Di Cristina Ferri
Quando Emma si sposa, si rende conto di quanto la vita matrimoniale sia misera… e noiosa. Sognare a occhi aperti il Visconte, abbandonarsi a Rodolphe senza pudore, rinchiudersi in una stanza d’albergo con il giovane Léon sono tutti espedienti per cercare quello spiraglio di felicità che a lei sembra essere negata.
Vediamo insieme tre oggetti collegati a Madame Bovary
– Il portasigari del Visconte
Un portasigari di seta verde raccolto da Charles, appartenente al Visconte.
Emma lo teneva nascosto nell’armadio, fra la biancheria, e quando Charles era fuori lo contemplava quasi fosse stato un tesoro.
Quell’oggetto le rimandava alla memoria il ballo, una giornata così diversa dalla sua solita e monotona ruotine. Le pareva allora di poter percepire il suo sguardo penetrante bruciarle addosso, il momento in cui la sua anima si era sentita finalmente viva.
– La scatola di biscotti di Reims
Rodolphe, per riafferrare qualcosa di Emma, tira fuori dall’armadio una vecchia scatola di Reims, la tipica scatola di latta della nonna, dove oggi troviamo ago e filo ma non di certo i deliziosi biscottini al burro.
Nella scatola vi era di tutto: un fazzoletto di quando Emma aveva perduto sangue dal naso, una miniatura di lei, lettere, mazzolini di fiori, giarrettiera, una mascherina, spille e capelli.
Rodolphe è combattuto: Emma vuole di più da lui. Desidera che lui la porti via da un matrimonio noioso, da un uomo insignificante e da una vita misera. Ma lei è sposata e ha una figlia con sé. Come può accontentarla? Meglio abbandonarla e dimenticare tutto.
– Le pantofole di raso rosa
Le pantofole di raso rosa con il bordo di cigno. Un regalo del suo amante Léon, il giovane studioso. Un piccolo dono per soddisfare un suo capriccio.
Emma è una donna sposata, e Léon, giovane e ingenuo, è affascinato dalla sua femminilità ed eleganza. Preso dall’estasi, si sedeva sul pavimento e la contemplava quasi fosse stata un angelo…

