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Gli elementi chiave di una buona storia d’amore: trame avvincenti, dialoghi efficaci e scene indimenticabili

Benvenuti nell’incantevole mondo delle storie d’amore, dove gli innamorati si scambiano sguardi intensi, le emozioni sono più fragranti dei petali di rose e le scene romantiche rischiano di farci scivolare nell’abisso del cliché. Ma temete non, aspiranti scrittori romantici, perché oggi vi mostreremo come creare una love story che fa battere il cuore senza farlo morire di infarto per lo zucchero!   Trame avvincenti: lasciate che l’amore prenda una strada insolita Sì, avete capito bene. Dimenticate l’ennesima storia d’amore tra la principessa e il principe incantato. Siamo nel 2024, gente! Rompete gli schemi, sorprendeteci! Magari la vostra eroina è una spia internazionale che si innamora del suo bersaglio, oppure il vostro eroe è un vampiro vegetariano che si imbatte in una scienziata ossessionata dagli extraterrestri. Mescolate generi, create contrasti, e vedrete che la vostra storia avrà il potere di catturare l’attenzione dei lettori più scettici.   Dialoghi efficaci: più bite, meno miele Ah, i dialoghi. Quell’arma a doppio taglio che può far brillare i vostri personaggi o farli affogare nella melassa sentimentale. Evitate le frasi fatte e i “ti amo” a raffica. Piuttosto, concentratevi su battute brillanti, repliche taglienti e quel tipo di tensione romantica che fa scoppiare scintille. Ricordate, meno è spesso più. Un silenzio carico di significato può essere più eloquente di mille parole d’amore. Scene indimenticabili: romanticismo senza stucchevolezze Sì, sappiamo che la vostra eroina è splendida al tramonto e il vostro eroe è affascinante sotto la pioggia battente. Ma lasciate che vi diamo un consiglio: aggiungete un tocco di originalità alle vostre scene romantiche. Che ne dite di un bacio rubato durante una rapina in banca? O di una dichiarazione d’amore fatta durante una gara di mangiatori di hot dog? Rompete gli schemi e renderete le vostre scene indimenticabili.   Insomma, cari scrittori, scrivere una storia d’amore avvincente non è questione di cuoricini e rose rosse. È questione di originalità, di creatività, di saper giocare con le aspettative del lettore e sorprenderlo quando meno se l’aspetta. Quindi mettetevi all’opera, e che Cupido sia con voi! LAND MAGAZINE admin Febbraio 23, 2024 Gli elementi chiave di una buona storia d’amore: trame avvincenti, dialoghi efficaci e scene indimenticabili Benvenuti nell’incantevole mondo delle storie d’amore, dove gli innamorati si scambiano sguardi intensi, le emozioni sono più fragranti dei petali di rose e le scene romantiche rischiano di farci scivolare Read More Cristina Ferri Febbraio 23, 2024 L’abbazia di Northanger di Jane Austen: la recensione di Land Magazine Di Cristina Ferri Sapevate che Il romanzo è ambientato a Bath? Proprio lì, ogni anno, viene tenuto il Jane Austen Festival. Ma di cosa parla il libro? Il testo è Read More admin Febbraio 22, 2024 Bambini che nascono in fabbrica: sarà il futuro? Di Francesca Redolfi Guarda su Amazon Crescere dei bambini in fabbrica, in uteri artificiali, e quando è il momento di farli nascere premere semplicemente un pulsante e ritirare il “prodotto”. Read More Oriana Turus Febbraio 22, 2024 “Word match”: parole di uso comune che in realtà non esistono (o non come le intendiamo noi) A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Febbraio 22, 2024 Gli zombi e gli errori letterari e cinematografici A cura di Corretto da Davide Ligonzo Se non ve lo siete mai chiesti fatelo adesso: “Quanto vive uno zombie?”Non so se qualcuno di voi si è mai posto il Read More admin Febbraio 22, 2024 Alla scoperta dell’adorabile mondo dei peluche: il genio di Margarete Steiff Benvenuti nell’incantevole universo dei peluche, dove morbidezza e dolcezza si fondono in un abbraccio senza tempo! 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Bambini che nascono in fabbrica: sarà il futuro?

Di Francesca Redolfi Guarda su Amazon Crescere dei bambini in fabbrica, in uteri artificiali, e quando è il momento di farli nascere premere semplicemente un pulsante e ritirare il “prodotto”. Un’idea a dir poco inquietante, che fa pensare a realtà distopiche rappresentate in film come Matrix e in opere di letteratura sci-fi.  Eppure sembra molto realistico il filmato diffuso lo scorso anno e rimbalzato su ogni testata mondiale che parla di Ectolife, la «prima struttura al mondo per uteri artificiali».  Chiariamo subito che si tratta di un fake, almeno per ora. Quel progetto non esiste ancora, se non come concetto nella fantasia di Hashem Al-Ghaili, divulgatore scientifico e biologo yemenita.   https://www.youtube.com/watch?v=O2RIvJ1U7RE Nel filmato viene mostrata una grande fabbrica con laboratori altamente attrezzati: ognuno di essi può ospitare fino a quattrocento capsule di crescita o uteri artificiali. Ogni capsula è progettata per replicare le condizioni esatte che esistono all’interno dell’utero materno, e un singolo edificio può incubare fino a trentamila bambini all’anno. «Ectolife consente al bambino di svilupparsi in un ambiente privo di infezioni» spiega il video, che usa un tono da slogan pubblicitario e si rivolge a un “tu” generico, presumibilmente una donna interessata a diventare madre.  I «baccelli» infatti sono realizzati con materiali che impediscono ai germi di attaccarsi alle loro superfici, e ogni capsula è dotata di sensori in grado di monitorare i segni vitali del bambino, tra cui battito cardiaco, temperatura, pressione sanguigna, frequenza respiratoria e saturazione di ossigeno. Un sistema basato sull’intelligenza artificiale monitora «le caratteristiche fisiche del tuo bambino e segnala eventuali anomalie genetiche». VAI AL LIBRO Tramite un’app sarebbe poi possibile avere una versione live ad alta risoluzione dello sviluppo del bambino, guardare in timelapse la crescita «e condividerla direttamente con i tuoi cari». Ogni aspetto è preso in considerazione: «I baccelli di crescita Ectolife sono dotati di altoparlanti interni che riproducono un’ampia gamma di parole e musica per il tuo bambino. Tramite l’app puoi scegliere la playlist che il tuo bambino ascolta. Puoi anche cantare direttamente al tuo bambino e farlo familiarizzare con la tua voce prima della nascita. Il nostro obiettivo» prosegue il video, «è fornirti una prole intelligente».  Usando una tuta tattile wireless collegata alla capsula di crescita del bambino si potranno percepire i suoi calci nell’utero, e ovviamente «condividere questa esperienza con i tuoi amici e familiari». I bambini della fabbrica Ectolife arrivano da una fecondazione in vitro «usata per creare e selezionare l’embrione più vitale e geneticamente superiore dando al tuo bambino la possibilità di svilupparsi senza ostacoli biologici».  E da questa premessa arriviamo anche ad altri aspetti se possibile perfino più inquietanti, il cosiddetto Pacchetto Élite: «Se vuoi che il tuo bambino si distingua e abbia un futuro migliore, il nostro Pacchetto Élite ti offre la possibilità di ingegnerizzare geneticamente l’embrione prima di impiantarlo nell’utero artificiale. Grazie allo strumento di editing genetico puoi modificare qualsiasi tratto del tuo bambino attraverso una vasta gamma di trecento geni. Il Pacchetto Élite ti consente di personalizzare il colore degli occhi, il colore dei capelli, della carnagione, la forza fisica, l’altezza e perfino il livello di intelligenza del tuo bambino. Ti consente inoltre di correggere malattie genetiche ereditarie». Riguardo al parto, meglio definito «processo di consegna», è «fluido, conveniente e può essere eseguito solo premendo un pulsante. Dopo aver scaricato il liquido amniotico dalla capsula sarai in grado di rimuovere facilmente il tuo bambino dal baccello». Dunque un figlio creato su misura.  