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10 COSE CHE NON SAI SU SISSI

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui 10 COSE CHE NON SAI SU SISSI La figura della principessa Sissi è amata in tutto il mondo, ma quanti possono dire di conoscerla realmente? Scopriamo insieme qualche particolare su di lei 1)Amante dei cani L’imperatrice Sissi era un’amante dei cani, in particolar modo di quelli di taglia grande. Shadow, il suo fidato amico a quattro zampe, era un alano nero, ma prima di lui il suo cuore era occupato da Houseguard, un meraviglioso levriero irlandese. 2)La collezione di fotografie Pare che Sissi amasse collezionare ritratti di belle donne. Ebbene sì, se li faceva inviare avidamente da tutto il mondo. In quegli scatti non vi era invidia, ma solo ammirazione. 3)L’amore per la poesia Sissi era una grande amante di Heine. Attraverso i suoi versi, l’imperatrice si sentiva meno sola. Suo figlio Rodolfo, dotato di un animo malinconico, si appassionò a quelle stesse poesie. 4)Affascinata dai manicomi L’imperatrice amava visitare i manicomi. Passava ore e ore seduta al capezzale di persone sconosciute, quasi a voler empatizzare con il loro dolore. 5)Sommersa di gente Sissi aveva ben duecentoventinove dame al suo seguito e una parrucchiera personale che si dedicava a lei tre ore al giorno. Come facesse a respirare con tutta quella gente intorno, possiamo solo immaginarlo. 6)Il primo amore Il primo amore di Sissi non fu Franz, ma un certo conte Richard S. E sarà questo sfortunato amore che le farà incontrare Franz. Sua madre, per consolarla dalle sue pene d’amore, deciderà infatti di portarla con sé e Elena a Ischl. 7) La sorella sbagliata A Ischl, Francesco Giuseppe non doveva fidanzarsi con Sissi, ma con sua sorella Elena, detta Néné. Sissi era giovane, ma colpì Franz immediatamente. La sua figura oscurò completamente la sorella. 8) Assenza di istruzione Sissi non era ben vista a corte. In lei mancavano le basi di istruzione, specie in francese, italiano e storia dell’Austria. Eppure, nell’arco della sua vita, Sissi sarà un’avida lettrice di poesie. 9) Denti marci “I suoi denti sono troppo gialli”, questo affermò l’arciduchessa Sofia la prima volta che la vide. E in effetti, i denti di Sissi peggioreranno con gli anni, fino a diventare neri e marci. Per evitare di mostrarli, l’imperatrice tendeva a parlare sottovoce o non parlare affatto. 10) La stramberia Pare che Sissi dopo la tragedia di Mayerling avesse preso l’abitudine di presentarsi all’improvviso a casa di estranei, senza essere invitata, facendo non poco scalpore. E tu, lo sapevi? Se ti piace questo articolo lascia un commento. Se invece vuoi scoprire altre curiosità legate alla vita di Sissi ti consiglio di non lasciarti sfuggire la prossima uscita targata First Letter Editrice. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia La principessa Sissi e l’ossessione estetica 30.03.26 storia Come giustificavano la schiavitù gli americani nel 1800? 30.03.26 società Giappone 360: la lingua giapponese 29.03.26 firstletter Libri per ragazzi: alla scoperta di SEMPLICEMENTE MARIA 27.03.26 storia E se le “streghe” di Salem non fossero mai esistite? 27.03.26 storia Martha Washington: la Prima First Lady degli Stati Uniti 23.03.26 libri Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? 17.03.26 libri RECENSIONE “TROPE – I SEGRETI DELLA SCRITTURA DEL ROMANCE & DEL ROMANTASY” 17.03.26

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PRE ADOLESCENZA E NECESSITÀ DI “FUGGIRE DALLA REALTÀ”

