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Bere come un vero scrittore italiano – Licia Troisi

Vi siete mai chiesti cosa bevono i veri scrittori e se hanno dei riti di scrittura? ilSaggiatore lo ha fatto con i grandi scrittori della storia del passato, noi lo facciamo con i grandi scrittori italiani della storia di oggi! Se vi chiedessi il primo nome che vi viene in mente parlando di fantasy italiano, cosa mi rispondereste? Sì, è proprio lei, la scrittrice italiana di fantasy più conosciuta: Licia Troisi Licia deve avere una penna ultraterrena per quanto è prolifica: comincia a pubblicare da giovanissima e sembra tuttora inarrestabile. Chi di noi, generazione anni ’80 e ’90, dice di non conoscere il Mondo Emerso mente.  Citando i suoi ultimi lavori troviamo:  –> Una saga fantasy, “Le guerre del multiverso” (“Poe. La nocchiera del tempo”, Rizzoli 2022 e “Poe e la cacciatrice di draghi”, Rizzoli 2023)–> Un giallo: “La luce delle stelle”, Marsilio 2024 –> Un saggio di divulgazione scientifica: “Astrofisica per ansiosi. Tutti i modi in cui l’universo potrebbe ucciderci”, Rizzoli 2023 Non solo fantasy quindi, ma anche nuovi generi letterari e saggi di astrofisica, materia in cui Licia è laureata che le ha permesso di vincere i premi Cosmos e Asimov con “La sfrontata bellezza del cosmo”.  Ma non è conosciuta solo in Italia: la traduzione francese di “I casi impossibili di Zoe e Lu – Un’amica da salvare” le ha portato il premio Prix des Embouquineurs 2023-2024 direttamente dalla Francia. Scopriamo ora i suoi consigli e vediamo se riesce a trasmettere un po’ di magia creativa anche a noi. Il rituale di scrittura Abbiamo chiesto a Licia se ha un rituale di scrittura, ecco cosa ci ha risposto: «In generale no. In linea di massima, però, quando mi siedo alla scrivania mi prendo prima qualche minuto per svuotare la mente vagando sui social. D’inverno mi piace molto bere il tè mentre scrivo, ma sono tutte cose di cui posso anche fare a meno. A volte, per dire, scrivo in treno, e lì nessun rituale specifico, a parte un po’ di rumore bianco nelle cuffie se la carrozza è molto rumorosa.» Abbiamo scoperto che il tè non è indispensabile, ma vediamo a cosa non rinuncerebbe mai! Cosa beve Licia Troisi «La birra, in particolar modo la weiss tedesca o la blanche belga. Delle italiane, invece, mi piace l’Ichnusa. In genere la bevo quando vado in pizzeria, ma qualche volta mi è capitato di farlo anche a casa, sempre in occasione di qualche pasto un po’ diverso dal solito.» Insomma, Licia una di noi: come rinunciare alla birra mangiando la pizza? E non può certo darci la ricetta per preparare queste birre, come ci dice giustamente «occorrerebbe chiederlo a un monaco trappista.»  Però ci ha voluto lasciare qualche altra curiosità:  «Posso dire come la bevo io: ovviamente gelata, se weiss in quel bel bicchiere lungo e stretto, che si allarga in cima, e che per me sa tantissimo di Germania e dei tre mesi in cui ho vissuto a Monaco di Baviera; se blanche in una bella coppa larga, l’Ichnusa direttamente dalla bottiglia. No ghiaccio please.» Anche solo pensare al ghiaccio nella birra… brr, mi è venuta la pelle d’oca.  Alla richiesta di un consiglio aggiuntivo per i nostri lettori, Licia ci ha lasciato con un’emozione: l’emozione che le porta la birra.  «La birra in generale è perfetta quando fa caldo; non trovo ci sia niente di più rinfrescante che un bel sorso di birra in una sera estiva. Può aprire il pasto o accompagnare una pizza, si può berla da sola oassieme agli amici. Il primo sorso per me ferma il tempo, riallinea tutto e cancella la stanchezza della giornata.» In questo caldo afoso, che è solo agli inizi, le parole di Licia mi hanno già rinfrescato… e fatto venire una voglia matta di birra! Quindi ecco per voi…  La lista della spesa Bustine di tè per superare l’inverno Birra weiss tedesca Bicchiere lungo e stretto per la weiss Birra blanche belga Coppa larga per la blanche Ichnusa (vietato versarla nel bicchiere!) Pizza Ringrazio tantissimo Licia Troisi che ci ha svelato i suoi gusti e ci ha resi partecipi delle sue sensazioni.  