Un progetto di certo distopico, fortunatamente solo una prospettiva di ricerca senza alcun riscontro con la realtà. Almeno per il momento. SCOPRI LAND MAGAZINE admin Febbraio 12, 2024 Distopie: come iniziare a scriverne una Scrivere distopie: guida pratica per creare mondi oscuriLa scrittura di distopie offre agli autori l’opportunità di esplorare mondi futuri oscuri, sottolineando le sfide e le riflessioni della società contemporanea. Creare Read More admin Febbraio 12, 2024 Mitica Astrid, la videorecensione di Land Magazine A cura di Videorecensione di “Mitica Astrid: la casa infestata”, Edita Terre di Mezzo Editore Post di @landeditore Visualizza su Threads LEGGI ANCHE firstletter 22.04.23 Il primo progetto First Letter Read More admin Febbraio 9, 2024 Lady Diana e La Duchessa Spencer: non solo parenti, ma con un destino simile La storia della famiglia Spencer è ricca di fascino e intrighi, e due delle sue figure più luminose, la Duchessa Georgiana Spencer e la Principessa Diana Spencer, condividono un legame Read More admin Febbraio 9, 2024 Film storici da non perdere se ami il romanticismo (parte uno) Di Cristina Ferri Il genere storico ha il potere di trasportare gli spettatori in epoche passate, immergendoli in atmosfere ricche di fascino e dramma. Quando si unisce questa ambientazione alla Read More admin Febbraio 9, 2024 Premio Strega, ecco i primi 10 candidati (7 uomini e 3 donne) Il Premio Strega è uno dei più prestigiosi premi letterari italiani, assegnato annualmente a un romanzo scritto da un autore italiano e pubblicato nell’anno precedente. È considerato un importante riconoscimento Read More admin Febbraio 9, 2024 L’ansia di pubblicare un libro a tutti i costi: una riflessione Nell’era digitale in cui viviamo, la pubblicazione di un libro sembra essere diventata una sorta di trofeo da conquistare a tutti i costi, persino affidandosi a editori a pagamento o Read More admin Febbraio 8, 2024 Perché il romantasy piace tanto? A cura di Ho cercato a lungo dentro di me e tra le altre amiche scrittrici e lettrici una risposta a questa domanda e devo dire che è stato molto Read More admin Febbraio 7, 2024 Cafè, bar, pub: conoscete la differenza? Stai scrivendo un romanzo ambientato all’estero e vuoi essere accurato anche quando si tratta di descrivere momenti di convivialità? Allora quest’articolo fa decisamente al caso tuo  A CURA DI ENGLISH Read More admin Febbraio 6, 2024 Ricetta del caffè pan di stelle Hai mai assaggiato un abbraccio tra il cioccolato, la magia delle stelle e il tostissimo aroma del caffè? Beh, se non l’hai fatto, è ora di cambiare le tue abitudini Read More admin Febbraio 5,

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Gli zombi e gli errori letterari e cinematografici

A cura di Corretto da Davide Ligonzo Se non ve lo siete mai chiesti fatelo adesso: “Quanto vive uno zombie?” Non so se qualcuno di voi si è mai posto il problema, io non solo l’ho fatto ma ho anche cercato di trovare una risposta plausibile. In pratica, se dovessimo trovarci in uno scenario simile a quello di The walking dead (o di The warm body di Isaac Marion, se preferite leggere un romanzo sul tema) potremmo ipotizzare un’estinzione naturale della specie (la loro, non la nostra) e soprattutto in quanto tempo? Procediamo con ordine. Poichè uno zombie vive finché non gli viene mozzata la testa (o finché non lo decide l’autore o il regista di turno), cerchiamo di analizzare la questione in maniera scientifica. Ragioniamo per assurdo, ma con metodo. Gli zombi non sono altro che esseri umani contagiati da un imprecisato virus, il quale prende il controllo delle sinapsi simulando “una vita” oltre la morte. Figo… ma solo se siete il virus! Se invece vi trovate dall’altra parte della barricata l’esclamazione più appropriata sarebbe un’altra e l’abbiamo pensata tutti. Proviamo dunque ad analizzare una serie di fattori utili a stabilire una sorta di data di scadenza degli zombi. La scienza, pur non avendone mai analizzato uno, può comunque darci