Cristina Ferri

Milan Kundera – 1° aprile 1929-11 luglio 2023

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More libri Milan Kundera – 1° aprile 1929-11 luglio 2023 01.04.25 vintage La storia del Tamagotchi: l’uovo elettronico che ci ha cresciuti meglio dei nostri genitori 31.03.25 storia Delia, la donna esploratrice 31.03.25 News Morto Richard Chamberlain, il padre di Uccelli di rovo 31.03.25 News Charlotte Bronte: 21 aprile 1816-31 marzo 1855 31.03.25 libri Premio Nazionale Donna Scrittrice: Aggiustare l’universo 30.03.25 storia Grandi donne nella storia: Artemisia Gentileschi 29.03.25 Cinema Biancaneve: mai giudicare un film dalle polemiche 28.03.25 Milan Kundera 1° aprile 1929- 11 luglio 2023 (Insegnante di letterature comparate, saggista, scrittore, drammaturgo, poeta, appassionato di musica e pianoforte) Tutti noi consideriamo impensabile che l’amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso, riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere; che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita. – Milan Kundera Gli studi Nato a Brno, nell’allora Cecoslovacchia, il 1º aprile del 1929, Kundera studia letteratura e musica a Praga. Suo padre era direttore di Accademia musicale nonché noto pianista, e la sua influenza lo porta a studiare musica sin da bambino. Si laurea alla Scuola di Cinema e diventa insegnante di letterature comparate. Iscritto al Partito Comunista, è tuttavia costretto a lasciare la cattedra per essersi schierato apertamente, nel 1968 a favore della Primavera di Praga. La Francia La Francia rappresenta una tappa importante per la sua vita. Kundera ottiene la cittadinanza francese dopo aver perso quella cecoslovacca a seguito della pubblicazione de Il libro del riso e dell’oblio. Ma la questione politica toccherà anche le sue opere che di fatto vengono proibite in Cecoslovacchia dopo la Primavera di Praga. I romanzi più recenti sono infatti scritti in francese e solo in seguito Kundera ne ha permesso la traduzione in lingua ceca. Nel 2006 darà il consenso di pubblicazione del suo romanzo più noto, L’insostenibile leggerezza dell’essere, anche nella Repubblica Ceca. Muore a Parigi, all’età di 94 anni l’11 luglio 2023, a 94 anni. La sua opera più celebre: L’insostenibile leggerezza dell’essere Trama “Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere” (Italo Calvino). “Chi è pesante non può fare a meno di innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell’aria, tra il fantastico e il possibile: mentre i leggeri sono respinti dai loro simili e trascinati dalla “compassione” verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Così accade nel romanzo: Tomás ama Tereza, Tereza ama Tomás: Franz ama Sabina, Sabina (almeno per qualche mese) ama Franz; quasi come nelle Affinità elettive si forma il perfetto quadrato delle affinità amorose”. (Pietro Citati).

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Delia, la donna esploratrice

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More storia Delia, la donna esploratrice 31.03.25 News Morto Richard Chamberlain, il padre di Uccelli di rovo 31.03.25 News Charlotte Bronte: 21 aprile 1816-31 marzo 1855 31.03.25 libri Premio Nazionale Donna Scrittrice: Aggiustare l’universo 30.03.25 storia Grandi donne nella storia: Artemisia Gentileschi 29.03.25 Cinema Biancaneve: mai giudicare un film dalle polemiche 28.03.25 Nuove uscite Venezia, anni Sessanta. Benvenuti nella ditta Investigazioni Fratelli Bonfiglio 27.03.25 ricette Ricette dal fronte: cosa si mangiava in trincea durante la Seconda Guerra Mondiale 26.03.25 Delia, la donna esploratrice Un marito imbalsamatore, una passione per l’Africa e l’esplorazione di nuove specie animali, il viaggio come filosofia di vita Un’infanzia turbolenta Ultima di nove figli, a causa dei contrasti col padre scappa di casa a 13 anni. Incontra, si innamora e sposa un barbiere, Arthur J. Reiss, all’età di 14 anni. Il sentimento finisce presto e, dopo solo tre anni, i due si lasciano. Nello stesso anno lei sposa Carl Akeley. La professione del suo nuovo marito, l’imbalsamatore, li porta a spostarsi spesso. Si trasferiscono a Chicago e lui comincia a lavorare per il Field Museum. Nel 1905 partono per il Kenya per riportare in patria due elefanti per il museo. A questa, seguiranno altre spedizioni. L’incidente di Carl L’esplorazione in Africa e il contatto con specie non addomesticate risulta pericoloso. Carl rimane ferito dall’attacco di un elefante maschio e Delia organizza per lui una spedizione di salvataggio. Anche lei rimane ferita dal morso di una scimmia che aveva portato a casa e mai addomesticato. Nel 1918 si reca a Nancy per lavorare nelle mense dell’esercito americano ma quando torna a casa il rapporto con il marito è ormai rotto. Dopo il divorzio, per Delia continuano i viaggi di esplorazione in Africa, con l’obiettivo di studiare etnie locali e raccogliere esemplari mammiferi di grossa taglia. Nel 1939 sposa il dottor Warren D. Howe. Muore il 22 maggio 1970, all’età di 95 anni.

