La principessa del popolo

Di Cristina Ferri

Libri di Cristina Ferri

La principessa del popolo

A partire dalla metà degli anni Ottanta, Diana divenne madrina di un alto numero di enti di beneficenza. Si occupava di bambini, anziani, tossicodipendenti e malati di AIDS.

Il primo ministro Blair, alla sua morte, le attribuì infatti l’appellativo di “principessa del popolo.”

In quanto principessa di Galles, Diana doveva fare regolari apparizioni pubbliche, partecipare a eventi e raccogliere fondi, ma non sentiva affatto il peso di tale obbligo. Sviluppò anzi un grande interesse per alcune cause, che venivano totalmente ignorate dalla famiglia reale, come i malati di AIDS e la lebbra.

Dal 1991 al 1996 fu rappresentante di un’associazione per il supporto alle vittime di danni cerebrali.

Dal 1984 al 1996 appoggiò l’associazione di carità Barnardo’s, ente che garantiva aiuto a giovani e minori.

Nel 1988 divenne madrina della sezione giovani della Croce Rossa britannica. La principessa era inoltre sostenitrice di un ente volto a sostenere i servizi di maternità negli ospedali del servizio sanitario nazionale.

Nel febbraio 1992 visitò l’ospizio per i malati e i morenti di Madre Teresa a Calcutta, in India.

Nel 1995 fece una breve visita a Mosca, dove visitò un ospedale per bambini che aveva in precedenza sostenuto e al quale fornì nuove attrezzature mediche.

Tra i suoi riconoscimenti ricordiamo nel 1996 il premio umanitario per il suo impegno con gli anziani dal Centro Pio Manzù.

Nel maggio del 1997 Diana inaugurò il Richard Attenborough Centre for Disability and the Arts a Leicester.

Tra le numerose battaglie di Lady Diana, non possiamo non menzionare le mine antiuomo.

Nel gennaio 1997, sfruttando la sua popolarità, la principessa mise a rischio la sua vita percorrendo, insieme all’organizzazione Halo Trust, un campo minato dell’Angola con indosso un casco e un giubbotto antiproiettile, con l’unico obiettivo di spingere lo stato a vietarle. In Angola erano infatti moltissimi i civili, inclusi i bambini, ad aver perso un arto a causa di queste mine.

In seguito, nel dicembre del 1997, grazie anche all’intervento di Diana, il Trattato internazionale di Ottawa vietò l’uso e la produzione delle mine antiuomo.

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