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Una roba che manco Harry Potter

Vi starete di certo dicendo: strano titolo per un cover reveal. Eppure un motivo per parlare di Harry Potter mentre vi mostriamo la cover di Lathar, il nuovo romanzo di Lorenzo Foschi, c’è. Per prima cosa, protagonista di Lathar è un bambino che, inconsapevolmente, nasce col gravoso incarico di salvare il mondo. Un bambino ibrido, proprio come quello della storia di J.K.Rowling, ma i paragoni finiscono qui, perché nemmeno la Rowling può vantare il fatto di avere un videogioco pronto per essere lanciato il giorno stesso del romanzo. Ed ecco perché il titolo di questo cover reveal è così particolare.   Modestia a parte (paragonare noi di Land alla casa editrice che tirò fuori i volumi di Harry Potter deve avervi fatto intuire quanto poco ci piaccia vantarci), ecco a voi la cover definitiva e la sinossi di Lathar. Ma non finisce qui perché, oltre alle due illustrazioni in anteprima promesse, questa sera vi mostreremo il trailer del retro-gaming ispirato a Lathar, e disponibile dal 10 Ottobre, in concomitanza con l’uscita del libro.  Lathar – la cover completa fronte retro La sinossi Età di lettura: dai 15 ai 99 anni Parallelo al mondo umano, e collegato ad esso da un singolo accesso, il mondo Lathar ospita una moltitudine di bizzarre creature. In totale armonia con la natura e con le entità che la popolano, i Lathar sono esseri viventi dall’aspetto umano, con una piccola differenza: la loro magia è così potente da piegare la materia e lo spazio-tempo. Ma la pace del mondo Lathar sta per essere interrotta da una terribile dichiarazione di guerra proveniente dal mondo umano: mentre magia e scienza si scontrano in una lotta alla pari il giovane Hito, alla ricerca delle sue vere origini, dovrà attraversare il Confine per venire a contatto con le sue radici più profonde. Perché Hito teme soltanto una cosa più della guerra con gli umani, ed è lo spaventoso potere che sente crescere dentro di sè giorno dopo giorno. Nel suo viaggio, scoprirà che umani e Lathar non sono poi così diversi, e questa consapevolezza farà sì che Hito sveli l’ipocrisia del mondo in cui vive, ma anche l’importanza di conoscere il proprio avversario.   Le prime due illustrazioni in anteprima

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Vi stancherete presto di noi

Pensavate che fare due Saloni del libro di Torino in un anno ci avrebbe stufati? Beh, niente di più sbagliato.  Vi stancherete presto di noi perché ormai è verità universalmente riconosciuta che siamo ovunque, e nel 2023 saremo persino al FRI – Festival del romance italiano – per la prima volta nella storia della nostra casa editrice! Se dopo un anno e mezzo di vita non vi siete ancora stufati di noi, significa che è proprio amore: e allora segnate questa data, perché il 18 Marzo vi aspettiamo a Milano, presso il Mediolanum Forum – Assago. E quindi? Volete che ve canto ‘na canzone? Non è necessario, grazie! Però, se proprio lo volete sapere, gradiremmo molto che ci veniste a trovare in stand,  perché non solo porteremo con noi un sacco di romance, ma avrete l’occasione di avere le copie autografate dei nostri libri, tanti gadget omaggio e i nuovi segnalibri di Jane Austen creati dall’illustratrice Silvia Biondi. Vi aspettiamo!

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Essere editori oggi: situazioni assurde e divertenti da ricordare

