firstletter

PREADOLESCENZA E PRIME COTTE: l’inevitabile imbarazzo

Palpitazioni, sudorazione eccessiva, arrossamento del viso, mancanza di saliva: no, non stiamo descrivendo sintomi di una qualche problematica medica. Sono gli effetti delle prime cotte, dell’imbarazzo e dell’emozione che si prova per la prima volta usualmente in preadolescenza (9-12 anni) quando all’improvviso comincia a piacerci qualcuno. E non a piacerci come amico ma… qualcosa di più. Sono reazioni fisiche, assolutamente normali e comuni, che tutti affrontano (e non solo da ragazzini!). Anche Camilla e Jacopo di “In un mondo parallelo” le sperimentano. Eppure, sembravano odiarsi… Ma i sentimenti sono mutevoli, lo sappiamo bene! Soprattutto in questa fase della vita, la meravigliosa preadolescenza, compare con prepotenza un’emozione che prima si era quasi sempre nascosta: L’IMBARAZZO. L’imbarazzo lo cominciamo a conoscere da piccolini. Tra i 3 e i 5 anni è legato agli errori commessi, tra i 6 e i 9/10 anni è soprattutto legato alle regole e norme sociali, ma è in preadolescenza e adolescenza che l’imbarazzo entra prepotentemente nelle nostre vite! È il momento in cui gli ormoni cominciano a stravolgerci la vita e cominciamo a imbarazzarci per le cose più disparate. Anche le cose minuscole sembrano enormi. Ci imbarazza tantissimo interagire con chi ci piace, perché ne temiamo il giudizio. Il cervello infatti va in tilt. Vogliamo fare “bella figura” e evitare a tutti i costi una figuraccia. Cosa si intenda poi per bella figura o figuraccia lo sappiamo solo noi, però, perché l’imbarazzo è assolutamente soggettivo. Ciò che imbarazza me, non imbarazza magari un’altra persona. Nel caso di Camilla, in questa situazione, è la vicinanza fisica a scatenare in lei l’imbarazzo e, ammettiamolo, il panico! Ma quindi perché andiamo in panico? I 3 motivi principali: Bonus: ci autosabotiamoIl cervello è così concentrato a “non fare errori” che finisci per farli. Si chiama choking under pressure. Più ti dici “non fare lo scemo”, più è probabile che lo farai. La cosa buffa? All’altro probabilmente piaci anche tu impacciato, perché mostra che ci tieni. L’imbarazzo è il segnale che quella persona per te vale.

PREADOLESCENZA E PRIME COTTE: l’inevitabile imbarazzo Leggi tutto »

Sissi: madre a metà

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Madre a metà Tutti conoscono Sissi, la sua indicibile bellezza, la sua immagine perfetta divenuta un’icona nel mondo, il suo amore sconfinato per i viaggi e la poesia. Ma c’è un lato di Sissi di cui non si parla spesso, quello più vulnerabile e fragile, legato al ruolo di madre.  Quando Sissi rimane incinta è un’adolescente. Sua zia-suocera, l’arciduchessa Sofia, approfitterà della situazione per prendere le sue veci. Dopotutto, come può una bambina occuparsi di un neonato? Quando la piccola Sofia, chiamata così in onore della nonna, muore ad appena due anni, Sissi viene investita dal dolore. L’arciduchessa l’aveva già privata del ruolo di madre, prendendo il suo posto e impedendole di allevarli come meglio credeva, e ora, dopo questa terribile tragedia, Sissi si sente inerme. Decide di non lottare più. Lascia a sua suocera Gisella e Rodolfo, mentre lei continua ad occuparsi di se stessa, sfogandosi con la poesia, l’esercizio fisico e i lunghi viaggi. La sofferenza di Rodolfo Rodolfo soffrirà molto l’assenza della madre e non riuscirà mai a sentirsi realmente amato. Il suicidio di Rodolfo assieme alla sua amante segnerà profondamente l’animo di Sissi. A partire da quel momento, si sentirà in colpa per aver instillato il seme della follia nel figlio; lo stesso figlio che in passato aveva tentato invano di proteggere. Per Maria Valeria, invece, Sissi proverà un amore viscerale, animale. Maria Valeria viene cresciuta diversamente dagli altri fratelli, lei è la figlia che ha donato all’Ungheria subito dopo l’incoronazione, e quando la stringe per la prima volta prende una decisione: questa volta nessuno gliel’avrebbe portata via. Tuttavia, la sua gelosia è tale che, il giorno del suo matrimonio, Sissi si sentirà privata anche di quest’ultima figlia. Con Maria Valeria, Sissi sperimenta per la prima volta le gioie e le preoccupazioni della maternità. Di contro, Maria Valeria sembra soffocata da tutte queste attenzioni. Crescendo, si mostrerà infatti più simile al padre. Non solo un’imperatrice perfetta, ma anche una donna, una madre vulnerabile che nulla ha potuto contro la spietata corte. Se vuoi scoprire di più sulla principessa Sissi, non perderti la prossima uscita targata First Letter Editrice. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia La principessa Sissi e l’ossessione estetica 30.03.26 storia Come giustificavano la schiavitù gli americani nel 1800? 30.03.26 società Giappone 360: la lingua giapponese 29.03.26 firstletter Libri per ragazzi: alla scoperta di SEMPLICEMENTE MARIA 27.03.26 storia E se le “streghe” di Salem non fossero mai esistite? 27.03.26 storia Martha Washington: la Prima First Lady degli Stati Uniti 23.03.26 libri Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? 17.03.26 libri RECENSIONE “TROPE – I SEGRETI DELLA SCRITTURA DEL ROMANCE & DEL ROMANTASY” 17.03.26

