Scrivere romanzi storici, si sa, non è sempre semplice, soprattutto se non si è studiosi di professione e se le ricerche non vengono svolte con la dovuta accuratezza. Più che negli altri romance, i refusi e gli errori – ma soprattutto gli anacronismi – possono essere commessi con frequenza nei libri ambientati nel passato, arrivando a inficiare la qualità dei romanzi e a generare insoddisfazione nei lettori. Oltre alla presenza di un editor esperto e competente, è fondamentale per lo scrittore documentarsi il più possibile al fine di scongiurare l’inserimento, all’interno di un romanzo storico, di anacronismi vari ed elementi fuori dagli usi ed e costumi dell’epoca. In qualità di editori frequentiamo questo genere da circa un anno, ecco perciò
Tre errori comuni che si possono trovare all'interno dei romance storici
- L’intimo. Molte scrittrici di romance storici descrivono l’intimo sette/ottocentesco come se fosse identico a quello di oggi. Parlano soprattutto di mutandine, ignorando che gli slip entrarono nell’armadio degli europei solo negli anni Sessanta del Novecento. Per cui, quando parli di intimo, fai attenzione a non commettere quest’errore.
2. Confusione con i titoli nobiliari. I titoli nobiliari del Settecento erano diversi da quelli ottocenteschi, perché cambiando la società ne risultavano modificati anche gli status. Inoltre, la nobiltà non era la stessa in tutta Europa: i marchesi, ad esempio, in Inghilterra non esistevano, se non in qualità di titoli importati, così come in Italia i Conti erano molto più diffusi rispetto ad altri Paesi.
3. Le imprecazioni e il linguaggio. Anche nel passato s’imprecava, ma non come oggi. Le parolacce non erano le stesse e termini come “Cavolo!” e “Accidenti” non venivano usati da nessuno, specialmente non dai nobili e dalle gentildonne.
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