LE ATTIVITÀ ESTIVE
L’estate sta finendo. Si tirano le somme delle attività che sono andate per la maggiore e ci chiediamo: esiste ancora l’usanza del campeggio parrocchiale in montagna o della colonia al mare?Le due esperienze hanno vissuto parabole molto diverse: il campeggio parrocchiale (o campo scuola) gode ancora ma salute, mentre la colonia al mare intesa in senso tradizionale è quasi del tutto scomparsa, trasformata in moderni “summer camp”.I campeggi e i campi scuola organizzati da parrocchie, oratori e gruppi scout sono estremamente diffusi e frequentati in tutta Italia. Anzi, molte diocesi registrano ogni anno un vero e proprio boom di richieste.Si svolgono prevalentemente in estate, durano da una a due settimane e la meta prediletta è la montagna (sebbene non manchino soluzioni al mare o in collina). Hanno costi accessibili per le famiglie, si basano sul lavoro di educatori e cuochi volontari e offrono un forte valore formativo incentrato sull’autonomia, sulla spiritualità e sulla vita di comunit. Ma oggi per le parrocchie è molto più complesso organizzarli rispetto al passato. Questo a causa di normative di sicurezza e igieniche molto rigide, della riduzione del numero di sacerdoti e della complessità nel trovare volontari disponibili a gestire la logistica tutto l’anno.La colonia al mare tradizionale invece si è evoluta. La classica “colonia estiva” del dopoguerra — quella con enormi camerate, i bambini che si spostavano rigorosamente in fila e le rigide routine orarie gestite da enti pubblici o grandi aziende — non esiste quasi più. Moltissimi degli storici edifici e complessi edilizi sulle coste romagnole, toscane o liguri sono oggi abbandonati o riconvertiti. La richiesta di mandare i figli al mare da soli esiste ancora, ma la formula è cambiata radicalmente. Oggi si parla di campi estivi tematici privati o associativi (es. Campi Avventura, campus sportivi, Campi Estivi WWF Travel o centri per l’apprendimento delle lingue).Abbiamo chiesto a Emma Battistella ti raccontarci brevemente la sua esperienza al campo e ci ha stupito, rivelandoci di aver utilizzato non solo riferimenti pop (un cartone animato) ma anche libri per ragazzi al camposcuola. Il campo scuola della sua parrocchia, dedicato ai ragazzi delle medie, aveva come tema Inside Out 2 e tutte quelle nuove emozioni che i ragazzini si trovano ad affrontare. Ogni animatore aveva un’emozione assegnata, nel caso di Emma era “l’invidia”. Oltre ad aver cercato riferimenti nella vita quotidiana, per aiutare i ragazzi a riflettere ha usato i volumi della Collana S.e.p.t. di First Letter, che sono proprio dedicati ai preadolescenti.
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