Cristina Ferri

Romanzo storico: il lutto vittoriano

Di Cristina Ferri Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Se stai scrivendo un romanzo storico, devi sapere che in epoca vittoriana le regole per il lutto erano severe. A seconda del grado di parentela variava il periodo di tempo del lutto. L’abbigliamento funereo prevedeva abiti semplici, severi, a collo alto. Erano abiti privi di fronzoli o merletti, che venivano portati dalla donna in segno di rispetto. E gli uomini? Gli uomini indossavano il lutto per un tempo assai minore e l’abbigliamento per loro prevedeva cappello e abito nero, ma solo per un breve periodo di tempo. Nel romanzo di Daphne du Maurier, Mia cugina Rachele, la protagonista, a seguito della perdita del marito, indossa solo ed esclusivamente abiti neri, fatta eccezione per il colletto e le maniche di pizzo. Nessun gioiello ad adornare il collo mentre il volto, durante le occasioni formali, ad esempio durante la funzione della domenica, veniva coperto dal velo. Era vestita tutta di nero, e questo faceva apparire più scura la capigliatura; i polsi la gola erano coperti da pizzi. I capelli erano bruni, con la scriminatura al centro, raccolti in uno chignon basso… Le donne con meno denaro erano invece costrette a tingere i propri abiti. Un grande esempio di rispetto viene dato dalla regina Vittoria stessa. A seguito della morte del marito Alberto, avvenuta nel 1861, la sovrana decise di portare per sempre abiti neri. Scelse inoltre di non apparire in pubblico e si ritirò in isolamento. Nel testo Manner and Rules of good society, or Solecisms to be Avoided (Londra, Frederick Warne & Co., 1887) vengono indicate quali erano le regole da rispettare per una moglie: Primo lutto Durata un anno. Era il lutto stretto. Il vestiario era interamente nero e prevedeva berretto da vedova, cuffie, colletti. Gli abiti dovevano essere casti, severi, a collo alto e non si potevano portare i gioielli. Mezzo lutto Periodo di transizione, durata sei mesi. Finalmente si poteva abbandonare il nero per abbracciare altri colori. Quelli permessi erano il grigio la lavanda e il nero-grigio insieme. LAND MAGAZINE Silvia Maira Febbraio 16, 2024 Angela Megassini, la più grande collezionista italiana di sfere di neve. A cura di I libri di Silvia Maira VAI AL LIBRO Angela, vuoi parlarci di come è nata la passione per le collezioni e come hai iniziato a collezionare le Read More admin Febbraio 16, 2024 Film storici da non perdere se ami il romanticismo (parte due) Di Cristina Ferri Il cinema ha sempre avuto il potere di trasportarci in epoche passate, immergendoci in storie di amore, passione e avventura. Tra i generi cinematografici più affascinanti c’è Read More admin Febbraio 15, 2024 Perché mio figlio non gioca da solo? A cura di Rubrica ApertaMente. Chiedi alla Psicologa. 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John Keats e Fanny Brawne – storia di un amore impossibile

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui John Keats (1795-1821) è considerato uno dei maggiori letterati del Romanticismo. Tra le sue opere principali si annoverano l’Hyperion, La Belle dame sans merci e numerose odi. Oggi voglio parlarvi delle meravigliose lettere indirizzate a Fanny Brown, che sugellano una breve ma intensa storia d’amore. Le lettere d’amore fanno pensare sempre a un passato romantico. Oggi, nell’era digitale, basta un click per avvisare una persona, e con tutta questa tecnologia si è, in parte, perso quel romanticismo proprio dell’animo umano. Oggi voglio curiosare insieme a voi nel passato del poeta John Keats, frugare nelle sue lettere e nei suoi pensieri nascosti. Le lettere a Fanny Brown restano una meravigliosa testimonianza d’amore. Di questa relazione segreta, conosciamo solo il punto di vista di Keats, in quanto, le risposte di Fanny Brawne vennero bruciate su richiesta del poeta. Impossibile non avere gli occhi a cuoricino e lo stomaco in subbuglio per queste delicate e attente parole scritte da un uomo innamorato. Le intenzioni del poeta erano serie, l’uomo le aveva regalato persino un anello. Ma questo sentimento era vietato, e i due amanti si scrivevano di nascosto. Dal testo: Dalla sublime solitudine, leggiamo: Giovedì, 1° luglio 1819: “Non so quanto sarebbe agile il mio spirito, quale piacere troverei a dimorare qui, respirare, vagare libero come un cervo per questa magnifica costa, se tanto non pesasse su di me il vostro ricordo…” E ancora “Quasi vorrei che noi fossimo farfalle e vivessimo tre soli giorni d’estate – tre simili giorni con voi saprei colmarli con più delizia che non racchiudano cinquanta dei soliti anni…” L’8 luglio: “Anche quando non vi penso, ricevo il vostro influsso, e una più tenera natura mi soverchia all’improvviso. Tutti i miei pensieri, tutti i miei giorni e le mie notti infelicissime, trovo che non mi hanno per nulla guarito del mio amore per la Bellezza, bensì l’hanno reso così intenso che io sono ora un meschino a non avervi accanto: o piuttosto, respiro in quell’opaca rassegnazione che non può essere chiamata Vita.” Febbraio, 1820: “Mio soave amore, aspetterò pazientemente sino a domani prima di vedervi e, frattanto, se pure ve n’è bisogno, vi assicuro in nome della vostra Bellezza che ogni qualvolta ho toccato un certo argomento poco piacevole, l’ho sempre fatto per la preoccupazione del vostro benessere. Quanto sarei rimasto ferito se voi aveste mai aderito a ciò che tuttavia è molto giusto!” Marzo 1820: “Soavissima Fanny, dunque talora temete che io non vi ami quanto vorreste? Mia diletta Fanciulla, io vi amo sempre e poi sempre senza restrizioni. Più vi ho conosciuta e più vi ho amata.” Nelle lettere troviamo anche segni della malattia del giovane poeta, la tubercolosi, che lo accompagnerà alla morte. Le lettere sono state conservate da Fanny Brawne e restano una meravigliosa testimonianza d’amore. Lettere da leggere di nascosto, in punta di piedi, senza disturbare nei cuori dei giovani amanti.

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