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I segreti del mondo delle formiche: Piccole, ma con grandi misteri!

Benvenuti nel fantastico mondo delle formiche, quelle piccole creature che scorrazzano indaffarate in giardino e che, nonostante la loro minuta statura, nascondono segreti sorprendentemente grandi! Oggi vi porteremo alla scoperta di questi incredibili insetti, perfetti esempi di forza, organizzazione e… diplomazia! Sì, avete letto bene, anche le formiche hanno le loro regole di buona educazione! Una società meglio organizzata di una festa di compleanno Immaginate di dover organizzare una festa di compleanno per migliaia di persone ogni giorno. Sembra impossibile, vero? Eppure, questo è pane quotidiano per le formiche! Questi insetti vivono in colonie che possono contare da poche decine a milioni di individui. Ogni formica ha un ruolo ben preciso: c’è la regina, il solo membro che depone le uova, poi ci sono le operaie, che si occupano di trovare il cibo, prendersi cura delle larve e difendere il nido. Non dimentichiamoci dei maschi, il cui unico compito è quello di aiutare la regina a creare nuove formiche. Le superstrade delle formiche: più traffico che in città! Le formiche sono famose per le loro strade ben organizzate. Quando una formica trova una fonte di cibo, lascia dietro di sé una traccia odorosa che altre formiche possono seguire. È come se lasciassero un bigliettino per le loro amiche che dice: “Cibo da questa parte!” Incredibile, no? E il più delle volte non ci sono ingorghi, perché le formiche sono maestre nel mantenere l’ordine, anche nel traffico più intenso! Parlano… con i profumi! Le formiche non possono parlare o scrivere, ma comunicano in un modo molto speciale: usano i profumi! Attraverso sostanze chimiche chiamate feromoni, le formiche possono dire alle loro compagne tutto quello che c’è da sapere: dove c’è del cibo, dove c’è pericolo, persino come sentirsi meglio se una formica è malata. Le formiche sono delle vere supereroine Non solo sono organizzate, ma le formiche sono anche incredibilmente forti. Una formica può sollevare oggetti che pesano fino a 50 volte il suo peso corporeo. È come se un bambino sollevasse un’auto! Usano questa forza per trasportare cibo e materiali di costruzione al loro nido, assicurandosi che alla colonia non manchi mai nulla. Come avete visto, la vita delle formiche è un universo affascinante pieno di misteri e meraviglie. Questi piccoli insetti ci insegnano che, non importa quanto siamo piccoli, possiamo fare grandi cose se lavoriamo insieme e ci organizziamo bene. Quindi, la prossima volta che vedrete una fila di formiche, pensate a tutti i segreti straordinari che queste piccole creature portano avanti ogni giorno! Stampa e colora! Scopri Essere genitori, la rivista ufficiale First Letter admin Maggio 5, 2024 La vita di una formica: lezioni di perseveranza Cari giovani lettori, oggi vi porterò nel mondo straordinariamente ordinato ma anche un po’ buffo delle formiche. E chi meglio di Enrica, la nostra eroica formica, per guidarci in questa Read More Francesca Redolfi Marzo 25, 2024 L’album delle parole Di Francesca Redolfi Guarda su Amazon VAI AL LIBRO Cronache dal Punto NemoStorie di vita da genitori, riflessioni e tentativi di approdoIl Punto Nemo si trova nell’oceano Pacifico ed è Read More admin Marzo 13, 2024 Sopravvivere all’adolescenza: consigli per genitori di teenager  L’adolescenza è un periodo di profondi cambiamenti fisici, emotivi e sociali. 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La vita di una formica: lezioni di perseveranza

