Nuove uscite

Dalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana Rosada

COMUNICATO STAMPA Dalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana Rosada C’è un territorio che parla attraverso le storie, e una voce nuova che nasce da lì. Un amore sbagliato così giusto, edito dalla casa editrice torinese Land Editore, segna l’esordio nella narrativa di Cristiana Rosada, autrice originaria di Sacile, alle porte di Pordenone, oggi residente a Moriago della Battaglia, nel cuore delle Colline del Prosecco, patrimonio UNESCO. Il romanzo racconta la storia di Caterina, una ragazza alla soglia dell’età adulta, immersa in una quotidianità fatta di amicizie, scuola, primi amori e riti di provincia. Una vita apparentemente ordinata, che viene improvvisamente attraversata da un’attrazione inattesa e destabilizzante per un suo professore: un legame che nasce in un contesto sbagliato e che mette in crisi ogni equilibrio. Con una scrittura intensa, visiva e attenta alle dinamiche psicologiche, il libro restituisce con autenticità le emozioni di un’età fragile, raccontando il momento esatto in cui crescere smette di essere un’idea astratta e diventa esperienza concreta, spesso dolorosa. La provincia, con i suoi silenzi e le sue apparenze rassicuranti, diventa lo sfondo ideale per una storia che parla di sguardi, attese e scelte irreversibili. Un amore sbagliato così giusto è un romanzo di formazione contemporaneo e coraggioso, che affronta un tema attuale e necessario senza giudizi né semplificazioni, lasciando al lettore una domanda aperta: dove passa davvero il confine tra amore e pericolo? La trama: Credevo di sapere cosa fosse l’amore. Pensavo bastasse voler bene, resistere, adattarsi. Ma un giorno l’ho capito: esistono legami che proteggono e altri che stringono come una morsa. E poi c’è lui. Un professore diverso da come lo avevo immaginato, capace di guardarmi davvero, di ascoltarmi, di mettermi davanti a domande a cui non avevo mai osato rispondere. Quello che nasce tra noi è un sentimento inatteso, intenso e pericoloso, che infrange regole, ruoli e certezze. Un amore che non avrebbe dovuto esistere, ma che diventa l’unico luogo in cui mi sento finalmente libera di essere me stessa. L’autrice: Cristiana Rosada è nata a Sacile nel 1975. Dopo la formazione grafico creativa, lavora nel settore del design. Nel 2012 entra nel mondo della scrittura come content editor per blog e siti tematici di arredamento. Da allora le parole si uniscono sempre di più alla grafica e diventano le sue inseparabili compagne di viaggio, prima nel lavoro e poi come passione. Madre di due giovani promesse musiciste, vive nel cuore delle Colline del Prosecco, patrimonio Unesco, dove adora immergersi in lunghe escursioni e pubblicare insolite guide turistiche. Appena può scappa tra i boschi del Cadore e ne racconta percorsi e itinerari scrivendo per il sito cosafareincadore.it. Ama promuovere la conoscenza del territorio collaborando con associazioni culturali e musicali, aiutandoli con progetti di beneficienza rivolti in particolare a bambini e ragazzi. Un amore sbagliato così giusto è il suo romanzo d’esordio nella narrativa.   Scopri Land Magazine Oriana Turus Febbraio 23, 2026 David Bowie, “Heroes” e la caduta del muro di Berlino A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Elisabetta Febbraio 20, 2026 LIBRI RIBELLI – La trama è un puzzle da ricostruire Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Riordina questo libro: quando la trama è un puzzle da ricostruire Apri il libro ma… ehi! 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LOVE ME LOVE ME

