Dal cuore della Sicilia ai corridoi affollati del Salone Internazionale del Libro di Torino: per Artemisia Nocturne, autrice dark fantasy romance, la prima esperienza da scrittrice alla manifestazione è stata un momento carico di emozione, consapevolezza e meraviglia.
Abituata fino a poco tempo fa a vivere il Salone da semplice lettrice, Artemisia ha raccontato quanto sia stato travolgente attraversare quegli spazi con un libro pubblicato e con la possibilità di incontrare dal vivo lettori, creator e altri autori. Un passaggio che segna simbolicamente il confine tra il sogno custodito in silenzio e la concreta realtà editoriale.
L’autrice siciliana ha spiegato di aver capito davvero di voler scrivere quando una persona a lei molto vicina lesse la prima bozza del suo romanzo, spingendola a credere nella storia che aveva creato. Da quel momento la scrittura è diventata qualcosa di impossibile da ignorare: non più soltanto un rifugio creativo, ma una strada da percorrere con determinazione.
Anche Torino e il Salone hanno superato le sue aspettative. Artemisia li descrive come luoghi vivi, quasi sospesi, capaci di trasmettere un senso di appartenenza a chi ama le storie. Per un’autrice che arriva dal fantasy e dal romance dalle tinte oscure, trovarsi immersa in un universo popolato da migliaia di lettori ha rappresentato la conferma che i libri continuano a creare connessioni autentiche.
L'intervista
Essendo il tuo primo Salone del Libro, che effetto fa vedere così tante persone immerse nello stesso mondo fatto di storie e libri?
È stata un’emozione straordinaria vedere così tante persone accomunate dalla stessa passione. Anni fa mi era stato detto che la lettura fosse qualcosa di solitario, il Salone mi ha fatto vedere l’altra faccia della medaglia: la condivisione.
Qual è stata la prima cosa che hai pensato entrando al Salone come autrice e non più solo come lettrice?
La prima cosa che ho pensato è stata: “Ok, allora è tutto vero!” Entrare da autrice è stato il momento in cui ho realizzato davvero di aver trasformato qualcosa che amo in qualcosa di concreto.
Da esordiente, cosa ti emoziona di più: incontrare i lettori o confrontarti con altri autori?
Entrambe, ma in modo completamente diverso. Incontrare i lettori mi scioglie il cuore, perché vedere qualcuno interessarsi alla mia storia e amarla come faccio io è qualcosa che faccio fatica a realizzare ancora tutt’ora. Confrontarmi con gli autori, invece, mi ricorda che ho tantissimo da imparare da loro.
Se potessi descrivere questa tua prima esperienza al Salone con una sola parola, quale sarebbe?
Direi “Conferma”, perché ogni giorno pensavo:”Sì, questo è il mio posto.”
Torino e il Salone del Libro erano come li avevi immaginati?
Hanno superato di gran lunga le mie aspettative. Mi aspettavo qualcosa di grande, ma vivere il Salone dall’interno è completamente diverso.
Sei giovanissima e hai già pubblicato un dark fantasy romance: a che punto si passa da “scrivo per hobby” a “ok, forse sono davvero un’autrice”?
Per me il punto di svolta è arrivato quando la mia ex coinquilina e amica ha letto la prima bozza del romanzo. È stata lei a farmi credere in questa storia e a inseguire questo sogno. Fino a quel momento la scrittura era qualcosa che tenevo nascosta.
Prima volta a Torino? Impressioni a caldo: più “che città elegante” o più “ma dove sono finite le granite?”
Purtroppo non ho avuto modo di girare Torino quanto avrei voluto, ma quello che ho visto mi ha fatto amare Torino e il suo lato magico. Però devo ammettere una cosa: da siciliana sono rimasta un po’ delusa dai “cannolini”, non erano esattamente quelli a cui sono abituata!
Che lettrice eri prima di diventare autrice? Hai sempre amato il dark fantasy romance?
Ero, e sono ancora, una lettrice onnivora. Ho iniziato da piccola con il fantasy grazie a “Le Cronache di Narnia” e al “Ciclo dell’Eredità”, per quanto riguarda il dark, invece, ho iniziato a leggerlo negli ultimi anni. Quando mi è venuta l’idea per la storia ho pensato: “Perché non unire queste due cose?” Così è nato il mix tra la componente fantasy, i personaggi oscuri e il romance.
Se dovessi descrivere Dark Hunter con tre parole, quali useresti?
Amore, prezzo e destino. In Dark Hunter ogni scelta ha un prezzo, l’amore non è semplice e il destino rincorre continuamente i personaggi.
E ora la domanda finale: ti senti più emozionata o più terrorizzata all’idea che i lettori si affezionino ai tuoi personaggi?
Assolutamente emozionata! Non vedo l’ora di scoprire a quali personaggi si affezioneranno di più e come cambieranno i loro sentimenti nel corso della trilogia. Sapere che qualcuno riesca a entrare così tanto nella storia da amare, odiare e soffrire insieme ai personaggi è una delle più grandi soddisfazioni da autrice.
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