Sissi: madre a metà Leggi tutto »

10 COSE CHE NON SAI SU SISSI

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui 10 COSE CHE NON SAI SU SISSI La figura della principessa Sissi è amata in tutto il mondo, ma quanti possono dire di conoscerla realmente? Scopriamo insieme qualche particolare su di lei 1)Amante dei cani L’imperatrice Sissi era un’amante dei cani, in particolar modo di quelli di taglia grande. Shadow, il suo fidato amico a quattro zampe, era un alano nero, ma prima di lui il suo cuore era occupato da Houseguard, un meraviglioso levriero irlandese. 2)La collezione di fotografie Pare che Sissi amasse collezionare ritratti di belle donne. Ebbene sì, se li faceva inviare avidamente da tutto il mondo. In quegli scatti non vi era invidia, ma solo ammirazione. 3)L’amore per la poesia Sissi era una grande amante di Heine. Attraverso i suoi versi, l’imperatrice si sentiva meno sola. Suo figlio Rodolfo, dotato di un animo malinconico, si appassionò a quelle stesse poesie. 4)Affascinata dai manicomi L’imperatrice amava visitare i manicomi. Passava ore e ore seduta al capezzale di persone sconosciute, quasi a voler empatizzare con il loro dolore. 5)Sommersa di gente Sissi aveva ben duecentoventinove dame al suo seguito e una parrucchiera personale che si dedicava a lei tre ore al giorno. Come facesse a respirare con tutta quella gente intorno, possiamo solo immaginarlo. 6)Il primo amore Il primo amore di Sissi non fu Franz, ma un certo conte Richard S. E sarà questo sfortunato amore che le farà incontrare Franz. Sua madre, per consolarla dalle sue pene d’amore, deciderà infatti di portarla con sé e Elena a Ischl. 7) La sorella sbagliata A Ischl, Francesco Giuseppe non doveva fidanzarsi con Sissi, ma con sua sorella Elena, detta Néné. Sissi era giovane, ma colpì Franz immediatamente. La sua figura oscurò completamente la sorella. 8) Assenza di istruzione Sissi non era ben vista a corte. In lei mancavano le basi di istruzione, specie in francese, italiano e storia dell’Austria. Eppure, nell’arco della sua vita, Sissi sarà un’avida lettrice di poesie. 9) Denti marci “I suoi denti sono troppo gialli”, questo affermò l’arciduchessa Sofia la prima volta che la vide. E in effetti, i denti di Sissi peggioreranno con gli anni, fino a diventare neri e marci. Per evitare di mostrarli, l’imperatrice tendeva a parlare sottovoce o non parlare affatto. 10) La stramberia Pare che Sissi dopo la tragedia di Mayerling avesse preso l’abitudine di presentarsi all’improvviso a casa di estranei, senza essere invitata, facendo non poco scalpore. E tu, lo sapevi? Se ti piace questo articolo lascia un commento. Se invece vuoi scoprire altre curiosità legate alla vita di Sissi ti consiglio di non lasciarti sfuggire la prossima uscita targata First Letter Editrice. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia La principessa Sissi e l’ossessione estetica 30.03.26 storia Come giustificavano la schiavitù gli americani nel 1800? 30.03.26 società Giappone 360: la lingua giapponese 29.03.26 firstletter Libri per ragazzi: alla scoperta di SEMPLICEMENTE MARIA 27.03.26 storia E se le “streghe” di Salem non fossero mai esistite? 27.03.26 storia Martha Washington: la Prima First Lady degli Stati Uniti 23.03.26 libri Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? 17.03.26 libri RECENSIONE “TROPE – I SEGRETI DELLA SCRITTURA DEL ROMANCE & DEL ROMANTASY” 17.03.26

10 COSE CHE NON SAI SU SISSI Leggi tutto »

PRE ADOLESCENZA E NECESSITÀ DI “FUGGIRE DALLA REALTÀ”

