Cinema

Rosso e rosa insieme? Altro che errore di stile: è la combo più chic del red carpet

Quando qualcuno dice la frase: “rosso e rosa non stanno bene insieme”, probabilmente è rimasto bloccato negli anni ’90 insieme ai pantaloni a zampa e ai telefoni con l’antenna. La moda, per fortuna, è andata avanti. E lo dimostra anche il red carpet degli Academy Awards, dove questa combinazione cromatica ha fatto decisamente girare la testa. Nella foto vediamo un abito che sfida apertamente uno dei più grandi “miti di moda” tramandati dalle nonne: il rosso acceso abbinato al rosa cipria. Risultato? Eleganza moderna con un pizzico di audacia. Rosso + rosa: perché funziona davvero Contrariamente a quello che molti pensano, rosso e rosa non litigano affatto. Anzi, si completano. Il rosso porta energia, carattere e presenza scenica. Il rosa addolcisce, illumina e aggiunge femminilità. Quando i due colori si incontrano, il risultato è un equilibrio tra forza e delicatezza. È un po’ come mettere insieme peperoncino e miele: sembra strano… ma funziona incredibilmente bene.   Scopri Land Magazine admin Marzo 16, 2026 Rosso e rosa insieme? Altro che errore di stile: è la combo più chic del red carpet Read More admin Marzo 16, 2026 Hamnet – Jessie Buckley vince l’Oscar: il film tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell conquista Hollywood Il cinema incontra la grande letteratura e nasce uno dei film più intensi degli ultimi anni. Hamnet – Nel nome del figlio, diretto dalla regista premio Oscar Chloé Zhao, ha Read More admin Marzo 16, 2026 Buffy – L’Ammazzavampiri: perché il reboot è stato cancellato da Hulu e cosa significa per i fan Negli ultimi anni Hollywood ha puntato molto sui reboot delle serie cult degli anni ’90 e 2000. Tra i progetti più attesi c’era senza dubbio il ritorno di Buffy l’ammazzavampiri, Read More admin Marzo 16, 2026 Invenzione dello Smocking: storia, origini ed evoluzione dell’abito elegante maschile Quando si parla di eleganza maschile senza tempo, lo smocking occupa un posto d’onore. Raffinato, essenziale, simbolo di serate di gala e occasioni formali, questo abito ha una storia affascinante Read More Oriana Turus Marzo 15, 2026 HAPPY MOTHER’S DAY – IN UK – A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Silvia Dal Cin Marzo 14, 2026 14 marzo, PiGreco Day. Matematica e… romance? Oggi, 14 marzo, 14/03. Oppure, nel formato americano 3/14. Come le prime cifre del PiGreco: 3,14. Si celebra oggi l’amore per la matematica, con giochi a tema, torre a forma Read More admin Marzo 11, 2026 “Pio Piumotti vuole andare in vacanza”: presentazione dell’albo illustrato alla scuola dell’infanzia di Codognè Un appuntamento speciale dedicato ai più piccoli, alla fantasia e alla scoperta del mondo attraverso le storie. Il 23 marzo, a partire dalle ore 10, presso la Scuola dell’infanzia di Read More admin Marzo 11, 2026 Ingrid Sciuto presenta L’Ombra di Lucia Joyce a Trecastagni: appuntamento il 21 marzo alla Biblioteca “Abate Ferrara” Trecastagni (Catania) – Un incontro tra letteratura, arte e performance per celebrare un romanzo intenso e affascinante. Venerdì 21 marzo alle ore 18:00, presso la Biblioteca comunale “Abate Ferrara di Read More Silvia Dal Cin Marzo 9, 2026 AUGURI BARBIE! Barbie esordì nei negozi il 9 marzo 1959: da simbolo di stile a messaggio di parità e/o di inclusione Barbie non è per forza sinonimo di bambola o di bellezza, Read More admin Marzo 9, 2026 Macy’s: Storia, Evoluzione e Curiosità del Grande Magazzino Iconico Americano Quando si parla di grandi magazzini storici negli Stati Uniti, Macy’s è molto più di un semplice negozio: è un simbolo della cultura americana. Fondato nel 1858 a New York, Read More

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Buffy – L’Ammazzavampiri: perché il reboot è stato cancellato da Hulu e cosa significa per i fan