Se hai a che fare con un preadolescente o sei un preadolescente, capirai benissimo questa frase: HO BISOGNO DI STARE UN PÒ DA SOL*. È una fase naturale del loro sviluppo! Intorno ai 10-12 anni, i preadolescenti iniziano a cercare più indipendenza e spazio personale. Questo può essere dovuto a diversi fattori: Anche Jacopo e Camilla, i protagonisti di “In un mondo parallelo”, sperimentano la stessa necessità. Jacopo si rifugia nella musica (suona la chitarra) e scrive sui post-it le storie del Liutaio Magico, un personaggio fantasy che si è inventato. Camilla disegna fumetti nei quali è una supereroina. Questi “mondi paralleli” che i due ragazzini si sono inventati sono il loro rifugio sicuro; sono luoghi in cui “comandano” loro, in cui gli altri non possono entrare e attraverso i quali rielaborano le loro emozioni (come l’antipatia reciproca!). Questo bisogno di un nuovo “spazio personale” porta spesso i ragazzini a cercare nuovi hobby o concentrarsi maggiormente su di essi. Gli hobby dei preadolescenti possono variare molto, ma ecco alcuni dei più comuni: L’importante però, e lo dice bene nel libro Mauro, l’insegnante di chitarra, è non farsi risucchiare da questi mondi paralleli. Sì, è giusto avere e coltivare un proprio spazio personale, ma la vita vera è “là fuori”! Augurando a tutti i preadolescenti di trovare sempre il posto nel quale si sentano bene, amati e a loro agio, vi invito a leggere la storia di Camilla e Jacopo, che trovate qui:

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Teatro a scuola: benefici per i preadolescenti

Il teatro può essere un’esperienza incredibile per i preadolescenti, cioè la fascia di età dai 9 ai 12 anni circa. Aiuta a sviluppare la creatività, la fiducia in sé e le abilità sociali. I laboratori di teatro a scuola sono fantastici! Possono aiutare i ragazzi a esprimere se stessi, a lavorare in team, a superare le timidezze e, perché no, a relazionarsi con l’altro sesso. L’improvvisazione fisica e i dialoghi sono ottimi strumenti per aiutare i ragazzi a pensare velocemente e a esprimersi con il corpo e la voce! E se diventa tutto troppo imbarazzante? Di certo è successo così per Jacopo e Camilla di “In un mondo parallelo”. Non riuscivano a entrare in sintonia per una scena che dovevano recitare! Allora il docente di teatro ha suggerito loro di abbracciarsi! Abbracciarsi? A tredici anni? Che imbarazzOOOOOOO! Però è vero! Gli abbracci sul palco possono essere un ottimo esercizio per lavorare sulla fiducia e sulla comunicazione non verbale! A volte vengono proposti, sempre con il consenso di entrambi, gli abbracci “a sorpresa” o “a tempo” per aiutare i ragazzi a sentirsi a loro agio con il contatto fisico e a reagire spontaneamente. Funziona come un gioco, ma aiuta a creare un’atmosfera di gruppo più rilassata. Almeno nella teoria… nella pratica non sempre! Allora perché fare teatro, soprattutto a scuola, durante la scuola primaria e secondaria? Fare teatro a scuola può apportare numerosi benefici sia agli alunni sia agli insegnanti. Uno dei vantaggi principali riguarda sicuramente il miglioramento del rapporto con i compagni di classe (bene, no?): per mettere in scena uno spettacolo teatrale infatti, ognuno deve avere un ruolo specifico che deve essere funzionale a quello degli altri. Bambini e ragazzi devono collaborare tra di loro, confrontarsi, dialogare e aiutarsi per la buona riuscita dello spettacolo! Il teatro inoltre può essere un alleato per combattere la timidezza, proprio perché si entra in contatto con tante persone diverse e i ragazzi possono interagire tra di loro, imparando a stare in mezzo agli altri, sconfiggendo l’imbarazzo. Le attività teatrali aiutano anche a non sentirsi soli, perché si è sempre circondati da altre persone che hanno tutte lo stesso scopo e le medesime finalità. Anche il rapporto con l’insegnante di teatro solitamente è particolare, perché bambini e ragazzi entrano maggiormente in contatto con il docente – rispetto ad insegnanti di altre materie – sviluppando una relazione di fiducia e migliorando il dialogo. Non so se Jacopo e Camilla hanno effettivamente migliorato nel tempo il rapporto con il prof Contini, docente di teatro, ma sicuramente il rapporto tra loro è cambiato, no? No spoiler! Se volete leggere la storia di Camilla e Jacopo, la trovate qui: https://amzn.eu/d/0anZxmSB

