L’estrema destra ateniese e la Grecia post crisi economica

Le vittime dell’odio del nazionalismo greco. Scenari post covid e post crisi del 2011.

In memoria di Pavlos Fyssas

Di Alessaandro Capurso

Il declino di Alba Dorata si compie il 7 ottobre 2020, quando si conclude il processo per l’omicidio del rapper 34enne Pavlos Fyssas

Il Pil della Grecia, nel 2020, si è contratto dell’8,2%; cifre simili a quelle del 2011, l’annus horribilis dell’economia ellenica, quello pre-troika, con un pil che ha registrato il -10,1%. Solo il 69% della popolazione ellenica ha un ciclo di vaccinazione completa. Un fronte, quello novax, che in Grecia raggiunge numeri importanti spalleggiati anche qui dalle forze sovraniste e di estrema destra. La resistenza ai vaccini è tale che il premier Kyriakos Mitsotakis ha recentemente annunciato un piano per multare mensilmente di 100 euro i cittadini over 60 che ancora rifiutano il vaccino. Le multe saranno riscosse attraverso l’ufficio delle imposte e l’incasso è destinato al finanziamento degli ospedali statali.

Per ridare slancio a un’economia prostrata da varie crisi che si sono susseguite da più di un decennio, il governo di Atene sta puntando su Greece 2.0, il piano nazionale greco di ripresa e resilienza. La Grecia potrà contare su 18,2 miliardi di sussidi e fino a 12 miliardi di prestiti agevolati. Si spera che questi nuovi aiuti possano di fatto contribuire a creare nuove progettualità che traghettino la Grecia in acque più sicure. Bisogna creare una nuova classe dirigente, che segni la discontinuità con il passato corrotto e complice di aver truccato i conti dello Stato che poi ha generato le misure severe dell’Europa. Misure che, ricordiamolo, hanno favorito l’ascesa al potere del partito che ha ucciso il rapper e cantante Pavlos Fyssas.

Un dato che deve far riflettere è il crollo alle elezioni politiche del 2019 di Alba Dorata, il partito greco di estrema destra che con il 2,93% dei voti non è riuscito a superare la soglia di sbarramento del 3% e ad eleggere propri deputati in Parlamento.

Quei voti sono stati captati dal Partito guidato dal premier e dall’altro partito di destra Soluzione Greca, formazione che alle elezioni del 2019 è riuscita a entrare sia nel parlamento nazionale, con dieci deputati, che in quello europeo con un seggio.

Il declino di Alba Dorata si compie il 7 ottobre 2020, quando si conclude il processo per l’omicidio del rapper 34enne Pavlos Fyssas conosciuto con lo pseudonimo di Killah P., ucciso a coltellate da un gruppo di fascisti nella notte del 18 settembre 2013 davanti a un bar nel suo quartiere, Keratsini, alla periferia ovest di Atene.

Sono stati necessari 5 anni e mezzo perché Il processo si concludesse con un verdetto di condanna dei responsabili. Niklaos Michaloliákos, il leader di Alba Dorata, «è a capo di una organizzazione criminale che ha attaccato in maniera regolare e continua migranti ed esponenti della sinistra greca»: lo ha dichiarato il Tribunale di Atene al processo. Alla lettura della sentenza, il pubblico in aula ha applaudito e urlato di gioia, mentre all’esterno tanti manifestanti antifascisti si scontravano con la polizia. Giustizia è stata fatta.

Ma chi è Alba Dorata? È un partito politico greco di estrema destra dalle idee neonaziste e xenofobe fondato nel novembre del 1993 da una piccola setta di sostenitori di Hitler. Per anni il partito aveva ottenuto risultati politici irrilevanti, ma incrementa consensi e voti dopo la crisi finanziaria del 2008 grazie a diverse iniziative populiste e alla propaganda contro l’immigrazione.

Queste sono le parole utopiche di un giovane che usava la musica per affermare i suoi ideali per un mondo più equo, dove tutti potessero trovare posto senza più muri e confini che di fatto annullano la dignità umana. Pavlos non era che un ragazzo europeo che viveva il suo tempo, e che tifava per la sua squadra di calcio. L’Olympiakos è l’ultima cosa che ha visto, quella notte di settembre 2013, quando venne accoltellato da un gruppo di militanti neonazisti. Pavlos Fyssas era un antifascista, militante nell’organizzazione di sinistra Antarsya. Negli anni aveva organizzato tanti concerti e manifestazioni politiche nella zona in cui viveva. Per 5 anni della sua vita era stato anche un operaio. Da ragazzo aveva lavorato, come suo padre e suo nonno, nei cantieri navali di Perama, la grande area  industriale di Atene, conosciuta da tutti come la “Zona”. Pavlos Fyssas però era un musicista: un rapper noto col nome d’arte di Killah P, che sta per “Kill the past”, uccidi il passato. Nei suoi testi si parla di intolleranza e dei pericoli del fascismo. Ma Pavlos racconta anche di ragazze, di lavoro, di crisi, di amicizie, come il brano “Sei qui” che scrisse nel 2005 dedicandolo a un suo caro amico morto in un incidente stradale. Pavlos Fyssas era un uomo di 34 anni che ha pagato con la vita l’amore per le sue idee. La morte di Pavlos di fatto ha segnato la morte e il disfacimento di Alba Dorata. Un sacrificio che è nella memoria di tutti quelli che credono che il valore delle idee sia superiori agli interessi e agli egoismi di pochi. Mi piace pensare a Pavlos come uno dei tanti paladini di una generazione di giovani che ha di fatto pagato più di tutti il peso della crisi e della contemporaneità.

Per queste motivazioni dedico anche a lui ANAMNESIS, il mio viaggio tra le vie di Atene che mette in luce le ombre di un sistema finanziario prima e politico poi che assoggetta le persone più deboli ed indifese del meccanismo.

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