Negli ultimi anni Hollywood ha puntato molto sui reboot delle serie cult degli anni ’90 e 2000. Tra i progetti più attesi c’era senza dubbio il ritorno di Buffy l’ammazzavampiri, una delle serie fantasy più iconiche della televisione. Tuttavia, il progetto di rilancio sviluppato da Hulu è stato ufficialmente cancellato, lasciando i fan sorpresi e pieni di domande. A commentare la notizia è stata anche la protagonista storica della serie, Sarah Michelle Gellar, che ha condiviso un messaggio video spiegando la situazione e ringraziando il pubblico per l’affetto dimostrato nel corso degli anni. Il reboot di Buffy: un progetto atteso ma mai realizzato   Il reboot di Buffy – L’Ammazzavampiri era stato annunciato con grande entusiasmo. L’idea era quella di riportare sullo schermo l’universo della Cacciatrice con una nuova protagonista, mantenendo però lo spirito della serie originale. La serie cult, andata in onda dal 1997 al 2003, ha segnato un’epoca nella televisione grazie alla sua combinazione di: horror e fantasy ironia e teen drama tematiche sociali e crescita personale Proprio per questo motivo, ogni tentativo di rilancio ha sempre generato enorme attenzione tra i fan. Perché Hulu ha cancellato il reboot Secondo le informazioni circolate nelle ultime settimane, il progetto non è mai entrato realmente in produzione avanzata. Le principali ragioni della cancellazione sembrano essere: 1. Cambiamenti strategici nello streamingLe piattaforme stanno riducendo gli investimenti su progetti rischiosi o molto costosi. 2. Difficoltà creativeTrovare un equilibrio tra rispetto della serie originale e innovazione si è rivelato più complicato del previsto. 3. Reazioni contrastanti dei fanParte del pubblico storico non era convinta dell’idea di un reboot senza la stessa struttura narrativa della serie originale. Il messaggio di Sarah Michelle Gellar ai fan Dopo la diffusione della notizia, Sarah Michelle Gellar ha pubblicato un video in cui ha commentato con sincerità la cancellazione del progetto. L’attrice ha spiegato che il reboot era ancora nelle fasi iniziali e che, nonostante l’interesse, non si è mai arrivati a un vero sviluppo della serie. Nel suo messaggio ha voluto sottolineare soprattutto un punto: l’eredità di Buffy rimane intatta. Il personaggio della Cacciatrice continua infatti a essere uno dei simboli della televisione degli anni ’90 e una figura fondamentale per la rappresentazione delle eroine femminili nella cultura pop. Il futuro dell’universo di Buffy La cancellazione del reboot non significa necessariamente la fine definitiva dell’universo narrativo di Buffy. Hollywood ha dimostrato più volte che i franchise cult possono tornare anche dopo molti anni. Possibili sviluppi futuri potrebbero includere: una nuova serie ambientata nello stesso universo uno spin-off con personaggi diversi un revival con il cast originale un progetto animato Per ora, però, il ritorno della Cacciatrice resta solo una possibilità. Perché Buffy resta una serie immortale Nonostante il reboot cancellato, Buffy l’ammazzavampiri continua a essere una delle serie più influenti della storia della TV. Il suo successo deriva da diversi elementi: personaggi complessi e memorabili dialoghi intelligenti e ironici metafore sulla crescita adolescenziale un mix unico di horror, azione e commedia Ancora oggi la serie viene riscoperta da nuove generazioni di spettatori grazie alle piattaforme streaming. Scopri Land Magazine admin Marzo 16, 2026 Buffy – L’Ammazzavampiri: perché il reboot è stato cancellato da Hulu e cosa significa per i fan Read More admin Marzo 16, 2026 Invenzione dello Smocking: storia, origini ed evoluzione dell’abito elegante maschile Quando si parla di eleganza maschile senza tempo, lo smocking occupa un posto d’onore. Raffinato, essenziale, simbolo di serate di gala e occasioni formali, questo abito ha una storia affascinante Read More Oriana Turus Marzo 15, 2026 HAPPY MOTHER’S DAY – IN UK – A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Silvia Dal Cin Marzo 14, 2026 14 marzo, PiGreco Day. Matematica e… romance? Oggi, 14 marzo, 14/03. Oppure, nel formato americano 3/14. Come le prime cifre del PiGreco: 3,14. 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Non preparano colazioni, non accompagnano bambini a scuola, non rispondono a email di lavoro, non Read More

