Quali erano i giochi da fare in casa a Natale ai tempi di Jane Austen?

La redazione

Giocare a carte, indovinare il titolo di un libro o di un film, fare quiz e indovinelli, risolvere l’Enigmistica… Quanti di voi, soprattutto durante le vacanze, sono soliti trascorrere qualche ora in balìa di rebus e indovinelli?

In Emma, la Austen ci presenta alcuni giochi che venivano fatti generalmente in casa dopo i pasti. Col termine dinner s’intende il pasto più importante della giornata, di solito consumato intorno alle quattro del pomeriggio, a cui seguiva il tè. «La signora Bates, vedova del precedente parroco di Highbury, era una signora assai anziana, a cui non restava altro quasi che il tè e il quadriglio…»

Nel romanzo, la signorina Woodhouse, una giovane donna bella, ricca e intelligente, miope dinanzi i propri difetti, si diverte a organizzare matrimoni e a creare coppie, noncurante di creare scompiglio nella cerchia dei suoi amici. All’interno del testo, la Austen ci racconta di alcuni giochi che venivano svolti nella dimora della signorina Woodhouse.

Ma quali erano questi giochi?

whist: gioco di carte in voga tra il Settecento e l’Ottocento. Nonostante le regole siano semplici, il gioco richiede strategia e ragionamento. Scopo del gioco è accumulare più prese possibili; si ottengono punti effettuando almeno sette prese;

backgammon: gioco da tavolo in cui ciascun giocatore muove secondo il lancio di due dati 15 pedine lungo 24 triangoli, divisi in quattro tavole. Scopo del gioco è riuscire a portare tutte le proprie pedine entro la parte opposta a quella di partenza;

quadriglio: gioco di carte comune nel Settecento; simile al tressette, che si svolge fra quattro giocatori con formazioni non fissate in precedenza;

sciarada: gioco di parole in cui si richiede di indovinare un termine mediante la composizione di due o tre termini diversi. Le sciarade sono note fin dall’antichità e la testimonianza più antica risale a Plutarco. In Inghilterra e in Francia ebbe grande successo come passatempo da salotto.

«Ah, non è difficile capire da chi hai preso. La tua cara mamma era così brava in questo genere di cose. Avessi almeno la sua memoria!»

Ma non era una pratica comune solo alle donne, questo tipo di intrattenimento interessava infatti anche gli uomini, come specifica la Austen:

«Il signor Woodhouse era interessato a tale occupazione quasi quanto le ragazze, e cercava molto spesso di rammentare qualcosa di meritevole d’essere incluso.»

Ma non solo Jane Austen, anche Charlotte Brontë all’interno di Jane Eyre ci parla di sciarada, che poteva avvenire anche mediante forma scenica:

«Chiamarono i domestici per mettere da parte i tavoli, spostarono le luci e posizionarono le sedie in un semicerchio dall’altro lato dell’arcata. Mentre il signor Rochester e gli altri gentiluomini dirigevano gli spostamenti, le signore correvano su e giù per le scale chiamando le loro domestiche. La signora Fairfax fu interpellata per dare informazioni riguardo a ciò che la casa avesse da offrire quanto a scialli, vestiti e stoffe di ogni genere, e furono saccheggiati alcuni guardaroba del terzo piano. Il loro contenuto – sottovesti di broccato, corpetti di raso, abiti neri, nastri ecc – fu portato di sotto in grandi quantità dalle cameriere e, dopo un’accurata scelta, il tutto venne infine trasferito nel boudoir del salotto.» 

E voi, vi divertirete a fare qualche gioco di società insieme ai vostri familiari questo Natale?

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