Love Me Love Me è il film che non volevamo (ma che abbiamo visto lo stesso). Il problema è che non è brutto ma divertente o brutto ma con un significato profondo. No, è brutto e basta.Facciamo un passo indietro: Stefania S., identità nascosta e aura misteriosa, un po’ come Erin Doom (e non la sto citando a caso, sia chiaro) pubblica su Wattpad la sua tetralogia. Quindi ci dobbiamo aspettare quattro film come questo. Preparatevi! Milioni di ragazzine leggono, commentano, si appassionano. Poi diventa fenomeno editoriale e da quello all’adattamento a film il passo è breve (come per il Fabbricante di lacrime, ma più in grande). La produzione è affidata a Lotus Production e Amazon MGM Studios, con il supporto di WEBTOON Productions. Regia di Roger Kumble, specialista di amori tossici e giovani tormentati. Quindi non un film italiano qualsiasi, bensì il primo Original italiano girato interamente in inglese, con tanto di doppiaggio, per conquistare il mondo.Andiamo alla trama. La vicenda si svolge in una scuola internazionale d’élite a Milano dove (forse per scelta narrativa puramente esterofila) è vietato parlare italiano. Idea intrigante, peccato che nel doppiaggio questa regola venga aggirata creando un piccolo corto circuito logico. Ma il dettaglio linguistico è nulla paragonato al resto. La storia è la fiera dei cliché. Pensate a un cliché romance… e c’è. Triangolo amoroso? C’è. Protagonista bella e dolce ma “diversa dalle altre”? c’è. Ragazzo tormentato dal passato oscuro e con tanto di trauma irrisolto? C’è. Combattimenti clandestini? Ci sono anche quelli. La sensazione è quella di aver già visto tutto questo mille volte, e per giunta fatto decisamente meglio. In pratica è un retelling del Fabbricante di lacrime, di Uno splendido disastro, After, È colpa tua, Dalla tua finestra e compagnia bella.Tornando a noi, June si trasferisce a Milano dopo un lutto devastante (la morte del fratello) con la madre. Nuova scuola, nuova vita e, perché no? Anche due ragazzi. Will, insulso e apparentemente bravo ragazzo, e James, l’amico tormentato che combatte in incontri clandestini di MMA perché il dolore va sempre esplicato con quattro pugni ben assestati. Poi ci sono l’amica snobbetta e il migliore amico gay che non possono mancare neanche qua (come ne Il mio anno a Oxford e un’altra decina di testi e relative pellicole).Il nodo più problematico resta la dinamica romantica. June assume il ruolo di salvatrice (ma chi glielo ha chiesto?). James è aggressivo, possessivo, imprevedibile? Ma ha sofferto! Ha un trauma! È cresciuto male, poverino… e quindi merita redenzione attraverso l’amore di lei. È il mito eterno della crocerossina: la sofferenza maschile come irresistibile magnete erotico. Il messaggio, travestito da romanticismo, è che l’amore giustifica tutto e guarisce tutto. Anche comportamenti che nella vita reale sarebbero enormi red flag e sirene d’allarme perennemente accese.Sarebbe rivoluzionario, e forse più interessante, vedere una protagonista che dice “no, grazie passo” e sceglie sé stessa. Ma l’autonomia femminile, evidentemente, non genera abbastanza cliffhanger.Andiamo avanti. Vogliamo parlare della scena di lui che la porta nello spogliatoio maschile e si denuda per farle vedere quanto è prestante? No, non vogliamo parlarne, non ce n’è bisogno. La scena si commenta da sé.Poi è tutto spiegato, tutto raccontato. Dov’è finito lo show don’t tell? Dove? I personaggi non vivono conflitti, li enunciano. Non mostrano emozioni, le dicono apertamente. È tutto esplicito, didascalico, come se lo spettatore non fosse in grado di intuire nulla (magari il pubblico a cui si rivolge effettivamente non lo è, che ne sappiamo noi?)Visivamente il film è bello, luminoso, instagrammabile. Fotografia pop-fluorescente, colori saturi, inquadrature eleganti, un po’ come in Maxton Hall (ma qua il paragone è fuorviante) Tutto perfetto per clip da TikTok e basta.Ma allora perché è un fenomeno? Perché ha una fanbase solida e consolidata di ragazzine innamorate del solito dramma YA con tanto di badboy (o malessere… che poi pensate sia cringe). In altre parole, è un fenomeno che nasce dal basso e si porta dietro un esercito già pronto a combattere (sono sicura diranno si tratti di un capolavoro).Love Me Love Me non è un buon film. È la dimostrazione che nell’era dello streaming la qualità è opzionale. Il film è solo l’ennesima comfort zone: non sorprende, non osa, non rischia. E oggi, forse, è questo che vende davvero.Rassegniamoci.

