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David Bowie, “Heroes” e la caduta del muro di Berlino

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Fai clic qui Tutti conoscono “Heroes”, la famosa canzone di David Bowie, ma forse non tutti sanno la storia che c’è dietro a essa e quello che ha significato per la Berlino degli anni precedenti alla caduta del muro. Bowie, scrive il pezzo nel 1977. Si trasferisce in Germania dopo un periodo di eccessi e semi insuccessi a Los Angeles, trova in Berlino un buon posto dove poter ricominciare.  L’idea per la canzone gli viene osservando due amanti che si scambiano effusioni a ridosso del muro che allora separava la Berlino Est dalla Berlino Ovest, si immagina così due innamorati costretti a nascondersi, separati da quello stesso muro, minacciati dai militari pronti a separarli, parla dell’importanza di sentirsi degli eroi anche solo per un giorno. Il brano assume un significato ben preciso negli anni: l’amore che supera le difficoltà e vince su tutto. Poi succede che nel 1987, dieci anni dopo aver scritto la canzone, David Bowie fa un concerto proprio a Berlino, nella parte Ovest, attaccato a quel muro che ancora separa la città.  Quando si accorge che ci sono sì migliaia di persone sotto al palco, ma che ce ne sono altrettante al di là del muro, gira gli amplificatori affinché la musica si possa sentire anche dall’altra parte. Tutti cantano. “Heroes” è una specie di inno. E, terminata la canzone, inizia un coro di “Buttatelo giù, buttatelo giù, buttatelo giù” che si espande da Est a Ovest, segno che quel muro non sta bene a nessuno di loro. Esattamente due anni dopo, crolla il muro di Berlino. Quando nel 2016 Bowie muore, la Germania lo ringrazia pubblicamente per aver avviato il processo che ha portato alla caduta di quel muro. E ci piace pensare che anche una sola canzone possa cambiare il corso della storia.  Scopri Land Magazine Elisabetta Febbraio 20, 2026 LIBRI RIBELLI – La trama è un puzzle da ricostruire Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Riordina questo libro: quando la trama è un puzzle da ricostruire Apri il libro ma… ehi! La storia che hai Read More Oriana Turus Febbraio 19, 2026 Caos silenzioso, over turismo e cielo grigio… eppure Londra vale sempre la pena A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Febbraio 18, 2026 Dalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana Rosada COMUNICATO STAMPADalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana RosadaC’è un territorio che parla attraverso le storie, e una voce nuova che nasce da lì. Un amore Read More Alessia Cannizzaro Febbraio 18, 2026 LOVE ME LOVE ME Love Me Love Me è il film che non volevamo (ma che abbiamo visto lo stesso). Il problema è che non è brutto ma divertente o brutto ma con un Read More Cristina Ferri Febbraio 18, 2026 Segnalazione d’uscita The March Sisters – Giunti Editore Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Segnalazione d’uscita per Giunti Editore The March SistersArriva nelle librerie un classico senza tempo.Piccole donne viene presentato in Read More admin Febbraio 17, 2026 Piemonte, 1.000 appartamenti a 150 euro al mese: il piano della Regione per giovani coppie e natalità Piemonte rilancia sulla casa e sulla natalità con un piano che fa discutere: 1.000 appartamenti a 150 euro al mese destinati ai giovani. Un progetto ambizioso che intreccia politiche abitative, Read More admin Febbraio 17, 2026 Hoepli: Crisi e futuro incerto per un simbolo dell’editoria italiana La crisi di Hoepli è un segnale culturale. È il simbolo di un cambiamento profondo che attraversa l’editoria italiana e il mondo delle librerie indipendenti.Fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli, Read More admin Febbraio 17, 2026 Leggere solo classici o solo contemporanei? L’equilibrio è la vera scuola di scrittura C’è una frase che circola spesso tra chi scrive:“Bisogna leggere i classici.”Ed è vero. Ma non è tutta la verità.Così come non è sufficiente leggere solo narrativa contemporanea per sentirsi Read More Silvia Dal Cin Febbraio 17, 2026 MONOPOLI – 90 ANNI DI STORIA Il gioco da tavolo “Monopoli” compie 90 anni! È incredibile quanto questo gioco da tavolo abbia influenzato le generazioni di giocatori (e non solo) di tutto il mondo, entrando a Read More admin Febbraio 16, 2026 Tè alla Viola e i segreti in soffitta diventa audiolibro: il romanzo di Alice Buzzella ora su Storytel narrato da Cinzia Corallini Febbraio 2026 – Il romanzo “Tè alla Viola e i segreti in soffitta” di Alice Buzzella arriva in una nuova, emozionante veste: da oggi l’audiolibro è disponibile su Storytel, narrato Read More

