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Cime tempestose e la brughiera inglese: i luoghi che hanno ispirato Emily Brontë

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? “Wuthering Hights: così si chiama la dimora di Heatcliff. «Wuthering» è un aggettivo tipico della regione, e si riferisce al tumulto degli elementi che la squassa durante le frequenti, furibonde tempeste. E davvero lassù il vento dev’essere violento e incessante in ogni stagione: si può indovinare l’impeto delle raffiche di tramontana dall’assurda inclinazione dei pochi abeti striminziti all’angolo della casa, e dei rovi sparuti tutti protesi nella stessa direzione, come a elemosinare la grazia di un po’ di sole. Per fortuna l’architetto ha saggiamente progettato un edificio solido, dalle strette finestre incassate nei muri spessi e dagli angoli protetti da robusti massi aggettanti.”   Cime Tempestose – Emily Brontë La descrizione che viene fatta in questo passaggio del libro trasmette perfettamente la sensazione del vento che soffia e che piega gli alberi, quasi fosse una ricerca della quiete dopo la tempesta. Quel clima ostile e a tratti “arrabbiato però mai troppo freddo, un via vai continuo di nuvole e raggi di sole risicati, in quel tratto di nord dell’Inghilterra in parte protetta dai Pennini. Ed è proprio da là che bisogna partire per riuscire a intraprendere il viaggio attraverso i luoghi, veri o immaginari che siano, che sono stati fonte d’ispirazione per la stesura di Cime Tempestose. Il maniero di Wuthering Heights esiste davvero? Secondo gli studiosi, per le descrizioni dei luoghi Emily Brontë si è ispirata alla realtà e in particolare a quelle aree che ben conosceva e dove ha trascorso la sua infanzia.  La zona è quella dello Yorkshire, vicino alla città di Haworth dove si trasferì all’età di due anni, dopo che suo padre divenne parroco. Lo stesso, che vide morire cinque dei suoi sei figli, fece avviare un’indagine, scoprendo che fra le cause di mortalità in giovanissima età vi erano le condizioni profondamente antigeniche in cui versava la città stessa. La casa dove vissero e dove le sorelle Brontë scrissero le loro opere esiste ancora e oggi ospita il Brontë Parsonage Museum, fondato e gestito dalla Brontë Society.   Per quanto riguarda Wuthering Heights che ha dato titolo all’opera, si sa che è un luogo immaginario, probabilmente ispirato da due manieri differenti che si pensa siano Top Withens e High Sunderland Hall, situati rispettivamente a Haworth e Halifax, anche se alcuni sostengono possa trattarsi di altri tenute simili. L’ubicazione esatta non è mai stata dichiarata in maniera esplicita, ma nel testo sono presenti alcuni indizi da cui ci si può fare un’idea del luogo preciso. L’ipotesi più probabile è che proprio Haworth fosse la posizione prevista per Wuthering Heights e la valle di Gimmerton. Nel capitolo 4, il signor Earnshaw cammina per sessanta miglia fino a Liverpool dalle alture e la distanza su strada da Haworth a Liverpool è di 63 miglia. Il significato nascosto dietro l’ambientazione In “Cime tempestose” la brughiera è molto più che una parte dello scenario, così come ogni luogo simboleggia qualcosa.  Le brughiere sono praterie selvagge con pericoli nascosti, rappresentano le insidie ​​inaspettate che devono essere affrontate, allo stesso modo la bellezza e la sregolatezza che caratterizzano i personaggi, sono complementari all’ambientazione. Di Thrushcross Grange invece si può dire che è la perfetta incarnazione del modello aristocratico. Quella casa rappresenta l’alta classe sociale e la nobiltà ed è contrapposta alla classe operaia che vi gira intorno.  BONUS TRACK – quiz – quante ne sai? Questo è uno strano esperimento per mettere alla prova gli amanti del vintage, dei cartoni animati (che hanno una certa età) e di Cime tempestose. Nella trama sono nascosti tredici brevi pezzi di sigle di cartoni animati. Riuscite a trovarli tutti?   Sigle tempestose   C’è un gran maniero nella contea di Top Withens, con mille e più scudieri al servizio di un grande uomo dal sangue blu di nome Mr. Earnshaw, che prende in custodia un giovane ragazzo che non ha una mamma né un papà di nome Heathcliff. E siccome quando a Heathcliff va, che strane cose fa, si innamora di una dolce ragazzina, forse ancora un po’ bambina con due occhi neri neri ma lucenti e molto fieri. Ma Mr Earnshaw, quel dittatore, lo sbatte fuori dal suo regno con disprezzo e grande sdegno mentre farnetica imperioso «con mia figlia non ti sposo». Catherine che è sempre di buonumore anche se è triste dentro al suo cuore, soffre a causa della differenza di ceto sociale e decide di sposarsi con Linton, un uomo forte, con un nome fantastico, forse a volte un po’ altolocato. Nel frattempo, Heathcliff, tornato ricco da un viaggio, e, assetato di vendetta, come un invincibile guerriero e un valente condottiero, si vota anima e corpo a Lady Isabel, la sorella minore del suo rivale amoroso. Quando Catherine partorisce e c’è grande festa alla corte di Linton perché nel suo regno c’è una bimba in più, ella, che, solitamente, con il suo candore risveglia in buonumore e dà serenità, confessa di amare Heathcliff poco prima di morire. Heatcliff, che mai, mai vivrà giorni felici e che è sempre pronto alla sommossa contro tutti i nemici, usurpare vuole il posto di sovrano a Earnshaw e Linton, si prende i possedimenti e poi muore e viene seppellito accanto alla sua amata Catherine. Libri di Oriana Turus VAI AL LIBRO LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More libri Cime tempestose e la brughiera inglese: i luoghi che hanno ispirato Emily Brontë 15.01.24 società Che cos’è una shitstorm e come affrontarne una 15.01.24 ricette Caffè mocha, la ricetta 14.01.24 recensioni Recensioni false di libri, sono davvero illegali? 06.01.24 firstletter Cosa fare se tuo figlio non crede più a Babbo Natale? 06.01.24 società Secondo OpenAI, il Salone del libro di Torino è la seconda fiera più conosciuta al mondo 02.01.24 società Affrontare la famiglia quando non si desiderano figli: consigli per una