Cari giovani lettori, oggi vi porterò nel mondo straordinariamente ordinato ma anche un po’ buffo delle formiche. E chi meglio di Enrica, la nostra eroica formica, per guidarci in questa avventura? Preparatevi, perché anche nel piccolo mondo delle formiche ci sono lezioni giganti da imparare! Lavorare sodo? Solo una routine! Enrica è una formica speciale, non tanto perché ha superpoteri (anche se sarebbe davvero cool), ma perché conosce il valore del duro lavoro. Ogni giorno, mentre noi ci stiamo ancora chiedendo quale cartone animato guardare, lei è già all’opera. Pensa un po’, trasporta cibo che pesa quasi come tre hamburger messi insieme! E lo fa con una facilità che farebbe invidia a qualsiasi supereroe. Com’è fatto un giorno da formica? La giornata tipica di Enrica inizia prima che il sole spunti e finisce solo quando le stelle cominciano a brillare. E cosa fa durante tutto questo tempo? Lavora, ovviamente! Ma non pensate che sia noioso — ogni briciola è un tesoro e ogni giro è una nuova avventura. Ecco, magari non sarà emozionante come una caccia al tesoro pirata, ma per Enrica ogni piccola conquista è una grande vittoria.  Qualcosa però sta per cambiare… Il tempo per giocare e riposare Grazie all’incontro con una cicala furbetta, Enrica capisce che anche per le formiche è importante il tempo per giocare e riposare. Dopo tutto, anche una super formica come Enrica ha bisogno di ricaricare le sue minuscole batterie! E così, quando cala il buio e il fresco della sera inizia a sentirsi, Enrica capisce che è il momento di stendersi su una comoda foglia e lasciarsi cullare dai suoni della natura. Questo riposo non solo le dà la forza di affrontare un nuovo giorno, ma è anche essenziale per essere sempre pronta e attiva. Ricordate, ragazzi, giocare e riposare non sono solo divertenti, ma sono anche fondamentali per essere sempre al meglio! Perseveranza: il segreto delle piccole vincitrici Cosa spinge una piccola formica come Enrica a lavorare così tanto? Beh, è tutta una questione di perseveranza. Anche quando il carico sembra troppo pesante o il nido è lontano, Enrica non si arrende mai. È il suo spirito che le permette di fare cose incredibili. Ricordate quella volta che avete quasi finito quel puzzle super difficile ma mancava un pezzo, e poi lo avete trovato sotto al divano? Ecco, la perseveranza di Enrica è un po’ così, solo che invece di cercare pezzi di puzzle, lei trasporta pezzi di foglia tre volte più grandi di lei! Una lezione preziosa per tutti Quindi, amici, cosa possiamo imparare da Enrica la formica? Che sia un compito difficile a scuola o una partita di calcio sotto il sole cocente, il segreto è lavorare sodo e non arrendersi mai. E ricordate, se una piccola formica può trasportare foglie giganti, chi dice che voi non possiate fare grandi cose? https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2024/05/VIDEO.mp4 LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter La vita di una formica: lezioni di perseveranza 05.05.24 firstletter L’album delle parole 25.03.24 firstletter Sopravvivere all’adolescenza: consigli per genitori di teenager 13.03.24 firstletter La disavventura di Nicoletta Costa e della raccomandata indirizzata al suo Giulio Coniglio 29.02.24 firstletter Perché mio figlio non gioca da solo? 15.02.24 firstletter Questo non lo puoi (più) leggere. Il caso Dahl e la censura nei libri per bambini 15.02.24 firstletter Octopus’s Garden di Beatles e Ben Cart: la recensione di Land Magazine 28.01.24 firstletter L’istinto materno esiste? 21.01.24