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Consigli di stile per le feste natalizie

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More spetteguless Consigli di stile per le feste natalizie 16.12.25 Eventi Happy Birthday, Jane! 16.12.25 compleanni Modi per rovinarsi la vita (seguendo Jane Austen) 16.12.25 firstletter Novità nel catalogo First Letter: arrivano i classici illustrati per bambini 15.12.25 Nuove uscite Alla scoperta della donna dietro il mito. Un viaggio narrativo e biografico nell’universo di Beatrix Potter 15.12.25 cinema e teatro AUGURI MR. VAN DYKE 13.12.25 società L’orsetto “Kumma”: il regalo meno azzeccato di sempre 13.12.25 cinema e teatro BASTA violenza sulle donne – Una sceneggiatura che trasforma consapevolezza in speranza 12.12.25 Durante l’epoca regency l’attenzione all’abito era fondamentale. Elizabeth Bennet non poteva neanche passeggiare sotto casa senza l’ombrellino, mentre Catherine Morland per poco non impazziva pensando a cosa indossare – nonostante la vanità in lei non serpeggiasse affatto. Nell’epoca di Jane Austen era vietato compiere un passo falso in fatto di stile. Bisognava infatti cambiarsi d’abito più volte al giorno. Al mattino si indossavano abiti semplici e comodi, mentre la sera apparivano più elaborati. In linea generale ci si doveva cambiare per svolgere una qualsiasi attività (cavalcare, passeggiare, ballare). Gli accessori erano parte predominante del vestito: ventaglio, borsette coi sali, reticella, cappellino, guanti e cuffietta facevano parte del quotidiano di tutti i giorni. E non si trattava di pura vanità femminile; perfino gli uomini perdevano tempo nella ricerca del percalle perfetto e della pettinatura perfetta. E oggi? Con l’avvento dei social l’aspetto continua a essere messo al primo posto. Guai ad avere lo smalto sbeccato o un make-up sbagliato, ma a Natale…. Natale non è fatto per essere belli, ma per stare comodi. Ecco allora alcuni consigli per essere a proprio agio durante la cena di Natale: Via quella gonna troppo corta e quella maglia scollata che ti fa tremare per il freddo. Sì a maglioni brutti. Magari rossi. Quelli con la renna comprati con il 30% di sconto durante i saldi dell’anno precedente andranno benissimo. Sì a pantaloni larghi. Eleganti o tuta non importa, basta che siano comodi. Sì a scarpe basse. Le sneakers sono perfette. Riponi quei tacchi a spillo, non ti permetteranno di ballare mentre tua cugina canta a squarciagola l’ultima canzone dei Coldplay. Consiglio finale: Divertiti e lasciati andare. E ricorda che a Natale in famiglia è concesso tutto: anche il trucco sfatto, i maglioni brutti e le ciabatte della nonna.  

