Non solo Via col vento e Roald Dahl: il dibattito sui libri razzisti coinvolge anche Robinson Crusoe

Negli ultimi tempi, la decostruzione degli stereotipi e del razzismo nei libri e nei film sembra non arrestarsi; un tipo di critica che si sposta sempre di più all’interno delle Università e dei luoghi di cultura. 

Dopo Roald Dahl e Via col vento, ultimamente si discute molto sulla moralità del capolavoro di Daniel Defoe, “Robinson Crusoe”.

Daniel Defoe: un uomo del suo tempo o un razzista senza speranza?

La questione di se “Robinson Crusoe” di Daniel Defoe sia un libro razzista e colonialista è oggetto di dibattito tra gli studiosi e i critici letterari. Mentre il libro è ampiamente riconosciuto come un classico della letteratura inglese, alcuni critici hanno evidenziato aspetti problematici relativi alla rappresentazione dell’altro e ai temi colonialisti.

LE TESI DELL'ACCUSA

La figura di Venerdì

Uno dei principali argomenti critici riguarda la rappresentazione dei personaggi non europei nel romanzo. L’incontro di Crusoe con Venerdì, un personaggio nativo dell’isola, è stato spesso interpretato come un riflesso degli stereotipi culturali e razziali dell’epoca. Venerdì è presentato come un individuo sottomesso, culturalmente inferiore a Crusoe, che diventa il “servo” di Crusoe dopo essere stato salvato da una situazione di pericolo. Questa rappresentazione può essere interpretata come una riflessione dei pregiudizi colonialisti e razziali diffusi nel XVIII secolo.

D’altra parte, alcuni studiosi sostengono che Defoe potrebbe aver cercato di rappresentare la coesistenza pacifica e la collaborazione tra diverse culture attraverso la relazione tra Crusoe e Venerdì. 

Stile di vita "Civilizzato" vs. "Primitivo"

Robinson Crusoe riflette gli atteggiamenti dell’epoca nei confronti della civiltà europea considerata “superiore” rispetto alle culture considerate “primitive”. La vita di Crusoe sulla sua isola è spesso presentata come più avanzata e “civilizzata” rispetto alla vita di Venerdì, che è descritta come più “selvaggia”. Questa dicotomia è stata di recente interpretata come un riflesso dei pregiudizi etnocentrici comuni nel contesto coloniale.

Colonialismo e sfruttamento

Alcuni critici sostengono che il modo in cui Crusoe sfrutta l’isola e la sua popolazione, inclusa la conversione di Venerdì al cristianesimo, può essere interpretato come una rappresentazione del colonialismo. Crusoe assume un ruolo di dominio sulla terra e sulle persone dell’isola, riflettendo i modelli colonialisti dell’epoca.

LA DIFESA RIBATTE

Va notato che l’interpretazione di “Robinson Crusoe” può variare a seconda del contesto storico e culturale in cui viene letta. Alcuni critici contemporanei ritengono che il romanzo debba essere contestualizzato nel suo periodo di scrittura, riconoscendo gli stereotipi presenti ma anche considerando la possibilità che Defoe avesse intenzioni più complesse nel rappresentare le relazioni interculturali.

Secondo questa tesi, Defoe  non avrebbe avuto intenzioni razziste o colonialiste, ma ha cercato di rappresentare la complessità delle interazioni culturali. Alcuni vedono il personaggio di Venerdì come una rappresentazione positiva dell’adattabilità e della capacità di apprendimento, sottolineando il mutuo beneficio derivante dalla collaborazione tra culture diverse.

Comunque la si pensi, la valutazione della presenza di razzismo e colonialismo in “Robinson Crusoe” dipende dalla prospettiva critica adottata. La letteratura del XVIII secolo spesso rifletteva gli atteggiamenti culturali dominanti del suo tempo, e leggere queste opere richiede una comprensione critica e sensibilità nei confronti del contesto storico. La discussione su questi temi evidenzia anche l’importanza di analizzare le opere letterarie in modo critico e riflettere sulle sfumature e le complessità delle rappresentazioni culturali.

 
 

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