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Peter Pan: storia e origini di una figura globale

Peter Pan, il celebre personaggio nato dalla penna di J.M. Barrie, ha incantato generazioni di lettori e spettatori con la sua eterna giovinezza e il desiderio di non crescere mai. Questa figura immortale, letteralmente e figurativamente parlando, accompagnato dai suoi amici inseparabili e da Trilly, ha conquistato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo. In questo articolo, esploreremo l’origine di Peter Pan, il suo mondo magico e l’importanza duratura del suo messaggio. La nascita di Peter Pan La storia di Peter Pan ha inizio nel 1902, quando J.M. Barrie scrisse il suo celebre romanzo “Peter and Wendy”. L’autore scozzese era stato ispirato da una serie di storie che aveva inventato per i figli di una sua cara amica. Peter Pan, il ragazzo che poteva volare e non invecchiava mai, è diventato il simbolo dell’eterna giovinezza e della ribellione contro la monotonia della vita adulta.   Il Paese che non c’è Uno degli elementi più affascinanti della storia di Peter Pan è Il Paese che non c’è. Questo luogo magico è raggiungibile solo volando attraverso la “seconda stella a destra, e dritto fino al mattino”. Nel Paese che non c’è, i bambini non invecchiano mai e possono vivere avventure straordinarie insieme a Peter Pan e ai suoi amici, i “Ragazzi Sperduti”. Il Paese che non c’è rappresenta il desiderio di fuggire dalla realtà e mantenere viva la magia dell’infanzia. Personaggi iconici Oltre a Peter Pan, il romanzo presenta una serie di personaggi indimenticabili. Tra questi Campanellino, la fatina gelosa che segue Peter ovunque e protegge il suo segreto di poter volare. Poi ci sono i Ragazzi Sperduti, bambini che si sono smarriti e sono finiti nel Paese che non c’è. E, naturalmente, non possiamo dimenticare Capitan Uncino, l’arcinemico di Peter, un pirata crudele deciso a vendicarsi del ragazzo che gli ha tagliato la mano e l’ha data in pasto a un coccodrillo vorace.   Un messaggio duraturo La storia di Peter Pan continua a essere amata da lettori di tutte le età per il suo messaggio intrinseco sulla magia dell’infanzia e sulla paura di crescere. Peter Pan rappresenta la lotta per mantenere viva la fantasia e la spontaneità della giovinezza, anche quando il mondo intorno diventa più serio e complicato.   Adattamenti e eredità Nel corso degli anni, la storia di Peter Pan è stata adattata in numerose forme, dal teatro al cinema, dalla televisione ai libri illustrati. Il personaggio ha acquisito un’importanza culturale e simbolica che va oltre il contesto originale del romanzo. Molte generazioni di spettatori hanno incontrato Peter Pan attraverso diverse interpretazioni, ciascuna aggiungendo un tocco personale a questo classico senza tempo. Insomma, Peter Pan è molto più di un semplice personaggio di fantasia. È un simbolo della resistenza contro l’invecchiamento, della magia dell’infanzia e della necessità di conservare la spontaneità nella vita di tutti i giorni. La storia di Peter Pan continua a catturare l’immaginazione di persone di tutte le età, dimostrando che, anche se cresceremo, possiamo sempre conservare un po’ della magia di bambini nel nostro cuore. E tu, ti senti un po’ Peter Pan? Scrivici nei commenti quali cose alla Peter Pan ti concedi.  

