Galeotto fu… il succo d’arancia. Presentazione di Dominique Pillinger

Il nuovo romance di Dominique Pillinger s'intitola "Un giorno alla volta" e uscirà quest'autunno con Land Editore. Siete curiosi? Continuate a leggere per scoprire qualche piccola curiosità sull'autrice e un piccolo estratto del libro.

Galeotto fu… il succo d’arancia! Siete curiosi di sapere tutto sulla nostra nuova autrice? 

Dominique Pillinger, presentazione

Nata e cresciuta a Berlino, Dominique Pillinger ha vissuto in svariati continenti, facendo la spola tra l’Egitto, la Germania e l’Italia.  Da allora la quotidianità da mamma e impiegata convive con il desiderio di fare sempre nuove esperienze: che sia imparare una nuova lingua, cucire un vestito da ballo o scoprire paesi e culture nuove, la creatività si nasconde dietro ogni angolo e soprattutto nelle piccole esperienze e nelle “mille prime volte”.

«Supponiamo che accetto questo succo.» June indica il bicchiere. «Che comunque sarebbe stato più gradito se accompagnato da un cornetto, ma non facciamo i pignoli. Come ho detto, supponiamo quindi che lo accetti.»

Lo sottolinea con un movimento della mano, le sue guance si colorano leggermente di rosso un’altra volta. Divertito, mi metto comodo sulla poltrona per ascoltarla, anche se il tempo a mia disposizione è limitato. A breve dovrò unirmi alla riunione con gli altri.

«Ormai mi sono sbilanciata troppo, avendoti detto che mi piaci, perciò è probabile che mi inviteresti a cena in un posto carino.»

«Giusto, hai preferenze?»

«Mi piacciono i locali sulla spiaggia.»

«Lo terrò a mente.»

«Supponiamo che accetti l’invito.»

«Lo faresti.»

«Supponiamolo, perché non saprei come dirti di no. Passeremmo una splendida serata in compagnia, conoscendoci meglio, e l’attrazione tra di noi si potrebbe sentire persino nell’aria, un po’ come adesso.»

«Già» confermo, deglutendo forte.

«Fuori dal locale mi chiederesti di fare due passi, forse mi prenderesti la mano e io non saprei rifiutarla, perché è quello che vogliono le donne dopo una splendida serata passata in compagnia di un uomo affascinante.»

«Teoria interessante.» Mi sporgo verso di lei. «E poi?»

June sorride maliziosa. «Poi andremmo a casa insieme, probabilmente preferiresti da me, in modo tale da farmi sentire a mio agio e lasciarmi andare con più facilità. Il sesso potrebbe essere persino da togliere il fiato, in ogni caso tutt’altro che mediocre, ne sono sicura.»

Mi schiarisco la gola, non c’è molta gente, ma si sa che in hotel anche i muri hanno le orecchie.

«Supponiamo che la notte ci sia piaciuta, è probabile che vorremmo ripetere l’esperienza.»

«Probabilmente lo vorremmo» confermo sfacciato, mentre me la immagino nuda tra le mie lenzuola.

«Sì, e proprio lì inizierebbe il pasticcio.»

«Che pasticcio?»

«Supponiamo di vederci una seconda volta, magari persino tre o quattro.»

«Vuoi proprio esagerare, eh!» La prendo in giro.

«Supponiamo di scoprire di stare bene insieme e di volerci frequentare sul serio. Le probabilità che mi innamorerei di te sarebbero alte.»

June fa una pausa drammatica, e io trattengo il fiato un’altra volta. Studio attentamente il suo viso. Questa volta non ride, è seria. June sa come cogliermi di sorpresa, lo ammetto.

«Supponiamolo» la incito.

«Inizierei a fantasticare su come potrebbe andare avanti nel tempo. Potremmo persino innamorarci entrambi, il che comporterebbe un pasticcio madornale.»

«Perché? L’amore è bellissimo.»

«Perché sei un animatore.»

«Ancora questa storia.» Alzo le sopracciglia. «Davvero pensi che non faccia altro che rimorchiare ragazzine in spiaggia?»

Lei ride. «No, ma penso che non potresti rinunciare alla tua libertà.»

Le parole di June mi fanno venire le farfalle allo stomaco. Una sensazione rara, simile a un viaggio in barca su un mare troppo mosso.

«Non è così?» Insiste dopo un po’. «Hai ragione, l’amore è bellissimo, ma non sono pronta a innamorarmi di te e di permetterti di spezzarmi il cuore a fine stagione.»

«Non è detto che andrà così.»

«Dai, lo sai che le cose finiscono sempre così da queste parti.»

«Supponiamo che tutto vada come dici tu» dico, prudente. «Potremmo iniziare un passo alla volta, magari con quella cena. Poi, strada facendo, rifletteremo insieme sul da farsi. Sempre che tutto vada come dici tu.»

«E cosa ti insegna tutto questo?» Alza le spalle e sfodera quel sorriso smagliante che mi fa inceppare il battito cardiaco.

«Che dovrei stare attento a chi offro il succo d’arancia?»

June scoppia in una risata fragorosa. Il suono mi sorprende e mi riempie il petto di calore. Eccola, la sensazione che ho cercato di spiegare a Jonathan prima.

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