Se hai a che fare con un preadolescente o sei un preadolescente, capirai benissimo questa frase: HO BISOGNO DI STARE UN PÒ DA SOL*. È una fase naturale del loro sviluppo! Intorno ai 10-12 anni, i preadolescenti iniziano a cercare più indipendenza e spazio personale. Questo può essere dovuto a diversi fattori: Anche Jacopo e Camilla, i protagonisti di “In un mondo parallelo”, sperimentano la stessa necessità. Jacopo si rifugia nella musica (suona la chitarra) e scrive sui post-it le storie del Liutaio Magico, un personaggio fantasy che si è inventato. Camilla disegna fumetti nei quali è una supereroina. Questi “mondi paralleli” che i due ragazzini si sono inventati sono il loro rifugio sicuro; sono luoghi in cui “comandano” loro, in cui gli altri non possono entrare e attraverso i quali rielaborano le loro emozioni (come l’antipatia reciproca!). Questo bisogno di un nuovo “spazio personale” porta spesso i ragazzini a cercare nuovi hobby o concentrarsi maggiormente su di essi. Gli hobby dei preadolescenti possono variare molto, ma ecco alcuni dei più comuni: L’importante però, e lo dice bene nel libro Mauro, l’insegnante di chitarra, è non farsi risucchiare da questi mondi paralleli. Sì, è giusto avere e coltivare un proprio spazio personale, ma la vita vera è “là fuori”! Augurando a tutti i preadolescenti di trovare sempre il posto nel quale si sentano bene, amati e a loro agio, vi invito a leggere la storia di Camilla e Jacopo, che trovate qui:

PRE ADOLESCENZA E NECESSITÀ DI “FUGGIRE DALLA REALTÀ” Leggi tutto »

Teatro a scuola: benefici per i preadolescenti

Il teatro può essere un’esperienza incredibile per i preadolescenti, cioè la fascia di età dai 9 ai 12 anni circa. Aiuta a sviluppare la creatività, la fiducia in sé e le abilità sociali. I laboratori di teatro a scuola sono fantastici! Possono aiutare i ragazzi a esprimere se stessi, a lavorare in team, a superare le timidezze e, perché no, a relazionarsi con l’altro sesso. L’improvvisazione fisica e i dialoghi sono ottimi strumenti per aiutare i ragazzi a pensare velocemente e a esprimersi con il corpo e la voce! E se diventa tutto troppo imbarazzante? Di certo è successo così per Jacopo e Camilla di “In un mondo parallelo”. Non riuscivano a entrare in sintonia per una scena che dovevano recitare! Allora il docente di teatro ha suggerito loro di abbracciarsi! Abbracciarsi? A tredici anni? Che imbarazzOOOOOOO! Però è vero! Gli abbracci sul palco possono essere un ottimo esercizio per lavorare sulla fiducia e sulla comunicazione non verbale! A volte vengono proposti, sempre con il consenso di entrambi, gli abbracci “a sorpresa” o “a tempo” per aiutare i ragazzi a sentirsi a loro agio con il contatto fisico e a reagire spontaneamente. Funziona come un gioco, ma aiuta a creare un’atmosfera di gruppo più rilassata. Almeno nella teoria… nella pratica non sempre! Allora perché fare teatro, soprattutto a scuola, durante la scuola primaria e secondaria? Fare teatro a scuola può apportare numerosi benefici sia agli alunni sia agli insegnanti. Uno dei vantaggi principali riguarda sicuramente il miglioramento del rapporto con i compagni di classe (bene, no?): per mettere in scena uno spettacolo teatrale infatti, ognuno deve avere un ruolo specifico che deve essere funzionale a quello degli altri. Bambini e ragazzi devono collaborare tra di loro, confrontarsi, dialogare e aiutarsi per la buona riuscita dello spettacolo! Il teatro inoltre può essere un alleato per combattere la timidezza, proprio perché si entra in contatto con tante persone diverse e i ragazzi possono interagire tra di loro, imparando a stare in mezzo agli altri, sconfiggendo l’imbarazzo. Le attività teatrali aiutano anche a non sentirsi soli, perché si è sempre circondati da altre persone che hanno tutte lo stesso scopo e le medesime finalità. Anche il rapporto con l’insegnante di teatro solitamente è particolare, perché bambini e ragazzi entrano maggiormente in contatto con il docente – rispetto ad insegnanti di altre materie – sviluppando una relazione di fiducia e migliorando il dialogo. Non so se Jacopo e Camilla hanno effettivamente migliorato nel tempo il rapporto con il prof Contini, docente di teatro, ma sicuramente il rapporto tra loro è cambiato, no? No spoiler! Se volete leggere la storia di Camilla e Jacopo, la trovate qui: https://amzn.eu/d/0anZxmSB

Teatro a scuola: benefici per i preadolescenti Leggi tutto »

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner