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Esplorando il tabù: il threesome nella letteratura

Il threesome, o ménage à trois, è un argomento che da secoli solletica l’immaginazione collettiva e fa arrossire le pagine della letteratura mondiale con una miscela di scandalo e fascino. Ma cosa si cela dietro questa pratica sessualmente trasgressiva che ha fatto tanto discutere, da Alexandre Dumas a Anaïs Nin? Accendiamo una piccola luce su questo intrigante argomento, con un sorriso sulle labbra e un libro di Storia della Letteratura in mano. La storia di un tabù: un viaggio letterario Il threesome non è un’invenzione dei tempi moderni, contrariamente a quanto alcuni potrebbero pensare. Già nella Francia del XVIII secolo, autori come il marchese de Sade rompevano ogni convenzione sociale descrivendo incontri sessuali multipli nei loro testi, al punto da sfidare apertamente i confini del permesso. Anche nei romanzi vittoriani, seppur celati dietro un velo di suggestione piuttosto che esposizione diretta, i threesome erano presenti come sottotesto, spesso utilizzati per esplorare i limiti della moralità e del desiderio. Threesome come metafora: oltre la suggestione dei curiosi Oltre a fornire eccitante materiale di lettura, il threesome in letteratura spesso serve come potente metafora per esplorare complesse dinamiche relazionali e questioni identitarie. In romanzi come “Jules e Jim” di Henri-Pierre Roché, esso diventa un simbolo di libertà e trasgressione delle norme sociali, ma anche di conflitto emotivo profondo. L’analisi di questi testi rivela come i personaggi navighino tra amore, gelosia e la ricerca di sé, così da poter offrire ai lettori una vista panoramica sui conflitti interni più universali. Il threesome e la narrativa contemporanea Nel mondo letterario contemporaneo, il threesome è spesso rappresentato con una nuova sensibilità. Autori come Zadie Smith e Michael Chabon hanno trattato il tema con grande equilibrio  e serietà: racconti moderni che tendono a sfidare le aspettative tradizionali e a esplorare nuove realtà sociali, in modo da riflettere le mutevoli percezioni del sesso e delle relazioni nella società attuale. E così, la prossima volta che incappi in un ménage à trois tra le pagine di un libro, ricorda che potrebbe esserci molto più di un pizzico di scandalo: c’è un intero universo di significati da esplorare. Libri e threesom La sposa Nuda di Nikki Gemmell Presentato come un diario anonimo, questo romanzo esplora la scoperta sessuale di una donna, inclusa la sua partecipazione a un ménage à trois come modo per sfidare i confini del suo matrimonio e della sua identità personale. Tropico del cancro di Henry Miller Noto per il suo stile diretto e la natura sessualmente esplicita, Tropico del cancro include diverse scene di threesome che riflettono le avventure personali dell’autore e la sua esplorazione della libertà sessuale e spirituale. Il ballerino di Sonja G.Rosenkov Il racconto di un tormentato ménage amoroso, che rischia di trascinare il protagonista in una spirale di autodistruzione.  Scopri Land Magazine admin Maggio 5, 2024 Intervista a Ylenia, libraia di Libreria Difficile A cura di Ho conosciuto Ylenia sui social, all’interno di un gruppo facebook per la precisione. Mi ha consigliato molti libri, azzeccandoci sempre. Allora l’ho voluta intervistare, per capire da Read More admin Maggio 4, 2024 Vamp(yre) style: seduzione e potere oltre i secoli di Maurizio Fierro “Je poserai sur lui [l’homme] ma frêle et forte main; Et mes ongles, pareils aux ongles des harpies, Sauront jusqu’à son coeur se frayer un chemin. 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La vita di una formica: lezioni di perseveranza

Cari giovani lettori, oggi vi porterò nel mondo straordinariamente ordinato ma anche un po’ buffo delle formiche. E chi meglio di Enrica, la nostra eroica formica, per guidarci in questa avventura? Preparatevi, perché anche nel piccolo mondo delle formiche ci sono lezioni giganti da imparare! Lavorare sodo? Solo una routine! Enrica è una formica speciale, non tanto perché ha superpoteri (anche se sarebbe davvero cool), ma perché conosce il valore del duro lavoro. Ogni giorno, mentre noi ci stiamo ancora chiedendo quale cartone animato guardare, lei è già all’opera. Pensa un po’, trasporta cibo che pesa quasi come tre hamburger messi insieme! E lo fa con una facilità che farebbe invidia a qualsiasi supereroe. Com’è fatto un giorno da formica? La giornata tipica di Enrica inizia prima che il sole spunti e finisce solo quando le stelle cominciano a brillare. E cosa fa durante tutto questo tempo? Lavora, ovviamente! Ma non pensate che sia noioso — ogni briciola è un tesoro e ogni giro è una nuova avventura. Ecco, magari non sarà emozionante come una caccia al tesoro pirata, ma per Enrica ogni piccola conquista è una grande vittoria.  Qualcosa però sta per cambiare… Il tempo per giocare e riposare Grazie all’incontro con una cicala furbetta, Enrica capisce che anche per le formiche è importante il tempo per giocare e riposare. Dopo tutto, anche una super formica come Enrica ha bisogno di ricaricare le sue minuscole batterie! E così, quando cala il buio e il fresco della sera inizia a sentirsi, Enrica capisce che è il momento di stendersi su una comoda foglia e lasciarsi cullare dai suoni della natura. Questo riposo non solo le dà la forza di affrontare un nuovo giorno, ma è anche essenziale per essere sempre pronta e attiva. Ricordate, ragazzi, giocare e riposare non sono solo divertenti, ma sono anche fondamentali per essere sempre al meglio! Perseveranza: il segreto delle piccole vincitrici Cosa spinge una piccola formica come Enrica a lavorare così tanto? Beh, è tutta una questione di perseveranza. Anche quando il carico sembra troppo pesante o il nido è lontano, Enrica non si arrende mai. È il suo spirito che le permette di fare cose incredibili. Ricordate quella volta che avete quasi finito quel puzzle super difficile ma mancava un pezzo, e poi lo avete trovato sotto al divano? Ecco, la perseveranza di Enrica è un po’ così, solo che invece di cercare pezzi di puzzle, lei trasporta pezzi di foglia tre volte più grandi di lei! Una lezione preziosa per tutti Quindi, amici, cosa possiamo imparare da Enrica la formica? Che sia un compito difficile a scuola o una partita di calcio sotto il sole cocente, il segreto è lavorare sodo e non arrendersi mai. E ricordate, se una piccola formica può trasportare foglie giganti, chi dice che voi non possiate fare grandi cose? https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/05/VIDEO.mp4 LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter La vita di una formica: lezioni di perseveranza 05.05.24 firstletter L’album delle parole 25.03.24 firstletter Sopravvivere all’adolescenza: consigli per genitori di teenager 13.03.24 firstletter La disavventura di Nicoletta Costa e della raccomandata indirizzata al suo Giulio Coniglio 29.02.24 firstletter Perché mio figlio non gioca da solo? 15.02.24 firstletter Questo non lo puoi (più) leggere. Il caso Dahl e la censura nei libri per bambini 15.02.24 firstletter Octopus’s Garden di Beatles e Ben Cart: la recensione di Land Magazine 28.01.24 firstletter L’istinto materno esiste? 21.01.24

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Intervista a Ylenia, libraia di Libreria Difficile

