Agosto 2022

Sui tuoi fianchi – La recensione in anteprima

I protagonisti principali di questo romanzo sono Irene e Anton. Irene è una ragazza che ha appena concluso i suoi studi, ha un futuro lavorativo già pianificato che la aspetta, ma ad un certo punto entra in crisi. Perde il lavoro, le sue relazioni più strette vanno in fumo e anche il rapporto con i genitori si incrina, e per tutte queste ragioni fugge. Anton, invece, è un uomo in carriera, è più grande della ragazza, fa l’interprete ed è anche molto affascinante. I due si incontrano per caso in una pizzeria e tra loro scoccherà la scintilla. Di comune accordo decideranno di viversi una storia d’amore intensa della durata di soli tre giorni, poi ognuno tornerà alla propria vita. Riusciranno, però, a restare lontani? “Sui tuoi fianchi” è decisamente più di un romance contemporaneo, poiché contiene al suo interno elementi del romanzo di formazione. I protagonisti, infatti, evolvono nel corso della narrazione e vengono investiti da un processo di maturazione e di crescita personale che, inevitabilmente, li cambia per sempre. Tutto questo avviene grazie ad una crisi esistenziale di cui entrambi sono vittime in apertura del libro. Sia Irene che Anton, infatti, sono alla ricerca di qualcosa, devono capire quali siano i loro veri desideri, perché soltanto così potranno iniziare a percorrere la strada verso la felicità. Altro personaggio fondamentale per lo sviluppo dell’intreccio è sicuramente Gemma, una signora ottantenne, ricca, mondana e un pochino impicciona, che ricoprirà un ruolo essenziale nella storia tra Irene e Anton. Gemma è sicuramente una donna alla quale non si può non voler bene e affezionarsi, una persona che si spenderà in ogni modo per rendere felice la giovane Irene. Tra i numerosi elementi che ho apprezzato di più troviamo le ambientazioni italiane del romanzo, divise tra la città di Assisi e la Sardegna. I paesaggi e i luoghi sono realistici e ben descritti, così come lo sono anche i diversi personaggi della storia. L’interiorità di ciascuno di essi è tratteggiata con cura e si riesce a entrare fin da subito in empatia con loro, sentendosi partecipi delle vicende che li vedono protagonisti.  Altrettanto interessante è anche la struttura del romanzo. In pieno stile cinematografico, la narrazione è suddivisa in un primo tempo, un intervallo e un secondo tempo. Ciascun capitolo si apre con il nome del protagonista, seguito dalla citazione di un film famoso. Il punto di vista cambia, quindi, di volta in volta, permettendoci di vivere in prima persona tra i pensieri e le emozioni di Irene e Anton. La musica, in particolare quella dei Darkness, risuona tra le pagine del libro, diventando essa stessa una protagonista, dato che è proprio grazie a lei che la coppia si avvicinerà. La musica, poi, è anche quella che accompagna Irene nei suoi passi di danza del ventre che riecheggiano nel titolo del libro. Come sempre, non manca l’attenzione al minimo dettaglio, che traspare pure dalla copertina, a mio avviso davvero elegante e al contempo raffinata.  “Incontri milioni di persone e nessuno ti colpisce veramente, poi un giorno ne incontri una… e la tua vita cambia, per sempre”, è una delle frasi citate nel libro e che trovo perfetta per chiudere questa mia recensione, perché è in grado di descrivere in poche parole la storia d’amore di Irene e Anton. Ami i romance? Allora guarda anche

