Silvia Dal Cin

14 marzo, PiGreco Day. Matematica e… romance?

Oggi, 14 marzo, 14/03. Oppure, nel formato americano 3/14. Come le prime cifre del PiGreco: 3,14. Si celebra oggi l’amore per la matematica, con giochi a tema, torre a forma di π. Mi sono chiesta se si potesse celebrare allora una festa dell’amore E della matematica. La conoscete l’equazione di Dirac? Si tratta di fisica, non proprio di matematica, che non sono la stessa cosa ma sono strettamente legate. L’equazione di Dirac è una delle più famose equazioni della fisica quantistica, eppure viene spesso citata in contesti romantici. L’equazione descrive il comportamento di particelle come gli elettroni e prevede l’esistenza dell’antimateria. Formulata da Paul Dirac nel 1928, descrive il comportamento di particelle come gli elettroni e prevede l’esistenza dell’antimateria. L’equazione è spesso scritta come: (iℏγμ∂μ – mc)ψ = 0 Dove ψ è la funzione d’onda della particella, γμ sono le matrici di Dirac, m è la massa della particella e c è la velocità della luce. La parte che viene spesso citata è proprio quella sull’entanglement: “Se due sistemi interagiscono tra loro … non possono più essere descritti come due sistemi distinti”. È un po’ come dire che quando due persone si incontrano e si connettono, diventano parte di qualcosa di più grande. Il richiamo al romance, ai libri sull’amore con un lieto fine, diventa pertanto inevitabile. A quando un “Math&Romance Day”?

14 marzo, PiGreco Day. Matematica e… romance? Leggi tutto »

AUGURI BARBIE!

Barbie esordì nei negozi il 9 marzo 1959: da simbolo di stile a messaggio di parità e/o di inclusione Barbie non è per forza sinonimo di bambola o di bellezza, anzi, forse oggi più che mai è sinonimo di rivoluzione: sin dal suo debutto, il 9 marzo del 1959, la bambola ha cambiato il mondo dei giocattoli, segnando l’inizio di una nuova era. La prima bambola non bambina, affidata ai bambini. È diventata presto un simbolo di evoluzione culturale. Con look sempre diversi e moderni, ogni collezione ha introdotto nuovi accessori e abiti, che hanno reso Barbie una vera e propria influencer. Una carrellata di look iconici l’abbiamo vista anche nel film a lei dedicato. Ma come è iniziato tutto? Era la Fiera del Giocattolo di New York quando Barbie fece la sua prima apparizione. Creata da Ruth Handler e prodotta dalla storica casa Mattel, la bambola sfoggiava un costume da bagno a righe bianco e nero, con un look ispirato alle dive di Hollywood. Un gioco per bambini che però aveva le sembianze di un’adulta. Non era più la bambola di cui prendersi cura, con le fattezze di un bebè, ma la bambola con cui sognare il presente e il futuro. Inclusività e diversità, oggi tematiche principali. Se fino a qualche anno fa avevamo diversi tipi di Barbie basate essenzialmente sul luogo dove vivevano (Barbie Malibù docet) o al lavoro che svolgevano (Barbie medico, avvocato, veterinaria, maestra, ecc) oggi Barbie è molto più di una bambola: è un messaggio di inclusione. Mattel ha infatti ampliato la gamma per rappresentare CHI è Barbie, non COSA fa o DOVE vive. Spazio quindi alla diversità, introducendo bambole sempre diverse, a livello fisico e di abilità. Inoltre, Barbie ha da sempre mostrato, soprattutto alle bambine, che potevano “sognare in grande”: ha intrapreso oltre 200 carriere, non solo quelle di mamma, cuoca, babysitter. Dalla scienziata all’astronauta, dalla chef all’ingegnera, il messaggio è sempre chiaro: puoi essere tutto ciò che desideri. Perché rimane un classico senza tempo? A 67 anni dal suo esordio, Barbie continua a essere amata da grandi e piccini. Grazie alla sua capacità di reinventarsi, rimane un simbolo di creatività e ispirazione per tutti: il successo del film “Barbie” del 2023, diretto da Greta Gerwig e interpretato da Margot Robbie e Ryan Gosling, ha riportato la bambola al centro dell’attenzione mondiale, dimostrando ancora una volta il suo impatto culturale e il suo valore intramontabile.

