Cristina Ferri

Consigli sentimentali per cuori spezzati (seguendo Jane Austen)

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui In Ragione e Sentimento, Marianne sembra non riesca a fare a meno di autocommiserarsi. Willoughby l’ha abbandonata da un giorno all’altro sparendo come un codardo, e le giornate passate insieme sono ormai un lontano ricordo… Lei è come sua madre: non riesce a farsi scivolare le cose addosso. Si strugge per il mancato proseguo dell’interesse di lui distorcendo la realtà, soffre al punto da smettere di mangiare e di curare il proprio aspetto, e ciò non fa che arrecare dolore in sua sorella Elinor, nella signora Jennings e nelle persone che le sono intorno. In questo breve articolo per cuori spezzati vediamo insieme come reagire davanti alla fine di una relazione amorosa. Smettila di colpevolizzarti Non pensare di essere sbagliata. L’errore che commettiamo quando ci troviamo davanti a una delusione amorosa è quello di colpevolizzarci: Avrei dovuto fare questo, dire quello, essere più comprensiva, meno orgogliosa… niente di più sbagliato. Si sa, le relazioni finiscono, e spesso non è colpa di nessuno. La realtà è che i sentimenti col tempo possono esaurirsi e, per quanto possa far male, è più deleterio fingere che non sia così. Consiglio: Non rileggere continuamente vecchi messaggi, non ascoltare le canzoni che eravate soliti ascoltare insieme. Prendi un diario e annota i tuoi stati d’animo: ti aiuterà pian piano a sentirti meglio. Non chiuderti in casa Indossa quell’abito che conservi per chissà quale occasione importante, truccati – o non farlo affatto se non ti senti a tuo agio – ed esci di casa. Da sola, in compagnia di un’amica, del tuo amico a quattro zampe o di un buon libro, non importa. La regola per stare meglio è solo una: non starsene chiusi in casa a rivangare i bei momenti. Non servirà a cambiare le cose, né tantomeno a farti sentire meglio. Consiglio: Opta per lunghe passeggiate all’aria aperta, magari in ascolto della tua canzone preferita. Organizza una serata fra amiche Un pigiama party, una serata cinema o semplicemente due chiacchiere davanti a una tazza di cioccolata bollente. Il segreto è solo uno: condividere, non tenersi tutto dentro col pericolo di scoppiare. Consiglio: Non commettere l’errore di mollare le amicizie per un fidanzato. Le storie d’amore possono finire, ma certe amicizie possono durare una vita intera. Dunque, non mettere da parte la tua amica del cuore e ritaglia sempre un momento speciale solo per voi. Agisci Manda quel messaggio che hai paura di inviare, fai quel taglio di capelli che tanto ti spaventa, iscriviti in palestra o a un corso yoga, ma non rimandare a domani qualcosa che potrebbe farti sentire subito meglio. Consiglio: Parlane con la tua famiglia. I tuoi cari possono sostenerti e aiutarti. Dopotutto, chi ti conosce meglio di loro?

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Apriamo insieme il calendario dell’avvento Land Editore – Giorno 2

Oggi nella nostra finestra numero 2 spunta un racconto elegante, profumato di tè caldo e drammi vittoriani: La Teiera di Mrs. Podgers. Perché proprio questo libro? Semplice: perché a dicembre abbiamo tutti bisogno di due cose fondamentali:1️⃣ una storia breve, dolce e con quel tocco vintage che ti fa sentire un personaggio di Piccole Donne,2️⃣ e una teiera. Sempre.(Non giudichiamo: la caffeina è un diritto costituzionale del lettore.)✨ Perché abbiamo scelto questo libroPerché Louisa May Alcott è la zia letteraria che tutti avremmo voluto: elegante, saggia e capace di trasformare anche una semplice teiera in un oggetto carico di mistero, affetti e piccoli segreti di famiglia.E poi perché il racconto è perfetto per una pausa veloce tra un biscotto allo zenzero e l’ennesima riunione che poteva essere una mail.📚 Mini recensione (senza spoiler, promesso)La Teiera di Mrs. Podgers è un racconto tenero e brillante che parla di tradizioni, piccoli oggetti che custodiscono grandi storie e del potere dei ricordi.È di quelli che ti fanno sorridere senza sforzo, un abbraccio in formato libro: breve, caloroso e con la grazia tipica della Alcott.Leggerlo accanto a una candela accesa, possibilmente sotto una coperta, è tecnicamente la scelta più natalizia dopo il panettone.Perfetto per chi ama i classici, il tè, le storie di famiglia e le letture che ti scaldano senza appesantirti (a differenza dei pranzi delle feste).

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The Great

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Approda su Netflix The Great, l’avvincente storia di Caterina la Grande. Fedele seguace di Pietro il Grande, Caterina è un’eroina d’altri tempi, fermamente convinta di poter cambiare la Russia. Combattere la superstizione e l’ignoranza con il ragionamento e la scienza sembrano essere il suo unico obiettivo. A ostacolarla? Suo marito Pietro. Despota, ignorante e sanguinario, l’uomo non si rende conto di non avere nemmeno la metà della forza della moglie. Caterina ha infatti una mente brillante, calcolatrice al punto che riesce a convincerlo di non essere degno di governare il Paese. Riesce a detronizzarlo mediante un Colpo di Stato e a imporre le sue idee illuministe alla corte. I dialoghi sono irriverenti, ironici, folli e a tratti quasi sconcertanti. Mentre lei tenta di cambiare il Paese, lui si limita a vivere da prigioniero. Tra le idee illuministe di Voltaire e l’ideazione di scuole superiori femminili, Caterina riesce a insinuarsi nelle menti ottuse dei suoi pari e a convincerli che il passato può essere superato dall’innovazione e dal cambiamento.

