuovo. Nel caso del retelling di “La Spada nella roccia”, un personaggio è stato completamente trasformato: se nell’originale di T. H. White era l’uccello Archimede ad accompagnare Merlino, e nel cartone animato Disney era il gufo Anacleto, nel retelling “Finanziaria Camelot” troviamo Ana (Anacleta), la figlia scorbutica e solitaria di Merlino! È concessa una licenza poetica di questo tipo? Assolutamente sì, perché crea nuove dinamiche! Un personaggio nuovo serve a svelare un nuovo lato del protagonista della storia originaria o a sviluppare un tema moderno, facendo magari compiere delle scelte o delle avventure nuove che ne rivelino la natura. Curiosi di saperne di più su Ana Merlin e Arthur King? Trovate la loro storia nel retelling “Finanziaria Camelot”.

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