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LOVE ME LOVE ME

Love Me Love Me è il film che non volevamo (ma che abbiamo visto lo stesso). Il problema è che non è brutto ma divertente o brutto ma con un significato profondo. No, è brutto e basta.Facciamo un passo indietro: Stefania S., identità nascosta e aura misteriosa, un po’ come Erin Doom (e non la sto citando a caso, sia chiaro) pubblica su Wattpad la sua tetralogia. Quindi ci dobbiamo aspettare quattro film come questo. Preparatevi! Milioni di ragazzine leggono, commentano, si appassionano. Poi diventa fenomeno editoriale e da quello all’adattamento a film il passo è breve (come per il Fabbricante di lacrime, ma più in grande). La produzione è affidata a Lotus Production e Amazon MGM Studios, con il supporto di WEBTOON Productions. Regia di Roger Kumble, specialista di amori tossici e giovani tormentati. Quindi non un film italiano qualsiasi, bensì il primo Original italiano girato interamente in inglese, con tanto di doppiaggio, per conquistare il mondo.Andiamo alla trama. La vicenda si svolge in una scuola internazionale d’élite a Milano dove (forse per scelta narrativa puramente esterofila) è vietato parlare italiano. Idea intrigante, peccato che nel doppiaggio questa regola venga aggirata creando un piccolo corto circuito logico. Ma il dettaglio linguistico è nulla paragonato al resto. La storia è la fiera dei cliché. Pensate a un cliché romance… e c’è. Triangolo amoroso? C’è. Protagonista bella e dolce ma “diversa dalle altre”? c’è. Ragazzo tormentato dal passato oscuro e con tanto di trauma irrisolto? C’è. Combattimenti clandestini? Ci sono anche quelli. La sensazione è quella di aver già visto tutto questo mille volte, e per giunta fatto decisamente meglio. In pratica è un retelling del Fabbricante di lacrime, di Uno splendido disastro, After, È colpa tua, Dalla tua finestra e compagnia bella.Tornando a noi, June si trasferisce a Milano dopo un lutto devastante (la morte del fratello) con la madre. Nuova scuola, nuova vita e, perché no? Anche due ragazzi. Will, insulso e apparentemente bravo ragazzo, e James, l’amico tormentato che combatte in incontri clandestini di MMA perché il dolore va sempre esplicato con quattro pugni ben assestati. Poi ci sono l’amica snobbetta e il migliore amico gay che non possono mancare neanche qua (come ne Il mio anno a Oxford e un’altra decina di testi e relative pellicole).Il nodo più problematico resta la dinamica romantica. June assume il ruolo di salvatrice (ma chi glielo ha chiesto?). James è aggressivo, possessivo, imprevedibile? Ma ha sofferto! Ha un trauma! È cresciuto male, poverino… e quindi merita redenzione attraverso l’amore di lei. È il mito eterno della crocerossina: la sofferenza maschile come irresistibile magnete erotico. Il messaggio, travestito da romanticismo, è che l’amore giustifica tutto e guarisce tutto. Anche comportamenti che nella vita reale sarebbero enormi red flag e sirene d’allarme perennemente accese.Sarebbe rivoluzionario, e forse più interessante, vedere una protagonista che dice “no, grazie passo” e sceglie sé stessa. Ma l’autonomia femminile, evidentemente, non genera abbastanza cliffhanger.Andiamo avanti. Vogliamo parlare della scena di lui che la porta nello spogliatoio maschile e si denuda per farle vedere quanto è prestante? No, non vogliamo parlarne, non ce n’è bisogno. La scena si commenta da sé.Poi è tutto spiegato, tutto raccontato. Dov’è finito lo show don’t tell? Dove? I personaggi non vivono conflitti, li enunciano. Non mostrano emozioni, le dicono apertamente. È tutto esplicito, didascalico, come se lo spettatore non fosse in grado di intuire nulla (magari il pubblico a cui si rivolge effettivamente non lo è, che ne sappiamo noi?)Visivamente il film è bello, luminoso, instagrammabile. Fotografia pop-fluorescente, colori saturi, inquadrature eleganti, un po’ come in Maxton Hall (ma qua il paragone è fuorviante) Tutto perfetto per clip da TikTok e basta.Ma allora perché è un fenomeno? Perché ha una fanbase solida e consolidata di ragazzine innamorate del solito dramma YA con tanto di badboy (o malessere… che poi pensate sia cringe). In altre parole, è un fenomeno che nasce dal basso e si porta dietro un esercito già pronto a combattere (sono sicura diranno si tratti di un capolavoro).Love Me Love Me non è un buon film. È la dimostrazione che nell’era dello streaming la qualità è opzionale. Il film è solo l’ennesima comfort zone: non sorprende, non osa, non rischia. E oggi, forse, è questo che vende davvero.Rassegniamoci.