una mano.   admin Febbraio 20, 2024 “Draculea: figli delle tenebre”. La recensione di Land Magazine In mezzo a centinaia di bestseller può capitare, passeggiando per una Feltrinelli di Torino, di posare lo sguardo sul dorso di un volumetto tutto nero che ci attrae inesorabilmente per Read More Punto primo: un morto (stadio uno della trasformazione) inizia a decomporsi appena il cuore smette di battere ma per vederne gli effetti (mascella cadente, pelle in decomposizione, occhio pendulo e così via) bisogna aspettare l’inizio della putrefazione (stadio due) che avviene grazie ai batteri presenti nel corpo stesso, anche prima della morte – fa schifo, lo so, ma è così. Un corpo sotto terra si trasforma in scheletro in 10-12 anni, ma se conservato all’aria aperta (cosa più verosimile nel caso degli zombi) il processo si velocizza. In pratica la carne si stacca completamente nel giro di appena 12-18 mesi, in base a umidità, temperatura e condizioni atmosferiche. L’umidità potrebbe in qualche modo rallentare il processo, quindi, se dovesse piovere, potrebbero esistere più a lungo. Detto questo, se proprio dovessimo trovarci di fronte a un’invasione di zombi, dovremmo sperare di essere almeno tra giugno e settembre. Punto secondo: quando uno zombie morde un essere vivente sano o lo contagia e se ne nutre al tempo stesso. Gli organi dell’apparato digerente, qualora fossero ancora funzionanti, dovrebbero poter trasformare la carne umana e il sangue in nutrimento. Ma poiché la putrefazione che ha colpito l’esterno del corpo verosimilmente ha lavorato con lo stesso impegno anche per gli organi interni, posso supporre, senza correre il rischio di essere smentita, che la nutrizione è solo apparente e che quindi non rifocilla alcunché. Dunque, non allunga neanche di un secondo la vita dello zombie in questione. Punto terzo: gli zombi camminano (corrono solo in World War Z e non si capisce neanche per quale strano motivo, a parte la spiccata fantasia del regista) finché hanno arti funzionanti, quindi muscoli attaccati alle ossa. Assodato che un corpo immobile si trasforma in scheletro in 12-18 mesi, un corpo in movimento  – che sbatte, cade, striscia e viene sottoposto a una serie infinita di traumi – inevitabilmente dovrebbe consumarsi in tempi più rapidi. E qua potrei azzardare l’ipotesi che, nel giro di tre mesi al massimo, uno zombie non dovrebbe più essere in grado di muovere un singolo muscolo, fosse anche solo quello delle palpebre. Lo so che in questo modo ho fatto crollare quasi tutti i miti su cui si fonda la letteratura contemporanea in materia di zombi, ma se abbiamo accettato che Babbo Natale non esiste, potremo superare anche questo. È pur vero che per quanto ne sa la scienza, potrebbero tranquillamente usare la fotosintesi clorofilliana o l’energia solare, trasformandosi così nella prima specie totalmente ecosostenibile e resistente anche al surriscaldamento, ma non credo affatto in una simile mutazione genetica (a meno che non ci si metta di mezzo Steven Spielberg, perché in quel caso tutto sarebbe possibile). Detto questo, se mai doveste trovarvi di fronte a uno zombie e non vi andasse di verificare la mia teoria, prendete il primo oggetto contundente che avete a portata di mano e fate quello che dovete fare!   Scopri i libri di Alessia Cannizzaro su Amazon.it

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Alla scoperta dell’adorabile mondo dei peluche: il genio di Margarete Steiff