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Tre falsi miti sul medioevo

Il medioevo è stato un periodo storico lunghissimo, durato quasi mille anni. In questi mille anni ne sono capitate di tutti i colori, dalle invasioni barbariche alla scoperta dell’America – fatto, quest’ultimo, che ha gettato le basi per la costruzione di un nuovo mondo.  Tuttavia la maggior parte delle persone è convinta che il medioevo sia stato un periodo oscuro e travagliato, cosa non propriamente vera, o meglio, una visione decisamente riduttiva di un’epoca ricca di contraddizioni, bassezze ma anche splendori.  I pregiudizi legati al medioevo sono dovuti soprattutto a come gli umanisti e la società del 1500 ha interpretato il suo recente passato, in una visione dicotomica che contrappone il buio e oscuro medioevo con l’epoca illuminata e tecnologicamente avanzata che ne seguì. Ci sono, in particolare, dei pregiudizi ancora profondamente radicati nell’immaginario collettivo, che vorremmo sfatare una volta per tutte.  Ecco allora Tre pregiudizi sul Medioevo 1) Nel medioevo si pensava che la terra fosse piatta. Questa credenza, diffusa a partire dal 1500, non trova alcun riscontro nei libri di storia, né all’interno degli studi e delle pubblicazioni dei più grandi e autorevoli medievisti. Alessandro Barbero, ad esempio, sostiene che già all’epoca di Marco Polo la popolazione desse per scontato che la Terra fosse sferica e non piatta, anche se permaneva l’idea che, una volta percorso un polo, si potesse cadere dritti in quello opposto, o peggio ancora nel vuoto. 2) Nel medioevo le persone non si facevano mai il bagno. È completamente falsa l’idea che nel medioevo la gente non si lavasse. Studi storici dimostrano, al contrario, che esistevano numerosi bagni pubblici sparsi in tutta Europa e utilizzati dalla popolazione, in quanto l’acqua era comunemente vista come una sostanza estremamente purificatrice ed efficace nel combattere le epidemie di peste che nel 1300 dimezzarono la popolazione europea. In realtà fu durante il Rinascimento che le persone diventarono sempre più carenti dal punto di vista dell’igiene personale, sottovalutando l’importanza dell’acqua e del lavarsi. Per questa ragione nel 1500, ossia all’inizio dell’età moderna, in molte città europee sparirono i bagni pubblici. 3. Nel medioevo si bruciavano le streghe.  Questa è forse la credenza più infame diffusa contro i nostri antenati del medioevo. In realtà, durante tutto questo periodo storico la chiesa si impegnò alacremente per sfatare l’esistenza delle streghe e della stregoneria. Fu invece durante l’età moderna, soprattutto nel 1600, che si registro il più grande numero di donne bruciate, torturate e uccise con l’accusa di stregoneria. Bisogna soprattutto tenere conto del fatto che non fu una persecuzione, quella ai danni delle cosiddette streghe, particolarmente cruenta nei paesi cattolici; al contrario è nell’area europea protestante che si perseguitarono e si uccisero innumerevoli donne, con l’accusa di essere streghe. A venire perseguitate erano soprattutto donne particolarmente solitarie, considerate strane o che avevano un inconsueto modo di vestirsi, o che utilizzavano erbe curative per aiutare i propri vicini nei villaggi. Bisogna però ribadire che questi fatti non avvennero nel medioevo ma nell’età moderna, per tutto il 1600 e fino alla fine del 1800. Questi tre pregiudizi, ideati da uomini e studiosi dell’età moderna, più che tacciare il medioevo di oscurantismo dicono molto sull’atteggiamento degli uomini rinascimentali e sugli illuministi, i quali tendevano a riflettere sui propri antenati le loro peggiori colpe.

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E tu, che valore dai all’amicizia? Presentazione di Roberta Soverino

Roberta Soverino, già autrice Land University Press, esordirà presto anche all’interno della collana di narrativa con un romanzo dolce e incentrato sull’amicizia, oltre che sull’amore. Una coppia per caso, la cover provvisoria Roberta Soverino, la biografia Roberta Soverino è nata ad Asti il 30 dicembre 1977. Vive sulle colline del Monferrato Alessandrino e lavora come psicologa e insegnante. Da sempre amante della scrittura, ha all’attivo la pubblicazione di un romanzo rosa a sfondo storico, Un Destino Medievale, Collana Floreale Pub Me 2019, e un libro di narrativa di viaggio, Incontri di viaggio, Collana Policromia, Pub Me, 2021. Con la stessa Casa Editrice di questo nuovo lavoro, Land Editore, è uscito un suo saggio di psicopedagogia scolastica, Oltre le Buone Pratiche, Land Editore, 2022.

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