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Come sopravvivere alla cena di Natale senza uscirne distrutti

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Anche ai tempi di Jane Austen il Natale era un’occasione per trascorrere del tempo tutti insieme. Tra manzo, costolette di maiale, minestre, verdure e torte di ribes, la tavola diventava un vero e proprio banchetto matrimoniale. A tavola vi erano alcune regole da rispettare, una fra tutti: fare bella figura, ergo “subire le lamentele dei propri cari senza avere una crisi di nervi”. E torniamo dunque al 2025. Queste sono solo alcune delle domande fra le più gettonate la Vigilia di Natale: Ce l’hai il fidanzatino? Hai finito gli esami? Quando ti laurei? Quando ti sposi? Quando fai il primo figlio? Quando ti decidi a fare il secondo figlio?   Ed ecco alcune delle affermazioni che ti faranno alzare gli occhi al cielo:   Lavori troppo. Lavori troppo poco. Esci poco. Non sei mai a casa.   Vediamo insieme come uscirne indenni, senza piangere, gridare e sbattere i piedi a terra per il nervosismo, cercando di rispettare le regole più elementari del ton. Non rispondere frettolosamente a una frecciatina. Non vorrai mica fare strozzare zia Lucia con l’oliva a causa di una risposta impertinente? Dunque respira e conta fino a cinque prima di replicare. Rispondi in maniera vaga, spostando l’attenzione sul cibo o magari sugli addobbi, senza tuttavia mostrare fastidio. Dopotutto la nonna lo fa solo per il tuo bene, anche se sembra che la tua vita sentimentale debba per forza essere l’argomento principale della serata (assieme alla portata di pesce fritto). Rispondi con un’altra domanda. Rispondere a una domanda con un’altra domanda può far sentire l’altro spaesato. Funzionerà inoltre a distogliere l’attenzione da te. Sopporta (cercando possibilmente di non alzare gli occhi al cielo). Tua sorella è meglio di te. Lei sembra aver coronato il sogno di tutti con il matrimonio in grande stile, tre nipotini magnifici e la casa perfetta, quando tu, trentenne squattrinata stai ancora decidendo se togliere o meno la vernice rosa dalla camera da letto. Cosa puoi farci? Nulla. La tua vita non è meglio o peggio della sua, semplicemente… diversa. Avete obiettivi differenti e non necessariamente le vostre scelte devono combaciare. Fingiti interessata a qualcos’altro. È la sera della Vigilia e hai tutti gli occhi puntati addosso. La sedia vicino a te è vuota perché nemmeno questo Natale sei riuscita a trovare uno stralcio di fidanzato da presentare a tutti. Tu sorridi e fingi di interessarti alla salsa yogurt dell’insalata di riso. Non possono passare tutta la sera a occuparsi dei tuoi problemi sentimentali, vedrai che prima o poi si stuferanno e molleranno la presa.  

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Consigli sentimentali per cuori spezzati (seguendo Jane Austen)

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui In Ragione e Sentimento, Marianne sembra non riesca a fare a meno di autocommiserarsi. Willoughby l’ha abbandonata da un giorno all’altro sparendo come un codardo, e le giornate passate insieme sono ormai un lontano ricordo… Lei è come sua madre: non riesce a farsi scivolare le cose addosso. Si strugge per il mancato proseguo dell’interesse di lui distorcendo la realtà, soffre al punto da smettere di mangiare e di curare il proprio aspetto, e ciò non fa che arrecare dolore in sua sorella Elinor, nella signora Jennings e nelle persone che le sono intorno. In questo breve articolo per cuori spezzati vediamo insieme come reagire davanti alla fine di una relazione amorosa. Smettila di colpevolizzarti Non pensare di essere sbagliata. L’errore che commettiamo quando ci troviamo davanti a una delusione amorosa è quello di colpevolizzarci: Avrei dovuto fare questo, dire quello, essere più comprensiva, meno orgogliosa… niente di più sbagliato. Si sa, le relazioni finiscono, e spesso non è colpa di nessuno. La realtà è che i sentimenti col tempo possono esaurirsi e, per quanto possa far male, è più deleterio fingere che non sia così. Consiglio: Non rileggere continuamente vecchi messaggi, non ascoltare le canzoni che eravate soliti ascoltare insieme. Prendi un diario e annota i tuoi stati d’animo: ti aiuterà pian piano a sentirti meglio. Non chiuderti in casa Indossa quell’abito che conservi per chissà quale occasione importante, truccati – o non farlo affatto se non ti senti a tuo agio – ed esci di casa. Da sola, in compagnia di un’amica, del tuo amico a quattro zampe o di un buon libro, non importa. La regola per stare meglio è solo una: non starsene chiusi in casa a rivangare i bei momenti. Non servirà a cambiare le cose, né tantomeno a farti sentire meglio. Consiglio: Opta per lunghe passeggiate all’aria aperta, magari in ascolto della tua canzone preferita. Organizza una serata fra amiche Un pigiama party, una serata cinema o semplicemente due chiacchiere davanti a una tazza di cioccolata bollente. Il segreto è solo uno: condividere, non tenersi tutto dentro col pericolo di scoppiare. Consiglio: Non commettere l’errore di mollare le amicizie per un fidanzato. Le storie d’amore possono finire, ma certe amicizie possono durare una vita intera. Dunque, non mettere da parte la tua amica del cuore e ritaglia sempre un momento speciale solo per voi. Agisci Manda quel messaggio che hai paura di inviare, fai quel taglio di capelli che tanto ti spaventa, iscriviti in palestra o a un corso yoga, ma non rimandare a domani qualcosa che potrebbe farti sentire subito meglio. Consiglio: Parlane con la tua famiglia. I tuoi cari possono sostenerti e aiutarti. Dopotutto, chi ti conosce meglio di loro?