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Morto Richard Chamberlain, il padre di Uccelli di rovo

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More News Morto Richard Chamberlain, il padre di Uccelli di rovo 31.03.25 News Charlotte Bronte: 21 aprile 1816-31 marzo 1855 31.03.25 libri Premio Nazionale Donna Scrittrice: Aggiustare l’universo 30.03.25 storia Grandi donne nella storia: Artemisia Gentileschi 29.03.25 Cinema Biancaneve: mai giudicare un film dalle polemiche 28.03.25 Nuove uscite Venezia, anni Sessanta. Benvenuti nella ditta Investigazioni Fratelli Bonfiglio 27.03.25 ricette Ricette dal fronte: cosa si mangiava in trincea durante la Seconda Guerra Mondiale 26.03.25 Nuove uscite Francesca Costenaro: il talento nato con Land Editore che conquista anche Giunti 25.03.25 È morto l’attore e cantante Richard Chamberlain, il re delle miniserie e padre di Uccelli di rovo L’attore statunitense è morto a novant’anni a causa di complicazioni legate a un ictus. Oggi, 31 marzo 2025, avrebbe compiuto 91 anni. Conosciuto per il suo ruolo nel film Uccelli di rovo, in cui interpretava padre Ralph, vanta una carriera vastissima, dalle miniserie televisive ai musical come La scarpetta e la rosa. Tra i suoi successi ricordiamo: L’altra faccia dell’amore (1970), L’ultima onda (1973), I tre moschettieri e il suo sequel Milady (1974), L’inferno di cristallo (1974), Il conte di Montecristo (1975) e L’uomo dalla maschera di ferro (1977). Uccelli di rovo: Trama La storia dei Cleary inizia ai primi del ‘900 e si conclude ai giorni nostri, nel grandioso scenario naturale dell’Australia. Gli anni consumano le vite in una vicenda di sentimenti e passioni, di fede e amore, sulla quale si stende grave e inesorabile il senso della giustizia divina. I personaggi soprattutto memorabili figure femminili, tenere e orgogliose – vanno incontro al destino come gli uccelli di rovo della leggenda australiana, che cercano le spine con cui si danno la morte. “Le mise allora la mano sotto il mento e le alzò il capo, costringendola a guardarlo, poi, senza riflettere la baciò. Fu un impulso confuso che non affondava le radici nel desiderio; soltanto un’offerta istintiva, quando ebbe veduto che cosa si celava negli occhi grigi. Un qualcosa di distaccato, un sacramento di tipo diverso.” – Colleen McCullough, Uccelli di Rovo

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Charlotte Bronte: 21 aprile 1816-31 marzo 1855

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More News Charlotte Bronte: 21 aprile 1816-31 marzo 1855 31.03.25 libri Premio Nazionale Donna Scrittrice: Aggiustare l’universo 30.03.25 storia Grandi donne nella storia: Artemisia Gentileschi 29.03.25 Cinema Biancaneve: mai giudicare un film dalle polemiche 28.03.25 Nuove uscite Venezia, anni Sessanta. Benvenuti nella ditta Investigazioni Fratelli Bonfiglio 27.03.25 ricette Ricette dal fronte: cosa si mangiava in trincea durante la Seconda Guerra Mondiale 26.03.25 Nuove uscite Francesca Costenaro: il talento nato con Land Editore che conquista anche Giunti 25.03.25 firstletter 🐢 L’arte della lentezza: cosa possono insegnare le tartarughe ai nostri figli 25.03.25 Charlotte Brontë è stata una scrittrice vittoriana, celebre per la sua opera Jane Eyre. Ha raccontato un drammatico episodio della sua vita anche nelle sue opere: la perdita delle sorelle Oggi, 31 marzo, moriva l’iconica autrice di Jane Eyre, Charlotte Brontë. Nata a Thornton il 21 aprile 1816 dal pastore Patrick Bronte e dalla benestante Maria Branwell, si appassiona alla letteratura grazie anche all’influenza del padre. Gli studi Nel 1824, assieme alle due sorelle maggiori, Maria ed Elizabeth, e alla minore Emily, viene iscritta in una scuola per figlie di ecclesiastici. Tuttavia, le pessime condizioni dell’istituto causeranno la morte delle due sorelle maggiori e rovineranno per sempre la sua salute e quella di Emily. Questo terribile episodio, lo ritroviamo anche all’interno di Jane Eyre. Il libro ripercorre la storia di Jane Eyre, sin dai suoi primi anni di vita. Abbiamo i racconti che vanno dall’orfanotrofio al lavoro come istitutrice presso la dimora di Rochester. Nel testo, Charlotte descrive l’istituto caritatevole Lowood e narra anche la tragica morte dell’amica della protagonista, avvenuta a causa delle severe condizioni della scuola. «Tutte le ragazze qui hanno perduto un genitore, o anche tutti e due, quindi questo è un istituto di istruzione per orfane.» «Si paga per stare qui? Ci tengono gratuitamente?» «Paghiamo. Qualcuno paga per noi. Costa quindici sterline all’anno per ognuna di noi.» «E allora perché ci chiamano figlie della carità?» «Perché quindici sterline non bastano per avere vitto, alloggio e anche un’educazione. Quel che rimane proviene dalle offerte.»[1] Anni 1826 – 1829 La primissima attività di scrittura: I soldatini del fratello, piccoli eroi magici da porre su carta In questi anni Charlotte comincia a scrivere insieme alle sorelle Emily e Anne e al fratello Branwell, inventando storie fantastiche e avventure spettacolare sui soldatini che il reverendo aveva regalato proprio a Branwell. Il lavoro come governante Nel 1835 riceve un posto come insegnante e in seguito comincia a lavorare come istitutrice presso famiglie benestanti. Anche qui, la realtà si mescola con la fantasia. Jane Eyre lavora infatti come istitutrice per non soccombere. Nel 1844, dopo un periodo di studi a Bruxelles, comincia a progettare i primi romanzi. Propone dapprima Il professore, che viene rifiutato, poi Jane Eyre, dato alle stampe con lo pseudonimo di Currer Bell. [1] Charlotte Brontë, Jane Eyre, versione integrale

