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Easter egg hunt e altre tradizioni pasquali in Inghilterra 

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Come ogni Paese che si rispetti, anche l’Inghilterra ha le proprie tradizioni in fatto di Pasqua. La prima e forse più citata è la cosiddetta Easter egg hunt che si svolge generalmente la domenica di Pasqua e prevede una specie di caccia al tesoro per trovare le uova al cioccolato che vengono consegnate pensate un po’, da un coniglio.   Quella del coniglietto pasquale – anche se sarebbe più corretto chiamarlo lepre dato che si parla di questa in origine – è una figura folcloristica e simbolo della Pasqua. Porta le uova ai bambini buoni. Dove l’abbiamo già sentita questa frase? Ebbene la nostra lepre, originaria dei luterani tedeschi, svolgeva il ruolo di giudice, valutando se i bambini fossero stati più buoni o più disobbedienti durante tutto il periodo legato alla Pasqua. Secondo la leggenda, la creatura porta uova colorate nel suo cestino, caramelle e talvolta giocattoli nelle case dei bambini. Esattamente come fanno Babbo Natale o Gesù bambino durante il periodo natalizio.   I cosiddetti Hot Cross buns rappresentano un’altra tradizione legata alla Pasqua in Inghilterra. Sono panini ripieni di uvetta che vengono tostati, imburrati e gustati con una bella tazza di tè. La croce sopra ogni pagnotta simboleggia la fede cristiana e rappresenta Gesù che muore sulla croce per salvare tutti i peccatori.   Un’altra tradizione è invece legata alla colorazione delle uova.   Le uova, come già accennato in precedenza, sono una parte molto importante della Pasqua in Gran Bretagna, in quanto simboleggiano la nuova vita e rappresentano la rinascita di Gesù. La loro decorazione, secondo varie leggende e tradizioni, dà vita a qualcosa di nuovo, i colori portano la primavera e spazzano via l’inverno.   Esistono poi delle danze diventate tradizionali del periodo pasquale che sono tipiche del Regno Unito o anche solo di un paese in particolare.   Morris Dancing si svolge spesso durante le sfilate pasquali un tipo di danza popolare inglese di tipo folk ed è piuttosto strana da guardare. I ballerini sono solitamente vestiti di bianco, con dei campanelli sui pantaloni e un bastone o un fazzoletto in mano, tradizionalmente era una cosa esclusivamente maschile, ma ora esistono anche corpi di ballo tutti al femminile. Sono spesso accompagnati da uno o più musicisti.   https://www.youtube.com/watch?v=sArAC2_ow2k   Nutters dance   Questa tradizione è tipica e unica nel Regno Unito, in particolare in un villaggio chiamato Bacup a Lancaster, in Inghilterra. La Britannia Coco-nut Dancers (o Coconutters) è la compagnia di ballo che porta avanti la tradizione, formata da otto elementi vestiti in maniera particolare, indossano zoccoli di legno, gonne rosse e bianche, pantaloni e camicie nere. Durante le parate nel periodo di Pasqua, ballano per 11 km attraverso il villaggio e bevono una pinta di birra in ogni pub in cui si fermano lungo la strada.   https://www.youtube.com/watch?v=Sl58rIDNdWA Libri di Oriana Turus Fai clic qui

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The rocky horror show: time warp again

Se dico “Time Warp” cosa vi viene in mente?
Se non ne avete mai sentito parlare e non l’avete letta cantando, allora dovete assolutamente rimediare.
Il “Time Warp” è un must. Una fase irrinunciabile durante gli spettacoli che lo vede protagonista, ma anche un momento di gioia a matrimoni o nei dance club. Sto parlando ovviamente di una canzone, ma non solo. Ci sono anche dei gesti da seguire.
Tipo ilo nostrano “Ballo di Simone”, ma decisamente meglio.
La canzone fa parte di “The Rocky Horror Show”, uno dei musical più rivoluzionari mai esistiti.

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GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLA DONNA