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Il romance che spopola: Felicia Kingsley è l’autrice più letta del 2023

La scrittrice Felicia Kingsley risulta essere la più letta del 2023, grazie al suo milione di copie vendute (la somma di cartacei ed ebook). In controtendenza a una narrativa che per molti versi si fa sempre più impegnata e, a tratti, fin troppo realista, il pubblico italiano ha dimostrato di voler premiare il romance e le commedie romantiche. Dopo cinque anni dal suo esordio con Matrimonio di convenienza e tredici titoli pubblicati con Newton Compton Editori, Kingsley si conferma dunque non solo la regina del romance e del chick-lit, ma anche delle vendite nostrane. Due sono le particolarità di questo risultato: Ad aver scalato le classifiche è stata un’autrice italiana, mentre fino a qualche anno fa i lettori prediligevano autori stranieri e tradotti. Certo, Kingsley è uno pseudonimo che più inglese non si può, ma questa scrittrice non fa mistero di essere italiana Il romance ha cominciato a piacere non solo a una sparuta nicchia, ma a un pubblico sempre più vasto e soprattutto generalista.   E voi che ne pensate di questo risultato? LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More libri Il romance che spopola: Felicia Kingsley è l’autrice più letta del 2023 23.12.23 recensioni Out of Land: Recensione di “Ian”, il nuovo romance di Francesca Palamara 23.12.23 società Elena Cecchettin persona dell’anno secondo l’Espresso 22.12.23 storia Quali erano i giochi da fare in casa a Natale ai tempi di Jane Austen? 22.12.23 interviste Libere di scrivere dark romance: intervista a Priska Nicoly 22.12.23 firstletter Le 10 frasi da non dire a un non genitore 21.12.23 firstletter Come capire se tuo figlio è plus dotato? 20.12.23 vintagegirl Vintage Girl. Chi fermerà la musica? Seconda puntata 19.12.23

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Libere di scrivere dark romance: intervista a Priska Nicoly

A cura di I fatti Ad oggi non esiste alcuna correlazione riconosciuta tra problematiche psicologiche e generi letterari preferiti. Prima di condannare un genere, dal momento che la censura è una misura gravissima, è necessario portare dati scientifici che giustifichino quella condanna. Priska Nicoly Scrittrice Salve Priska, grazie di aver accettato di partecipare a questa intervista su un argomento che alcuni definiscono controverso. Iniziamo con qualche curiosità su di te: come hai iniziato il tuo percorso nel mondo della scrittura? Hai rituali particolari che ti aiutino durante la stesura? Grazie a voi! Per me è un piacere parlare di questo argomento. Come tante persone che da adulte finiscono per scrivere, ho iniziato da piccola. Ho scritto le mie prime storie a nove anni sui diari segreti, poi fanfiction da adolescente, e a quindici anni ho finito il mio primo romanzo. Ne ho scritti altri tre prima dei diciannove anni, e lavorando al mio quinto mi sono bloccata. Ho ricominciato solo dodici anni dopo, quando ho appreso una routine che mi ha permesso di scrivere circa sei libri all’anno da allora. Ora non potrei immaginare una vita senza scrittura. Il mio rituale è aggiornare un conteggio di cinquantamila parole che ha una scadenza mensile; in questo modo sfido me stessa a scrivere ogni singolo giorno. Mi fa piacere precisare che anche se ultimamente ho sperimentato tanti generi diversi, tutto ciò che ho scritto prima dei vent’anni è ascrivibile al genere del dark romance storico, da sempre quello a cui mi sono dedicata con maggiore spontaneità sin da giovanissima. Perché hai scelto di scrivere dark romance storici? Da piccola ero sempre dalla parte dei cattivi! In qualsiasi storia ho sempre trovato più affascinante il villain. Il buono è una semplice messa in pratica della morale che ci viene insegnata, ma il cattivo ci costringe a farci domande. Cosa è andato storto con questa persona? In quale momento della sua vita ha iniziato a credere di poter violare le regole, e quale vantaggio ne ha tratto? Trovo sia quasi impossibile trovarsi in scena un cattivo senza elaborare una qualche teoria che lo riguardi. Quando un personaggio ti costringe a pensare significa che quel personaggio è riuscito. Con il tempo ho iniziato ad apprezzare anche le motivazioni complesse dietro i personaggi buoni, per quanto mi piaccia sempre inserire luci e ombre, ma il fascino del cattivo mi è ancora irresistibile: è legato in maniera indissolubile a una speranza di cambiamento. Quando vediamo un cattivo ci interroghiamo sul suo passato ma facciamo anche ipotesi sul suo futuro. In un romance in genere ci aspettiamo una qualche redenzione che si sviluppi all’interno del rapporto con l’altro personaggio, o una corruzione che operi su entrambi. Il buono è solo un personaggio, ma il cattivo è una trama intera. Il dark romance prende quel cattivo che le storie della nostra infanzia hanno relegato a un ruolo secondario e lo rende protagonista. Il nome stesso del genere è una promessa: troverai oscurità in questa storia ma ci sarà anche amore, in una qualche forma più o meno tradizionale, più o meno perversa. Scelgo l’ambientazione storica per i miei dark romance perché il contrasto tra vizio e morale era molto più marcato nel passato: c’era una spinta più forte a essere brave persone per via del peso della religione, e allo stesso tempo la legge facilitava i soprusi dei più ricchi e dei più forti. Tante situazioni che ho immaginato in un’ambientazione storica sarebbero (per fortuna) poco realistiche ai giorni nostri. Il dark è visto con occhio tanto critico da chi non lo conosce, mentre è un genere molto amato e difeso da chi lo legge. Cosa ne pensi al riguardo? Penso che la lettura e la creatività siano due aree in cui la libertà dell’individuo debba essere difesa. Non esiste letteratura senza libertà. Se accettassimo la censura, quale autorità superiore dovrebbe decidere cosa si legge e cosa si scrive? Tanti dark romance, tra cui alcuni dei libri che ho scritto io stessa, sono difficili da definire come tali. A volte c’è la tendenza a dare una giustificazione morale ai propri gusti, invece di accettarli con serenità: se non mi piace qualcosa va già bene così, non è necessario elaborare complicate ragioni filosofiche per legittimare la mia preferenza, e delegittimare quella altrui. La sola eccezione a mio avviso esiste per quella fruizione che danneggi effettivamente l’individuo, lo renda pericoloso o depresso; l’ho detto da psicologa sul mio profilo Instagram ma lo ripeto qui: non è il caso dei dark romance. Ad oggi non esiste alcuna correlazione riconosciuta tra problematiche psicologiche e generi letterari preferiti. Prima di condannare un genere, dal momento che la censura è una misura gravissima, è necessario portare dati scientifici che giustifichino quella condanna. Non ci sono dati statistici di nessun tipo che sostengano l’ipotesi che il dark romance sia dannoso in alcun modo. I gusti sono sacrosanti, personali, e non devono essere motivati; la condanna a un genere è una limitazione della libertà personale quindi sì, per essere presa in considerazione deve portare prove concrete ed essere scrutinata da vicino. L’affermazione sui danni del dark romance è infondata e antiscientifica. L’intervista continua su Land Magazine cartaceo DicembrePresto disponibile