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Grandi donne nella storia: Artemisia Gentileschi

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Artemisia Gentileschi: una grande pittrice italiana Un padre opprimente, l’abuso in casa, la derisione, un marito freddo e pieno di debiti, quattro figli meravigliosi, l’amore vivido e sincero verso la pittura I primi anni Artemisia nasce a Roma l’8 luglio 1593, primogenita di sei fratelli. Orfana di madre, si avvicina sin da subito alla pittura; suo padre, Orazio Lomi Gentileschi, è infatti un rinomato pittore. È lui a ispirarla, a guidarla e a influenzarla. Dai pittori del tardo Rinascimento a Caravaggio, Artemisia impara a maneggiare l’arte e la pittura. Studia essenzialmente in casa, dato che la pittura era considerata pratica maschile. Anni 1608-1609 Artemisia Gentileschi comincia a lavorare sulle tele del padre e nel 1610 produce l’iconica tela Susanna e i vecchioni. Nel 1612 Gentileschi è ormai un’esperta pittrice. In una missiva alla granduchessa di Toscana del 1612, Orazio loda le competenze della figlia dopo soli tre anni di apprendistato. Lo stupro Nel 1611 Orazio decide di mettere sua figlia sotto la guida del pittore Agostino Tassi. Quest’uomo, però, la violenta all’interno della sua abitazione e poi le promette il matrimonio. Quando Orazio scopre che l’uomo è già sposato, sporge denuncia contro di lui. Il 27 novembre 1612 Agostino Tassi viene condannato a cinque anni di reclusione o, in alternativa, all’esilio da Roma. Ma l’uomo non scontò mai la pena e la reputazione di Artemisia viene compromessa. Orazio organizza un matrimonio riparatore per garantire la rispettabilità della figlia e, il giorno successivo al processo, Artemisia Gentileschi sposa il pittore Pierantonio Stiattesi e lo segue a Firenze, dove viene introdotta nella corte di Cosimo II Lomi e nel circolo fiorentino da Michelangelo Buonarroti il giovane, che le procura commissioni. Nel luglio 1616 viene ammessa all’Accademia delle arti del disegno di Firenze. Nonostante i successi lavorativi, però, la sua vita privata è in declino. Suo marito, freddo e distante, ben presto si indebita, ma le regala comunque quattro figli. Da Roma a Napoli Artemisia pensa di trasferirsi di nuovo a Roma. Non solo a causa dei problemi economici del marito, ma anche per via dello lo scandalo secondo il quale Artemisia aveva una relazione clandestina con Francesco Maria Maringhi. Nel 1620 Artemisia torna dunque a Roma. Adesso non è più vista come la bambina inesperta che porta il nome del padre, ma è una pittrice ammirata. Per cercare migliori commesse, si stabilisce per tre anni a Venezia. Nel 1630 si reca a Napoli. Lì trova una seconda casa e, per la prima volta, si ritrova a dipingere tre tele per una chiesa, la cattedrale di Pozzuoli al Rione Terra: San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli, l’Adorazione dei Magi e i Santi Procolo e Nicea. Nel 1638 raggiunge Orazio a Londra e lì comincia una sua attività in autonomia che continua anche dopo la morte del padre avvenuta nel 1639. Gli ultimi anni Nel 1649 si trova nuovamente a Napoli. Muore probabilmente durante la peste del 1656.  

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