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Un grafico ci spiega la cover/locandina di Cime Tempestose: “Qui la tempesta è tutta nei dettagli”

Cosa vede davvero un grafico davanti alla nuova cover/locandina di Cime Tempestose? Non solo un momento romantico tra i protagonisti, ma una costruzione visiva studiata per raccontare – in un solo colpo d’occhio – l’essenza tormentata del romanzo. Questa copertina non è casuale. È un progetto. La scelta del primo piano: eliminare il superfluo   La prima decisione forte è l’assenza della brughiera. Nessun paesaggio gotico, nessun cielo plumbeo. Solo Heathcliff e Catherine, vicinissimi. Dal punto di vista grafico, il primo piano crea intensità e annulla la distanza emotiva. Lo spazio è compresso, quasi claustrofobico. L’occhio dello spettatore non ha vie di fuga: deve restare lì, dentro quello sguardo sospeso. È una soluzione che sposta il baricentro della narrazione: non più l’ambiente come simbolo della tempesta, ma il volto umano come epicentro del conflitto. Linee di forza e tensione visiva La composizione è costruita su una diagonale evidente: il corpo di lui inclinato verso quello di lei crea dinamismo. Le mani che sorreggono il volto femminile guidano lo sguardo lungo un percorso preciso. È un’immagine trattenuta. Sembra che qualcosa stia per accadere, ma resta sospeso. Questa sospensione è coerente con la natura del romanzo: un amore che non trova mai pace, mai equilibrio. In termini grafici, è una tensione controllata. Il rosso del titolo: simbolo e contrasto Il titolo Cime Tempestose è dominato da un rosso decorato, intenso e inciso quasi come un marchio. Il colore crea un contrasto forte con lo sfondo chiaro e cattura immediatamente l’attenzione. Il rosso, in questo contesto, funziona su più livelli simbolici: richiama la passione, ma anche la ferita. Non è un rosso brillante e leggero, è un rosso carico, drammatico, che anticipa la complessità emotiva della storia. La tipografia, con il suo stile classico e leggermente ornamentale, mantiene un legame con l’Ottocento senza risultare antiquata. Comunica “classico”, ma con carattere. Gerarchia visiva e strategia editoriale Un elemento interessante è il bollino che segnala il legame con il film. Dal punto di vista grafico rompe la linearità della composizione, inserendo una forma circolare che attira lo sguardo come punto focale secondario. È una scelta di marketing evidente ma integrata nel progetto visivo. Serve a collegare immediatamente il libro all’immaginario cinematografico, ampliando il pubblico potenziale. La gerarchia è chiara: prima i volti, poi il titolo, infine il richiamo al film. L’occhio segue un percorso preciso, studiato per massimizzare l’impatto. Romanticismo in superficie, oscurità in profondità L’immagine suggerisce romanticismo, intimità, quasi dolcezza. Ma chi conosce Cime Tempestose sa che sotto quella vicinanza si nasconde un legame ossessivo, distruttivo, segnato da orgoglio e vendetta. Ed è proprio questo contrasto a rendere la cover efficace. Promette amore ma suggerisce tensione; attira con la passione, trattiene con il dramma. Insomma, questa locandina/cover funziona perché traduce visivamente il cuore del romanzo: un amore che non consola ma brucia. E in libreria, tra decine di titoli, basta uno sguardo così per scatenare – ancora una volta – la tempesta.   Scopri Land Magazine admin Febbraio 12, 2026 Un grafico ci spiega la cover/locandina di Cime Tempestose: “Qui la tempesta è tutta nei dettagli” Read More admin Febbraio 11, 2026 Addio a James Van Der Beek: l’attore di Dawson’s Creek ci lascia, il ricordo di un’icona generazionale La notizia dell’addio a James Van Der Beek ha scosso milioni di fan in tutto il mondo. 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Addio a James Van Der Beek: l’attore di Dawson’s Creek ci lascia, il ricordo di un’icona generazionale