Credo che ora mi tornerà in mente ogni volta che berrò la birra, e non solo quando passerò davanti alla mia libreria. Eh già, vi svelo un segreto: per anni online mi sono chiamata Nihal86… e se non sapete chi è, dritti di corsa a leggervi “Le cronache del Mondo Emerso”! Vi è piaciuto questo articolo? Siete curiosi di scoprire i gusti di altri grandi – e magari anche piccoli – scrittori italiani?Un piccolo anticipo: in ottobre avremo un’altra grande scrittrice italiana! E chissà se prima o poi riusciremo a stuzzicare il palato anche di qualche scrittore, o se questa rubrica resterà tutta al femminile. Scopri Land Magazine admin Luglio 7, 2024 Giornata Mondiale del Cioccolato: Celebra con una Ricetta di Cioccolata Calda da “Castle Heart: Schegge nel Cuore” di Isabella Vinci Il 7 luglio è una data che tutti gli appassionati di cioccolato dovrebbero tenere a mente: è la Giornata Mondiale del Cioccolato! Questa deliziosa ricorrenza è l’occasione ideale per concedersi Read More admin Luglio 7, 2024 Giornata Mondiale del Cioccolato: Festeggia con una Deliziosa Ricetta di Crepes al Cioccolato Il 7 luglio è una data speciale per tutti gli amanti del cioccolato: è la Giornata Mondiale del Cioccolato! Questa celebrazione internazionale è l’occasione perfetta per indulgere nella delizia dolce Read More admin Luglio 6, 2024 I sensitivi nella risoluzione dei crimini: il parallelo tra finzione e realtà Il crimine non paga, ma a quanto pare i sensitivi sì. 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Curiosità letterarie: Proposta di matrimonio a lume di candela, o davanti a… una lapide?

Di Cristina Ferri Curiosità letterarie – Proposta di matrimonio a lume di candela o davanti a una… lapide? Dalle commedie romantiche abbiamo appreso le proposte di matrimonio più disparate; davanti la Tour Eiffel o nel ristorante più lussuoso di Manhattan. In Se scappi ti sposo troviamo i ruoli invertiti: è lei, una favolosa Julia Roberts a inginocchiarsi davanti il bel Richard Gere, chiedendo la sua mano. In Love Actually, Colin Firth chiede la mano di Aurelia in un portoghese appena comprensibile. In Una proposta per dire sì, la protagonista viaggia fino in Irlanda per fare la proposta al suo fidanzato… Ma vi siete mai chiesti come avvenivano le proposte di matrimonio nel passato? Sappiamo che i genitori dovevano dare la loro approvazione all’unione, e che erano vietati i rapporti intimi prima del gran giorno. Ma come avvenivano queste proposte? La proposta di Percy Shelley fatta a Mary, la scrittrice di Frankenstein, rientra sicuramente tra quelle più… particolari. I due s’incontrano per la prima volta nel periodo intercorso fra i due viaggi in Scozia. Sappiamo che quando si conoscono lui era già sposato e aveva due figli. Nonostante fosse un uomo impegnato, Percy decise comunque di farle una proposta di matrimonio, e lo fece nel modo più romantico e tenebroso del mondo: davanti a una lapide, nel cimitero di St. Pancras di Londra. Ma non era una lapide comune, bensì quella della madre di lei. Godwin disapprovò sin da subito questa unione e provò a ostacolarla, ma i giovani amanti scapparono con l’intenzione di non ritornare a casa. So quanto mi ami e con quale tenerezza, e mi piace pensare che posso costituire la tua felicità. (…) ma la nostra ancora più grande felicità sarà in Shelley – che io amo così teneramente e interamente, la mia vita è nella luce dei suoi occhi e la mia intera anima è completamente assorbita da lui”. Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni di carcere il trentenne Filippo Bernardini, un italiano arrestato ieri a New York per il furto telematico di centinaia di Read More Viaggi Norvegia Low Cost: missione impossibile o avventura epica? 25.06.24 società Amori in ufficio: buone ragioni per innamorarti di un collega 24.06.24 società Tutto quello che c’è da sapere sul sistema scolastico inglese 24.06.24 Viaggi La storia dell’acquario di Genova: dalla visione di Renzo Piano all’icona del turismo e della conservazione marina 23.06.24 libri Ricette libresche: la zuppa del padre di Dexter 22.06.24 società Come sopravvivere al mobbing al lavoro: 5 lezioni non richieste da “Dicono di lei” 22.06.24 società Vamp(yre) style: seduzione e potere oltre i secoli 22.06.24 società MEMORIAL BENCH – COS’È E PERCHÉ PER QUALCUNO È COSÌ IMPORTANTE 20.06.24

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Bere come un vero scrittore italiano – Alice Basso

Vi siete mai chiesti cosa bevono i veri scrittori e se hanno dei riti di scrittura? ilSaggiatore lo ha fatto con i grandi scrittori della storia del passato, noi lo facciamo con i grandi scrittori italiani della storia di oggi!E partiamo alla grande, perché la prima scrittrice che ci ha parlato dei suoi gusti è… Alice Basso Autrice di gialli cosy crime, cioè gialli con poco sangue e molte risate, annovera tra le sue scritture due pentalogie: –> La prima ha per protagonista Vani Sarca, una ghostwriter che si trova a fare la consulente di un commissario.(primo libro: “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome”, Garzanti, 2015) –> La seconda è ambientata nel 1935 dove troviamo Anita Bo, dattilografa di gialli e investigatrice dilettante.(primo libro: “Il morso della vipera”, Garzanti, 2020) Lista della spesa alla mano, vediamo cosa ci consiglia! Il rituale di scrittura Molti scrittori hanno un rituale di scrittura, altri aspirano a trovare il proprio – magari per smettere di procrastinare. Abbiamo chiesto ad Alice se ha un rituale, ecco cosa ci ha risposto:  «Macché! Sarebbe fighissimo poter dire “mi siedo alla mia scrivania, rigorosamente orientata a est, ogni mattina alle sei e un quarto, dopo la mia sessione di tai chi”, ma la verità è che mi siedo alla mia scrivania quando capita, anzi, non è quasi mai la mia scrivania, ma spesso la mensolina di un Frecciarossa, il banco di una stanza d’albergo, il tavolino di un bar, o persino il davanzale di una finestra. Il lato positivo è che imparare a scrivere dappertutto rende ogni minuto e ogni luogo potenzialmente sfruttabili e produttivi!» Probabilmente i vari luoghi in cui si ritaglia spazio per scrivere le riservano anche idee e ispirazioni.  Ma veniamo alla parte importante: vogliamo sapere quale nettare ispira la scrittrice che ha creato quel peperino di Vani Sarca. Cosa beve Alice Basso «La mia prima protagonista, Vani Sarca, era un’appassionata di whisky torbato, in particolare Bruichladdich. Vani non era un mio alter ego autobiografico se non per pochissimi tratti… ma guarda caso la passione per lo scotch è precisamente uno di questi. Ma pure Anita, la seconda protagonista, in uno dei libri della sua serie (il quarto, “Le aquile della notte”) si trasferisce per una settimana nelle terre del Barolo, e in effetti pure quello… Sapete quel comandamento dello scrittore che recita “scrivi di quello che conosci”? Ecco: mi accorgo ora, nel rispondere a voi, che mi sa che io l’ho declinato in “scrivi di quello che ti piace bere”. Naturalmente nella vita quotidiana bere costantemente whisky torbato o Barolo può avere qualche spiacevole effetto collaterale, tipo la rovina economica. Così, molto più banalmente, le mie giornate le passo a bere tazze gigantesche di tè, tendenzialmente Earl Grey o aromatizzato agli agrumi, e rigorosamente senza zucchero.» Eh sì, si tende sempre a mettere qualcosa di noi in quello che scriviamo. D’ora in poi leggerò le storie di Alice (perché ancora non le ho lette tutte) con un interesse particolare alle abitudini delle sue protagoniste.  