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Sissi: Un’amante per mio marito

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Il regalo di Sissi all’imperatore La principessa Sissi soffriva terribilmente la corte, questo era noto a tutti, anche a suo marito. Ma come poteva essere diversamente? Sua suocera Sofia si era imposta con lei, arrivando perfino a sottrarle l’educazione dei figli. Trattava lei stessa come una bambina; dopotutto, Sissi era appena un’adolescente, come poteva svolgere il ruolo di madre? Questo le ripeteva di continuo. Pian piano, a queste parole cominciò a crederci anche lei. Solo più tardi, con Maria Valeria, Sissi scoprirà le gioie e i dolori della maternità. Non solo il pessimo rapporto con sua suocera; la corte, i cerimoniali, tutto a Vienna le stava stretto, quasi quanto quel corsetto che veniva sistemato di continuo dalle sarte, per adattarlo alla minuscola forma della sua vita. Solo in viaggio Sissi si sentiva realmente libera. Non doveva preoccuparsi del cerimoniale, dei suoi denti, dell’etichetta, di intrattenere qualche ospite con una conversazione frivola ed educata. Lontano dalla corte, l’imperatrice poteva cavalcare ore e ore, passeggiare fino allo stremo e scrivere poesie sulla scia di Heine senza il timore di dover nascondere i suoi versi. Da sola, Sissi poteva provare malinconia, solitudine e anche tristezza. Un’amante per mio marito Dopo la tragedia di Mayerling, Sissi si sentì in dovere di consolare suo marito. Ma come poteva consolarlo quando il suo unico desiderio era quello di partire? Katharina Schratt, la bella attrice del quale il marito si era invaghito, poteva assolvere meglio al suo compito, di questo Sissi era certa; le avrebbe inoltro permesso di viaggiare senza sentirsi in colpa. Sissi fece dunque una cosa che non avrebbe fatto nessuno: favorì la relazione fra la bella attrice e suo marito e, da quel momento in poi, si dedicò solamente a se stessa. Di contro, Francesco Giuseppe si avvicinò sempre di più a questa donna che faceva di tutto per plasmarsi all’iconica figura dell’imperatrice, ma invano. Sissi non rivaleggiò con lei, si mostrò invece un’amica fidata per Katharina, scelta unicamente per alleggerire il cuore di suo marito. Sissi ebbe un unico grande amore: la libertà. LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia La principessa Sissi e l’ossessione estetica 30.03.26 storia Come giustificavano la schiavitù gli americani nel 1800? 30.03.26 società Giappone 360: la lingua giapponese 29.03.26 firstletter Libri per ragazzi: alla scoperta di SEMPLICEMENTE MARIA 27.03.26 storia E se le “streghe” di Salem non fossero mai esistite? 27.03.26 storia Martha Washington: la Prima First Lady degli Stati Uniti 23.03.26 libri Davvero ti sta bene pagare per un LIBRO “MARCIO”? 17.03.26 libri RECENSIONE “TROPE – I SEGRETI DELLA SCRITTURA DEL ROMANCE & DEL ROMANTASY” 17.03.26

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Libri per ragazzi: alla scoperta di QUEL GIORNO IN CUI…

Quel giorno in cui papà doveva fare un discorso imbarazzante” è un libro di educazione sessuale per ragazzi di Marc-Uwe Kling, pubblicato in Italia da Giunti, che affronta in modo ironico e divertente il momento in cui un padre deve parlare di sessualità alla figlia adolescente, Lisa, che sta per vivere il suo primo weekend romantico.  Il libro è consigliato dai 10 anni in su e mira a rendere un argomento delicato più accessibile e meno imbarazzante per tutti.  Il mio parere? Non eè sicuramente un libro da dare in mano con leggerezza a un ragazzino o una ragazzina di 10 anni con cui non si è mai fatta educazione sessuale. Più che altro perché non capirebbe perché fa tanto ridere! Se invece sa di cosa sta parlando papà, allora coglierà gli elementi divertenti della spiegazione e ne capirà l’imbarazzo! Se invece cercate delle storie che facciano educazione affettiva, non perdetevi le uscite della collana S.e.p.t. di First Letter editrice!

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