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Segnalazione d’uscita The March Sisters – Giunti Editore

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Segnalazione d’uscita per Giunti Editore The March Sisters Arriva nelle librerie un classico senza tempo. Piccole donne viene presentato in chiave romance contamporanea. Jo, Amy, Beth e Meg come non le avete mai lette Come nell’originale di Louisa May Alcott, ogni storia si apre il giorno di Natale e si chiude esattamente un anno dopo, ancora a Natale, seguendo il percorso di Jo, Amy, Beth e Meg: quattro voci uniche, quattro punti di vista che si intrecciano senza mai perdere autonomia. Ambientati in scenari moderni, con linguaggio fresco e dinamiche attuali, i romanzi esaltano i trope più amati dalle lettrici ma mantengono al centro temi universali come la famiglia, i sogni e, ovviamente, l’amore. A firmarli quattro voci del romance italiano: Giulia Modugno, Bianca Marconero, Amabile Giusti e Alice Dc. La prima uscita di The March Sisters vede la voce di Giulia Modugno Trama È il giorno di Natale quando Jo vede Laurie, il suo migliore amico di sempre, inginocchiarsi sotto la neve per chiederle di sposarla. Jo farfuglia qualcosa e, senza dare spiegazioni, scappa a New York. Lascia dietro di sé le sue sorelle e i suoi doveri per tornare nel posto dove, anni prima, ha dovuto abbandonare il sogno di far sentire la propria voce come giornalista. Jo è acuta e idealista ed è convinta che niente sia impossibile per una donna determinata. Ma scoprirà presto che le cose non sono così semplici e dovrà fare i conti con il senso di colpa, la voglia di dimostrare il suo valore e l’idea che, per farcela, bisogna ripartire davvero da zero. Ospitata nell’affollata casa delle sue amiche del college, Jo si barcamena tra un disastroso lavoro come cameriera, la collaborazione con un giornale di dubbia qualità e Pungi come Jo, il podcast di scarso successo in cui racconta il mondo con il suo sguardo tagliente. Quando per una serie di coincidenze una puntata arriva all’orecchio di Fred Bhaer, mostro sacro del giornalismo newyorkese, burbero e scostante, Jo ottiene l’occasione che ha sempre sognato ed entra nella redazione del NY News. Un luogo dominato da Fred e dalle sue regole, la più importante delle quali è non innamorarsi. A Jo spetta la scelta più difficile: si può restare fedeli a sé stesse pur rischiando tutto per amore?    