Benvenuti nell’incantevole universo dei peluche, dove morbidezza e dolcezza si fondono in un abbraccio senza tempo! Oggi vogliamo raccontarvi la storia di una donna straordinaria il cui talento e la cui passione hanno dato vita a uno dei giocattoli più amati al mondo: gli orsacchiotti di Margarete Steiff. Storia di un’imprenditrice dalla grande inventiva Provate a immaginarlo: è il 1880 nella pittoresca Germania, e c’è una donna dal nome Margarete Steiff che, nonostante le sfide della vita, ha un sogno nel cuore e un ago e filo tra le mani. Affetta da poliomielite e costretta su una sedia a rotelle, Margarete inizia a creare adorabili giocattoli di pezza da vendere al mercato locale. Ma non è solo una questione di vendita, è una passione che prende forma. Il momento epico arriva nel 1902, quando Margarete, con la sua mente geniale, dà vita al primo orsacchiotto di pezza della storia. Sì, avete capito bene, l’orsetto che sarebbe diventato il simbolo di comfort e amore per generazioni intere. Ispirata da un disegno visto su una rivista americana, Margarete crea un’icona senza tempo che avrebbe conquistato il mondo intero. E così nasce la Steiff, la fabbrica che avrebbe portato i peluche nella vita di milioni di persone in tutto il globo. Ma questi non sono semplici giocattoli; ogni orsacchiotto ha una personalità tutta sua, un’anima cucita con amore e attenzione ai dettagli. La famosa “Steiff Button in Ear” diventa il sigillo di autenticità, garantendo la qualità dei peluche che conquistano i cuori di grandi e piccini. L’eredità di Margarete Steiff va oltre il mero business; è una storia di resilienza, creatività e amore per ciò che si fa. Grazie al suo spirito intraprendente, il mondo dei giocattoli è diventato un posto più caldo e accogliente, popolato da orsacchiotti pronti ad abbracciare e consolare in ogni momento. Quindi, la prossima volta che abbraccerete il vostro orsacchiotto preferito, ricordatevi di sollevare un piccolo pensiero di gratitudine verso la straordinaria donna che ha iniziato tutto: Margarete Steiff, l’artigiana di sogni che ha trasformato pezzi di stoffa in pura magia.   Scopri Land Magazine admin Febbraio 22, 2024 Alla scoperta dell’adorabile mondo dei peluche: il genio di Margarete Steiff Read More admin Febbraio 20, 2024 Masterclass (S)conosciuti di Viagrande Studios: il primo racconto vincitore Benvenuti nel vibrante mondo della creatività letteraria di Viagrande Studios – Scuola di scrittura e storytelling, dove l’immaginazione prende forma attraverso le parole. In questa eccitante collaborazione con noi di Read More admin Febbraio 20, 2024 “Draculea: figli delle tenebre”. 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A cura di Rubrica ApertaMente. Chiedi alla Psicologa. Mi presento, sono Isabella Vinci e sono una psicologa perinatale e del neurosviluppo, oltre a essere una TNPEE (sigla per indicare un Read More admin Febbraio 15, 2024 Questo non lo puoi (più) leggere. Il caso Dahl e la censura nei libri per bambini A cura di Corretto da Silvia Bonacina   La sensibilità generale è cambiata, è vero. Anche l’attenzione alle parole e al loro significato è cambiata  quasi sempre. Per questo il Read More Cristina Ferri Febbraio 15, 2024 John Keats e Fanny Brawne – storia di un amore impossibile Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui John Keats (1795-1821) è considerato uno dei maggiori letterati del Romanticismo. Tra le sue opere principali si annoverano l’Hyperion, La Read More admin Febbraio 14, 2024 “Non è romantico?”: la recensione di Land Magazine Di Cristina Ferri Quante di voi, in questa giornata dedicata agli innamorati, non

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Masterclass (S)conosciuti di Viagrande Studios: il primo racconto vincitore

Benvenuti nel vibrante mondo della creatività letteraria di Viagrande Studios – Scuola di scrittura e storytelling, dove l’immaginazione prende forma attraverso le parole. In questa eccitante collaborazione con noi di Land Editore, siamo lieti di presentarvi il primo di due racconti selezionati come i migliori dalla caporedattrice Elisa Serra, che in occasione della masterclass (S)conosciuti ha avuto modo di premiare con la pubblicazione su Land Magazine Online le due penne che l’hanno colpita di più. Ecco quindi il primo racconto, dal titolo Il contrappassodi Giovanna Giada Cutronia La stronza lo costringe a stare a letto, a fissare la carta da parati chiazzata dall’umidità e a farsi consumare dai dolori e dai rimorsi. Arturo dovrebbe averci fatto l’abitudine: ormai sono quasi vent’anni che anche un atto liberatorio come pisciare gli ricorda la gabbia di carne maleodorante in cui si ritrova.  