Cosa c’è nella valigia di un piccolo editore? Sette oggetti indispensabili per sopravvivere a un festival romance

La valigia di un piccolo editore diretto a un festival letterario è un oggetto misterioso, governato da leggi fisiche ancora sconosciute. All’apparenza contiene libri, materiale promozionale e qualche effetto personale. In realtà, una volta aperta, rivela una quantità di oggetti sufficiente ad allestire uno stand, aprire una cartoleria, affrontare un’emergenza sanitaria e trasferirsi definitivamente nel luogo dell’evento.

Mentre ci prepariamo a raggiungere il Dark Romance Festival, abbiamo deciso di mostrarvi che cosa portiamo davvero con noi. Anticipazione: l’organizzazione occupa poco spazio. L’ansia preventiva, invece, viaggia in cabina.

Gadget a volontà, perché i libri da soli ci sembravano troppo leggeri

La prima categoria comprende gadget, gadget e ancora gadget. Fermaporta letterari, penne-pettine a tema Jane Austen e matite in quantità sufficiente per rifornire una classe fino alla maturità.

Il fermaporta dichiara: «Non entrare, sto leggendo». Una frase che nella vita quotidiana rappresenta un desiderio, durante un festival diventa quasi una minaccia. Le penne-pettine, invece, risolvono due problemi fondamentali: permettono di firmare un libro e di ricomporsi dopo aver attraversato mezza Italia con temperature poco compatibili con la dignità umana.

Le matite completano il reparto “potremmo aprire una cartoleria abusiva da un momento all’altro”. Non sappiamo ancora quante ne serviranno, perciò ne porteremo troppe. È il metodo scientifico adottato dalla piccola editoria.

Caramelle per le autrici e conforto emotivo per l’editore

Con il caldo di fine agosto, chiunque può avere un calo di zuccheri. Le autrici, in particolare, devono affrontare presentazioni, incontri con le lettrici, fotografie, dediche e domande alle quali rispondere fingendo di ricordare perfettamente anche il nome del personaggio comparso una sola volta a pagina 217.

Le caramelle sono dunque una misura di sicurezza. Servono a sostenere il morale, mantenere buoni rapporti diplomatici e impedire che qualcuno, dopo ore trascorse allo stand, inizi a nutrirsi direttamente dei segnalibri.

L’editore, naturalmente, sostiene di averle comprate per gli altri. Questa versione verrà mantenuta fino al ritrovamento delle prime cartine vuote nella sua borsa.

Una tovaglia impossibile da ignorare

Ogni stand editoriale ha bisogno di una tovaglia. La nostra, tuttavia, non sembra intenzionata a limitarsi a coprire un tavolo: vuole farsi notare, essere fotografata e probabilmente ottenere un proprio spazio nel programma del festival.

Nera, rosa e dotata della scritta «Fermati. Abbiamo una buona storia per te», rappresenta perfettamente la filosofia di Land Editore. È insieme un invito, una promessa e un ordine impartito con molta educazione.

Il rischio di perdersi tra gli stand del festival esiste. Quello di passare davanti al nostro senza accorgersene, decisamente meno.

Amuchina, antipiretici e la consapevolezza che lo stress esiste

Nella valigia trovano posto anche Amuchina e antipiretici, perché un piccolo editore sviluppa presto una caratteristica particolare: prepara ogni evento come se dovesse partire contemporaneamente per un festival, una spedizione polare e un ricovero imprevisto.

L’Amuchina serve sempre. Gli antipiretici pure, perché la febbre da stress ha un tempismo teatrale e tende a comparire quando lo stand è appena stato montato, la fila si allunga e qualcuno domanda se sia possibile pagare con una modalità inventata sul momento.

Prevenire è meglio che spiegare al pubblico perché l’editore sta sorridendo con lo sguardo febbrile di un personaggio dark romance prossimo al crollo.

Caricabatterie per ogni tecnologia, tranne quella necessaria

Un festival letterario contemporaneo richiede telefoni carichi, dispositivi per i pagamenti, video, fotografie, storie Instagram, messaggi urgenti e almeno quarantasette conversazioni aperte contemporaneamente.

Per questo partiamo con diversi caricabatterie, cavi e adattatori. Abbiamo tutto. USB, USB-C, prese tradizionali, soluzioni tecnologiche probabilmente compatibili anche con un satellite.

La tradizione vuole, però, che al momento opportuno manchi proprio il cavo necessario. Sarà rimasto a casa, appoggiato accanto alla presa, dove lo avevamo sistemato per essere certi di ricordarlo.

Una maglietta di ricambio sacrificata ai libri

In valigia entra anche una sola maglietta di ricambio, piegata con cura e poi infilata in uno spazio di tre centimetri tra due pile di romanzi, un espositore e una confezione di gadget.

La piccola editoria impone priorità precise: prima i libri, poi altri libri, quindi il materiale promozionale e, se rimane posto, gli esseri umani che dovranno gestire lo stand.

La maglietta accetta il proprio destino con dignità. Arriverà stropicciata, schiacciata e forse segnata dall’angolo di una copertina rigida. Sarà comunque considerata perfettamente indossabile, perché dopo il montaggio dello stand le nostre aspettative estetiche si saranno già ridotte in modo significativo.

Scarpe eleganti con una durata ufficiale di ventitré minuti

Naturalmente porteremo anche un paio di scarpe eleganti. Perché nelle fotografie bisogna apparire professionali, curate e perfettamente a proprio agio, anche quando si è dormito poco e si è appena trascinata una valigia piena di libri attraverso mezza struttura fieristica.

Le scarpe verranno indossate con entusiasmo. Dopo circa ventitré minuti saranno sostituite con qualcosa di più comodo, mentre i piedi presenteranno una formale richiesta di separazione dal resto del corpo.

Quel breve intervallo sarà comunque sufficiente per scattare le foto ufficiali. Il trucco consiste nel sorridere prima che compaiano le vesciche.

Pronti per il Dark Romance Festival, più o meno

Ecco, dunque, che cosa contiene la valigia di un piccolo editore: oggetti utili, oggetti improbabili, scorte eccessive, una sola maglietta e una fiducia decisamente ottimistica nella resistenza delle scarpe eleganti.

Manca soltanto la parte più importante: i libri. Quelli, naturalmente, non sono in valigia. Occupano tutte le altre valigie, gli scatoloni e ogni centimetro libero del mezzo di trasporto.

Il 29 agosto Land Editore sarà al Dark Romance Festival di Montesilvano, con romanzi, autrici, gadget e una tovaglia impossibile da ignorare. Se ci vedrete ancora in piedi, venite a salutarci. Se saremo seduti, venite lo stesso: significherà soltanto che sono trascorsi più di ventitré minuti.

 

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