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La cuffietta: da Jane Austen a Elizabeth Gaskell

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui Passeggiare senza l’ombrellino, uscire senza la cuffietta o senza chaperon, o entrambe le cose, essere cacciate da una casa senza nemmeno essere accompagnate da una carrozza privata, declinare inviti mondani o giocare con il cibo a tavola sparpagliandolo ovunque erano solo alcune di quelle che venivano ritenute “una grave infrazione del ton”, ma vediamo insieme cos’era la cuffietta e come veniva utilizzata nell’Ottocento. La cuffietta Di lino, ornata di pizzi e merletti, qualsiasi dama rispettabile veniva vista con una cuffietta sulla testa. I nipoti di Jane Austen ci dicono che sua zia era solita indossarla frequentemente. Jane vedeva la cuffietta come un simbolo di libertà personale: libertà di coprire i capelli sporchi se non si aveva voglia di lavarli; libertà di uscire senza impiegare ore in acconciature elaborate. Da simbolo di libertà a rottura degli schemi. Margaret, la protagonista di Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, davanti a una scena di grande tensione emotiva si strappa la cuffia con le mani per poter ascoltare meglio. Quel pezzo di stoffa diventa la barriera che le impedisce di ascoltare, di prendere parte agli eventi. Il signor Thornton è in cima alle scale, davanti a una folla imbestialita di operai in sciopero, e quel gesto all’apparenza sciocco e frivolo, di togliersi la cuffietta, diventa un simbolo di ribellione. Margaret non vuole rimanere in casa, al riparo dagli eventi. Vuole essere parte attiva, non può volgere lo sguardo dall’altra parte. Lei è una donna e, in quanto tale, chiede di non essere messa in un angolo a fare da tappezzeria.

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Errori da non commettere nelle relazioni (seguendo Jane Austen)

Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Vi frequentate da poco, lui non ci pensa minimamente a mettere la fede al dito, e tu non hai alcuna voglia di perdere la tua indipendenza né tantomeno le tue abitudini. Ma come comportarsi davanti ad alcune situazioni di tentennamento in cui lui sembra volersi prendere gioco di te? Jane Austen, in un’epoca così lontana dalla nostra, ci parla di relazioni, e ci presenta alcuni elementi che possono rivelarsi tossici quali una prima impressione sbagliata o il non sapere ciò che si vuole. Prima impressione sbagliata Un abito scelto con cura, quel paio di tacchi scomodi ma tuttavia favolosi che tieni chiusi nella scatola per paura di sciuparli, un buon profumo e il giusto taglio di capelli possono senza dubbio essere un ottimo requisito per fare una buona impressione al primo appuntamento. Persino Marianne è indecisa su quale abito di mussola indossare… Tuttavia, l’aspetto estetico non basta per definire una persona, così come “il sentito dire”. Non possiamo precluderci una conoscenza ancora prima di aver passato una serata insieme a qualcuno. Il basarsi sulla storia raccontata da una nostra amica o da un certo Tal de Tali non può essere sufficiente. L’unico risultato che si ottiene è quello di un quadro errato della persona che abbiamo davanti. Lo sa bene Lizzie, la quale forma nella mente un profilo di Darcy del tutto sbagliato. Dunque, perché distruggere tutto e fermarci alla prima impressione? Non sapere ciò che si vuole L’appuntamento è andato bene, sei emozionata e non sai se vi rivedrete. Ma forse dopo tanti anni passati a cercare la persona giusta adesso hai il terrore di rinunciare alla tua indipendenza. Non sapere ciò che si vuole è senza dubbio il primo errore nel quale si può cadere all’inizio di una relazione. Vediamo Jane Austen, ad esempio. Edmund non sa chi corteggiare, e questo produce un unico risultato: quando si trova davanti la ragazza che gli piace sul serio, non viene creduto. Frivolezza nei rapporti Il bel Willoughby accantona l’inizio di una conoscenza solo per vanità ed egocentrismo. Dopotutto Marianne la conosce da poco, con lei si è divertito, ma adesso basta: è ora di guardare al futuro, e l’incontro con una donna più ricca, dunque meno “complicata” di lei gli fa accantonare la relazione. Risultato: una volta raggiunto il suo obiettivo, si rende conto di aver buttato alle ortiche una relazione che avrebbe potuto anche divenire importante. L’ascolto delle malelingue Se non vuoi gettarti sul letto in preda ai singhiozzi come la povera Marianne o chiuderti in camera come Anne Elliot per paura di incontrare la persona che ti sei fatta sfuggire a causa della persuasione allora smettila di ascoltare il giudizio degli altri. Ti fa stare bene? Al diavolo le malelingue.

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