A cura di Ho conosciuto Ylenia sui social, all’interno di un gruppo facebook per la precisione. Mi ha consigliato molti libri, azzeccandoci sempre. Allora l’ho voluta intervistare, per capire da dove nasce questo superpotere. Da dove nasce il nome della tua Libreria, DIFFICILE? E dove ti trova chi ti vuole cercare? Il nome non è casuale. Quando 15 e più anni fa provavo a tirar fuori questo desiderio, la risposta era “si ma è difficile”. E questo vale per tutto quello che voglio fare, c’è sempre un grado di difficoltà intenso. Che poi difficile non significa impossibile… Ylenia ha da poco traslocato e per un periodo ha fatto consulenze, libroterapie e pacchetti da casa – la trovate comunque sui social con il nome di Difficile Libreria. Cosa fai in libreria? In cosa consiste la Libroterapia? Cosa NON faccio (ndr. è un vulcano questa ragazza)! Si fa un po’ di tutto, nel senso che la Difficile è un po’ come lo studio di un sarto, con fettucce, scampoli, aghi e fili vari, quindi tutte le attività sono svolte per andare incontro alle esigenze dei lettori e non solo.  Perciò c’è il gruppo di lettura Parole di Lana, dove i lettori propongono il tema, io propongo dei testi e quello più votato diventa il libro del mese, che poi diventa un mese e mezzo, anche due mesi. Non diamo un tempo perchè la Difficile è qui per ri-educare alla lettura e mi rifiuto di dare scadenze come a scuola. Soprattutto la Difficile non è una libreria per soli lettori, perchè ogni storia viene proposta anche e soprattutto in chiave emotiva; parliamo dei temi che escono fuori dalla lettura e quindi se non si ha letto il libro, si può partecipare comunque.  Poi ci sono gli incontri – e non le presentazioni -, perchè a me di dare spazio solo a chi scrive non va. E allora affrontiamo i temi attraverso le storie scritte da altri, con chi le scrive ma anche con chi le legge e soprattutto con un terapeuta presente, perchè la figura di un professionista è doverosa. E poi ci sono i laboratori nelle scuole, poi c’è la libroterapia con gli albi illustrati per adulti e ora anche i percorsi di libroterapia. La libroterapia è uno strumento che prevede l’utilizzo di storie scritte da altri e che può aiutarti a trovare “le parole per dirlo”. A volte potremmo sentirci in un certo modo e non riuscire a dare una forma alla cosa; potremmo aver bisogno di “brindare” alla felicità provata in un periodo; potremmo semplicemente aver bisogno di una “spinta”. E allora le parole, le illustrazioni, il momento di raccoglimento creano un ponte. La libroterapia di cui mi occupo è quella umanistica, dove non mi è assolutamente concesso vedere la persona come paziente. Chi entra in libreria e chiede della libroterapia si siede, mi racconta perché é lì e non altrove. Suggerisco letture, capitoli – faccio letture pensate solo ed esclusivamente per quella persona. Con il gruppo, invece, affrontiamo i temi attraverso la lettura dell’albo illustrato, diamo spazio alle parole e ai gesti dei partecipanti, lavoriamo insieme per costruire nuove domande. Perchè la libroterapia fa esattamente questo, ti offre nuove finestre e se vuoi anche nuove domande, mai solo risposte. E’ un lavoro DIFFICILE, davvero, le dico, perché prevede che chi ti sta davanti e si racconta si affidi completamente a te, non per essere “guarito”, per essere ascoltato e capito. E’ una missione difficilissima quella che ti sei scelta ! Esattamente. Infatti questo è anche il motivo per cui la libreria non prevede che tu debba venire per forza a comprare libri. Sarebbe sicuramente cosa buona e giusta, quando mi tieni inchiodata magari per due ore e mezza. Ma c’è un’altra storia qui. Una persona che ha cominciato a frequentare la libreria e ogni volta che viene mi dice che legge tanto, ha tanti libri in casa, e io tutte le volte dico “magari devi fare pulizia”. Non compra mai libri, se non di un autore francese perchè gli avevo detto che lo avevo salvato come “aggiusta orologi” e gli avevo raccontato la storia che mi aveva fatto venire in mente e lui si era letto quel libro. Da lì in poi lui continua a venire, ora non viene più così spesso, ma veniva una volta a settimana e si piazzava lì un paio di ore e mi raccontava tante cose e a volte era anche faticoso, però un giorno mi confida “io non so perchè sono in vita, non so perchè non mi sono ammazzato” e io penso che può venire quando vuole, non ho più pensato alle ore. E’ questo il posto, c’è gente che mi chiama e mi dice ho bisogno di parlare, posso venire? E io dico vieni e ci prendiamo un tè o un caffè e parliamo. In libreria sono nati un sacco di progetti , compresa la libroterapia con i ragazzi delle elementari. Le persone non vivono la libreria come il supermarket dei libri. E’ un lavoro difficile e che non tutti sono in grado di fare. Non lo dico perchè sono io superfiga ma ti faccio un esempio. Tempo fa io ero incinta, era proprio evidente che io fossi gravida, vado in una libreria di catena (non lo dico perchè la libreria di catena non sia buona, ma perchè è l’alternativa, per esempio, alla Difficile) e  chiedo una storia, per sapere la gente che sta lì dentro cosa legge. Quello che mi avevano suggerito non lo avevano disponibile – e li capisco, te lo posso assicurare – e così mi viene proposta una storia che si chiama “La cronologia dell’acqua” dicendomi che è una storia bellissima di una ex nuotatrice. Lo prendo, era nella mia wishlist da lettrice e anche da libraia (perchè io prima di mettere i libri sugli scaffali li leggo tutti, perchè se l’idea è quella di rieducare alla lettura non ti posso proporre una schifezza). Sto all’ospedale, prendo il libro e questa storia si apre con “il

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