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Errori da non commettere nelle relazioni (seguendo Jane Austen)

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Vi frequentate da poco, lui non ci pensa minimamente a mettere la fede al dito, e tu non hai alcuna voglia di perdere la tua indipendenza né tantomeno le tue abitudini. Ma come comportarsi davanti ad alcune situazioni di tentennamento in cui lui sembra volersi prendere gioco di te? Jane Austen, in un’epoca così lontana dalla nostra, ci parla di relazioni, e ci presenta alcuni elementi che possono rivelarsi tossici quali una prima impressione sbagliata o il non sapere ciò che si vuole. Prima impressione sbagliata Un abito scelto con cura, quel paio di tacchi scomodi ma tuttavia favolosi che tieni chiusi nella scatola per paura di sciuparli, un buon profumo e il giusto taglio di capelli possono senza dubbio essere un ottimo requisito per fare una buona impressione al primo appuntamento. Persino Marianne è indecisa su quale abito di mussola indossare… Tuttavia, l’aspetto estetico non basta per definire una persona, così come “il sentito dire”. Non possiamo precluderci una conoscenza ancora prima di aver passato una serata insieme a qualcuno. Il basarsi sulla storia raccontata da una nostra amica o da un certo Tal de Tali non può essere sufficiente. L’unico risultato che si ottiene è quello di un quadro errato della persona che abbiamo davanti. Lo sa bene Lizzie, la quale forma nella mente un profilo di Darcy del tutto sbagliato. Dunque, perché distruggere tutto e fermarci alla prima impressione? Non sapere ciò che si vuole L’appuntamento è andato bene, sei emozionata e non sai se vi rivedrete. Ma forse dopo tanti anni passati a cercare la persona giusta adesso hai il terrore di rinunciare alla tua indipendenza. Non sapere ciò che si vuole è senza dubbio il primo errore nel quale si può cadere all’inizio di una relazione. Vediamo Jane Austen, ad esempio. Edmund non sa chi corteggiare, e questo produce un unico risultato: quando si trova davanti la ragazza che gli piace sul serio, non viene creduto. Frivolezza nei rapporti Il bel Willoughby accantona l’inizio di una conoscenza solo per vanità ed egocentrismo. Dopotutto Marianne la conosce da poco, con lei si è divertito, ma adesso basta: è ora di guardare al futuro, e l’incontro con una donna più ricca, dunque meno “complicata” di lei gli fa accantonare la relazione. Risultato: una volta raggiunto il suo obiettivo, si rende conto di aver buttato alle ortiche una relazione che avrebbe potuto anche divenire importante. L’ascolto delle malelingue Se non vuoi gettarti sul letto in preda ai singhiozzi come la povera Marianne o chiuderti in camera come Anne Elliot per paura di incontrare la persona che ti sei fatta sfuggire a causa della persuasione allora smettila di ascoltare il giudizio degli altri. Ti fa stare bene? Al diavolo le malelingue.

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