Si parla spesso (e volentieri male) dei piccoli editori, ma avete mai provato a immaginare in quante situazioni assurde, comiche e divertenti gli editori vengano loro malgrado coinvolti dagli scrittori? Ah, no? Certo, un editore non considera professionale parlare di ciò che avviene all’interno della propria redazione, a meno che non siano eventi piacevoli… ma noi vogliamo fare uno strappo alla regola, perché in fondo, come diciamo sempre, prima che editori siamo persone, e spesso questo concetto viene dimenticato da chi si interfaccia con noi.  E allora, caro lettore, eccoti tre cose assurde che ci sono successe in un anno e mezzo di apertura.   Il pentito. Una situazione davvero assurda che ci è capitata riguardava un autore a cui un anno e mezzo fa abbiamo mandato una proposta di pubblicazione… lui rifiutò la proposta (cosa sacrosanta, per carità!) e pubblicò il libro con un altro editore. Editore che chiuse a pochi mesi dall’uscita del romanzo. Ebbene, poco dopo lo sventurato  ci contattò non una, ma ben due volte per chiederci se potesse ripubblicare il romanzo con noi. Quando si dice “avere faccia tosta” L’insistente. Questo fatto ci è capitato più di una volta. In certi giorni ci scappa una risata, in altri ci viene voglia di tirare profonde capocciate sulla scrivania. Stiamo parlando di autori che inviano il manoscritto e poi tartassano di mail per chiedere se il romanzo sia già stato valutato, perché “io adoro la vostra casa editrice” e “vorrei pubblicare solo con voi” mettendoci fretta (sappiamo di essere lentissimi, ce lo dicono in molti). Solo che, quando la proposta di pubblicazione arriva, inspiegabilmente i suddetti autori spariscono nell’etere, senza degnarci nemmeno di una risposta. La cosa bella è che poi ci ricontattato pochi mesi dopo proponendoci un nuovo manoscritto… Senza sapere che noi abbiamo una black list speciale per queste persone. Il pretenzioso. Autori che passano ad altri editori e poi chiedono a noi di crear loro delle grafiche di promozione… su libri non nostri. va bene tutto, ma non siamo mica una onlus! Il deciso. Lui non solo ci invia il romanzo, ma ci precisa sin da subito la data in cui dovrà uscire, senza nemmeno sapere se sarà accettato o meno. Non si può certo dire che non abbia fiducia nelle proprie capacità! Il confuso. Esordisce così: “adoro la vostra collana di poesie”  Peccato che noi non pubblichiamo poesie. E tu, sei un editore e hai degli episodi divertenti, assurdi o particolari da raccontarci sul favoloso mondo degli autori? Commenta questo post e sfogati con noi (ma sempre con il sorriso sulle labbra!)

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Fiore d’Oleandro di Lucia Spinella – Cover Reveal

Il romanzo gotico è una delle nostre più grandi passioni, soprattutto se ambientato in epoche passate. Purtroppo non ci sono molte autrici di romance che amano questo genere, e ancora meno sono le italiane che si cimentano nella sua scrittura… per fortuna arriva in soccorso dei lettori Lucia Spinella, che con Fiore d’Oleandro propone un romance storico a cavallo tra il 1800 e l’epoca moderna, con ambientazioni insostituibili come castelli spettrali, borghi incantati e una travolgente storia d’amore.   La cover integrale Clicca sulla foto per ingrandirla Le prime card L’intro di Fiore d’Oleandro Ebbene sì, l’intro di Fiore d’Oleandro è tratto dall’ultima stagione di Stranger Things! Volete sapere il perchè? Ve lo sveleremo nel libro… La sinossi È un caldo pomeriggio d’estate a Torrescirtea, incantevole borgo immerso nella Sicilia più profonda e ancestrale. Ma nemmeno il caldo placa le anime degli spiriti inquieti che si aggirano nelle vicinanze del misterioso e imponente Castello che da oltre trecento anni sovrasta la città. Anime invisibili ai più, ma non ad Andrea, che all’improvviso si ritrova di fronte una donna dall’aspetto delicato e sommesso; i suoi occhi sono tormentati e tristi, la dolcezza del suo volto sfigurata da un dolore antico e senza fine. Chi è quella misteriosa donna? E perchè nessuno tranne lui riesce a vederla? Tormentato da sogni sempre più inquieti, il ragazzo accetterà l’aiuto dell’affascinante Eliana per risolvere il mistero. Per trovare le risposte alle sue domande, Andrea dovrà compiere un viaggio a ritroso nel tempo, scavando nelle piaghe di un amore impossibile ma eterno. Clicca qui per preordinare il libro

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Nel medioevo parlare di sesso era normale

