Il teatro può essere un’esperienza incredibile per i preadolescenti, cioè la fascia di età dai 9 ai 12 anni circa.
Aiuta a sviluppare la creatività, la fiducia in sé e le abilità sociali.
I laboratori di teatro a scuola sono fantastici! Possono aiutare i ragazzi a esprimere se stessi, a lavorare in team, a superare le timidezze e, perché no, a relazionarsi con l’altro sesso.
L’improvvisazione fisica e i dialoghi sono ottimi strumenti per aiutare i ragazzi a pensare velocemente e a esprimersi con il corpo e la voce!
E se diventa tutto troppo imbarazzante?
Di certo è successo così per Jacopo e Camilla di “In un mondo parallelo”. Non riuscivano a entrare in sintonia per una scena che dovevano recitare! Allora il docente di teatro ha suggerito loro di abbracciarsi!
Abbracciarsi? A tredici anni? Che imbarazzOOOOOOO!
Però è vero! Gli abbracci sul palco possono essere un ottimo esercizio per lavorare sulla fiducia e sulla comunicazione non verbale! A volte vengono proposti, sempre con il consenso di entrambi, gli abbracci “a sorpresa” o “a tempo” per aiutare i ragazzi a sentirsi a loro agio con il contatto fisico e a reagire spontaneamente. Funziona come un gioco, ma aiuta a creare un’atmosfera di gruppo più rilassata.
Almeno nella teoria… nella pratica non sempre!
Allora perché fare teatro, soprattutto a scuola, durante la scuola primaria e secondaria? Fare teatro a scuola può apportare numerosi benefici sia agli alunni sia agli insegnanti.
Uno dei vantaggi principali riguarda sicuramente il miglioramento del rapporto con i compagni di classe (bene, no?): per mettere in scena uno spettacolo teatrale infatti, ognuno deve avere un ruolo specifico che deve essere funzionale a quello degli altri.
Bambini e ragazzi devono collaborare tra di loro, confrontarsi, dialogare e aiutarsi per la buona riuscita dello spettacolo!
Il teatro inoltre può essere un alleato per combattere la timidezza, proprio perché si entra in contatto con tante persone diverse e i ragazzi possono interagire tra di loro, imparando a stare in mezzo agli altri, sconfiggendo l’imbarazzo.
Le attività teatrali aiutano anche a non sentirsi soli, perché si è sempre circondati da altre persone che hanno tutte lo stesso scopo e le medesime finalità.
Anche il rapporto con l’insegnante di teatro solitamente è particolare, perché bambini e ragazzi entrano maggiormente in contatto con il docente – rispetto ad insegnanti di altre materie – sviluppando una relazione di fiducia e migliorando il dialogo.
Non so se Jacopo e Camilla hanno effettivamente migliorato nel tempo il rapporto con il prof Contini, docente di teatro, ma sicuramente il rapporto tra loro è cambiato, no?
No spoiler! Se volete leggere la storia di Camilla e Jacopo, la trovate qui:


