La FINE è solo l’inizio della fine
Benvenuto nella faticosa vita di uno scrittore.
Hai faticato per giorni, mesi, anni e finalmente arrivi a scrivere la parolina magica in fondo a tutte quelle pagine. FINE.
Una parola che ti lascia dentro tanto ma… è davvero la fine?
Assolutamente no! È solo l’inizio della fine: comincia una nuova fase in cui si migliora, si affina e si prepara il romanzo per il suo grande viaggio verso la pubblicazione.
Durante la scrittura, possiamo distinguere gli scrittori in due tipologie:
- quelli che seguono il flusso emozionale delle parole senza preoccuparsi della forma
- quelli che scelgono fin da subito ogni singola parola (e hanno già fatto un lavorone prima della loro parola “fine”)
Per i primi il lavoro è ancora lungo: faranno una quasi riscrittura di tutto il testo o, se è qualcosa che fanno di volta in volta durante la stesura – e io sono tra questi –, dovranno farlo per la parte finale. Questa si chiama “revisione a caldo”, perché viene fatta quando le emozioni sono ancora calde nella penna e nel cuore dello scrittore.
Lo scrittore può anche essere uno degli architetti migliori del mondo, ma a questo punto è necessario sistemare le incoerenze: è il momento di controllare cosa non torna e tappare i buchi, verificare caratteristiche dei personaggi (colore degli occhi di Tizio, modello della macchina di Caio, se Sempronio aveva già detto una certa cosa) e di non aver dimenticato pezzi per strada (se Pippo fuma nei primi due capitoli, sarà meglio che fumi anche nel resto della storia) e altre questioni della struttura narrativa che non sto qui a elencare (questo mondo è immenso!).
In questa fase del romanzo, qualcuno ha già dei lettori fidati:
- gli Alfa Reader seguono la storia durante la stesura
- i Beta Reader la leggono nella fase finale, prima della consegna a editor e editori
Vuoi non valutare le loro reazioni e i loro consigli da lettori più o meno competenti?
Poi arriva finalmente la revisione a freddo: l’ideale sarebbe lasciar riposare il manoscritto chiuso in un cassetto per qualche mese – proprio come una torta dopo la cottura – in modo da prendere la giusta distanza emotiva dalla storia e diventare editor critici del proprio lavoro.
È in questo momento che si sistemano:
- tic linguistici (io uso ripetere troppo i nomi dei personaggi, questo/quello, c’è chi usa avverbi in “mente” e gerundi come il sale… la lista è lunghissima!);
- si riducono cliché e frasi fatte;
- si taglia tutto il superfluo – grande trauma per molti scrittori;
- si controlla la suddivisione in capitoli
- … e tanto altro.
Bene, il testo ora è bello, pulito, ordinato. È finita? No! 😱
È buona norma affidare il manoscritto a un editor professionista.
Sfatiamo un paio di miti:
- “Ma tanto l’editing lo fa la casa editrice” -> certo, ma prima devi essere selezionato, e un testo che si presenta bene dà anche un’idea della serietà e professionalità dello scrittore;
- “Ma ho studiato, so tutto della mia storia, è perfetta” -> anche gli editor hanno editor per i loro scritti: quando hai letto il tuo manoscritto fino allo sfinimento non vedi più gli errori, serve un occhio esterno;
- “Tanto uso l’intelligenza artificiale” -> … no comment.
E poi?
Ci sono due possibilità:
- Pubblicazione in SELF (senza casa editrice): serve commissionare la copertina a un professionista, impaginare, fare prove di stampa, scegliere le giuste parole chiave…
- Cercare una casa editrice a cui dovrai mandare sinossi, mail di presentazione personalizzata, biografia, aspettare, aspettare, aspettare, aspettare (sì, mesi, tanti!) e poi c’è la firma del contratto – da studiare bene –, l’editing con loro…
Tutto ciò non toglie il grande lavoro di promozione e utilizzo dei social:
- studio del budget da investire in pubblicità, oggettistica, eventi
- capire quante copie autore acquistare
- creare sponsorizzate e promozioni
- organizzare presentazioni e firmacopie (e pubblicizzarle)
- fare interviste, cercare blogger
- crearsi un seguito sui social, magari con lo studio di personal branding e social media marketing mentre i social continuano a cambiarti tipi di contenuti e formati sotto il sedere…
Altro?
Non farmici pensare, che qualcos’altro mi viene in mente di sicuro!
Però ora la parola FINE a questo articolo la metto. 😉
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