I pregiudizi diffusi dagli illuministi sul Medioevo sono ancora profondamente radicati in noi, tanto che vediamo quest’epoca storica come un periodo estremamente oscurantista, bigotto e attraversato da norme e precetti religiosi severissimi. In realtà studi e testimonianze scritte hanno dimostrato come durante il Medioevo la sfera sessuale delle persone fosse un argomento estremamente dibattuto, affrontato sia all’interno delle comunità ma anche nei libri, nella letteratura e nell’arte, con una scioltezza che molti dei nostri contemporanei potrebbero solo invidiare. La popolazione medievale era molto meno pudica di quanto crediamo, tanto che Giovanni Boccaccio, autore del Decamerone, nelle sue novelle parla di sesso e sessualità  in una moltitudine di maniere, anche scabrose, suscitando un grande successo di pubblico soprattutto femminile. Si tratta di una cosa risaputa, infatti, che il decamerone si rivolge sin dalle prime battute alle fanciulle nobili, non per metterle in guardia sui rischi del piacere sessuale ma per divertirle e allietare i loro pomeriggi. Non ci credete?  Ecco allora una delle più scabrose novelle tratte dal decameron di Giovanni Boccaccio La badessa e le brache del prete, di Giovanni Boccaccio La traduzione è nostra; trovate il link alla novella in lingua trecentesca a fondo pagina. Tratto da Decamerone, nona giornata Dovete sapere che in Lombardia c’è un famosissimo monastero colmo di santità e religione ove, tra le altre monache, c’era una giovane donna di sangue nobile e dalla bellezza straordinaria; il suo nome era Isabetta. Quando un giorno un suo parente la venne a trovare, Isabetta si innamorò del bel giovane che lo accompagnava. Il giovane, vedendola tanto bella, esprimendole sin da subito il desiderio con lo sguardo, ricambiò il suo amore all’istante. Non senza difficoltà, i due giovani riuscirono a portare avanti questo amore senza toccarsi. Ma negli ultimi tempi, crescendo la voglia di stare insieme, al giovane venne in mente un posto dove potersi incontrare senza che fossero visti e lei, felice, non una volta ma molte, andò lì per vederlo – con grande piacere di entrambi.  Nel perdurare di questi incontri, successe che una notte il giovane fu visto andarsene da Isabetta, e le voci si sparsero nel convento. Le monache pensarono di accusarla presso la badessa, di nome madonna Usimbalda, buona e santa donna secondo l’opinione delle altre monache – e di chiunque la conoscesse. Pensarono, però, per evitare di passar per maligne, di indurre la badessa a trovare la ragazza insieme al suo amante. E così stettero zitte, e segretamente, portandosi appresso le guardie, partirono per cogliere Isabetta in flagranza di reato.  Isabetta, che non ne sapeva nulla e che forse nulla gliene importava, una notte fece venire il giovane. Le monache si divisero in due gruppi: una parte si mise a guardia dell’uscio della cella di Isabetta, e un’altra corse fino alla camera della badessa; e picchiando l’uscio dissero: – Su, madonna, alzatevi in fretta: abbiamo trovato Isabetta con un giovane nella cella – Quella notte la badessa era accompagnata da un prete, che tante volte faceva venire in casa sua. Udendo queste parole, temendo che le monache aprissero la porta, si rivestì al buio, in fretta, come meglio potè; credendo suoi certi vestiti piegati, pensando di mettersi il salterio s’infilò in testa le braghe del prete; uscendo fuori e chiudendo in fretta la porta chiese: – Dove è questa maledetta da Dio? – e insieme alle altre, tanto ansiose di cogliere in fallo Isabetta da non accorgersi dello strano copricapo indossato dalla badessa, corse all’uscio della cella, buttando giù la porta.  Entrate dentro, trovarono i due amanti a letto insieme, abbracciati, tanto storditi dalla sorpresa da non saper che fare. Stettero fermi, e la giovane fu presa con forza dalle altre monache, e subito picchiata per ordine della badessa. Il giovane, ripresosi, si vestì, con l’ansia di vedere come sarebbe andata a finire la storia, intenzionato a menar quante suore sarebbe riuscito a raggiungere, se non avessero lasciato stare la sua amata. La badessa, messasi a sedere vicino alle altre monache, che avevano lo sguardo fisso sulla colpevole Isabetta, cominciò a dirle le peggio cose, accusandola di aver profanato con le sue sconcerie la santità, la buona fama e l’onestà del monastero, se qualcuno lo avesse saputo. E continuò a insultarla e minacciarla.   La giovane, timida e piena di vergogna, non sapeva che rispondere; aveva l’aria colpevole, e tacendo suscitò compassione nelle altre, nonostante la badessa continuasse a parlare con sempre più foga. Alla giovane venne alzato il viso e lei, vedendo ciò che la badessa aveva sul capo, e le gambe dei pantaloni pendere di qua e di là, con aria sollevata disse: – Madonna, che Dio vi aiuti, annodatevi la cuffia, e poi ditemi pure ciò che volete. – La badessa, non capendo, rispose: – Quale cuffia, femmina scriteriata? Hai anche il coraggio di scherzare? Pensi che sia il momento? Allora la giovane disse di nuovo: – Madonna, vi prego di annodarvi la cuffia, poi potete dirmi ciò che vi piace – E allora molte delle monache levarono il viso sulla testa della badessa e quest’ultima, che si portò le mani sul capo, capì il perchè di quella richiesta. Al che la badessa, resasi conto del suo medesimo fallo e vedendo che lo avevano notato anche le altre, cambiò sermone e in tutt’altro tono cominciò a parlare, proferendo che a volte è impossibile difendersi dagli stimoli della carne. Proprio per questa ragione raccomandò a ognuna delle monache di darsi da fare ogni volta che ne avessero avuto voglia o occasione. E lasciata in pace la giovane, tornò a dormire col suo prete, e Isabetta col suo amante, che da quel giorno fece venire molte volte, a dispetto dell’invidia di alcune consorelle. Queste ultime, che erano senza amante, trovarono comunque il modo di abbandonarsi ai piaceri della vita. Clicca qui per la versione originale

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