AUGURI BARBIE! Leggi tutto »

PHILIP K. DICK – VIVA LA FANTASCIENZA

Oggi, 2 marzo, è l’anniversario della morte di Philip K. Dick, lo scrittore statunitense di fantascienza che ci ha lasciato nel 1982, all’età di 54 anni. È noto per opere come “Il cacciatore di androidi”, da cui è stato tratto il film “Blade Runner” di Ridley Scott, e per aver esplorato temi come realtà, identità e autoritarismo. Lo stile di Philip K. Dick è unico e caratteristico. Dick scriveva in modo chiaro e conciso, senza frivolezze o abbellimenti inutili. Le sue storie spesso hanno un tono molto cupo e paranoico, che riflette la sua visione del mondo. Le sue opere spesso presentano elementi di fantascienza e distopia, che gli servivano per commentare la società contemporanea. Il suo stile ha influenzato molti autori e registi, tra cui Ridley Scott e i fratelli Wachowski. Philip K. Dick è considerato uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti i tempi. La sua opera ha anticipato molte delle questioni che oggi ci preoccupano, come l’intelligenza artificiale, la sorveglianza di massa e la manipolazione della realtà. Per questo, è spesso considerato un visionario e un profeta della fantascienza. Oltre al già citato “Il cacciatore di androidi” (Do Androids Dream of Electric Sheep?), da cui è stato tratto il film “Blade Runner”, altre sue opere famose sono ad esempio “Minority Report”, adattato al cinema da Steven Spielberg e “L’uomo nell’alto castello” (The Man in the High Castle), una storia alternativa in cui gli Stati Uniti sono stati conquistati dai nazisti e dai giapponesi.

PHILIP K. DICK – VIVA LA FANTASCIENZA Leggi tutto »

IL PARCO DI YELLOWSTONE E I WOODWALKERS

Fondato il 1º marzo 1872 dal presidente Ulysses S. Grant, Yellowstone è il parco nazionale più antico del mondo e uno dei 63 oggi presenti negli Stati Uniti d’America e si estende su 8983,18 km², ovvero un’area maggiore di quella dell’intera Corsica e leggermente inferiore a Cipro. Nel parco vi sono pochi insediamenti stabili e infrastrutture stradali, non sono presenti ferrovie e allevamenti di bestiame, sebbene meta di un turismo di massa regolato, nella stagione invernale a causa della neve rimane chiuso o poco frequentato. Il parco di Yellowstone è un sito Unesco ed è conosciuto dai più “vecchietti” tra noi come il luogo delle scorribande degli orsi Yoghi e Bubu, che nel cartone animato prodotto da Hanna-Barbera si muovevano nel parco di Jellystone (chiaramente ispirato appunto a Yellowstone). E ii più giovani? Molto conoscono il parco grazie alla serie di libri per ragazzi Woodwalkers, fantasy ambientato proprio nel parco! Nella serie scritta da Katja Brandis dei ragazzi (i Woodwalkers) che possono assumere una forma animale si muovono all’interno del parco nazionale di Yellowstone e sulle sue montagne, le Rocky Mountains incontaminate. Vivono e studiano alla Clearwater High, luogo in cui trovano anche riparo e riposo. Qui Carag, giovane mutaforma puma, imparerà a gestire la propria forma umana e quella animale, incontrando diversi amici e nemici e vivendo l’avventura del crescere. I libri sono perfetti per i pre adolescenti e adolescenti e dalla serie è stato tratto anche un film.

IL PARCO DI YELLOWSTONE E I WOODWALKERS Leggi tutto »

JOHN TENNIEL, ISPIRAZIONE PER BEATRIX POTTER

dal saggio “Searching for Beatrix Potter”, edito First Letter editrice “L’amore di Beatrix Potter per il disegno e la pittura, specialmente ad acquerello, sembra sia nata già nell’infanzia. A circa sei o sette anni, la bambina ricevette in regalo dal professor Wilson, un amico del padre, una copia di “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” con le illustrazioni di Tenniel, che la affascinarono”. Chi era Tenniel? Sir John Tenniel (1820 – 1914) era un pittore e illustratore britannico, ricordato soprattutto per le sue illustrazioni dei romanzi di Lewis Carroll. Il suo stile era umoristico e la qualità artistica delle sue opere molto elevata. L’eleganza della composizione, l’accuratezza e la precisione nel disegno e nel tratto hanno sicuramente ispirato la Beatrix bambina. Oggi, 28 febbraio, ricordiamo la sua nascita (28/02/1820) e scopriamo qualche curiosità su di lui!  Da piccolo perse l’uso di un occhio in un incidente; in seguito imparò a dipingere e disegnare da autodidatta, pur avendo per qualche tempo frequentato la Royal Academy. Nel 1836 inviò una prima opera alla Royal Society of British Artists, e nel 1845 partecipò a una gara per la decorazione dei muri del nuovo Palazzo di Westminster, vincendo un premio di 200 sterline e la commissione per dipingere un affresco nella Upper Waiting Hall della House of Lords. Si affermò però come disegnatore di vignette umoristiche. Queste e altre informazioni su Beatrix Potter nel saggio che trovate qui

JOHN TENNIEL, ISPIRAZIONE PER BEATRIX POTTER Leggi tutto »

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner