PREADOLESCENTI E ANIMALI DOMESTICI

Tra i 10 e i 18 anni cambia tutto: corpo, umore, amicizie, scuola. In questo caos che sono preadolescenza (9/10 -12 anni) e adolescenza (13-18 anni), un animale domestico diventa spesso un punto fermo.

Non giudica, non mette like, non chiede spiegazioni se una giornata è andata storta!

Dare da mangiare al cane, pulire la lettiera del gatto, portare il criceto dal veterinario sono compiti concreti. Per un preadolescente vuol dire imparare la responsabilità senza lezioni teoriche. Se salto la passeggiata, il cane ne soffre. Se mi dimentico la ciotola, il gatto me lo fa capire. È causa ed effetto, chiaro e immediato. Questa routine aiuta anche a gestire il tempo, a rispettare impegni, a sentirsi utili. Per molti ragazzi insicuri, sapere che un essere vivente dipende da loro rafforza l’autostima.

E poi… gli animali sono spesso un supporto psicologico che non parla ma comprende tutto.

Gli animali, si sa, abbassano lo stress. Accarezzare un cane fa produrre ossitocina e riduce il cortisolo. Dopo un litigio con i genitori o una verifica andata male, il gatto che fa le fusa sul letto vale più di mille consigli. I pets ascoltano senza interrompere. Per un adolescente che fa fatica a esprimere emozioni, parlare al proprio cane è spesso il primo passo per aprirsi anche con le persone. Studi e pet therapy lo confermano: la presenza di un animale riduce ansia, senso di solitudine e sintomi depressivi. Per i ragazzi con DSA, autismo o fobia sociale, il pet diventa un mediatore. Aiuta a rompere il ghiaccio con i coetanei: portare il cane al parco crea occasioni di dialogo più semplici di una chat.

Non è solo coccole, però! Attenzione: un animale non è un antidepressivo da comprare. Richiede tempo, soldi, pazienza. Se la famiglia adotta solo “per fare contento” il figlio, il rischio è che il peso ricada tutto sui genitori o che l’animale venga trascurato appena l’entusiasmo cala. La scelta va condivisa e valutata.Quando funziona, il legame è potente.

Bianca, de “La Banda +1” lo sa bene: meno male che c’è Troll, un cane brutto ma estremamente amato.

L’adolescente impara empatia, gestione della frustrazione e cura dell’altro. Il pet, in cambio, restituisce presenza costante in un’età in cui tutto sembra provvisorio. Crescere con un animale vuol dire avere un alleato silenzioso che ti insegna che volere bene è anche portare fuori il cane alle 6 di mattina, anche se tu hai ancora sonno!

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