Per ultimo abbiamo chiesto ad Alice se ci dà un consiglio per gustare anche noi il whisky torbato. «Mi dicono che l’abbinamento fra whisky torbato e fumo, possibilmente di sigaro, sia impareggiabile. Io non fumo – sono un’accanita fumatrice passiva, perché in casa fuma mio marito, ma personalmente non ho mai provato neanche ad accendere la canonica sigaretta adolescenziale di prova in bagno – quindi, ahimé, non posso avvalorare l’ipotesi. Però in qualche occasione mi sono vista servire il whisky accompagnato da scaglie di cioccolato fondente, e devo dire che l’ho apprezzato. Come minimo, perché è stata un’occasione inaspettata per mangiare del cioccolato fondente!» Whisky e scaglie di fondente… cara Alice, mi hai davvero incuriosita! Quindi ecco per voi… La lista della spesa Whisky torbato Barolo Bustine di tè (Earl Grey o aromatizzato agli agrumi) Cioccolato fondente Sigaro (ma non cominciate a fumare… il cioccolato siamo sicuri che sia già piuttosto soddisfacente e fa anche bene all’umore) Un grazie immenso ad Alice Basso che è stata la prima a mettersi nelle nostre mani e che ci ha svelato qualcosa di particolare e interessante di sé!  Non so voi, ma io vado a cercare la mia futura bottiglia di whisky.  Vi è piaciuto questo articolo? Siete curiosi di scoprire i gusti di altri grandi – e magari anche piccoli – scrittori italiani?Stiamo lavorando per voi…  Scopri Land Magazine Elisabetta Maggio 21, 2024 Bere come un vero scrittore italiano – Alice Basso Vi siete mai chiesti cosa bevono i veri scrittori e se hanno dei riti di scrittura? ilSaggiatore lo ha fatto con i grandi scrittori della storia del passato, noi lo facciamo Read More admin Maggio 21, 2024 Buffy l’ammazzavampiri: cosa resta della serie TV a vent’anni dall’uscita dell’ultimo episodio Il 20 maggio 2003 andava in onda l’ultima puntata di Buffy l’Ammazzavampiri, una serie TV che ha segnato un’intera generazione e che, a distanza di vent’anni, continua a raccogliere milioni Read More admin Maggio 19, 2024 Non solo geroglifici: i sistemi di scrittura nell’Egitto dei Faraoni erano ben tre Ciao a tutti, amici appassionati di storia! 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Drabble mania: consigli di scrittura per aspiranti scrittori (puntata 10)

Elisabetta Venturi Scrittrice e insegnante Drabble mania Scrivere drabble insegna a colpire, emozionare, stupire, sconvolgere il lettore con poche parole. Inoltre puoi giocare con le parole: scrivere una storia intorno a una parola che non conosci, così diventerà parte del tuo vocabolario; puoi darti regole folli sulle lettere da non usare oppure tirare i dadi (esistono molti giochi con questo scopo) e usare le immagini che escono.   Leggi fino alla fine per avere un consiglio di scrittura completamente gratuito Ricetta di un disastro Vedete quel povero ragazzo? Sta cercando di farsi avanti. Non ha speranza, sapete perché? Prendete una dose di timidezza e mescolatela con la certezza di essere nessuno. Ecco, quello è Mario. Poi, se aggiungete un pizzico di goffaggine, il passo incerto, le gambe che tremano dalla paura allora il disastro è assicurato. Lasciatelo rosolare per qualche minuto ancora nella sua paranoia, aggiungete una spolverata di occhi indiscreti prima che Mario possa fare il primo passo. Sfornate gambe tremanti e passo insicuro, e sarete certi che quello che Sofia vedrà sarà solo un soufflé che si affloscia sul pavimento della classe. Consiglio di scrittura Lo stile dello scrittore Lo stile è un insieme di scelte strategiche, più o meno consapevoli, fatte dallo scrittore per narrare e ottenere così un determinato effetto. Un episodio banale può essere raccontato in tantissimi modi diversi, diventando originale. Al prossimo venerdì!

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