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Il 16 aprile 1755 nasceva a Parigi Élisabeth Vigée Le Brun, una delle più grandi pittrici del Settecento, celebre per essere stata la ritrattista ufficiale della regina Maria Antonietta. La sua vita e la sua carriera si intrecciano profondamente con i grandi eventi della storia francese, in particolare con gli ultimi anni dell’Ancien Régime e l’esplosione della Rivoluzione francese.
Nel 1789, anno chiave per la Francia, Élisabeth Vigée Le Brun è costretta a fuggire da Parigi insieme alla figlia. La sua vicinanza alla regina l’ha resa bersaglio di una feroce campagna diffamatoria. Quando Luigi XVI e Maria Antonietta vengono trasferiti da Versailles alle Tuileries, il clima a Parigi è ormai incandescente. Le rivolte popolari esplodono una dopo l’altra e il pericolo è imminente. “Qui non potete restare,” le dice un gendarme. Così, Élisabeth sale su una diligenza e lascia la capitale per sempre.
Durante il viaggio verso l’esilio, la pittrice ripensa agli anni di successo e di gloria. In particolare, ricorda il ritratto rivoluzionario “Maria Antonietta en chemise”, esposto al Salon del 1783. In quell’opera, la regina appare in abiti semplici, senza sfarzo, come una donna qualunque, madre affettuosa e umana. Fu un ritratto coraggioso e innovativo, che cambiò per sempre la rappresentazione dell’immagine regale. Vigée Le Brun fu la prima a osare: guardare Maria Antonietta negli occhi, coglierne l’anima, e trasmetterla sulla tela con verità e grazia.
L’esilio la porta prima in Savoia, poi in Italia. A Firenze, Roma e Napoli, Élisabeth viene accolta con entusiasmo. La nobiltà italiana riconosce il suo talento unico. In un celebre autoritratto, si ritrae mentre tiene la tavolozza e dipinge il volto della regina: un’immagine carica di simbolismo, che racconta il suo legame indissolubile con Maria Antonietta e il suo ruolo di testimone privilegiata della storia.
Dopo l’Italia, la pittrice si trasferisce a Vienna, dove trova protezione presso l’imperatrice Maria Teresa, madre di Maria Antonietta. Anche qui, la sua arte viene apprezzata, e la sua reputazione riabilitata. Nonostante le difficoltà, Élisabeth continua a dipingere, viaggiare e affermarsi come una delle più grandi ritrattiste del suo tempo.
Nel 1835, ormai anziana, pubblica i suoi Souvenirs, memorie scritte con l’aiuto di collaboratori fidati. In queste pagine emerge la voce forte e appassionata di una donna che ha lottato per difendere la propria arte e il proprio nome. Un’artista libera, leale, geniale. Una donna troppo moderna per il suo tempo, e per questo incompresa da molti.
Oggi, Élisabeth Vigée Le Brun è riconosciuta come una delle pittrici più importanti della storia dell’arte. Il suo coraggio, la sua sensibilità e la sua capacità di cogliere l’essenza dei suoi soggetti l’hanno resa immortale. Anche di fronte alla Rivoluzione, ha saputo rimanere fedele a se stessa e al suo talento. Un’eredità che continua a parlare con forza ancora oggi.
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