È passato San Nicolò? Tradizione Veneta nel periodo dell’avvento
In Italia sono molto i santi che per tradizione portano i doni ai bambini nel periodo dell’Avvento. In alcune regioni ad esempio arriva Santa Lucia, il 13 dicembre. In Veneto si usa festeggiare San Nicolò, che per tradizione passa a cavallo del suo asinello e lascia un dono ai più piccoli, generalmente “bagigi”, mandarini e ai più bravi anche un giocattolo o un altro regalo. I bimbi preparano la lettera con i loro desideri qualche giorno prima e poi la lasciano sopra il tavolo, con una carota o il fieno per l’asinello e un bicchiere di latte (o vino o grappa) per San Nicolò, la notte tra il 5 e il 6 dicembre. Generalmente, nella giornata del 5 o del 6, San Nicolò compare anche di persona, spesso con l’inseparabile asinello, nelle scuole, negli asili, nelle parrocchie, per consegnare direttamente i doni ai bambini. La figura di San Nicolò deriva da San Nicola, vescovo di Myra, nato a Patara nella Lisia (Asia Minore) e morto nell’anno 350. San Nicola venne scelto “casualmente” come vescovo, perché nessuno voleva prendersi la responsabilità e nessuno aveva le giuste caratteristiche. Solo Nicola dimostrò la giusta attenzione e il giusto buon cuore. Quando venne a sapere che tre povere ragazzine della sua città sarebbero state vendute come schiave, perché la famiglia non poteva pagare loro una dote (e quindi non si sarebbero potute sposare), nella notte andò fino a casa loro e posò sulla finestra tre sacchetti pieni d’oro. Da qui nasce la tradizione dei doni per i più giovani, durante la notte. Fin dal VI secolo il culto di San Nicolò (o San Nicola) era diffuso in tutto l’oriente. Divenne poi famoso in Italia, specie a Roma e nel sud, allora dominio bizantino. Viene spesso ricordato come San Nicola di Bari. Ma i baresi festeggiano il santo il 9 maggio, giorno in cui le sue spoglie arrivarono in città nel 1087, mentre nel nord Italia la sua festa ricorre il 6 dicembre, che è la data in cui sarebbe morto a Myra nel 343. Si crede che le reliquie di San Nicola si trovino nella Basilica di San Nicola a Bari, ma quest’ultima conserva circa la metà dello scheletro del santo, perché il resto si trova a Venezia. San Nicola di Myra era molto venerato a Venezia, essendo il Santo patrono dei marinai: ai tempi della Repubblica Serenissima, durante la Festa della Sensa, al termine della celebre cerimonia dello sposalizio del Mare la messa solenne di ringraziamento veniva celebrata proprio nell’abbazia benedettina di San Nicolò del Lido. Cosa succede nelle case venete (e anche alcune zone del Friuli Venezia Giulia) la notte tra il 5 e il 6 dicembre? I bambini preparano un piccolo rinfresco per San Nicolò e l’asinello, come abbiamo detto un pò di vino e dolcetti per l’uno, fieno o carote per l’altro. Durante la notte San Nicolò passerà di casa in casa e ringrazierà della gentilezza lasciando a sua volta un regalo. Tradizionalmente consegna bagigi (arachidi), clementine o mandarini, qualche dolcetto. I bambini più fortunati ricevono magari qualche dono. A casa nostra San Nicolò è tradizionalmente collegato ai regali utili: pigiami, calzini, ecc. che ci terranno caldi nell’inverno che arriverà tra qualche giorno. E da voi chi passa? San Nicolò? Santa Lucia? O aspettate Gesù Bambino o Babbo Natale? Oppure i Re Magi, come nella tradizione spagnola?
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