La notizia dell’addio a James Van Der Beek ha scosso milioni di fan in tutto il mondo. Volto simbolo degli anni ’90 e protagonista indiscusso di una delle serie TV più amate di sempre, l’attore resterà per sempre legato al personaggio che ha segnato un’epoca: Dawson Leery. Chi era James Van Der Beek   James Van Der Beek nasce l’8 marzo 1977 nel Connecticut, negli Stati Uniti. Fin da giovanissimo dimostra una forte inclinazione per la recitazione, studiando teatro e iniziando presto a lavorare tra cinema e televisione. Il successo arriva nel 1998, quando viene scelto per interpretare Dawson Leery nella serie cult Dawson’s Creek. Un ruolo che lo consacra a icona generazionale e che lo rende uno dei volti più riconoscibili della televisione americana di fine anni ’90. Il successo con Dawson’s Creek   Con Dawson’s Creek, Van Der Beek entra nelle case di milioni di adolescenti. La serie, trasmessa dal 1998 al 2003, racconta le inquietudini, i sogni e le fragilità di un gruppo di ragazzi alle prese con la crescita, l’amore e le scelte difficili. Il personaggio di Dawson, aspirante regista romantico e idealista, diventa il simbolo di un’intera generazione. Le sue riflessioni sull’amore e sull’amicizia hanno accompagnato gli anni formativi di tantissimi giovani, rendendo l’attore un punto di riferimento culturale oltre che televisivo.   Scopri Land Magazine admin Febbraio 11, 2026 Addio a James Van Der Beek: l’attore di Dawson’s Creek ci lascia, il ricordo di un’icona generazionale Read More admin Febbraio 11, 2026 Oberlin College: Il Primo College negli Stati Uniti ad Ammettere Donne e Afroamericani Quando si parla di primo college ad ammettere donne e afroamericani negli Stati Uniti, il nome che emerge con forza è quello di Oberlin College. Fondato nel 1833 in Ohio, Read More Oriana Turus Febbraio 10, 2026 Ho letto un porno da bambina…e non lo sapevo! A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Elisabetta Febbraio 9, 2026 NARRATIVA IN GIOCO – Romeo e Giulietta: il gioco di San Valentino Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Romeo e Giulietta: il gioco cooperativo perfetto per San Valentino Cosa faresti per amore? Attraverseresti Verona di nascosto? Sfideresti la Read More Silvia Dal Cin Febbraio 8, 2026 Rodari alle Olimpiadi La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026 si è appena svolta e uno dei momenti più intensi e toccanti della serata è passato in secondo piano. Read More Oriana Turus Febbraio 6, 2026 Pensavo fosse principio di Alzheimer… invece era perimenopausa. Argomenti scomodi e dove trovarli A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Cristina Ferri Febbraio 5, 2026 Visita la stanza di Catherine di Cime Tempestose Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Soggiorna a casa di Catherine, l’eroina di Cime TempestoseUn amore tormentato, tossico, che strappa la carne, lacera l’anima Read More admin Febbraio 4, 2026 Alla Libreria Ubik di Corato Jennifer Soldano presenta Finché per sempre non cadrà a pezzi Giovedì 20 febbraio alle ore 19, la Libreria Ubik di Corato ospiterà Jennifer Soldano per la presentazione del romanzo Finché per sempre non cadrà a pezzi, una storia intensa che Read More admin Febbraio 4, 2026 Ferrara ospita LEI – Love Expo Italia: due giorni dedicati al romance e alla narrativa sentimentale Il 7 e 8 febbraio Ferrara diventa la capitale dell’amore narrato con LEI – Love Expo Italia, la fiera dedicata al romance e alla narrativa sentimentale in tutte le sue Read More admin Febbraio 4, 2026 A Tezze sul Brenta Bettina Battistella presenta Un pappagallo in pegno: una serata tra mistero e sentimento Giovedì 13 febbraio, alle ore 20.30, la Sala comunale di Tezze sul Brenta ospiterà Bettina Battistella per la presentazione del romanzo Un pappagallo in pegno, un appuntamento imperdibile per chi Read More

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