Se si sceglie di adottare, a cosa si va incontro? In Italia, ad anni di burocrazia, accompagnamento e attesa!
Facciamo una rapida ma non esaustiva panoramica.
In Italia l’adozione è prima di tutto un percorso giuridico e sociale, intrapreso da una coppia etero sposata da almeno 3 anni o che abbia convissuto almeno 3 anni prima del matrimonio. Viene gestito dal Tribunale per i Minorenni e può essere nazionale (per minori dichiarati adottabili in Italia) o internazionale (per minori stranieri e residenti all’estero).
I coniugi devono avere almeno 18 anni e non avere più di 45 anni di differenza con il minore adottando (la differenza viene calcolata dall’età del coniuge più giovane).
Tutto inizia quando la coppia presenta la Dichiarazione di Disponibilità presso il Tribunale per i Minorenni. Il giudice incarica poi i Servizi Sociali per tutte le verifiche del caso (capacità genitoriali, stabilità affettiva e economica, motivazioni, ecc). Se la coppia viene considerata idonea, sulla base della relazione dei Servizi Sociali, il Tribunale emette una Dichiarazione di Idoneità.
E qui inizia l’attesa, perché non funziona come nei film vintage, in cui la coppia si reca nell’Orfanotrofio e “sceglie” un bambino. Eh no(per fortuna, non siamo mica al supermercato!).
Se idonea, la coppia viene chiamata in caso di abbinamento con un minore. Inizia poi io periodo di affidamento preadottivo (almeno un anno) prima che l’adozione diventi effettiva.
Sul sito del Ministero della Giustizia (e spesso anche nei siti dei vari Tribunali) ci sono maggiori informazioni:
https://www.giustizia.it/giustizia/page/it/come_fare_per_diritti_relativi_a_cittadini_e_famiglia
Abbiamo chiesto a Rupa Muolo, la trentaseienne la cui storia ha ispirato il libro per ragazzi “Pragasi”, di Felice Muolo (edito da First Letter editrice) di raccontarci cosa ricorda di quel primo periodo dell’adozione.
«Quando sei stata adottata quanti anni avevi? Cosa ti avevano spiegato del processo di adozione? Quando hai saputo che saresti stata adottata e da chi?»
«Adottata all’età di 6 anni e mezzo. Da prassi, l’Ente autorizzato, che accompagna e prepara le coppie che iniziano l’iter di Adozione Internazionale, preparano sia la coppia che il minore selezionato e abbinato alla famiglia dopo un percorso lungo, fatto di colloqui, burocrazia e tempi morti di attesa. Sia le famiglie che il minore vengono seguiti, informati passo passo del cammino del percorso adottivo. Al momento dell’abbinamento, sia la coppia che il minore prendono visione di foto l’uno dell’altra. Nel mio caso, io ero stata accompagnata da un nonno all’età di 4 anni presso un istituto, con la promessa di essere data in adozione. L’istituto era coordinato e gestito da Suore. Quindi tutte le informazioni preliminari mi sono state date dalla Suora Madre. Successivamente seguita dai referenti in loco dell’Ente in continua collabo
Rupa ci ha inviato anche un suo pensiero, che vogliamo condividere con tutti voi:
Tu sei adozione.
Troppo banale amico.
Io sono adozione e tormento.
Perdono e rabbia.
Nascita e rinascita.
Libertà e appartenenza.
Radici e rotte da inseguire.
Sono amore e odio.
Sono ragù e tandoori.
Sono foglia secca e germoglio.
Sono erbivora e mediterranea.
Sono soldo di cacio e dahl indiano.
Sono figlia di e dall’identità della fenice, nata per nascere, morire e risorgere.
Sono chi non so di essere.
Sono chi non avrei immaginato di essere.
Sono chi ha scelto di essere questo niente che sono.

