Sui tuoi fianchi – La recensione in anteprima

I protagonisti principali di questo romanzo sono Irene e Anton. Irene è una ragazza che ha appena concluso i suoi studi, ha un futuro lavorativo già pianificato che la aspetta, ma ad un certo punto entra in crisi. Perde il lavoro, le sue relazioni più strette vanno in fumo e anche il rapporto con i genitori si incrina, e per tutte queste ragioni fugge. Anton, invece, è un uomo in carriera, è più grande della ragazza, fa l’interprete ed è anche molto affascinante. I due si incontrano per caso in una pizzeria e tra loro scoccherà la scintilla. Di comune accordo decideranno di viversi una storia d’amore intensa della durata di soli tre giorni, poi ognuno tornerà alla propria vita. Riusciranno, però, a restare lontani?

“Sui tuoi fianchi” è decisamente più di un romance contemporaneo, poiché contiene al suo interno elementi del romanzo di formazione. I protagonisti, infatti, evolvono nel corso della narrazione e vengono investiti da un processo di maturazione e di crescita personale che, inevitabilmente, li cambia per sempre. Tutto questo avviene grazie ad una crisi esistenziale di cui entrambi sono vittime in apertura del libro. Sia Irene che Anton, infatti, sono alla ricerca di qualcosa, devono capire quali siano i loro veri desideri, perché soltanto così potranno iniziare a percorrere la strada verso la felicità.

Altro personaggio fondamentale per lo sviluppo dell’intreccio è sicuramente Gemma, una signora ottantenne, ricca, mondana e un pochino impicciona, che ricoprirà un ruolo essenziale nella storia tra Irene e Anton. Gemma è sicuramente una donna alla quale non si può non voler bene e affezionarsi, una persona che si spenderà in ogni modo per rendere felice la giovane Irene.

Tra i numerosi elementi che ho apprezzato di più troviamo le ambientazioni italiane del romanzo, divise tra la città di Assisi e la Sardegna. I paesaggi e i luoghi sono realistici e ben descritti, così come lo sono anche i diversi personaggi della storia. L’interiorità di ciascuno di essi è tratteggiata con cura e si riesce a entrare fin da subito in empatia con loro, sentendosi partecipi delle vicende che li vedono protagonisti. 

Altrettanto interessante è anche la struttura del romanzo. In pieno stile cinematografico, la narrazione è suddivisa in un primo tempo, un intervallo e un secondo tempo. Ciascun capitolo si apre con il nome del protagonista, seguito dalla citazione di un film famoso. Il punto di vista cambia, quindi, di volta in volta, permettendoci di vivere in prima persona tra i pensieri e le emozioni di Irene e Anton.

La musica, in particolare quella dei Darkness, risuona tra le pagine del libro, diventando essa stessa una protagonista, dato che è proprio grazie a lei che la coppia si avvicinerà. La musica, poi, è anche quella che accompagna Irene nei suoi passi di danza del ventre che riecheggiano nel titolo del libro.

Come sempre, non manca l’attenzione al minimo dettaglio, che traspare pure dalla copertina, a mio avviso davvero elegante e al contempo raffinata. 

“Incontri milioni di persone e nessuno ti colpisce veramente, poi un giorno ne incontri una… e la tua vita cambia, per sempre”, è una delle frasi citate nel libro e che trovo perfetta per chiudere questa mia recensione, perché è in grado di descrivere in poche parole la storia d’amore di Irene e Anton.

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