A CURA DI Per tutti l’8 marzo è la Festa della donna, giornata in cui si è soliti regalare la mimosa, simbolo e protagonista indiscussa della stessa. Ma è corretto chiamarla così? In realtà, no. Perché non c’è nulla da festeggiare, bensì da ricordare. E far pensare. La Giornata internazionale dei diritti della donna serve a porre attenzione sulle conquiste sociali, economiche e politiche fatte negli anni dalle donne ma serve, soprattutto, a far riflettere  su tutte le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora vittime ogni giorno – non solo l’8 marzo –  in ogni parte del mondo. Le origini del riconoscimento delle donne all’interno della società partono dal 1907 a Stoccarda durante il Congresso della II Internazionale socialista a cui parteciparono 884 delegati di varie nazioni. Tra gli argomenti di discussione ci fu la questione femminile e la rivendicazione del voto alle donne. Il voto del congresso prevedeva un impegno dei partiti socialisti nella lotta per l’introduzione del suffragio universale delle donne escludendo tutte le femministe borghesi dell’epoca, ma non tutti furono d’accordo con la decisione. A maggio del 1908 la socialista Corinne Brown presiedette la conferenza del partito socialista a Chicago, conferenza che fu coniata con il nome di «Woman’s Day», il giorno della donna in cui si discusse dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne. La prima e ufficiale giornata della donna non fu però associata all’8 marzo, ma fu celebrata il 23 febbraio 1909 negli Stati Uniti. Successivamente, durante la conferenza di Copenaghen del 1910 venne proposto di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne, ma non arrivando, di fatto, a un’universalità. In alcuni paesi la giornata delle donne fu celebrata il 19 marzo – al giorno d’oggi divenuta la giornata dedicata alla Festa del Papà – in altri il 18 marzo, il 1° maggio. La data dell’8 marzo fu associata alla giornata delle donne per la prima volta in Germania nel 1914, giorno d’inizio di una settimana di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi. Lo stesso giorno vi furono degli scontri a Londra, dove era prevista una marcia di protesta della neo nata Federazione delle suffragette. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale nel luglio del 1914 tutte le celebrazione furono interrotte, facendo dunque perdere qualunque riferimento a giornate di rivendicazione, congressi e conferenze, fino all’8 marzo del 1917, quando le donne socialiste di San Pietroburgo guidarono una manifestazione per la fine della guerra, che aprì le porte alla rivoluzione russa e che portò all’istituzione della “Giornata internazionale dell’operaia” nella medesima data. In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, con una data iniziale del 12 marzo, adeguata solo successivamente. La giornata della donna era dunque fin dalla prima manifestazione fortemente legata alla politica, ma l’avvento della Seconda Guerra mondiale e l’isolamento della Russia e del movimento comunista, ne fecero perdere la memoria storica sulle sue origini. Forse è per questo motivo che, nel secondo dopoguerra, si iniziò ad associare, erroneamente, l’8 marzo al rogo della fabbrica di camicie Cotton di New York, dove, si presume – in quanto sembra non ci siano fonti certe a riguardo – morirono centinaia di operaie. Un probabile equivoco creato a seguito di una tragedia realmente accaduta. Ma è solamente nel 1975 che l’ONU proclama quell’anno come l’ “Anno Internazionale delle Donne“, seguito dalla proclamazione del “Decennio delle Nazioni Unite per le donne: equità, sviluppo e pace” fino ad arrivare al 16 dicembre 1977 quando venne proposto di dichiarare la “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” dove venne riconosciuto il ruolo della donna negli sforzi di pace e dichiarata l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione. L’8 marzo, che già veniva festeggiato in diversi paesi, fu scelta come la data ufficiale da molte nazioni. In Italia nel 1946 comparse per la prima volta la mimosa, scelto perché ritenuto povero e reperibile ovunque che divenne il simbolo della Giornata internazionale dei diritti della donna. Alcuni riferimenti specifici che riguardano le donne che hanno contribuito alla crescita del paese: Women of Steel (in foto la statua): Durante la seconda guerra mondiale, quando gli uomini di Sheffield furono chiamati a combattere per il loro paese, toccò alle donne lasciate a casa mantenere in funzione le acciaierie della città. Nel corso del conflitto, migliaia di donne di Sheffield si sono destreggiate tra la vita familiare e le elevate esigenze del settore. Facendo spesso turni di 13 ore in condizioni pericolose, in modo che gli uomini non restassero senza armi, proiettili e carri armati. Tuttavia, quando alla fine arrivò la pace, coloro che combattevano tornarono a casa. Le donne furono quindi rapidamente e senza tante cerimonie scaricate dai loro posti di lavoro. Il loro ruolo è stato spesso dimenticato nel corso della storia, fino a quando circa 60 anni dopo sono stati riconosciuti con gratitudine per i loro sforzi dalla città. Nel 2016, Sheffield ha svelato la statua “Women of Steel” in onore di tutte le donne che hanno lavorato con coraggio e instancabilmente per mantenere la produzione di acciaio durante l’ora più buia della Gran Bretagna. IL MAGAZINE Oriana Turus Marzo 8, 2024 GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELLA DONNA A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Marzo 7, 2024 E’ tempo di esordire: gli studenti di Viagrande Studios e Land Editore insieme Land Editore e Viagrande Studios sono lieti di annunciare il lancio della nuova collana “30 Minuti”, un’iniziativa dedicata a promuovere e diffondere i talenti emergenti della Scuola di Scrittura e Read More admin Marzo 3, 2024 “Come innamorarsi del capo” di Whitney G: la recensione di Land Magazine Cari amanti degli office romance, questa sera voglio condividere con voi

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