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L’album delle parole

Di Francesca Redolfi Guarda su Amazon VAI AL LIBRO Cronache dal Punto Nemo Storie di vita da genitori, riflessioni e tentativi di approdo Il Punto Nemo si trova nell’oceano Pacifico ed è considerato il luogo più remoto della terra. È quello che siamo noi, quando come genitori a volte ci sentiamo un po’ persi. Ma è anche il tentativo costante di chi cerca sempre di ritrovare la rotta. Gli album delle parole Ci sono cose che fatichiamo a mettere in ordine. Libri, stanze, vecchi disegni, bollette, calzini. A volte la vita. A me succede anche con le fotografie.   Le scatto in maniera non razionale, non precisa, quasi illogica. Immortalo momenti inutili, talvolta dimentico quelli importanti, così se c’è da portare in classe un ricordo del compleanno per il compito sulle fonti storiche bisogna scartabellare ovunque e magari la foto non si trova lo stesso. Ogni tanto realizzo che la tecnologia non è una faccenda affidabile, allora presa da un istante di panico raccolgo scatti a caso sul telefono in cui il soggetto – bambina, adulto, cane che sia – sia uscito decente e le invio in fretta a stampare, con addosso il pensiero frenetico che se non lo farò svaniranno subito nell’etere e perderò per sempre tutte le immagini, la testimonianza di loro come erano, di quando sono cresciute. Perché poi è così che accade. I bambini crescono come le foreste, sembra non succeda mai, invece un giorno guardi dove prima c’era un piccolo germoglio e trovi una quercia. Quando è cresciuto?, ti domandi. Quando è successo? Ero distratta quando è accaduto. Ero girata di là, ma davvero, solo per un minuto, poi mi sono voltata e il bambino era sparito, e al suo posto è arrivato questo piccolo gigante. Piccolo perché lo è ancora, gigante perché lo vedi, è anche quello. Perseverando nell’incapacità a gestire le foto, non le inserisco in album divisi per età, ma le lascio nelle buste della stampa, infilate nel vano contenitore sotto il divano. Le mie figlie sanno che le foto sono lì, che quando vogliono trovare immagini di loro appena nate o dell’asilo o delle vacanze possono provare a frugare nello Zibaldone senza alcun ordine e senso logico, in cui si mischiano volti, momenti, attimi che non c’entrano l’uno con l’altro. Metafora della vita, perché poi le cose vissute non sono certo ben ordinate negli album. I ricordi non ti arrivano in un ordine preciso, loro nella tua testa sono come le foto nel vano contenitore, si pesca a caso, a volte basta un profumo, una sensazione, e d’un tratto ti ricordi di quella gita in campagna che credevi di aver scordato, e di quando all’asilo hanno festeggiato Carnevale con i vestiti tutti spaiati, o di quella cena con gli zii venuti da lontano. La memoria ha lo stesso mio modo scollegato di catalogare le foto, senza motivo né causalità, mescolando eventi, volti, anni, cose senza logica alcuna. Prende sentimenti contrastanti, li mischia come fossero colori, crea nuance improbabili.   Insieme alle foto in disordine, ho anche altro. Ho dei fogli, un po’ sparsi anche quelli, chiusi in un cassetto. Loro contengono un altro tipo di ricordo. Lì, i ricordi non sono immagini, sono parole. Potrei definirli “album delle parole”. Contengono frasi che le bambine hanno detto nel corso degli anni, espressioni buffe, altre più commoventi, altre ancora con termini inventati di sana pianta. Alcune sono le primissime parole pronunciate, i tentativi mal riusciti, quelli andati a buon fine. Le espressioni che pur sapendo sbagliate non abbiamo mai corretto per anni, perché ci piacevano così. Una sorta di diario molto grezzo che testimonia la loro crescita non solo nei capelli e le gambe più lunghe e le estati con il cambio armadio tutto da rifare, ma anche con le frasi. A dirci che si cresce anche con il linguaggio. Così ogni tanto, come quando vanno a rintracciare le fotografie, loro vanno a cercare le parole. Rileggono le frasi dette quando erano piccole. Ci ridono sopra, perché si ride sempre della propria ingenuità, e accade anche da grandi. «Ti ricordi quella volta che ho detto…». Oppure arrivano di corsa quando una delle due ha detto qualcosa di divertente: «Mamma, questa te la devi segnare». Me le devo segnare. C’è un album così grande nel cuore di una madre, che contiene ogni singola parola, espressione buffa, ogni dimostrazione d’affetto, ogni cosa che è stata. Ma le segniamo, perché sappiamo che un giorno non ce ne ricorderemo. Non di tutto. Che la forma del viso, quei capelli fini, la vocina sottile, sarà sostituita da un volto diverso, un’altra voce. Loro com’erano da bambine saranno solo un ricordo. Capiterà poi che quando vedremo dei video di qualche anno prima diremo: ma davvero? Davvero sono stati così piccoli? Ma più di tutto saranno loro a dimenticare.  Tempo fa guardando la TV ci è comparsa a caso una puntata di Peppa Pig, una di quelle che a forza di vederle, anni prima, sapevo ormai a memoria. «Vi ricordate, bimbe, del castello ventoso?». Non ricordavano. Parole e immagini viste e riviste in mille pomeriggi – sdraiate sul tappeto, mangiando biscotti, a casa con la febbre, sul divano, giocando – semplicemente erano state cancellate dalla loro memoria. Mentre io mi ricordavo ancora tutto, per loro quel pezzo, come tanti altri, era stato perso nell’oblio dell’infanzia. «Tu quanti ricordi hai dell’asilo?», mi ha chiesto un’amica qualche tempo fa. «Io solo uno o due». E così, come noi abbiamo dimenticato i nostri primi anni di vita, lo faranno anche loro. Lo stanno già facendo. Ogni giorno dimenticano, e sono sempre più lontani da ciò che erano. Sta a noi tenerne traccia. Per quel che possiamo, raccogliamo foto, videoriprese. E collezioniamo parole. Teniamo sempre con noi quel bambino, quella bambina che sono stati. Facciamo che una parte di loro resti lì, che quel pezzo magico, incredibile di vita che chiamiamo infanzia, quel momento che dura una manciata d’anni per poi piano affievolirsi e andarsene per sempre, ecco, noi facciamo di non dimenticarlo. Lo faranno loro,

