Lo sappiamo: la pubertà trasforma rapidamente il corpo dei preadolescenti, generando spesso insicurezze e, nei casi più complessi, il rischio di una percezione distorta di sé o dismorfia.
Spesso l’inizio di tutto è lo scatto di crescita, cioè l’aumento rapido e improvviso di statura e peso. I primi a crescere nella classe sono solitamente quelli che poi camminano curvi per mesi o anni, finché anche gli amici li raggiungono. L’aumento di peso poi può essere vissuto male da molti, ma l’arrotondamento delle forme è necessario è fondamentale.
La comparsa dei caratteri sessuali secondari (crescita del seno, dei peli, muta della voce) è forse la parte più evidente del cambiamento e della crescita. Il menarca e lo spermarca ne sono poi la conseguenza, con l’avvenuta maturazione sessuale.
La crescita però può portare a disarmonie temporanee. Le diverse parti del corpo crescono a ritmi differenti, causando goffaggine o un senso di estraneità verso la propria immagine.
È in questo momento che nasce il rischio dismorfia.
Il dismorfismo corporeo (o dismorfofobia) è l’ossessione per un difetto fisico minimo o inesistente agli occhi degli altri. Il confronto costante con i coetanei, i cambiamenti ormonali e l’influenza dei social media amplificano l’insoddisfazione corporea.
Quali sono i segnali d’allarme?Controllo continuo allo specchio, la svalutazione estrema del proprio aspetto o l’isolamento sociale.
È proprio ciò che succede a Chiara in “Il posto nel gruppo”. Quando nello spogliatoio della piscina una compagna fa una battuta senza malizia sul suo seno che sta crescendo, tutto cambia…