Sua moglie lo accudisce come può, come deve. Ah, per inciso: la stronza è la malattia, non Franca.  Francuzza, come la chiamava Arturo prima che anche la lingua cedesse alla seduzione dell’immobilità eterna. Quello era l’unico gesto di tenerezza che le aveva concesso in cinquant’anni di matrimonio, affiancati da altrettanti di tradimenti che non si preoccupava neanche di nascondere.   Se esiste un ordine celeste, è fatto da infernali contrappassi danteschi. Il suo mondo ormai non aveva più una linea di demarcazione temporale, nessun ordine in seno al quale capire che la Madonnina sul suo comodino – Ave Maria, gratia plena – non era messa lì, inondata giorno e notte dal lumino ai suoi piedi, per ricordargli la sua, di Maria.    “Bambinedda, bedda bedda… Oh, oh, oh, dormi figghia e fai la vò”; gli sembrava di sentirlo ancora il cantilenìo di Francuzza, mentre ondeggiava, un piede avanti e uno indietro, avanti e indietro, le braccia al petto che stringevano la nicuzza.  Forse la stava cantando anche adesso, mentre rassettava i vestiti.  Ma lo faceva apposta? Si voleva vendicare, Francuzza?   Arturo aveva iniziato a sospettarlo vedendo la sua espressione compiaciuta mentre gli raccontava storie di paesi lontani – “così non ci pensi ai dolori” – che aveva sentito in TV.  E sì, perché lei quei luoghi non li conosceva davvero.  Lei era rimasta a casa, ad aspettarlo. Sempre. Cinquant’anni di attese, mentre lui lasciava un segno nei cieli di tutto il mondo e nei letti di altrettante donne. E allora, adesso, Arturo meritava di capire che lui, in quei posti, non ci sarebbe andato mai più.   Il Generale Arturo Mandanici aveva conosciuto tutto il mondo. Odiava la fissità. Svegliarsi per più di due settimane nello stesso posto lo mandava in crisi.  Gira gli occhi, Arturo, e la Madonna è sempre lì. Francuzza continua a mettere in atto la sua vendetta. La statuina col volto da bambina sta lì per ricordargli ogni santo giorno che doveva essere lui a crepare, e non la sua bambina, l’unica gioia di una vita che lei osservava da spettatrice passiva.    Gli capitava, a volte, di pensare agli anni in cui si erano conosciuti e forse amati. Avrebbe meritato un uomo migliore, quella ragazza con vestiti castigati e l’aria da bambina troppo cresciuta; avrebbe meritato una donna strafottente, quell’uomo con lo sguardo sornione e la camicia sempre sistemata in modo perfetto dentro ai pantaloni. Franca era troppo ingenua per capire che Arturo non sarebbe mai stato davvero suo, neanche dopo il matrimonio. E ora, dopo cinquant’anni e una vita che le si è polverizzata tra le dita, cerca la sua rivalsa in quei piccoli e sadici tormenti che gli infligge. Spera che lui capisca.    Fuori c’è il sole, ma la pesante tenda damascata non lascia filtrare la luce. Franca ha in mano un tomo di grandi dimensioni. Si siede accanto al letto e legge: “Così s’osserva in me lo contrappasso”. Aumenta la luce sotto la Madonnina con un altro lumino e guarda Arturo. La stronza lo costringe a stare a letto, a fissare la carta da parati chiazzata dall’umidità e a farsi consumare dai dolori e dai rimorsi.  Adesso, la stronza è Franca.  IL MAGAZINE admin Febbraio 20, 2024 “Draculea: figli delle tenebre”. La recensione di Land Magazine In mezzo a centinaia di bestseller può capitare, passeggiando per una Feltrinelli di Torino, di posare lo sguardo sul dorso di un volumetto tutto nero che ci attrae inesorabilmente per Read More Cristina Ferri Febbraio 20, 2024 Recensione “Cuore a Cuore” di Lisa Kleypas Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui   Un oscuro passato. Un omicidio. Un terribile delitto da dimenticare. 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