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Sopravvivere all’adolescenza: consigli per genitori di teenager

  L’adolescenza è un periodo di profondi cambiamenti fisici, emotivi e sociali. I genitori spesso si trovano a navigare in acque agitate durante questo periodo, cercando di comprendere e supportare i loro teenager in modo efficace. In questo articolo, esploreremo alcuni consigli preziosi per i genitori che vogliono affrontare con successo le sfide dell’adolescenza, mantenendo un rapporto sano e costruttivo con i loro figli.   Comunicazione aperta e ascolto attivo: La chiave per gestire l’adolescenza è una comunicazione aperta e sincera. Creare uno spazio sicuro in cui i teenager si sentano liberi di esprimere i propri pensieri, emozioni e preoccupazioni è fondamentale. Gli adulti devono essere pronti ad ascoltare attivamente, evitando giudizi e critiche immediate. Chiedere loro delle loro esperienze, opinioni e desideri può contribuire a rafforzare il legame e a mantenere la fiducia reciproca.   Imparare a gestire i conflitti: Gli adolescenti possono sperimentare un aumento della ribellione e della sfida autoritaria. È importante che i genitori apprendano come gestire i conflitti in modo costruttivo, evitando reazioni impulsive e punizioni severe. La comprensione delle ragioni dietro il comportamento del teenager può aiutare i genitori a rispondere in modo più efficace, cercando soluzioni che coinvolgano entrambe le parti.   Stabilire limiti e regole chiare: Nonostante la necessità di flessibilità, è essenziale stabilire limiti e regole chiare per garantire una struttura e una guida ai teenager. Questi limiti dovrebbero essere discussi apertamente, coinvolgendo i ragazzi nel processo decisionale. Imporre regole senza spiegazioni può portare a resistenza e tensioni. Quando i ragazzi capiscono il motivo dietro le regole, sono più propensi a rispettarle.   Favorire l’indipendenza responsabile: L’adolescenza è il momento in cui i ragazzi iniziano a cercare maggiore indipendenza. I genitori devono incoraggiare questa crescita, permettendo ai loro teenager di assumersi responsabilità e di prendere decisioni, pur mantenendo un coinvolgimento attivo. Dare opportunità di sviluppare competenze di vita essenziali, come la gestione del tempo, la pianificazione e la risoluzione dei problemi, può preparare i teenager per l’età adulta.   Essere modelli positivi: I genitori svolgono un ruolo cruciale come modelli per i loro teenager. Dimostrare comportamenti positivi, rispetto per gli altri e gestione sana dello stress può ispirare i ragazzi a seguire un percorso simile. Essere consapevoli delle proprie azioni e delle parole utilizzate è fondamentale per trasmettere valori positivi e costruire una base solida per la relazione genitore-adolescente.   Sopravvivere all’adolescenza richiede pazienza, comprensione e adattabilità da parte dei genitori. Creare un ambiente aperto, instaurare una comunicazione efficace e incoraggiare l’indipendenza responsabile sono chiavi per navigare con successo attraverso questo periodo di transizione. Con il giusto approccio, i genitori possono contribuire a formare adulti responsabili, consapevoli e fiduciosi nel loro percorso di crescita.           Vai al libro

