A CURA DI
ENGLISH LIFE, YES OR NOT?
è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai?
Libri di Oriana Turus
La differenza tra le fiabe per bambini e quelle del focolare e il rimprovero che ci viene mosso di avere utilizzato questa combinazione nel nostro titolo è più una questione di lana caprina che di sostanza. Altrimenti bisognerebbe letteralmente allontanare i bambini dal focolare dove sono sempre stati e confinarli in una stanza. Le fiabe per bambini sono mai state concepite e inventate per bambini? Io non lo credo affatto e non sottoscrivo il principio generale che si debba creare qualcosa di specifico appositamente per loro. Ciò che fa parte delle cognizioni e dei precetti tradizionali da tutti condivisi viene accettato da grandi e piccoli, e quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito quando saranno pronti ad apprenderlo. È così che avviene con ogni vero insegnamento che innesca e illumina tutto ciò che era già presente e noto, a differenza degli insegnamenti che richiedono l’apporto della legna e al contempo della fiamma.
Jacob Grimm
Queste furono le parole pronunciate da uno dei più famosi “fratelli delle favole”, come amo definirli, le cui storie sono state “ammorbidite” negli anni e diventate più adatte a un pubblico infantile.
I Fratelli Grimm e le loro Fiabe del focolare, infatti, non avevano di sicuro pensato a un’età di riferimento quando raccolsero e rielaborarono, a loro modo certo, le fiabe della tradizione popolare tedesca ed europea rendendole però, di fatto, celebri.
Ricordo di aver letteralmente consumato il libro a furia di leggerlo o anche solo sfogliarlo da ragazzina.
Quelle stesse favole ci venivano lette prima di andare a letto, non erano proprio adatte a un pubblico infantile, eppure siamo sopravvissuti. Forse un po’ traumatizzati, ma l’abbiamo superato.
Le loro storie, infatti, non erano state affatto concepite per i bambini: la prima edizione (del 1812) conteneva molti dettagli realistici e cruenti.
Prevedevano spesso un’ambientazione oscura e tenebrosa, fatta di fitte foreste popolate da streghe, goblin, troll e lupi in cui accadono terribili fatti di sangue, così come voleva la tradizione popolare tipica tedesca. L’unica operazione di “depurazione” che sembra essere stata messa consapevolmente in atto dai Grimm riguarda i contenuti sessualmente espliciti, piuttosto comuni nelle fiabe del tempo e ridimensionati nella narrazione dei due fratelli.
Negli anni le loro fiabe hanno assunto una forma più “dolce”, senza scene cruente e più adatte ai bambini, cosa che ha sempre trovato in disaccordo i Fratelli Grimm.
Walt Disney, per esempio, fu il primo ad associare i nomi ai sette nani di Biancaneve che, nella storia originale non erano presenti. Di fatto i sette dovevano rappresentare il sistema solare o comunque il collegamento dell’uomo con la natura.
Tra le loro fiabe più celebri troviamo:
- Biancaneve
- Cappuccetto Rosso
- Cenerentola
- Frau Holle
- Hänsel e Gretel
- Il ginepro
- Il lupo e i sette capretti
- Il pifferaio di Hamelin
- Il principe ranocchio
- I musicanti di Brema
- Pollicino
- Raperonzolo
- Rosaspina
Spero che questo piccolo approfondimento – ricordo d’infanzia vi sia piaciuto.
E ora tutti a rileggere le favole dei Fratelli Grimm!
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