Giugno 2022

La fine del mondo la porta il sole: vi presentiamo Milka Gozzer

Ottime novità per gli amanti del Thriller: ecco di cosa parlerà il prossimo romanzo di Milka Gozzer Mel – Black Sun, ovvero: la fine del mondo la porta il sole Un sole amaro, malato, che distrugge tutto ciò che trova davanti a sè, umanità compresa. Ecco il centro del nuovo thriller di Milka Gozzer, ma non solo: una morte misteriosa, una corsa contro il tempo per svelare il colpevole in una società distrutta e allo stremo. Questi e molti altri sono i temi al centro di questo thriller. Milka Gozzer, la biografia Scrivo da sempre e da sempre mi piace raccontare storie. Per tanti anni l’ho fatto da reporter – sono giornalista professionista – ho lavorato nei giornali di carta occupandomi di inchieste, di cronaca, di cultura. Per Giunti ho scritto “Voci dal territorio” una guida agli ecomusei del Trentino. Ma ho anche viaggiato in tutti i continenti, adagio per cercare di capire meglio un luogo e la sua gente per poi riportare i fatti con la certezza di averli davvero vissuti. Ho scritto racconti e reportage di viaggio da molti paesi dell’Africa e dell’Asia che ho attraversato in bicicletta. L’amore per la scrittura mi ha condotto ad approfondire l’ambito narrativo attraverso lo studio, a laurearmi in Lingue e Letterature moderne e a specializzarmi in Filologia e Letterature comparate.Ho sempre voluto scrivere romanzi. Il primo è del 2016, “Le radici del muschio” e poi a seguire: “MeL”, “Racconti di viaggi Racconti di vita”, “Il gatto di Depero”, “Torna a casa, Viola!”, “Occhio per occhio”.Vivo quasi sempre in Trentino, nel bosco, con un coniuge e una cagnolina di nome Iaba.

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Nessun libro ha una sola, univoca chiave di lettura. Intervista a Elisa Cristiano

E se questa è una verità incontrovertibile, alla cui prova si sono sottoposti autori e autrici di ogni tempo e levatura, da Balzac a Laila, non si può non considerare Il doppio segreto, il nuovo romance di Elisa Cristiano, un romanzo che al di là della storia d’amore parla di una situazione decisamente più complessa, che riguarda lo stato dell’arte nel mondo moderno e la libertà degli artisti di esprimersi a prescindere dai gusti del pubblico. Pubblico, del resto, è una parola grossa in un sistema capitalistico dove l’estimatore dell’arte viene sempre e soltanto ridotto a essere un acquirente a cui affibbiare un prodotto. Questo sottotesto, che ritroviamo ne Il doppio segreto, è forse uno dei più interessanti del romanzo. Protagonista del libro è Beatrice, una giovane artista considerata dal mercato pittorico troppo romantica e sognatrice, così come decisamente ingenue sono considerate le sue opere, piene di elementi che rimandano al sogno, a sentimenti fin troppo positivi per interessare il pubblico. Ed è così che il più famoso acquirente e mercante d’arte di Parigi, venuto a conoscenza del suo talento, le propone un patto: stravolgere completamente le sue opere per renderle più cupe e più attraenti agli occhi degli acquirenti. Solo in questa maniera, secondo il mercante, Beatrice potrà raggiungere il successo e mantenersi grazie alla sua arte. La tentazione di accettare è troppo forte, ma ben presto Beatrice ne pagherà le conseguenze… L’intervista Ciao, Elisa. Per prima cosa complimenti per il tuo romanzo: un’intrigante storia d’amore che ci ricorda da vicino i libri di Sylvain Reynard. Vorremmo cominciare questa intervista parlando di te: sei un’artista, vero? Di cosa ti occupi? Ciao, grazie per il complimento e per aver deciso di dedicarmi un’intervista! Sì, sono un’artista: in particolare mi occupo di pittura, principalmente realizzo dipinti a olio su tela, anche se mi piace sperimentare sempre nuove tecniche e diversi materiali. Negli scorsi anni ho creato una collezione di dipinti che si ispiravano al cinema degli anni ’30, ’40, ’50 e alle loro atmosfere romantiche e suggestive, ma attualmente sono al lavoro su nuovi soggetti. Oltre a dipingere sono anche un’illustratrice, decoratrice e alle volte mi dedico alla creazione di sculture. Oltre a essere una storia d’amore, Il doppio segreto parla del pericolo di svendere e snaturare la propria arte per andare incontro ai gusti commerciali del pubblico… quanto c’è di autobiografico in questo tema? Il mondo dell’arte che fa da sfondo alla storia della protagonista del mio romanzo è un mondo che amo moltissimo e di cui sono entrata a far parte molto presto: mentre ancora studiavo, un mio ex professore ha proposto la partecipazione di una mia opera a una mostra d’arte, inaugurando l’inizio della mia attività espositiva. E così ho iniziato a conoscere questo ambiente meraviglioso e affascinante, ma al contempo complesso: per un giovane artista infatti, non è semplice mettersi in luce e riuscire a far conoscere ad un vasto pubblico la propria opera. Oltre alla passione e al talento, devi trovare le giuste persone – dei galleristi o operatori del settore – che apprezzino e supportino il tuo lavoro, e soprattutto disposte ad investire su di te. E così alle volte ti trovi a dover scegliere tra due vie: cercare di adeguarti al mercato e realizzare qualcosa di facilmente commerciabile, con cui sarà più facile vendere, oppure continuare a realizzare ciò che più piace con la consapevolezza che il percorso per emergere potrebbe essere più lungo e faticoso. Il libro è ambientato prevalentemente a Parigi: ti piacerebbe portare la tua esperienza artistica nella capitale francese? Certamente. L’ambizione di ogni artista è quella di riuscire a far conoscere le proprie opere a un vasto pubblico e per farlo è importante esporre in luoghi e città diverse. Parigi è una tra quelle città in cui ancora non ho esposto ma in cui mi piacerebbe portare i miei dipinti. I protagonisti del romanzo si chiamano Beatrice e Michelangelo. Due nomi davvero ingombranti… perché questa scelta così particolare? È vero, probabilmente la scelta dei nomi dei protagonisti risulterà molto singolare: Beatrice e Michelangelo sono due nomi estremamente evocativi, ed è proprio per questo che sono affiorati nella mia mente quando pensavo ai due protagonisti. Pensavo a due nomi importanti, legati alla storia artistica e letteraria italiana, ma non solo: Beatrice è per me un nome angelico, dolce e musicale, che rispecchia appieno l’animo della protagonista, mentre Michelangelo è un nome molto particolare che non può che destare subito interesse e fascino, proprio le emozioni che il giovane fotografo suscita nella pittrice. Guarda il trailer

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