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SEGNALAZIONE NUOVA USCITA GIUNTI EDITORE

Novità febbraio 2026­YA È una storia che sembra un romanzo, ma è accaduta davvero. Una storia di coraggio e di riscatto, di sogni apparentemente irraggiungibili e della determinazione e dell’impegno necessari per renderli realtà. Unico pattinatore del singolo maschile ad aver vinto, dal 1952, l’oro in due Olimpiadi consecutive, Yuzuru Hanyū ha cambiato per sempre il pattinaggio artistico sul ghiaccio. Ha iniziato a pattinare a soli quattro anni, vincendo in poco tempo gare nazionali e internazionali e infrangendo, a dispetto di tanti infortuni, un record dopo l’altro. Sopravvissuto al terribile terremoto del Tōhoku, ha scelto di dedicare parte della sua vita a sensibilizzare e ad aiutare, diventando un simbolo di speranza per il Giappone e non solo. Con questa storia Costanza Rizzacasa d’Orsogna ci porta nel mondo delle grandi competizioni internazionali e nel cuore della cultura giapponese. COSTANZA RIZZACASA D’ORSOGNA, laureata in scrittura creativa alla Columbia University di New York, scrive di cultura giapponese sul Corriere della Sera. Autrice della serie di favole sulla diversità e il coraggio Storia di Milo (Guanda), tradotte dall’Europa all’Asia, segue il pattinaggio da quarant’anni e Yuzuru Hanyū da sempre. Nel 2024 ha realizzato, per il settimanale 7, la prima intervista di Hanyū a una grande testata non giapponese dal suo passaggio al professionismo. Sta inoltre curando, per l’editore Vallardi, l’autobiografia del monaco giapponese “Buddha vivente” RyōJun Shionuma, autore di pratiche estreme di resistenza dell’ascetismo montano Shugendō. Su YUZURU HANYŪ:Nato a Sendai 31 anni fa, è il più grande pattinatore di figura di tutti i tempi, sesto uomo fra gli atleti più importanti degli ultimi 100 anni secondo una classifica dell’International Sports Press Association (AIPS) presentata alle Olimpiadi di Parigi 2024, che lo colloca più in alto di Michael Phelps e Diego Armando Maradona. Diciannove record del mondo, Hanyū è l’unico pattinatore del singolo maschile a essersi aggiudicato, dal 1952 e in un panorama ben più competitivo del passato per il pattinaggio, due Olimpiadi consecutive (2014-2018), a dispetto di tanti infortuni e una severa forma d’asma. Per questo, e per aver dato voce alle speranze di un popolo, ha ricevuto, il più giovane nella storia, il People’s Honor Award, l’onorificenza più alta del Giappone.A sedici anni, nel marzo 2011, Hanyū era sopravvissuto al terremoto e tsunami del Tōhoku (“3.11”), il più devastante nella storia del Giappone, con oltre 20 mila vittime ed epicentro vicino alla sua città. Da allora, dedica la sua vita e i suoi guadagni alla ricostruzione, sposando anche cause umanitarie nel resto del mondo. Una tecnica di pattinaggio ineguagliata, è paragonato, per le sue capacità artistiche, ai più grandi ballerini classici del Ventesimo Secolo. È inoltre uno degli atleti più cercati su Google, presenza fissa sulle copertine di newsmagazine come Newsweek Japan, quotidiani come l’edizione giapponese del New York Times, riviste di moda come ELLE Japan e tutti i quotidiani e le riviste sportive giapponesi, tutti regolarmente esauriti prima di uscire. Passato al professionismo dopo le Olimpiadi di Pechino 2022, oggi, mentre il pattinaggio da competizione è in profonda crisi, Hanyū riempie arene da decine di migliaia di posti (mentre varie altre decine di migliaia di spettatori guardano in live streaming da ogni parte del mondo) con gli show sul ghiaccio di cui è unico protagonista, produttore, sceneggiatore, attore e co-coreografo: show che uniscono al pattinaggio varie forme d’arte. Uno di questi, GIFT, primo ice show in quella Tōkyō Dome dove si sono esibiti dai Rolling Stones a Michael Jackson, è distribuito nel mondo, e in Italia, da Disney+.Intanto, si moltiplicano le sue attività di beneficenza. Hanyū è inviato della tv giapponese NTV nelle zone colpite da disastri naturali, e dal 2023, nell’anniversario del “3.11”, mette in scena un ensemble ice show di beneficenza intitolato Notte Stellata (un altro charity show era stato allestito dopo il terremoto che, nel gennaio 2024, aveva colpito la Penisola di Noto). Tra gli interessi del pattinatore anche la filosofia, di cui Hanyū, laureato alla prestigiosa Waseda University, scrive e conversa con noti filosofi. Il suo tour più recente, Echoes of Life (2024/25), affronta il tema del significato della vita. YUZURU Il volo del samurai Costanza Rizzacasa d’Orsogna Giunti Editore Collana Narrativa YA Pagine 224 In libreria 3 febbraio 2026 Prezzo € 14.90 Età di riferimento da 14 anni

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Come ha imparato a disegnare? Beatrix Potter e i Copy Books.

Beatrix Potter è stata un’eccellente illustratrice. Sembra disegnasse di tutto fin da bambina, prediligendo però fiori e animali, dipinti in ogni dettaglio.  Studiò i fiori a partire dai Copy Books di Vera Foster, grazie ai quali imparò a disegnare con assoluta precisione pervinche, rose, narcisi, ecc. Sembra fu la nonna paterna a regalarle il libro illustrato British Wild Flowers, altrettando utile per i suoi studi. Sicuramente fondamentali per la sua ispirazione furono anche le vacanze estive nel Perthshire, in Scozia, e poi successivamente nel Lake District. Uno dei primi quaderni di schizzi risale all’estate del 1875, quando ha otto anni e trascorre le vacanze in Scozia. Ma cos’erano i Copy Books? Erano libretti per imparare a disegnare, creati da Vere Henry Lewis Foster (1819 – 1900), filantropo ed educatore irlandese. Vere Foster era il rampollo di una famiglia aristocratica con possedimenti irlandesi. Alla morte del padre nel 1848, abbandonò la carriera diplomatica e si dedicò alle cause irlandesi, una delle quali era il miglioramento dell’educazione primaria. Sostenne quindi la costruzione di nuovi edifici scolastici e progettò libri didattici, come quelli dedicati a sviluppare le abilità nel disegno. Se vuoi scoprire altre curiosità sulla formazione artistica di Beatrix Potter, trovi altre informazioni nel saggio edito da First Letter editrice.

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