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La disavventura di Nicoletta Costa e della raccomandata indirizzata al suo Giulio Coniglio

A cura di Sembra una storia (abbastanza assurda) e invece è la realtà. La scrittrice e illustratrice Nicoletta Costa, universalmente nota come la creatrice di Giulio Coniglio e del suo mondo, è stata protagonista di una disavventura all’ufficio postale. Giornalmente riceve posta indirizzata a lei o al suo personaggio, plichi di letterine e disegni di bambini che amano Giulio Coniglio e le sue storie. Quanto però è arrivata una raccomandata indirizzata a Giulio Coniglio e non è stata ritirata subito, sono iniziati i guai. L’autrice si è recata all’ufficio postale con il tagliandino necessario per il ritiro della raccomandata, munita dei suoi documenti e anche di una versione peluche di Giulio Coniglio. Purtroppo, alle Poste Centrali di Trieste, le ha provate tutte. Ha anche parlato con la direttrice ma nulla, la raccomandata è rimasta all’ufficio postale. Abbiamo seguito in tanti, sui social, questa vicenda… e tutti incrociamo le dita perchè si risolva il prima possibile! Nel frattempo sorge spontanea la domanda: cosa deve fare un autore per dimostrare la “paternità” di un personaggio? Quali sono i mezzi tecnici a disposizione degli autori? Quali invece le soluzioni ingegnose che avete visto adottare o che avete adottato, per dimostrarlo?   Ad esempio, se arrivasse una raccomandata indirizzata a Pio Piumotti, quali strategie dovrei adottare per poter ritirare la posta a suo nome? A quanto pare portare il libro non è sufficiente…. Aspetto le vostre idee! LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter sta per vedere la luce: presentazione di Silvia Dal Cin e Matteo Della Libera Grandi novità in casa First Letter Editrice: il progetto è ufficialmente avviato, e al Salone del libro di Torino di quest’anno verrà presentato il primo Read More firstletter La disavventura di Nicoletta Costa e della raccomandata indirizzata al suo Giulio Coniglio 29.02.24 firstletter Perché mio figlio non gioca da solo? 15.02.24 firstletter Questo non lo puoi (più) leggere. Il caso Dahl e la censura nei libri per bambini 15.02.24 firstletter Octopus’s Garden di Beatles e Ben Cart: la recensione di Land Magazine 28.01.24 firstletter L’istinto materno esiste? 21.01.24 firstletter Scegliere il liceo giusto per i propri figli: consigli utili 18.01.24 firstletter Cosa fare se tuo figlio non crede più a Babbo Natale? 06.01.24 firstletter Intervista a Burabacio: la gentilezza è uno stile di vita 31.12.23

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