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Francesca Cani in arrivo con un nuovo romanzo

Parlano di noi Fan dei romanzi storici e della seconda guerra mondiale, a noi! Questa sera vi presenteremo un’autrice amatissima, che entra nella squadra Land con un romanzo d’amore e di guerra, di passato e contemporaneità, ma soprattutto ricco di emozioni forti e struggenti, come solo Francesca Cani è in grado di tratteggiare! Francesca Cani e “Il filo segreto delle storie” presto in libreria Non esageriamo nel dirvi che questo libro potrebbe essere il degno erede italiano del “Cavaliere d’inverno” il capolavoro di Paullina Simmons, anche se solo leggendolo scoprirete il perché. Ambientato durante la Seconda guerra mondiale, “Il filo segreto delle storie” è uno struggente romanzo d’amore che parla del rapporto tra un soldato partigiano e una ragazza che ha la testa invasa di libri e sogni; un intrigante contrasto tra l’innocenza di Sophie e la durezza di Francesco che accontenterà i palati più romance, senza lesinare un’accuratezza storica straordinaria e ritratti vividi di un’epoca ormai perduta.  Il filo segreto delle storie, la cover provvisoria e due citazioni in super anteprima Francesca Cani, la biografia Francesca Cani è nata a Mantova. Si è laureata in Storia dell’arte e ha una vera passione per la ricerca storica. Ha pubblicato per Harlequin Mondadori e Rizzoli YouFell. Per Leggereditore ha scritto la fortunata serie Gli Eredi di Holstein: Tristan e Doralice – un amore ribelle, Jonas e Viridiana – Il cuore d’inverno, Andreas e Zoya – Il fiore di pietra, Filippo e Lucilla – La luce dei normanni, Rurik e Aja – Il guerriero delle maree. Autrice del romanzo L’elisir di Mantova, oltre che dello storico Isabella d’Este – Il regno del diamante. L’ultimo romanzo Il Lord delle brughiere, in self publishing, è stato per due mesi nella top 10 di Amazon. Chissà, vi abbiamo incuriositi abbastanza? Solo il tempo potrà dircelo, ma nel frattempo vi aspettiamo presto in libreria e a molti altri eventi!

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